Il Ristorante Consorzio a Torino


peperoni e acciughe

Torino è bellissima. Torino è una città retorica. Sembrerebbero due affermazioni in contrasto, eppure una Capitale sa trovare miracolosi equilibri anche tra gli estremi. Torino – passata la cintura e affrontato il centro – vibra delle sue strade quadrate, in bilico infinito tra una grandezza appena un filo retrò ed una netta proiezioni in avanti. Le Olimpiadi sono state un’occasione, sfruttata al massimo grado. Torino riluce delle sue vetrine che strappano un sorriso: dice, “Confetteria Avvignano, success.” Quel “success.” significa un intero mondo di travet che non pérdono l’occasione di rialzare la testa dal loro vernacolo burofonico. Un intero mondo di rispetto per la forma, anche:  ma sarebbe superficiale credere che è solo forma che importa, anzi Torino è di cuore e di polpacci, e di spalle erette nella pioggerellina polverosa di un mezzo febbraio.
Camminare e raggiungere “i ragazzi” del Consorzio è prepararsi ad un incontro che non è solo di cucina. L’uno ossessionato dai formaggi, l’altro invaghito dei vini naturali hanno allestito una bella mensa agevole, pratica ed a “bassa pressione”. Cioè ti siedi tranquillo, ordini tranquillo, bevi tranquillo, hai sorrisi a scialo e quella fratellanza che subito cogli, anche se la carta, o meglio il libro dei vini si chiama “Eccessi e Riflessioni”.
Dedicati alle portate di prodotto, che toccano vertici olimpici: la triade di carne cruda è sempiterna. Fassona al coltello, salsiccia di fassona battuta, e cuore di gamba anteriore marinato, perfette entrambe e tre in salagione, frollatura e battimento. Sensazionale la selezione di formaggi, portati fin lì dall’entusiastico produttore: chiamati tutti per nome e cognome sull’apposita lista, avrai vertigini da tome ed erborinati, piccole produzioni e grandi classici. Pane fatto in casa con cura monacale: lieviti naturali, tempi lunghi, farine di vertice.
Piatti cucinati ben dentro la tradizione, offuscati dalla grandezza dei precendenti, e decisamente più deboli: volonterosi gli agnolotti gobbi di pasta sottilissima e ripieno ampio e saziante, un filo squagliati; la frittura grossa delle sarde, da abboccarne un biroccio; i nuvolosi Gnocchi di barbabietola al Castelmagno d’alpeggio e pere, sperduti in troppe direzioni; le trippe in tre modi, squadernate in eccessi tra troppo pomodoro, troppo aglio e troppa marinatura. Meglio lo storico peperone con acciuga.
Ma te ne andrai ugualmente felice: che non c’è pretesa nè supponenza, anzi i rimbrotti saranno accolti da una stilla del miglior genepì del mondo. Leggerezza in sala e leggerezza all’addizione, che queste Case dove alberga la passione van tenute indenni, almeno.

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Ristorante Consorzio
Via Monte di Pietà 23
Torino
0112767661

www.ristranteconsorzio.it
La Degustazione, invitante assai,di cinque portate a 30 europei (sic.), mentre alla carta fa un diecino in più
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28 commenti a “Il Ristorante Consorzio a Torino”

  1. Vittorio Rusinà Vittorio Rusinà commenta:

    Il Consorzio è uno dei miei posti del cuore a Torino.
    Ho avuto l’onore di condividere il desco con Stefano al Consorzio e ho avuto modo di constatare che il suo metodo di valutare un ristorante è composto di molta umiltà e di profondo amore per il cibo e il vino ma soprattutto per le persone che ci sono dietro a questi “ingredienti”.
    Concordo con Stefano nella estrema bontà delle materie prime, carne, pane, formaggi e nell’incertezza(spero di quel momento, chè altre volte ho mangiato meglio)della trasformazione in cucina.
    La carta dei vini è da lode per l’ampia scelta dei vini italiani e francesi naturali presenti, ottimi distillati (selezione Velier).
    Stefano, grazie per le bellissime parole che hai dedicato alla mia città, dove ti aspetto presto per condividere la gioia del convivio.

