La guida Ristoranti d’Italia 2010 dell’Espresso | Chi sale e chi scende

La guida ristoranti d'Italia 2010 de l'Espresso per iPhoneOh gioia! Vedere vincitori e vinti della guida Ristoranti d’Italia 2010 de L’Espresso in una sola pagina, risparmia ai pigri agli indaffarati lettori di Dissapore i 1000mila clic richiesti dal sito Food & Wine de L’Espresso (dove però trovate più informazioni). Mi sembra una guida dai giudizi condivisibili, che fa bene il suo mestiere. I 10 mini-racconti scritti dal giovane appassionato Stefano Bonilli per segnalare i ristoranti meritevoli, sono un lettura piacevole nello tsunami di schede striminzite scritte con la carta carbone. Per contro, la guida più che statica, è immobile.

I cambiamenti tra un’edizione e l’altra sono microscopici, viene da chiedersi perché uno dovrebbe comprare quella nuova. Cosa che al tempo di Internet somiglia a un piccolo suicidio editoriale. Poi c’è l’abbraccio mortale degli sponsor. Possibile che all’Espresso, il meglio che i cervelli del marketing riescono a produrre è il premio Chiquita al miglior dessert alla frutta? Non me ne faccio una ragione. Se dovete tediarci con una chilometrica parata di sponsor (da aggiungere agli inserzionisti pubblicitari) assegnate premi meno strampalati. Da ultimo: quel voto al Don Alfonso non si può vedere.

E adesso: chi sale e chi scende regione per regione.

VAL D’AOSTA | Vecchio ristoro da Alfio e Katia 16 (stabile). Le Petit Restaurant 16 (stabile). Café Quinson Vieux Bistrot 15 (nel 2009: 14,5).

PIEMONTE | Villa Crespi 18, 5 (nel 2009: 18). Combal.Zero 18,5 (stabile). Piazza Duomo 17,5 (stabile). Locanda del borgo antico 17 (stabile). All’Enoteca 17 (stabile).

LOMBARDIA | Dal Pescatore 18,5 (stabile). Cracco 18,5 (stabile). Miramonti l’Altro 18 (stabile). Il luogo di Aimo e Nadia 17,5 (stabile). Trussardi alla Scala 17 (stabile). Da Vittorio 17 (stabile). Hotel Devero La Lucanda 17 (non era tra i primi 10). Villa Serbelloni – Mistral 16,5 (nel 2009: 17). L’Albereta di Gualtiero Marchesi è fuori dai primi 10.

LIGURIA | Paolo e Barbara 17 (stabile). Conchiglia 16 (stabile). Arco Antico 16 (stabile) Locanda delle Tamerici 15,5 (stabile). Fornace di Barbablù 15,5 (stabile).

TRENTINO | El Molin 15,5 (stabile). Maso Franch 15 (stabile). Le Due Spade 15 (stabile). Orso Grigio 15 (non era tra i primi 10). Locanda Margon 15 (non era tra i primi 10). Scrigno del Duomo 15 (nel 2009: 15,5). Malga Panna 15 (stabile). ALTO ADIGE | St. Hubertus 17 (stabile). Zur Rose 16,5 (stabile). Shoneck 16,5 (stabile). Hotel Gardena Anna Stuben 16,5 (stabile).

VENETO | Le Calandre 19,5 (stabile). Perbellini 18 (stabile). La Peca 17,5 (stabile). Dolada 16,5 (nel 2009: 17). Locanda San Lorenzo 16,5 (stabile).

FRIULI VENEZIA GIULIA | Agli Amici 16,5 (stabile). Proi Loizetu 15,5 (stabile). Il Cecchini 15,5 (nel 2009: 15). Altran 15,5 (stabile). La primula 15,5 (stabile).

EMILIA ROMAGNA | Osteria La Francescana 19,5 (stabile). San Domenico 17 (stabile). Antica Osteria del Teatro 16,5 (stabile). Il Rigoletto 16,5 (nel 2009: 17). Paolo Teverini 16 (nel 2009: 15,5). Il Sole 16 (stabile). La Frasca 16 (stabile). Magnolia 16 (nel 2009: 15,5). Osteria del Povero Diavolo 16 (non era tra i primi 10).

