di | mar 08 dic 2009 ore 8:30
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Itinerario gastronomico nell’incolpevole Perugia di Amanda

Amanda in gabbiaLa prima richiesta del cronista giudiziario è che il telefono sia raggiungibile. In un’aula di tribunale può sempre succedere l’imprevisto, per cui si tratta di una necessità fondamentale. Anche al ristorante. Sarebbe una richiesta semplice da soddisfare in qualsiasi città. Meno, nella medievale Perugia, dove la maggioranza dei locali del centro sono ricavati da vecchie cantine, raramente a livello della strada. Lo sanno bene quelli dell’Alter Ego (Via Floramonti 2, 075 572952). Subito dopo l’omicidio di Meredith Kercher era il loro uno dei ristoranti preferiti dai tanti giornalisti accorsi in città. Gli spazi, ampi e luminosi, a due passi dalla corte penale, lo rendono una meta facilmente raggiungibile, specie per il pranzo. La proposta è quella di una cucina facilmente interpretabile senza essere scontata, in un ambiente moderno e gentile.

Lo stesso vale per Gus (Via Mazzini 17, 0755734365) locale di recente apertura velocemente diventato sosta irrinunciabile per ogni avvocato che si rispetti. A una delle migliori colazioni del centro affianca una proposta tutta di qualità, che va da un sushi affatto scontato all’aperitivo (sempre ottime le proposte al calice).

Il Caffè del banco di PerugiaPer contestualizzare va detto che le varie tappe del processo a Raffaele Sollecito e Amanda foxy-knoxy Knox si sono svolte in gran parte nella sezione del tribunale penale in pieno centro storico. Ecco quindi che era facile imbattersi in qualcuno dei protagonisti della vicenda giudiziaria nei bar adiacenti il quartiere legale.

Al Caffè del Banco (Corso Vannucci 5, 0755730783) per esempio, c’è il migliore caffè della città.

Proprio di fronte, l’elegante e storico Caffè Sandri (Corso Vannucci 32, 0755724112) ricorda anche ai perugini che esiste una tradizione cioccolatiera oltre i Baci famosi in tutto il mondo.

Anche se, certo, le migliori creazioni artigianali forse si possono trovare a solo un centinaio di metri dal luogo del delitto. Dietro la casa che era di Meredith, all’Augusta Perusia (Via Pinturicchio 2, 0755734577) è dovere morale assaggiare la “tavoletta degli dei”, prodotta con cioccolato fondente al 75% e semi di cacao. Una delizia.

Per un aperitivo o per uno spuntino non troppo impegnativo la Bottega del Vino (Via del Sole 1, 0755716181) di fronte al Duomo, offre un ambiente intimo e confortevole. Certo, niente a che vedere con l’omonimo locale veronese, in particolare per l’ampiezza dell’offerta, ma i pochi piatti in carta e l’accoglienza del proprietario valgono sempre la sosta.

Visualizza L’incolpevole Perugia di Amanda in una mappa di dimensioni maggiori

Itinerario gastronomico nell'incolpevole Perugia di Amanda

Una delle tavole più caratteristiche, poi, apprezzata anche dalla famiglia di Amanda Knox e, guarda caso, proprio dietro il locale che era di Patrick Lumumba, è quella del Civico 25 (Via della Viola 25, 0755716376). La carta dei vini è la migliore della città per ricerca e numero di etichette, la cucina fa ampio uso di ingredienti del territorio, l’ambiente è giovane, rumoroso, e perfetto per tirare tardi.

Tappa fondamentale, infine, per ogni gourmet che abbia voglia di approfondire la cucina umbra è l’Hostaria Wine Bartolo (Via del Bartolo 30, 0755716027). Il lavoro di ricerca sulla tradizione che Umberto Bava, lo chef, sta portando avanti, è unico in città.
Ma attenzione, il telefono lì non prende. Mai.

