Indovina cos’è


Indovina cos'èCos’è una leggenda metropolitana?

Una storia insolita, non necessariamente vera, raccontata dalla gente. Che più passa di bocca in bocca più acquista credibilità.

Nonsò,

Gianni Morandi soffre di coprofagia.

La Prinz verde porta sfiga.

Stairway to heaven è un inno a satana.

La leggenda metropolitana che ogni gastrofanatico degno di questo nome ha fatto girare tra i suoi simili almeno una volta nella vita, riguarda il retrobottega di un grande ristorante equipaggiato con questa specie di muro del suono. Già, perché noi siamo riusciti a fotografarlo.

Cos’è? E di quale ristorante stiamo parlando?

Aggiornamento. Quella fotografata è una parte dell’impianto stereo che appartiene al ristorante La Torre Del Saracino di Vico Equense. Costo approssimativo: 80.000 euro. Come dimostrano la foto qui sotto. Non è consigliato cercare tra le proprietà di un’immagine per risolvere gli indovinelli, a volte portano fuori strada. Volutamente.

L'impianto stereo del ristorante Torre del Saracino

Le valvole

L'impianto stereo del ristorante La Torre del Saracino

Gennaro Esposito testa l'impianto stereo del suo ristorante




63 commenti a “Indovina cos’è”

  1. giancarlo maffi giancarlo maffi commenta:

    gennaro( gennarino per gli amici) esposito.

  2. Lisa Lisa commenta:

    Il ristorante potrebbe essere quello di Gennaro Esposito?

    Sì lo so, lo penso sempre…:)

  3. Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    Io ci ascoltai Good Times Bad Times. Sempre Zeppelin, ma meno Satanici.

    • Tommaso Farina risponde:

      Iddio, usare una roba del genere con il rockettarismo anglosassone (chitarre elettriche graffiate, batterie percosse selvaggiamente) è uno spreco senza pari. Come avere a disposizione Milla Jovovich (o qualunque altra tua icona femminile) con la clausola “tutto è permesso” controfirmata da lei, e portarla a fare una passeggiatina postprandiale.

      • gianluca gianluca risponde:

        in base a cosa lo dici?
        in realtà, tra gli audiofili, esistono sistemi hi-fi più o meno performanti a seconda del genere musicale preferito.
        per cui abbiamo diffusori che rendono meglio con il rock, con la classica, piuttosto che con la musica acustica.
        l’alta fedeltà non è una rappresentazione oggettiva del suono, per quello ci sono i monitor da studio. l’alta fedeltà è a suo modo una “storpiatura” del suono, ma non in senso negativo.
        vengono enfatizzate alcune tonalità rispetto ad altre, ci sono diffusori più “puliti” rispetto ad altri con acustica più profonda, ecc..ecc….i dettagli ecc…
        ascoltare i led zeppelin su un impianto del genere, a patto che il sorgente da cui si parte sia di qualità (non un disco graffiato o un cd-r di dubbia qualità e provenienza) è comunnque una goduria.
        “sprecare” l’impianto in questo caso significa unicamente usare sorgenti scadenti, mentre per un sorgente di qualità il genere musicale è soggettivo e legato prettamente al gusto personale.
        almeno che questo determinato sistema non sia stato concepito unicamente per l’ascolto di musica classica, allora in quel caso potresti pensare di aver sprecato qualche soldo per ascoltare i zeppelin. ma comunque meglio ascoltarli lì che sull’ipod. certo che se hai il cd-r del marocchino allora ti conviene metterlo nella playstation.

  4. eggi eggi commenta:

    qualcosa di impressionante. l’ambiemte, le scelte che ha fatto sono state davvero eccezionali… anche se io avrei destinato ad altro uso…

  5. Fante Fante commenta:

    Non è il ristorante di quello amico di uno che ha fatto un incidente in moto e poi s’è tolto il casco e s’è aperta la testa?