  2. Sandra Sandra commenta:

    Torino è unica. Torino ti manca quando non ci sei. Torino ti entra nel cuore.
    Per questo faccio una gran fatica a staccarmene per più di qualche giorno.
    Oggi qui c’è una luce che acceca, la collina splende di un verde brillante e ormai la neve è quasi un ricordo.
    Caro Stefano, Ti aspettiamo qui per farti conoscere altre golose realtà.
    La città ti attende. Vedrai che sorpresa con il sole

  3. tartetatin tartetatin commenta:

    A Torino, la bella.

    Elegante, misurata,sobria la tua dichiarazione d’amore alla mia città:grazie Stefano:
    Le tue parole si plasmano come plastilina sulla ruvidezza, sulla ritrosia, sulla nostra torinesità, sui nostri mugugni sul nostro essere un po’ così..”bugia nen”.
    E talvolta val la pena di uscire, perdendosi tra queste vie così strette uguali ,dritte e di trovarsi al “Consorzio” che nella parlata monferrin/astigiana è il posto dove si vendono i sementi, le vanghe, i concimi i “piantini” da ripiantare nell’orto.. e invece a Torino è un ristorante dove si passano ore belle.
    Ci sono altri angoli da scoprire,altre sorprese da assaporare..è un appuntamento da rinnovare, magari un po’ già Torino ti manca.

  4. linda linda commenta:

    Ah Torino… torno da te a maggio. non vedo l’ora. Due anni, ne? Be’ venti, a dire i vero.

    Gumbo, un caffe?

  5. gianni gianni commenta:

    Tratto dalla prefazioine di un libro fotografico degli
    anni venti di Gobino;
    ah mia bela Turin com’eri bela sensa i taroni.

  6. [...] recensione di Dissapore del 13 marzo 2010. Ti siedi tranquillo, ordini tranquillo, bevi tranquillo, hai [...]

  7. [...] | Piccola mappa golosa Torino, Italia. Multato il ristoratore che meritava una medaglia Il Ristorante Consorzio a Torino Stefano Ferrara | Si fa presto a dire forno [...]

  8. alby alby commenta:

    siete dei cafoni,ho prenotato chiamando con 1 giorno d’anticipo,siamo arrivati e ci avevano riservato un tavolo davanti alla porta,ci hanno detto che non era possibile spostarci,invece gente che arrivava senza aver prenotato sedeva nella sala più carina è calda,risposta del fighetto ale, sono clienti fissi,ma come fà un locale sulla guida ad avere clienti fissi,quindi niente turisti,da eliminare dalla guida osterie d’italia,infatti ho chimato a bra per sagnalare l’accaduto,in oltre quando ci è stato servito il vino,il bicchiere ci è stato riempito,nell’asaggio!non andate c’è di meglio,infatti sono nuovi,e spero che chiudano

  9. Lucia Lucia commenta:

    Concordo pienamente con Alby: accolti da un cameriere che si è rivelato un vero maleducato, ci è stato assegnato un pessimo tavolo.
    La cucina non è il massimo: abbinamenti sbagliati, castelmagno che sa di gorgonzola (???!), gnocchetti troppo cotti, bonet mediocre (in qualsiasi gastronomia di quartiere sanno fare di meglio)..il bonet, dico, il bonet!!!!
    Mi sono limitata ad un primo, che non è piaciuto nemmeno all’altro commensale che lo ha scelto, ed ho assaggiato mezzo raviolo, il cui ripieno sembrava masticato dal cane (uccidere un coniglio di Carmagnola per fare un ripieno così ignobile dovrebbe essere reato. Se sacrifichi un animale, che ne valga la pena). La pasta dei ravioli è anemica, ci saranno le uova? Se sì, che diavolo mangiano le povere galline che le fanno? Se no, andiamo così tanto al risparmio? E perchè?
    Un vero spreco di presidi slow food presentati pomposamente da un maleducato e da un cameriere che si aggirava con la patta slacciata (nota comica della serata).
    Voto: gravemente insufficiente.
    Non ci torneremo mai più.
    Ringrazino i gestori che avevamo invitato degli amici, altrimenti ci si sarebbe alzati dopo 5 minuti.