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41 commenti a Itinerario gastronomico nell’incolpevole Perugia di Amanda

  1. avatar griffus

    …un sushi affatto scontato…

    av affatto
    1 minimamente (Note: in frasi negative) per nulla, per niente
    Non sono affatto stanco.
    2 no anzi tutt’altro (Note: nelle risposte)per niente
    - “Ti piace?” – “Affatto”
    3 completamente assolutamente del tutto, in tutto

  2. Bella idea questo post, complimenti
    Hai verbalizzato (?!) le chiacchiere fuori onda che da sempre la mia categoria si scambia quando diventa stanziale in una piccola città attraversata da questi fatti
    Una miniera di informazioni inesauribile, da parte di chi mangia fuori trecento volte l’anno

  3. avatar Chefclaude

    Proprio non riesco a conciliare un itinerario gastronomico con un omicidio: mi sembra l’ennesimo atto di sciacallaggio, mi sorprende lo si debba fare anche qui.
    Sulla sofferenza altrui c’è poco da giocare.

    • avatar Enrico Marsili

      Quoto ChefClaude (come altre volte). Non sentivo il bisogno di un post del genere. La leggerezza calviniana non ha nulla a che fare con la mancanza di rispetto. Queste cose lasciatele a Bruno Vespa.

      • avatar damon

        scusate ma anche io trovo il post proprio di cattivo gusto..ma che bisogno c è di collegare le 2 cose? Se proprio volevate parlare di perugia potevate farlo senza tirare fuori sta storia di cui non se ne può più.. Si parlasse in tv e altrove con la stessa frequenza di temi ben più seri..

  4. avatar eggi

    io non credo nella volontà oggettiva di speculazione del post.
    il ‘murder tourism’ o ‘thanatourism’ é una conseguenza dei ‘nostri tempi’. certo non condivido la ‘conseguenza dei tempi’.
    ma la volontà dell’uomo di visitare Auschwitz, Sachsenhausen,Treblinka, Arbe, Phnom Penh non é poi tanto diversa da visitare Garlasco e Perugia in cui visitare i luoghi degli omicidi, specialmente di massa, é una necessità di rispetto e di memoria proprio delle vittime.
    é un’inevitabile sviluppo dell’industria turistica in cui la motivazione soggettiva della necessità di visita dei luoghi differenzia il visitatore. io lascerei ampio spazio al libero arbitrio.
    certo che l’associazione di un buon caffé o di un buon pasto da consumare a Mauthausen o a Novi Ligure non la trovo il massimo della critica ed informazione gastronomica

    • avatar Chefclaude

      Non condivido diverse “conseguenze dei tempi”: e credo che il turismo ad Auschwitz sia il modo in assoluto peggiore per rispettarne la memoria. E’ come se si potesse accettare lì la presenza di un venditore di palloncini colorati, o di un chiosco coi gelati, per “libero arbitrio”.
      Come lettore, non puoi chiedermi di azzerare improvvisamente la coscienza su questo, e poi di riattivarla per discutere la proibizione del kebab nelle città del nord come atto di razzismo. Io non lascerei mai in mano ad altri l’interruttore; così come mi fa imbestialire farmi distrarre ad altrui piacimento.

      • avatar eggi

        proprio per questo dovrebbe prevalere il libero arbitrio. la proibizione del kebabb secondo me non risiede nella volontà intrinseca di essere razzisti, si può essere razzisti in mille altre modi senza vietare esplicitamente. credo che il kebabb, inteso solo come prodotto, si scontri con una reltà gastronomica nazionale di largo consumo in difficoltà. anch’io non condivido le ‘conseguenze’ ma é innegabile l’attenzione verso i luoghi che testimoniano la crudeltà umana.