TOSCANA | Enoteca Pinchiorri 19 (stabile). Hotel Certosa di Maggiano – Il Canto 18 (stabile). Caino 17,5 (stabile). Lorenzo 17 (stabile). Bracali 17 (stabile). Arnolfo 16,5 (nel 2009: 16). Il Pellicano 16,5 (nel 2009: 16). Romano 16,5 (stabile).

MARCHE | Uliassi 18 (stabile). La Madonnina del Pescatore 17,5 (stabile). Enoteca Le Case 16,5 (nel 2009: 16). Symposium 16,5 (stabile). Il Piastrino 15,5 (nel 2009: 15). Il Clandestino Susci Bar non è più tra i primi 10.

UMBRIA | Vissani 19,5 (stabile). Il Postale 16 (stabile). La Bastiglia 16 (stabile). Villa Roncalli 15,5 (stabile).

LAZIO | La Pergola 19 (stabile). Open Colonna 17 (stabile). Colline Ciociare 17 (stabile). Il Pagliaccio 16,5 (nel 2009: 16,5). La Trota 16,5 (nel 2009: 16).

ABRUZZO | Reale 17,5 (stabile). La Bandiera 16 (nel 2009: 15,5). Villa Maiella 15,5 (stabile) L’Angolo d’Abruzzo 15 (stabile) Beccaceci 15 (stabile).

MOLISE | Vecchia Trattoria da Tonino 15 (stabile). Z’Bass 14.5 (nel 2009: 14). Risorta Locanda del Castello 14 (stabile). Ribo 14 (nel 2009: 13,5).

CAMPANIA | Torre del Saracino (stabile) 18. La Caravella 17 (stabile). Quattro Passi 17 (nel 2009: 16,5). Relais Blu 17 (nel 2009: 16,5). La Taverna del Capitano 17 (nel 2009: 16,5). L’Olivo 16,5 (non era tra i primi 10). Pappacarbone 16,5 (stabile). Don Alfonso 16,5 (stabile). Oasis Sapori Antichi 16,5 (stabile).

BASILICATA | Antica Osteria Marconi 15 (nel 2009: 14,5). Luna Rossa 14 (stabile). La Locandiera 13,5 (nel 2009: 14).

PUGLIA | Già sotto l’arco 16 (stabile). Bacco 15,5 (nel 2009: 15). Strega 15,5 (stabile). Il poeta contadino 15 (stabile). Al Fornello da Ricci 15 (nel 2009: 14,5). Pashà 15 (stabile). Trattoria Antichi Sapori 15 (stabile).

CALABRIA | La locanda di Alia 15,5 (stabile). Dattilo 15 (stabile). L’Approdo 15 (stabile). Locanda Daffinà 14,5 (stabile). Taverna Kerkira 14,5 (nel 2009: 15).

SICILIA | Duomo 18 (stabile). La Madia 17,5 (nel 2009: 17). Locanda Don Serafino 16 (stabile). La Capinera 16 (stabile). San Domenico Palace Hotel 16 (nel 2009: 15,5). Casa Grugno 15,5 (nel 2009: 16).

SARDEGNA | Andreini 15,5 (stabile) Dal Corsaro 15 (stabile). Da Nicolo 15 (nel 2009: 15,5). Gallura 15 (stabile). Su Gulugone 15 (stabile). Gritta 15 (stabile).

PS. Da quest’anno, la guida ha la sua applicazione per iPhone. Ecco la prima recensione.




45 commenti a “La guida Ristoranti d’Italia 2010 dell’Espresso | Chi sale e chi scende”

  1. 1
    anonimo anonimo commenta:

    Quel voto al Don Alfonso si può vedere eccome. E Vizzari è uno dei pochi a mettere nero su bianco quello che tanti pensano e non hanno il coraggio di dire…

  2. 2
    Patatone Patatone commenta:

    La nota lieta di cui non hai parlato in questo post è la versione per I-phone, veramente comoda e che permette di pagare la guida circa un terzo della versione cartacea (7.99€)

    Ciao

  3. 3
    Chefclaude Chefclaude commenta:

    Forse questo sarebbe il caso, o la giusta opportunità perchè chi scrive critiche si firmi con il proprio nome e cognome. Viste la valanga di polemiche che sicuramente ne deriverà e per togliere ogni appiglio di giustificazione a chi vede sempre un nemico un ipocrita o una persona in malafede dietro un commento pubblico.