  6. alessandro bocchetti alessandro bocchetti commenta:

    …certo che per fotografarlo dovevate averci un flash bello importante ;-)
    ciao A

  7. antonioM antonioM commenta:

    è una (inutile) roba da audiofili, sotto si intravede pure un amplificatore a valvole. inoltre dovrebbe esserci un’altra colonna altrimenti è inutile.

    dico inutile perché io sono della scuola che l’orecchio umano ha dei limiti oggettivi sull’ascolto delle frequenze, quindi per ascoltare del rock ci basta pure un mp3

    • gianluca gianluca risponde:

      non è proprio così. su un impianto hi-end serio la differenza tra ascoltare un mp3 “smaffo” e un cd audio originale è abbastanza evidente, non tanto a livello di frequenze ma più che altro a livello di dinamica e di profondità del suono.
      per percepire meglio queste differenze bisogna anche posizionare le casse in maniera esatta e posizionarsi nel punto giusto per l’ascolto. le casse devono essere abbinate alla dimensione della stanza, una cassa troppo potente in una stanza piccola non rende e viceversa.
      insomma fare hi-end a certi livelli non è proprio una stupidata, anche a livello economico. se poi ci metti un ampli valvolare allora usare tutto ciò per ascoltare mp3 sarebbe ridicolo.

      • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

        Gianluca, quoto il tuo intervento e la penso come te ma AntonioM non voleva ascoltare mp3 con un impianto hi-end, la qual cosa sarebbe assurda; lui sostiene che per i noti limiti dell’orecchio umano basta un semplice lettore mp3 per ascoltare musica (ed io non sono d’accordo: provate la 1812 di Tchaikovsky con l’I-Pod e poi con le Wilson Audio o le nuove Sonus Faber :-) ) )

        Non mi piacciono tuttavia gli impianti composti da elementi tutti del medesimo marchio, anche se, come questo fotografato, di eccellente fattura artigianale e made in Treviso.

        • gianluca gianluca risponde:

          non sono del tutto d’accordo, anzi.
          l’orecchio umano ha dei limiti a livello di frequenze percepite, tuttavia la pienezza del suono che si percepisce ascoltando una fonte analogica collegata a un sistema hi-end è completamente diversa da quella che percepiamo attaccando un’ipod allo stesso sistema, per esempio. già il cd audio è un encoding del suono originale, l’mp3 è un ri-encoding, e la copia della copia non potrà mai avere le qualità dell’originale e all’ascolto si percepisce.
          per un appassionato non sono soldi buttati, anzi. un sistema così poi conta che ti dura una vita, c’è chi spende gli stessi soldi per un auto che dopo 4 anni vuole cambiare. sono scelte, ognuno ha le sue passioni.

    • Fante Fante risponde:

      Magari non ci ascolta il rock.
      Per questo io avevo pensato a Marchesi, che è un appassionato di classica e lirica.

      • antonioM antonioM risponde:

        infatti per le dinamiche della classica è differente. inoltre da come la cassa è posizionata e da quello che si percepisce dell’ambiente…ma…

        • antonioM antonioM risponde:

          roba da ricchi.
          un conto è spendere bene per il cibo e la panza, ma pagare un amplificatore alta fedeltà 10.000 euro lo trovo irrispettoso nei confronti dell’umanità. per ascoltare Tchaikovsky magari vado in teatro ad ascoltare dal VIVO un’orchestra, idem per il rock…trovo più coerente pagare un viaggio negli u.s.a. per andare a vedere i rolling stones ad esempio.
          sarà perché faccio il tecnico del suono di lavoro, ma le sensazioni che si hanno dal vivo sono impossibili da riprodurre in casa, quindi al massimo spendete 150 euro per una cuffia professionale e non 20.000 euro per impianti di alta fedeltà.

          • Fante Fante risponde:

            Io avevo un impianto che pensavo essere ad alta fedeltà.
            Un giorno torno a casa prima e lo trovo a letto con un masterizzatore.

          • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

            Più che per ricchi direi per appassionati. E, non vorrei scandalizzarti, ma qui si parla non di 20.000 euro ma forse di 200.000…

            E per non essere totalmente OT, ti dico che, come ci sono enostrippati con cantine ricolme di Krug e Masseto, ci sono crazy-hi-end-men con impianti dai costi esorbitanti (e magari viaggiano con una Fiat Bravo..)