        • avatar Chefclaude

          Non stiamo parlando del pellegrinaggio turistico dei luoghi di un giallo di Agata Christie o di Simenon; ma di quelli di una vicenda processuale che si è sciolta l’altro giorno, e i cui protagonisti e vittime vengono trattati come “personaggi”, come fantocci che danno quel tocco di losco, o di pepato e morboso alle stazioni di un percorso gastronomico.
          Io vedo in questo trattamento un’offesa: a loro, ai loro parenti e amici, ma anche alla mia attenzione (sensibilità, coscienza, chiamala come ti pare).
          Che poi tolleranza, libero arbitrio, rispetto delle opinioni altrui, obiettività, realismo (le metto tutte), vengano utilizzate oggi nel discorso proprio nel senso di appiattirci a massa di zombie e farci digerire tutto e il contrario di tutto, bhè io allora ne prendo atto, fastidiosamente, continuando ad incazzarmi e a distinguere.
          Sbagliando anche, certamente.

          • avatar quelli che non benpensano

            [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/felici/felici-set4/27.gif[/img]
            Taro Hakase & Iwao Furusawa, swingin’ Bach

            Gianni Agnelli amava i filibustieri,
            e qualche volta la teppaglia. Era attratto dalle situazioni discutibili, dalle anime nere. Dice Carlo De Benedetti: «ho sempre avuto l’impressione che i malandrini gli piacessero perché la sua educazione gli aveva riservato un destino che non era di strada». Come tutti i personaggi letterari, Agnelli ha bisogno di un tirocinio nel male (non lo fossi nato, sarei mai diventato così ricco). Ha bisogno di dimostrare dimestichezza coi bricconi, ha bisogno di dimostrare a sé e agli altri di sapersela cavare. Assume quindi un’aria semidelinquenziale, o, se preferite, quella di un gran figlio di puttana

            [img]http://www.adnkronos.com/IGN6/Pcm/data/Pcm/lefoto/2008/gen/agnelli/antf/f13.jpg[/img]
            (Rapallo, 1948)

            Gli piaceva stare in limine, il grigioscuro esistenziale: così manifestava un cattivo gusto emotivo, ma molto di maniera. Furio Colombo racconta di quando lo portò in un’osteria nell’agro di Villar Perosa, a conoscere il titolare del locale che la vox popoli accusava di aver ucciso la moglie.

            Era attratto dalle persone che non godono di buona stampa. Aveva simpatia per un signore che si chiamava Emanuele de Seta, un marchese siciliano, molto discusso, considerato sgradevole, che a lui garbava per l’estrema scorrettezza, come se l’abitudine a quella scorrettezza fosse una sfida, un evento sportivo, un gioco dal titolo “posso sostenere un uomo come de Seta”.

            Marcello Sorgi gli raccontava storie di mafia che lui adorava. Era avido di dettagli psicologici, di interpretazioni, di sintassi mafiosa. Quando Sorgi gli fece conoscere Giovanni Falcone, Agnelli passò il pomeriggio tutto eccitato a chiedergli di sbirri e assassini. E a sua nipote Ginevra in vacanza a Palermo suggerì di andare a visitare alcuni luoghi di efferatezze mafiose, per farsene un’idea. Affrontare una situazione equivoca è un aspetto del saper stare al mondo.
            (da Casa Agnelli di Marco Ferrante)

  5. avatar Daniela

    Ma per carità, questo è un fine quadretto gastronomico che non ha nulla a che vedere con le grevi atmosfere vespiane. E poi, un po’ di sano cinismo fa bene anche ai professionisti del politically correct, ogni tanto

  6. Devo dire che non approvo l’inserimento di Amanda Knox sul titolo per ottenere qualche visita extra, ma è uno spunto interessante per segnalare un buon itinerario. Perugia rimane incantevole anche dopo un truce delitto e Cossater sa ben segnalare i luoghi che valgono una visita…

  7. avatar mantaray

    come si puo’ conciliare un atto essenzialmente ludico – spirituale come un pranzo o una cena con un evento criminoso? un articolo cosi’ presentato non aggiunge nulla alla mia voglia di sapere.

  8. chefclaude, sei simpatico (mi permetti di dirlo?).