  10. Carlo Carlo commenta:

    Sono in pieno disaccordo con la signora Lucia.leggete cosa dice un critico gastronomico spagnolo abituato a mangire fuori casa.
    http://www.devinis.org/search?q=ristorante+consorzio

  11. Claudio Claudio commenta:

    Mi spiace per il commento dei due commensali insoddisfatti, ma devo dire che a oggi a detta di molti cultori del buon cibo e del buon vino, questo ristorante è tra i migliori della nostra regione. Questo non solo per la ricercata qualità delle materie prime e per l’ottima cantina, ma anche per la cortesia e la capacità di riuscire a gestire bene un ristorante anche quando

  12. Claudio Claudio commenta:

    ….. I tavoli sono tutti completi, e questo succede spesso. Un tavolo vicino alla porta è presente in quasi tutti i ristoranti, ma la qualità non è così comune trovarla.

  13. Daniela Daniela commenta:

    Io il cameriere di solito lo guardo in faccia, ma ora che lo so, quando mi porteranno l’agnolotto gobbo al tavolo daró uno uno sguardo, cosí se la patta sará ancora slacciata lo pubblichiamo subito, perchè in effetti è un dettaglio di grande interesse per chi cerca un ristorante in cui andare a cena. Meno male che Lucia non è cliente del Consorzio…

  14. Lucia Lucia commenta:

    Tutti commenti positivi lasciati in 2 giorni.
    Basta inserire una mail e fingersi diverse persone, nevvero?

    “Questo ristorante è tra i migliori della regione”. Ah ah ah! Che balla colossale! Io ho mangiato in diversi posti in Piemonte, andando a zonzo e scegliendo a caso posti assai meno blasonati e devo dire che ho spesso trovato cucine di qualità e manualità infinitamente superiori a quella del consorzio!
    Senza la supponenza e la maleducazione che invece contraddistinguono il personale di questo locale.

  15. Claudio Claudio commenta:

    Meno male per tutti! Hai ragione tu Lucia….

  16. Mauro Mauro commenta:

    SOTTOSCRIVO PIENAMENTE i giudizi di LUCIA E ALBY.

    NON andate al consorzio se non fate parte della clientela abituale perchè verrete trattati male.

    C’è molto di meglio in giro.

  17. Pietro Pietro commenta:

    ANDATECI SE VOLETE MANGIARE BENE E BERE BENISSIMO!!!io non conosco nessuno e si sta benissimo,educati e professionali ,non capisco queste polemiche provare per credere!

  18. Jakomezio Jakomezio commenta:

    Io penso che ogni ristorante esista per ogni categoria.
    Il ristorante Consorzio esiste per coloro che san mangiare e bere bene.I gestori del Consorzio non sembrano affatto maleducati, forse……con le persone che non vanno al ristorante per fare o….fare credere di essere sapientoni. Perchè purtroppo esistono soggetti che vanno al ristorante per rompere i c…….,il mondo ne è pieno, e se, giustamente, non vengono poi molto considerati allora scrivono…. per cercare di diffamare il locale, ma farebbero meglio e tacere quando scrivere non ha la medesima importanza che andarci e provare di persona.

  19. Sonia Badioli Sonia Badioli commenta:

    Io, sono stata in questo delizioso ristorante pochi giorni fa, con il mio compagno. Abbiamo mangiato bene, bevuto bene. Venivamo da Senigallia per tre giorni di relax e nonostante non fossimo “clienti abituali”, siamo stati trattati con la massima cortesia. E’ vero che per trovare posto abbiamo atteso due giorni, ma il locale è piuttosto piccolo. Sono sempre dell’idea che se si è educati e cortesi, si riceve in cambio educazione e cortesia. Almeno, nella maggior parte dei casi.

  20. Nicola Nicola commenta:

    Non ci siamo proprio.
    Il livello del cibo è nella media ed il personale non merita proprio.
    Mi spiace per slow food che ha preso un bel granchio.

  21. Giovanni Giovanni commenta:

    Sono stato pochi giorni fa al Consorzio, non ci andavo da diversi mesi e mi sembra che la cucina non sia piú buona prima. Qualcuno sa se é cambiato lo chef?
    Grazie


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