          • antonioM antonioM risponde:

            capisco, ma lo trovo inutile. l’orecchio è diverso dal palato, non credo che per “godere” abbia bisogno di altissima definizione. credo che bisogna partire dal suo limite di udibilità che va dai 20 Hz ai 20.000 Hz (questo non esiste per il gusto). credo che anche un ascolto lo-fi possa produrre ugualmente emozioni. l’altissima fedeltà paradossalmente disprezza l’espressione musicale, la ingabbia in tecnicismi lontanissimi dall’arte, mettendo in secondo piano la composizione e la bravura degli interpreti.

          • gianluca gianluca risponde:

            concordo sul fatto che per “godere” non è necessaria l’alta definizione, così come per godere quando stai mangiando non è necessario spendere 300 euro, puoi godere anche con una cena da 60.
            però quando ti siedi in un sala d’ascolto e provi certi diffusori, senti il suono e capisci anche perchè costano così. non è come ascoltare l’ipod dai, siamo obiettivi.
            che poi si possa comunque avere una qualità decente con un ipod e una buona coppia di diffusori, ok. si può anche ascoltare musica da impianti scadenti e apprezzarla, ok. ma la differenza qualitativa esiste e non si può dire che non sia percepibile dall’orecchio umano, altrimenti tutti quelli che comprano certi marchi sarebbero dei dementi.

          • antonioM antonioM risponde:

            si possono provare sensazioni ‘incontrollabili’ con un vecchio disco trovato a casa dei genitori che non si ascolta da venti anni, messo su un giradischi normalissimo. il suono non ha bisogno di grandissima qualità come ad esempio il palato, arriva direttamente al cervello, l’orecchio fa pochissimo.
            la differenza tra un vino serissimmo ed uno medio si sente nel gusto, in tutte le sue fasi.
            l’orecchio non è predisposto per recepire tutte queste sfumature

          • gianluca gianluca risponde:

            il rapporto orecchio-palato non so quanto possa essere significativo. il cibo è materiale, la musica astratta, due mondi non paragonabili, ma interagibili semmai.
            pensare di ascoltare musica su impianti scadenti perchè il palato percepisce più sfumature dell’orecchio mi sembra un discorso abbastanza assurdo.
            la verità è che a parità di orecchio e di brano musicale, la soddisfazione che deriva dall’ascolto di un pezzo in alta fedeltà è sicuramente più intensa da quella che deriva da un impianto scadente.
            altrimenti l’alta fedeltà e tutti i suoi seguaci non esisterebbero neanche.
            ciò non toglie, ripeto, che puoi emozionarti anche ascoltando un pezzo che ti piace su una radiolina da 10 euro che gracchia.
            ma non prendiamoci in giro negando la differenza che c’è tra le 2 cose.

          • antonioM antonioM risponde:

            l’astrazione della musica di cui tu parli lavora nel cervello, l’orecchio acquisisce solamente.
            io condivido l’Hi-Fi ma l’Hi-end mi sembra esageratamente superfluo; spesso i dischi e Cd non sono registrati con tecnologie abbastanza all’avanguardia per essere poi riprodotti in quelle apparecchiature, inoltre ti ripeto che l’orecchio certe sfumature non le percepisce.
            trovo che si subisca una sorta di effetto placebo dato dal fatto che tecnicamente questi apparecchi sono mostruosamente buoni, ma troppo per le nostre capacità uditive.
            credo che con un impiantino di massimo 500 euro a casa, disposto bene, si ascolti alla grande.

          • eggi eggi risponde:

            .. e io che pensavo fosse unaipod da spalla

          • gianluca gianluca risponde:

            si può discutere sull’utilità dell’ hi-end estremo da 200mila euro, ok.
            ma su un impianto da 500 euro dissento. se vai in una sala d’ascolto e lo paragoni con un impianto da 3-4mila euro la differenza si percepisce nettamente e in maniera molto forte. quando passi dal 4keuro al 500euro senti il suono che si svuota, si affloscia…..e non parlo di volume…

          • gianluca gianluca risponde:

            …quindi non è corretto affermare che il nostro orecchio non percepisce quel tipo di sfumature, nè tantomeno paragonare una fonte analogica a un mp3. ok il discorso delle frequenze uditive ma se l’mp3 suona più metallico e più “vuoto” in fin dei conti un motivo ci sarà, e questo non è effetto placebo, puoi fare una prova anche a occhi chiusi.