  9. Ma all’inizio del processo non era la più prosaica Tana dell’orso il ritrovo dei cronisti di giudiziaria?

    Per la sera a giornale chiuso quoto il Bartolo o il Civico, a pranzo i panini o il buffet di Sandri, del quale approfittò anche il Gino Veronelli…

  10. Spostare ulteriori riflettori sulla vicenda Amanda era cosa di cui non si sentiva certo il bisogno, anzi. Ed in effetti è stata scusa per parlare della proposta ristorativa e gastronomica del centro di Perugia, che mai più di oggi avrebbe bisogno di attenzione per crescere quantitativamente e qualitativamente.

    A chi ha trovato questo post di cattivo gusto naturalmente quindi rispondo che mi dispiace. So che però era itinerario facilmente leggibile in altri modi, di quelli che non comprendono polemiche, per dire.

    • avatar eggi

      non realizzo post, ma se avessi dovuto scegliere il titolo sarebbe stato questo: ‘Itinerario gastronomico nell’incolpevole Perugia’ e avrei preferito una qualsiasi foto della città.

      • Difficilmente chi scrive un pezzo ha anche il privilegio di titolarlo. Men che meno di scegliere le foto. Se il problema è quello, l’ottimo Jacopo non ha colpe.
        Ciao.davide

        • avatar eggi

          non fraintendere. la mia considerazione non vuole attribuire colpe a nessuno e che proprio non sopporto la sua immagine. mi fa schifo. e come una slide show perenne, in continuazione lei, Sollecito, Stasi… mi sembra veramente eccessivo

  11. Per due anni la stampa anglosassone ha giocato un derby parallelo al processo. Vittima inglese, stampa britannica colpevolista. Accusata di Seattle, stampa americana innocentista. Avete presente la curva all’Olimpico durante Roma-Lazio? Il livello della discussione era simile. Dalle accuse di incapacità del pubblico ministero al risentimento di Amanda perché la vittima si era lamentata della sua scarsa igiene personale, si è letto di tutto, sui tabloid come su Times di Londra e New York Times. Una roba mai vista, spettacolare.

    Figuratevi se mi sento in colpa per aver scelto quel titolo, e per aver chiesto a Jacopo, uno dei più raffinati giovani scrittori di cose gastronomiche, un post che provasse a riequilibrare il ritratto di Perugia tratteggiato in questi mesi dalla stampa internazionale. Non sempre edificante, vi assicuro.

    Non sono un alieno, vivo su questo pianeta, e vedo le cose che succedono intorno anche se mi occupo di cibo. Anzi, raccontarlo attraverso le cose che succedono mi piace molto.

    • avatar Chefclaude

      Se l’intenzione era quella di riequilibrare il ritratto della città sbilanciato dal giornalismo scandalistico il risultato è stato invece quello di incastonarlo ancora di più con le immagini e le storie personali di questa vicenda; se Cossater non sentiva proprio il bisogno di spostarvi di nuovo i riflettori, come dice sopra, mi chiedo allora perché l’ha fatto.
      Qualcosa sfugge.
      Era una scusa, dice l’autore; è una cosa accaduta e non viviamo sulla luna, dici tu.
      Vi ci siete messi a cavallo, penso io, e nessuno vi ha spinto.
      Non conosco bene Perugia, ma immagino ci saranno milioni di altre scuse o di altre storie vive e tangibili per parlare della città, gastronomica o meno.
      E non per distogliere lo sguardo da ciò che accade: è come se domattina raccontassimo la Napoli del piacere e del gusto alla luce dei suoi morti ammazzati, un bambino di qua vicino al baretto, il camorrista di là presso la rosticceria…
      Pensi riequilibrerebbe?

    • avatar nadiap

      ‘Raccontare’? A Napoli si dice ‘azzuppare’, giusto per rimanere in ambito gastronomico. Certo lo sforzo narrativo e’ davvero carente e la foto della ragazza in gabbia, abbastanza squallida. Quale storia ci avresti raccontato?? E che c’entrano Seattle, gli innocentisti e i colpevolisti con questo post? Mah, davvero vespiano tutto cio’, come qualcuno ha gia’ detto sopra. A quando il plastico della cucina di Meredith e Amanda??