  4. 4
    Fante Fante commenta:

    La staticità di una guida non è necessariamente un difetto. Cambiare i giudizi per giustificare una edizione, non sarebbe poi molto serio.
    Certo che a questo punto tanto varrebbe far uscire solo degli opuscoli di aggiornamento.

  5. 5
    Chiara Chiara commenta:

    Sembra che sia in ascesa solo il centro-italia…

  6. 6
    Buauro Buauro commenta:

    Le novità si avranno solo dal versante Gambero Rosso… ma a quanto pare saranno piu’ che altro originate dal cambio redazionale.

    A quando la presentazione ufficiale del Gambero? Per la Michelin c’è da aspettare fino al 24/11…

  7. 7

    OT:
    mmmhhh, ma è l’Espresso che mette i ristoranti dell’Alto Adige nel Trentino o è una “licenza poetica” di Dissapore?

    :) ;)

    IT:
    Notizie di Elodia a L’Aquila?

  8. 8
    DirettorTonelli DirettorTonelli commenta:

    Assai curiosa e probabilmente dovuta a un errore la completa eliminazione di PRIMO (lo scorso anno 13,5) dai ristoranti segnalati su Roma…

  9. 9
    fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Vedendo la cosa in prospettiva, mi sembra che si tenda sempre più alle classifiche, quasi che la tentazione finale fosse non più la Guida dei ristoranti, ma il Premio al miglior ristorante.
    L’attenzione mediatica, la presenza costante nel settore del web, la stessa presentazione che calca la mano sul personaggio cuoco, la introduzione di premi specifici, farebbero pensare che si ritenga più importante mostrare l’argenteria, il meglio del panorama italiano, a scapito della grande massa indistinta dei ristoranti diciamo sotto i 14 punti.
    L’intervento quasi letterario di Bonilli, lascerebbe pensare a una separazione dei contenuti che porterebbe a un risultato finale con un Premio l’Espresso della Cucina Italiana, poniamo tipo Best 50 World Restaurant, premi di eccellenza ( piatto innovativo, piatto tradizione, pranzo, giovane cuoco, new entry ecc), una guida ristoranti generale, simile a quella attuale, ma destinata alla consultazione via web e infine una pubblicazione, di uno o più autori che descrivono, raccontano, attraverso suggestioni e persone, un loro pranzo nei primi venti classificati. Potrebbe valere anche la pena conservarli, pranzi sempre diversi, autori sempre diversi, per rileggerli a distanza di anni come testimonianza storica e culturale, come riferimento circa l’evoluzione del gusto e della tavola italiana d’eccellenza.

  10. 10
    emanuele barbaresi emanuele barbaresi commenta:

    L’impressione è che la pur meritevole (nel senso che in un panorama editoriale del settore sempre più povero, Internet a parte, è già tanto che continui a esistere) guida dell’Espresso si stia sempre più michelinizzando. Faccio fatica a capire il senso di tanta staticità, di tanto conservatorismo. Passi per Vissani, che è in testa alla classifica pressoché da quando la pubblicazione è nata, il che è quantomeno bizzarro. Ma è difficile capire come un talento assoluto come Parini, senz’altro la più grande rivelazione dell’ultimo triennio, possa restare confinato in un timido 16 (mi sembra con appena mezzo punto in più rispetto all’anno prima, ma vado a memoria), piazzandosi nella sua regione addirittura dietro agli sclerotici San Domenico e Antica Osteria del Teatro. Sarebbe, più o meno, come se GaultMillau mettesse Barbot dietro a Rostang e Pacaud. Strana anche la persistente sottovalutazione di Mestriner e, tutto sommato, anche quella di Crippa, che a mio parere non è assolutamente inferiore a nessuno degli chef che lo precedono. Quanto al voto agli Iaccarino, diciamo che è un vezzo e quindi non vale più la pena parlarne.
    Valutazioni a parte, spero (e sono quasi certo) che quella dell’Espresso continui a restare, come sempre, la guida italiana di ristoranti più piacevole da leggere. È già molto.

  11. 11
    Stefano Caffarri Stefano Caffarri commenta:

    Mi domando, vi domando, e tutti ci domandiamo: non è singolare che la Guida On Line, servizio a pagamento, conservi ancora i dati dell’anno scorso?

