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Cotoletta, Ratanà, Milano
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Le 10 cotolette più buone di Milano

Ne abbiamo assaggiate di tutti i colori. Quelle troppo morbide e quelle di una durezza da calzoleria. Quelle sottili come una veronica, prese a martellate fino a perdere consistenza per celare il gusto sanguinolento di carni di dubbia qualità. Quelle presentate sottoforma di cubi, nella versione stellata di Gualtiero Marchesi, o quelle destrutturate di Cracco – rettangoli di vitello crudo che si dissocia dalla sua stessa panatura (così, magistralmente schizofrenica, la sua “milanese sbagliata”).

E abbiamo maturato due certezze: numero uno, la cotoletta nasce a Milano, per cui dite agli austriaci che ne millantano la paternità come parente stretta della loro Wiener Schnitzel di mettersi l’anima in pace. Numero due: la carne per fare la “cutuleta” si chiama manico, ovvero il taglio con l’osso, più saporito e morbido.

Guai a chi vi propina l’orecchia d’elefante! Oltre ad avere un nome di pessimo gusto (la cui invenzione va ascritta, e non fa meraviglia, ai sobrissimi anni Ottanta), te la servono spesso vestita di ignobili pomodorini che ammosciano la buona volontà dell’avventore in modo direttamente proporzionale a quanto imbevono la panatura “fu” (inutilmente) croccante.

Così, per non farvi incappare in sedicenti cutulete, anzi per propiziare l’incontro con la milanese giusta, Dissapore vi addita 10 indirizzi da provare nella città madre. Tenendo presente che le regole ci sono, e ci sono anche i tabù, ma alla fine della fiera ognuno, vivaddio, la prepara come più gli piace.

Menzione d’onore: Ratanà, Via De Castillia 28, 02 87128855. Si fa solo prenotandola con due (2!) giorni d’anticipo, per questo non rientra nella top ten. Costa quanto una manovra economica ma resta la migliore di Milano.

Cotoletta Nuovo Macello1. Trattoria del Nuovo Macello, via Cesare Lombroso 20, 02 59902122.

Qui per esempio la milanese si presenta in versione alta, sugosa, e con un cuore roseo da far innamorare. E non ci sono cristi, se non hanno abbastanza carne per farla come si deve, ti accontenti del risotto.


Da Martino2. Da Martino, via Carlo Farini 8, 02 6554974.

Sergio tende a sovrappopolare di pomodorini la superficie dell’ottima – di per sé – cotoletta. Alta almeno un dito, morbida eppure croccante. Meglio avvisare Sergio di lasciarla così com’è, da duri e puri della panatura.


Cotoletta, Trattoria della Pesa3. Trattoria la Pesa, via Giovanni Fantoni 26, 02 4035907.

In questa trattoria semiperiferica della Milano anni Venti, la cotoletta si frigge nel burro chiarificato: il risultato è una maggiore delicatezza di sapore, nel rispetto dell’autentica tradizione meneghina. Qui si viene per assaggiare una perfetta antologia della cucina lombarda.


Cotoletta de L'altra isola4. L’altra isola, via Edoardo Porro 8, 02 60830205.

Il cuoco Hu Shunfeng è cinese. Ma la sua costoletta (con la s, rigorosamente, perché ricavata dalla costola del vitello) da 30 euro tondi è perfettamente milanés, nel metodo e nel prezzo.


Cotoletta, Osteria alla grande5. Osteria alla Grande, via delle Forze Armate 405, 02 48911166.

Un’osteria alla vecchia maniera, ornata da volti e nomi pittoreschi, che porta in tavola la tradizione con cassoeula, brasato, ossobuco… e lei, una cutuleta burrosa e tenerissima, presidiata da una schiera fitta di patate saltate.


Cotoletta, Liberty ristorante, milano6. Il Liberty, viale Monte Grappa 6, 02 29011439.

Anche qui la cotoletta è una porzione piuttosto imponente di carne di vitello di alta qualità, rosata, spessa e imprescindibilmente croccante. Accompagnateci gli ottimi vini della cantina, rigorosamente autoctoni, e vi siete regalati la felicità per una sera.