      • Ti aspettavo.

        Il livello della tivù lo avete detto voi, innocentisti e colpevolisti servivano a spiegare quello della stampa anglosassone. Dissapore si è limitato all’ambientazione gastronomica di un fatto di cronaca. Che non mi pare sciacallaggio.

        Dopodiché, siamo felici di avere con noi lettori che non sono per forza d’accordo come Chef Claude. Con te è diverso, tu ci sei solo per non essere d’accordo.

        Per il plastico serve tempo, lo stiamo facendo con le cozze di Tomacelli (questa la capiamo in tre).

        • avatar Chefclaude

          Anch’io ti aspettavo per replicare.

          Raccontare e indicizzare sono due cose diverse: raccontare vuol dire, a mio parere, gettare una luce personale su una storia, indicare un percorso per scoprire, attraverso il cibo, anche il suo contesto reale o immaginario, sociale e culturale, nel senso più largo possibile.
          In questo caso, fare un proprio discorso su mafia e cibo, su carcere e cibo, su razzismo e cibo, ecc, è quanto di più interessante e utile trovo si possa fare per sganciarlo dai soliti contesti, quelli dei gastrofanatici in senso stretto, delle pure e semplici ordinarie recensioni in senso ancora più stretto.
          E’ quello che fa spesso il sale di questo blog.
          Ma appoggiarsi alla cronaca giornalistica non fa un discorso, anzi rischia proprio di negarlo. L’abbiamo chiaro un po’ tutti, credo, cosa siano diventati giornalismo e informazione in un paese dove il confronto e la discussione hanno perso qualsiasi tipo di spessore se non quello della chiacchiera servile e scandalistica, anche volontaria e gratuita.
          Usare pedissequamente fatti di cronaca solo per avere evidenza in un motore di ricerca, non mi sembra indichi uno sforzo né una differenziazione.

          Mi meraviglia, poi, che la redazione di Dissapore faccia sempre quadrato per difendere scelte criticate dai lettori, anche quelli occasionali o “rompicoglioni”, quando queste ultime vanno nel senso di una maggiore attenzione a come o a cosa si scrive.
          Non mi è piaciuto neppure come tu abbia replicato utilizzando strumentalmente contro Nadia la mia accettazione nel gioco della discussione.

          Il mio ulteriore dispiacere è che Nadia non intervenga più spesso: non capisco come non possa essere condiviso anche da voi.

  12. Pingback: Almanacco del Giorno – 8 Dec. 2009 « Almanacco Americano

  13. avatar mi chiamo Mork

    sono un alieno, vivo su questo pianeta e vedo le cose che succedono intorno

    nei pressi di San Casciano Val di Pesa mi attraevano due indirizzi:
    Tenda Rossa il primo, salita degli Scopeti il secondo. Per il risto fu facile, bastò chiedere indicazioni a un paio di passanti; lasciai perdere la salita per l’imbarazzo di chiedere, tuttavia avrei voluto. Grumello al Monte mi attrae per due motivi: fresca stella Michelin il primo, chiedere indiscrezioni su questa storia il secondo. Pranzerò a Gavardo per due motivi: conoscere Adriano Liloni il primo, chiedergli della situazione sul Garda il secondo.

    non mi sovvengono altri esempi personali, al momento, tuttavia ce ne sono senz’altro