  12. 12
    Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei commenta:

    Oggi su Repubblica cronaca locale toscana si parla pure della Guida 2010 ma leggete cosa scrive la giornalista Mara Amorevoli, forse più adatta alle pagine della poesia e dell’arte che a quelle della gastronomia ;-) non lamentiamoci poi che Fulvio sta incacchiato..

    rep

  13. 13
    gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    io in compenso ho sbagliato e. :-(

  14. 14
    Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Vabbè, non c’è l’Ambasciata, ma Dio alla fine è misericordioso.

  15. 15
    eggi eggi commenta:

    Tutto splendido e complimenti al dott. Vizzari
    Solo alcuni due punti del Decalogo non mi trovano in accordo
    “Ha scarso o nullo valore gastronomico l’impiego di strumenti, di prodotti, di applicazioni chimico-fisico-tecnologiche finalizzati soltanto alla trasformazione delle consistenze, delle forme, dei colori, quando cioè non comportino reali e significativi cambiamenti nel sapore dei cibi”
    La forma, la consistenza ed il colore sono aspetti fondamentali primari e solo dopo possiamo parlare di “sapori dei cibi”. Essi, da soli, possono influenzare notevolmente il nostro rapporto con il sapore ed il gusto. La capacità di valutazione di ogni singolo cambiamento che hanno determinato, restano soggettive e non ‘linee guida”

    “…non è “arte” anche se i piatti possono assumere forme studiate e armoniche, non è “scienza”, anche se nasce da regole e reazioni chimiche e fisiche… I cuochi non sono quindi geni né artisti…, bensì artigiani, più o meno valenti: aiutiamoli, tutti, a restare tali”.
    I cuochi possono essere cuochi o geni. È una prerogativa che li contraddistingue e l’essenza della guida ne é dimostrazione pratica.
    I cuochi sono artisti e non artigiani nel senso più splendido della parola. Infatti, se così non fosse, la considerazione di artigiano, essendo facilmente identificabile con quella di un vasaio, un ceramista, un fabbro… non permette l’esistenza e la realizzazione di Guide dedicate agli ‘artigiani’.

    • emanuele barbaresi emanuele barbaresi risponde:

      Pienamente d’accordo con eggi. Entrambi i punti del Decalogo mi sembrano molto discutibili. L’aspetto visivo di un piatto (forma e colore) è importante, è un aspetto primario e contribuisce a individuare lo stile gastronomico di uno chef. Sull’importanza delle consistenze penso che non ci siano dubbi, visto che fanno parte addirittura dell’aspetto gustativo. Quanto ai migliori chef, limitarsi a definirli artigiani mi sembra riduttivo: sono sicuramente artisti e la loro è una forma d’arte. Se no di che cosa stiamo parlando?

  16. 16
    Marco Lungo Marco Lungo commenta:

    Se mi limito al compendio della classifica qui gentilmente offerto, mi prendono già gli scuotimenti umorali.
    Uno per tutti, Il Sole al Trebbo praticamente pari al Pagliaccio a Roma, una cosa improponibile, forse solo per la cantina del Sole si potrebbe dare qualcosa in più, ma per il resto, a mio avviso, siamo su due pianeti diversi. Da una parte la pretenziosità in tutto, dall’altra invece la consistenza dell’aver realizzato un progetto. Al Trebbo ci andavo abbastanza regolarmente fino ad un anno fa, era dietro il mio ufficio a Bologna.
    Mah. Mezzo punto di differenza. Boh.

  17. 17
    vito siragusa vito siragusa commenta:

    Una domanda agli esperti guidaioli,perche’ si è voluto abbassare la soglia di valutazione a 12 punti?La mia considerazione è ,se per caso la soglia non fosse stata ritoccata al ribasso i ristoranti sopracitati dove si parla di staticita’, oggi avrebbero mezzo punto in piu’?Ciao e alla prossima.