    • VignereiMaNonPosso VignereiMaNonPosso risponde:

      le colonne infatti erano due

    • giancarlo maffi giancarlo maffi risponde:

      INUTILE????

    • anche l anche l'orecchio vuole la sua parte risponde:

      da come è posizionata la cassa
      e da quello che si percepisce dell’ambiente… mah…

      [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Reflexion/recherche-loupe.gif[/img]
      al min.sec. 6:55 di questo filmato, e per ‘na trentina di secondi,
      si percepisce qualcosina in più su posizionamento & ambiente

  8. Rik Rik commenta:

    Non so bene a che serva, cioè di sicuro si ascolta della musica, ma il ristorante potrebbe essere quello di Rivoli il Combal Zero dello chef Davide Scabin…
    Ciao
    Rik

  9. VignereiMaNonPosso VignereiMaNonPosso commenta:

    Senza sparar cifre a go go…..pare che il tutto costi intorno alle 70mila euro

    • giancarlo maffi giancarlo maffi risponde:

      questa volta concordo, sulla cifra. a me han detto 80.000 ma potrebbe dipendere dalla capacità a fare trattative. tipo te ne do 70.000 a violoni e 10.000 a pranzi e cene.
      io lo facevo tanti anni fa con un tristellato. poi ho scoperto che le sue cene gli costavano troppo poco(spesa da metro) ed allora ho smesso.

      vuoi cammello? dare violoni

    • Tommaso Farina risponde:

      Ma i ristoratori non dicono che c’è la crisi un giorno sì e l’altro idem? Cazzo, vorrei che questa “crisi” toccasse un po’ anche me!!! :)

  10. giancarlo maffi giancarlo maffi commenta:

    certo che avere azzeccato al volo non solo il ristorante ma addirittura il costo dell’attrezzeria dovrebbe valere un premio!!! che so un pranzo con il CAF, per imparare qualcosina( pagando ehhhh s’intende)

  11. la iena Gip la iena Gip commenta:

    [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/musica%20%26%20feste/00053031.gif[/img]
    i 10 live non plus ultra che se hai un impianto simile non puoi non mettere su

    1. Arturo Toscanini, l’overture de La forza del destino
    2. Mitsuko Uchida, concerto per piano n. 9 di Mozart

    3. Montserrat Caballe, il duetto dei due gatti di Rossini
    4. Nikolajewka, cantata dal coro alpino della Tridentina

    5. Aida, il mi bemolle sv messicano della Callas (1951)
    6. da Rigoletto, lo sparafucil mi nomino di Cesare Siepi

    7. adios muchachos di Armstrong (capisco nulla* di jazz)
    8. il guarda che luna di Petra Magoni & Ferruccio Spinetti

    9. Karajan coi Wiener Phil, mai più una 9ª di Dvorak simile
    10. Georg Solti e i Wiener Phil, mai più un Dies irae simile

    [*] ma di Spettacolo qualcosina sì, perdio!

  12. Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei commenta:

    I 10 vinili/CD di pop/rock/jazz (visto che Gip mi sembra orientato sulla lirica e sinfonica) che non devono mancare sugli scaffali di un appassionato hi-end:

    a) Gaucho – Steely Dan (così anche Bernie è contento)
    b) Love over gold – Dire Straits
    c) Dark side of the moon – Pink Floyd
    d) Anime perse – Fabrizio De Andrè
    e) Body & Soul – Joe Jackson
    f) The nightfly – Donald Fagen (my preferito)
    g) Rumours – Fleetwood Mac
    h) The good, the bad and the ugly – Ennio Morricone
    i) Paris/London (o meglio The Köln Concert ?) – Keith Jarrett
    j) Speakin’ my piece – Horace Parlan Quintet

    e sul classico aggiungerei 1812 Ouverture di Tchaikovsky e Pictures at an exhibition di Mussorgsky, veri banchi di prova.