  14. Vi scandalizzate per il post.
    Anche a me nella prima idea che mi sono fatto mentre leggevo il titolo ,ma ha durato pochissimo un istante.
    Perche poi anche i becchini fanno sciacallagio dei morti, sapessi che mafia c’e dietro.
    Ma il punto invece e’ un’altro.
    La seconda cosa che ho pensato dopo la prima e’ stato, fammi un po vedere se un questo blog c’e pubblicita’?!
    Infatti ce ne’!
    E in questo caso non c’e nulla di male!
    Tenere un blog non e’ mica un gioco da ragazzi.
    Richiede molto tempo, studio, aggiornamento, ispirazioni, ricerca per gli articoli, materiale fotografico, preparazione negli argomenti e collaboratori (se il blog ha certi livelli o argomenti).
    Insomma ti prende parecchio tempo.
    Questo tempo oltre che denaro perso! richiede altro denaro per far funzionare il bolg e per le ricerche (in questo caso gastronomiche) nei locali o in internet.
    Quindi tutto questo lavoro potrebbe essere, tutto o in parte recuperato.
    Come, con la pubblicita?
    Pero perche funzioni non basta che il post sia all’altezza, piu importante e’ il titolo, che con i motori di ricerca ti fa arrivare prima ai navigatori.
    Sotto questo punto di vista considero geniale (nella semplicita) l’accostamento del titolo al post.
    Bravi !

  15. avatar Nascondiamoci dietro il dito

    « Nel mondo siamo conosciuti anche per qualcosa di negativo…
    Quelle che voi chiamate piaghe… Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco: L’Etna, il vulcano, ma è una bellezza naturale… Ma ce ne un’altra grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… La Siccità… la terra brucia e sicca, una brutta cosa… Ma è la natura… e non ci possiamo fare niente…
    Ma dove l’uomo può fare qualcosa e non fa niente, è nella terza e più grave di queste piaghe, che veramente diffama la Sicilia, lei ha già capito, è inutile che io glielo dico, mi vergogno a dirlo: è Il Traffico… troppe macchine… traffico vorticoso che ci fa nemici famiglie contro famiglie »

    Johnny Stecchino (1991) – Roberto Benigni

    Ieri sera a Ballarò una vistosa signora dai capelli rossi sbraitava che all’estero siamo più conosciuti per le organizzazioni criminali che per le nostre bellezze e che non bisogna dire troppo in giro che da noi c’è la mafia…

  16. avatar nicola a.

    indicazioni utili. Quando ci fu un famoso sequestro di persona avvenuto in Maremma decine e decine di ristoranti furono presi d’assalto per due mesi (alcuni rinunciarono al turno di chiusura), tutti -cosa rara- sold out per tutta la settimana. Giornalisti, cronisti, fotografi, che dovevano pur mangiare, e i ristoranti devono far sempre fronte al principale obbiettivo: ristorare le persone.

  17. avatar Arcangelo Dandini

    A parte tutti i casini giudiziari di Perugia)))), io mi sono trovato bene al ristorante la bocca mia, in via ulisse rocchi vicino l’arco etrusco), atmosfera giusta e cibo tradizionale ben cucinato……..

  18. la discussione mi sembra una prova del buon livello di pubblicazione e di frequentazione – per ora – di dissapore. la foto, il titolo, l’articolo, malamente associati, non sono andati giù come se niente fosse.

  19. avatar nadiap

    @ChefCalude: Il motivo per cui mi astengo dall’intervenire nel blog e’ uno e semplice: e che ad un certo punto si sono presentate un paio di occasioni in cui mi sono ritrovata ahime’ a dover avere a che fare con calderoliani e borgheziani che si aggirano indisturbati per il blog sparando interventi razzistoidi a raffica. Ora visto che sono andata via dal belpaese anche perche’ con una certa categoria umana non mi ci voglio rapportare, mi sembrava surreale dover ‘confrontarmi’ con cotali personaggi dall’altro capo del mondo. Ora per quanto cultura e comunicazione alimentare siano il mio principale interesse, lavorativo e extra, non sono sadica al punto da dover sopportare determinate esternazioni. Questo e’ il motivo principale per cui preferisco leggere e, a volte, scrivere su blog nei quali il pensiero antidemocratico e xenofobo di taluni soggetti viene regolarmente stroncato, piuttosto che tollerato(ai soli fini di audience, e anche qui forse ci siamo capiti solo in 3!)
    Ci incontreremo e confronteremo sicuramente altrove!:))