    • eggi eggi risponde:

      penso che la scelta sia dovuta al fatto che numerose aziende si ‘avvicinano’ ai parametri indispensabili per entrare in guida. l’abbassamento del punteggio di entrata é, secondo me, un’opportunità nei confronti di queste aziende e che comunque non ha influenzato considerazioni che tu definisci ’statiche’

  18. 18
    Enzo Vizzari Enzo Vizzari commenta:

    Grazie a tutti per l’attenzione.
    Non accetto la logica di marketing furbesco di “far notizia” o “inventare novità” a ogni costo per vendere di più.
    La Guida tenta di fotografare la realtà e se la realtà muta di poco la Guida presenta poche novità. Che tuttavia vanno cercate non tanto fra i voti assegnati ai ristoranti, quanto nei nuovi ingressi – oltre 400 quest’anno – e nelle uscite, per demerito o per chiusura: basta ciò per motivare l’acquisto di una copia della nuova edizione? Lo decideranno i lettori.
    Per quanto riguarda premi e sponsor, possono non piacere agli snob e ai puristi ma consentono a tutti noi – e auguro anche ai blog, in misura sempre maggiore – di far quadrare i conti.

    • emanuele barbaresi emanuele barbaresi risponde:

      Che non si accetti la logica di marketing furbesco di “inventare movità” a ogni costo per vendere di più mi sembra un’ottima cosa, anche se dovrebbe essere scontata, almeno fra chi ancora opera nel rispetto di un minimo di deontologia professionale. Naturalmente i rilievi – quantomeno i miei – non riguardavano certo questo aspetto, che prendo per buono, ma proprio l’aderenza della fotografia alla realtà.
      L’impressione è che guide di ristoranti dalla fama ormai consolidata come quella de l’espresso – per non parlare della Michelin – siano ormai molto lente nel registrare le (effettive) novità. In altre parole: tendono a presentare sempre la stessa fotografia, mentre nel frattempo la realtà è mutata. Il caso del pur grandissimo Vissani (tra parentesi: ci sono appena tornato e il suo menu a 100 euro offre uno dei migliori rapporti qualità/prezzo d’Italia) e quello di Parini, citati prima, mi sembrano in questo senso emblematici.

  19. 19
    chiara rungi chiara rungi commenta:

    sono un utente napoletano chi mi sa dire dove si trova il ristorante il comandante

  20. 20

    [...] – Nel frattempo è uscita la guida Ristoranti d’Italia 2010 de L’Espresso. Qui trovate chi sale e chi scende. Qui invece chi salirà e chi scenderà in quella del Gambero Rosso. 6 – Ancora sulle guide. Alla [...]

  21. 21
    Francesco Francesco commenta:

    Ci risiamo sig. Vizzari lei e la sua guida continuate ad offrire un ottimo servizio ai vostri lettori. Solo Kaladze con l’Italia è riuscito a fare due autogol nella stessa partita! Lei invece dopo le varie figuracce fatte in giro, il riferimento è soprattuto alal sua querelle con gli Iaccarino, etc … è riuscito, mi ripeto, a fare meglio! Ha dato, se non sbaglio, un bel 16/20 ad un ristorante “il comandante”, che forse è stato aperto giusto il tempo di servirla, per poi essere chiuso, se non erro per abusivismo. Immagino la scena, una coppia vestita di tutto punto che arriva davanti a quello che lei classifica come uno dei migliori ristoranti d’Italia, desiderosa di gustare cibi all’altezza di un 16/20 e si trova difronte ad un bel sigillo…. I miei complimenti!

  22. 22
    ugo petruccelli ugo petruccelli commenta:

    Caro Francesco,
    per il signor Vizzari pare che questo ristorante il Comandante sia oggi il MIGLIOR RISTORANTE DI NAPOLI,peccato sia CHIUSO PER ABUSIVISMO. Se ne farnno una ragione i curiosi che volevano provalo, perchè pare che sia stato aperto per pochi mesi prima di scalare così velocemente le classifiche della guida de l’Espresso. Il ristorante fa capo al gruppo Romeo, imprenditore noto anche per vicende giudiziarie nazionali.Il punto caro Sig. Vizzari è che se anche volessimo credere alla sua buona fede, il problema è sempre lo stesso: lei ha sbagliato linea editoriale. Un ristorante non è solo cucina, ora sono sicuro che dopo questa ennesima figuraccia nazionale se ne sia reso conto. Il suo metodo è totalmente fuori luogo, perchè ha domostrato di non rendere un servizio al lettore.
    Ma forse lei dei lettori non se ne cura più da tempo, perchè affaccendato a cercare sponsor sempre più numerosi. Certo è vero da quando lei ha iniziato a curare la guida ha introdotto delle novità: il MARKKETTING. D’altronde quando non si è credibili come giornalisti, non si vende in edicola e quando non si vende si ha sempre più bisogno di sponsor…è un circolo vizioso del quale è vittima lei, ma soprattutto il suo editore che ci auguriamo apra presto gli occhi!!!