    • Tommaso Farina risponde:

      Aspetta aspetta: vinili? So che c’è una categoria di ascoltatori che giura che il suono del vinile è meglio di quello del cd: sei d’accordo con loro o no?

      • gianluca gianluca risponde:

        dipende dal genere musicale e su che impianto lo andiamo ad ascoltare.
        il vinile è una fonte analogica, che ha senso usare se si registrano/riproducono suoni analogici. per cui benissimo per la classica, ma per la musica elettronica contemporanea per esempio, dove ormai almeno il 90% delle produzioni vengono fatte digitalmente, usare una fonte analogica non ha molto senso. stesso discorso se usiamo un amplificatore digitale per esempio, che senso ha usare un vinile se poi l’amplificatore riencoda tutto digitalmente?
        se parliamo invece di musica e impianti analogici, complessivamente è vero, il vinile suona meglio, pur con tutti i suoi difetti. suona meglio perchè la rappresentazione del suono analogico nei solchi del vinile è reale, quindi all’orecchio risulta più “vivo” e più prondo, anche se con qualche difetto, come ronzio e fruscio (che peggiorano molto con l’avanzare dello stato di usura del vinile).
        effettivamente se ci pensi ri-encodare la complessità del suono di un’orchestra in una serie di 0 e di 1 è oggettivamente impossibile, quindi il risultato finale può essere assolutamente soddisfacente ma mai eccelso. e agli audiofili interessa l’eccellenza.

    • fabrizio scarpato fabrizio scarpato risponde:

      Caro Leo, tutti… ce li ho tutti.
      Tranne l’ultimo e la 1812 che ascoltavo insieme a Fontane e pini di roma di Respighi tutte le volte che cambiavo le casse, nelle sale d’ascolto del negoziante.
      Ecco a me piacevano, in un periodo di innamoramento, anche le musiche medievali eseguite con strumenti originali: lavori di Malgoire o Pinnock esaltavano i dettagli, i piccoli strumenti, archi grevemente dolci e percussioni che dovevano esser nette, profonde e frenate.
      Notte… osservando comunque che le Anime di De André erano e sono, se Dio vuole, “Salve” e non perse ;-)

      • Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei risponde:

        L’ultimo è un po’ difficile averlo già perchè è uscito in questi giorni distribuito dalla benemerita Sound&Music di Lucca ma chi l’ha ascoltato dice che la qualità è eccelsa (sempre per un disco del 1960, eh) ;-)

        Oddio, Anime perse… la fretta di scrivere o il mio inconscio vuol dirmi qualcosa ? :-)

    • aggiungi, aggiungi pure... aggiungi, aggiungi pure... risponde:

      aggiungerei 1812 Ouverture di Tchaikovsky

      [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/felici/felici-set1/16.gif[/img]
      poi però affitti un hangar per dirigibili,
      ché altrimenti con quell’impianto facciamo ciao ai timpani… cià, rimanendo oltre cortina di ferro posso darti un moto perpetuo di Nováček + una sonata per violoncello di Shostakovich: t’abbàstano?

      (peraltro molto valido, questo Horace Parlan)

    • ...che aggiungo anch ...che aggiungo anch'io risponde:

      i 10 live non plus ultra che se hai un impianto simile…

      [img]http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/musica%20%26%20feste/00053031.gif[/img]
      aggiungo infine un breve stralcio dal miglior spettacolo live del ventesimo secolo,
      peraltro amarcord del mio primo scontro con l’allora mister Kelablu (tadadadan!!)

      14 settembre 2007, dice…
      Bonilli era direttore e mucca impazzava, crapapelata era così mentre vigna già citava il maestro Vissani in un thread ogni quattro, all’epoca scrivevo in un italiano legnoso e nemmeno sapevo esistesse youtube, tuttavia son sempre io e lui è ancora quello: chi l’avrebbe detto che in capo ad un anno sarei stato indotto a mollare il mangione e che tre mesi dopo Massimo Bernardi, nientemeno, sarebbe diventato il mio nuovo admin?

      esuli sì, ma forse non tutti ci han guadagnato

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