    @ bernardi: ‘siamo felici di avere con noi lettori che non sono per forza d’accordo come Chef Claude. Con te è diverso, tu ci sei solo per non essere d’accordo’: Il bernardi invece ha la memoria cortissima nel dire che ci sono solo per dissentire e criticare..(ma anche se fosse, qual’e’ il problema!!!) Comunque, complimenti per l’eleganza con cui siluri i tuoi lettori, dovresti gia ringraziarli per la pazienza che hanno ogni volta che incappano in post come questo e devono leggerli 3 volte per trovarci dentro una ‘storia’, quando palesemente storia non c’e’. Il tuo commento fa molto editto Bulgaro, complimenti sei proprio un ‘cavaliere’. E poi non mi dire che il Tomacelli sta ancora piangendo dopo il ‘cozza affair’..poveretto, quando torno a napoli gli spedisco un bel baba’ di Scaturchio. Magari questa volta fa rispondere lui, e’ grande e grosso per farlo da solo, lo stesso vale per il fine narratore di storie Cossiter: dovrebbero essere gli autori dei post a rispondere ai lettori, anche questa e’ una forma di cortesia.
    E poi, guarda ‘dare un’ambientazione gastronomica a un fatto di cronaca’, nella fattispecie un assassinio a sfondo sessuale di una giovane donna, e’ di uno squallore raro. Significa che siete sia a corto di idee che di storie. Mi sa che e’ meglio se vi date solo ai dissapore camp..
    Oops..mi sono dilungata un po’ troppo, ancora, ma mi sa che per questa volta basta cosi’.

  20. avatar Maurizio Cortese

    Beh Nadia, bisogna fare anche attenzione a non diventare “leghisti” all’incontrario.
    La lega, piaccia o no, è al governo per voler di popolo e non mi meraviglia se qualcuno, fra loro, scriva anche in questo blog.
    Alcuni commenti, palesemente stupidi e fuori luogo, scritti da leghisti o da persone palesemente in malafede, credo si qualifichino da soli, basta ignorarli e fare finta di niente.
    Poi c’è sicuramente un limite a tutto ma, perdonami, non so a quali commenti ti riferisci.

    Riguardo Bernardi credo che non sia proprio nel suo DNA non accettare delle critiche.
    Può darsi, a torto o a ragione, che in passato abbia frainteso il senso di qualche tuo intervento e se ne sia ricordato.
    Poi può capitare a tutti di sbagliare, anche di non centrare il titolo di un post o anche il suo contenuto.
    Ora, se me lo consenti, dimmi cosa posso fare per convincerti a restare fra noi. Posso spedirti qualcosa dalla Campania? :-)
    Dissapore, per crescere, ha bisogno assoluto anche dei tuoi commenti. Poi a me in particolar modo mancano molto.

    • avatar nadiap

      Leghista all’incontrario e’ impossibile! Mi stai dando della borbonica! No non pretendo che le mie motivazioni sul perche’ scrivo o meno siano condivise, e’ un fatto personale, ed era solo per spiegare, insomma penso tu abbia capito anche se non condividi.
      Piutosto a proposito di cose da mandare da Napoli, gia’ mi avete fatto ‘intorcinare’ con il ragu’ e il casatiello di tua suocera..
      comunque se mi spedisci un kg di provola, uno di fiordilatte (quello nella carta bianca chiuso a pacchetto e con le ciappette di metallo) e una diecina di taralli con sugna e pepe faccio una statua a te e una a dissapore. Puoi anche mandarmi solo la carta del fiordilatte..grondante:))

      • avatar Maurizio Cortese

        Facciamo così Nadia. Una scala premi. Ogni cinque commenti, purchè siano sempre controcorrente :-) , avrai diritto ad un premio (facciamo un tarallo) che Dissapore, nella mia persona, ti consegnerà appena rimetti piedi a San Giorgio (alla banda che ti attenderà all’aereoporto provvederò in proprio :-) )
        Ogni dieci commenti 1 kg di mozzarella di Vannulo.
        A cinquanta commenti il premio finale consisterà in un casatiello e un ragù tutto per te. Affare fatto?

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  22. Pingback: La settimana Foxy Knoxy - Macchianera

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