  23. 23
    Fabio Spada Fabio Spada commenta:

    Non ci sto capendo molto:
    - l’articolo, ormai illeggibile, del Mattino credo fosse del 23 Marzo. Si parlava di chiusura.
    - Pignataro ne ha parlato a lungo il 20 giugno http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=5984
    - qui c’è una rece del 09 settembre http://www.vinix.it/recensioni_detail.php?ID=718

    E’ aperto o chiuso?

  24. 24
    paola di loreto paola di loreto commenta:

    Gentile Fabio,
    è tutto molto strano, hai proprio ragione!!! Ci sono alcune certezze però: la coppia che ha confezionato il “pacco” (Vizzari- Pignataro); il ristorante è chiuso per abusivismo e la proprietà è del gruppo Romeo….
    Voglio ringraziare Bernardi (e dissapore) che con questo suo intervento, non solo ha dimostrato la sua grande indipendenza, ma ha sollevato e fatto venir fuori verità che altrimenti sarebbero state taciute !!!
    Mi piacerebbe capire da Vizzari come si fa a mangiare al Comandante??? E capire se ora si rende conto che il suo metodo è fallito o avrà ancora il coraggio di andare in giro a fare il maestrino? Mi piacerebbe sentire un suo intervento su questo!
    buona serata

    • Fabio Spada Fabio Spada risponde:

      Allora pare che il ristorante sia chiuso da fine settembre
      http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=5984
      e questo aspetto diciamo che l’abbiamo chiarito.

      Ora chiedo a te, cortese (smettiamola qui ti prego :-D ) Paola, perché parli di pacco?
      Traduco: pensi che il duo Vizzari/Pignataro sapessero della chiusura e l’abbiano taciuta? per guadagnarci cosa?
      Io sinceramente non lo penso, credo che la chiusura li abbia colti di sorpresa a rotative ormai ferme.
      Non riesco ad immaginare in che modo la scheda di un ristorante chiuso possa essere un guadagno per una guida. L’anno scorso hanno assegnato addirittura nuove stelle a locali ormai chiusi. Ma anche in quel caso la guida era stata vittima delle circostanze che avevano portato a una chiusura in gran segreto in un giorno qualsiasi di agosto.
      Non è questa la parte della storia che mi interesserebbe sentir raccontare ma ormai a chi importa più ;-D

  25. 25
    paola di loreto paola di loreto commenta:

    Sicuramente non è stato fatto a posta, ma se il criterio di valutazione dei ristoranti non fosse solo la cucina, tutto questo non sarebbe accaduto!!!E’ il metodo di Vizzari che non funziona. Stiamo parlando del Miglior ristornate di Napoli, la cosa imbarazza molto i lettori ma si immagini un ristoratore che lavora ed investe da anni, come deve sentirsi ad essere scavalcato in città da qualcuno che opera da tanto poco da non avere neppure le licenze???? Beh, la cosa moralmente è grave!Molto grave

    • Fabio Spada Fabio Spada risponde:

      Io penso che i lettori non siano minimamente imbarazzati, al limite un po’ di imbarazzo lo potranno provare redattore e curatore della guida in questione. Ma neanche più di tanto; ripeto, chiusure per vicende amministrative non possono di certo essere imputate a chi dirige una guida, e se oltre alla cucina si valutasse anche il ristorante come esperienza complessiva, questo non eviterebbe il verificarsi del medesimo problema.
      Per quanto riguarda lo stato d’animo degli altri ristoratori (che per coerenza in questa sceneggiatura immaginiamo lindi e pinti perché altrimenti “ma che parlamo a fa?”), anche in questo caso più che di imbarazzo parlerei di deprimente incazzatura prima, e rigenerante rivincita poi.
      Però, anche in questo caso, la chiusura è l’evento che genera la rivincita e non certo l’incazzatura.
      Sono le ultime due righe del tuo post su cui dovrebbe catalizzarsi l’attenzione, ed è quella la storia che mi piacerebbe sentir raccontare. Quanti operano nella piena legalità e non avranno mai l’onore della ribalta le cui luci, per vari motivi, a volte illuminano situazioni che non ne avrebbero (moralmente?) merito?

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