Cotoletta, trattoria Arlati7. Trattoria Arlati, via Alberto Nota 47, 02 6433327.

Un locale che è anche uno scaffale di orpelli e mobilia che danno il loro contributo all’atmosfera familiare, crepuscolare. Un classico da queste parti è il riso al salto. La cotoletta è alta un dito e mezzo, croccante eppure magicamente morbida all’interno.


Cotoletta, Alfredo Gran San Bernardo8. Alfredo Gran San Bernardo, via Giuseppe Antonio Borgese 14, 02 3319000.

La quarta costola del quadrello è l’unico taglio da cui potrà provenire la costoletta che vi serve il patron Alfredo Valli, ristoratore dal 1964. Ouverture a base di risotto (giallo, all’onda o al salto) e a seguire la cotoletta un peccato in più, con buona pace della linea: ossobuco in gremolada, non plus ultra.


Cotoletta, Trattoria all'Antica, milano9. Trattoria all’antica, via Montevideo 4, 02 832849.

Con l’osso, alta e accompagnata da purè, la cotoletta della trattoria vi costerà 20 euro, senza nulla da invidiare alle colleghe griffate e senza contorno. Qui c’è anche una degnissima riproposizione dei cavalli di battaglia lombardi – conto finale sui 30/35 euro, vini a parte.


Cotoletta, Osteria Brunello10. Osteria Brunello, corso Giuseppe Garibaldi 117, 02 6592973.

All’osteria si servono perlopiù i grandi campioni della cucina toscana, ma la versione bassa della cutuleta è una piacevole eccezione, che mette l’accento sulla necessaria dicotomia fra cotoletta e bistecca senza però vituperare la fettina panata alla lombarda. Uno dei pochi casi in cui l’orecchia d’elefante tiene banco, pur restando una pietanza innominabile.


[Crediti | Immagini: Passione Gourmet, Yelp, ViviMilano, Tavola Reale, Giulia Ferri, Foodspotting, Alberto Cauzzi]

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57 commenti a Le 10 cotolette più buone di Milano

  1. Complimenti ai ristoratori milanesi ed alla redattrice.La mia preferenza va ,ed è la prima volta che la vedo ,alla numero 1,perchè è come piace a me mangiare la carne
    con quello spessore e quel roseo.Si dice sul web che Mangiari la facesse ancora più alta ,il mitico di via Lorenteggio.
    Spero che rimanga per sempre questa”tradizione” e non venga stravolta.E cmq
    impossibile trovarla in questo splendore in altri luoghi d’Italia.
    W la CUTULETA!

    • La classifica mi pare coerente, fatta eccezione per la “Pesa”. Ho provato (per due volte) la loro cotoletta ad ottobre e novembre e il risultato è stato sempre il medesimo: pessima. Uguale il giudizio per gli altri piatti proposti dalla trattoria. Il primo (pasta al pomodoro) navigava nella salsa come la barca di Soldini al largo di Capo Horn. Anche il servizio ha peccato di personalità.
      Un saluto a tutti, Giovanni

    • “impossibile trovarla in questo splendore in altri luoghi d’Italia.”

      d’accordissimo, mi piacerebbe leggere la stessa obiettività anche quando si parla di pizza

  2. La bestemmia non è tollerabile. Se per la redazione e’ passabile, dice molto di voi.

    • Ma dov’è?

      • Ci sono “vivaddio” e “dicotomia”. Anche la parola “tabu” mi mette a disagio, mi sento tutto un formicolare.

        No no no, cara redazione, così non si fa.

        • Non ci si accorge più neppure di ciò che viene scritto, delle parole che vengono usate, del senso di ciò che si dice.

          Usare una imprecazione per scrivere di una cotoletta, tanto niente di sacro tranne il cibo.

          .

          • Perdonami ma non capisco il senso di quello che vorresti dire.

            • Immagino si riferisca all’espressione “non ci sono cristi” nella prima scheda
              Che comunque non è una bestemmia, ma semmai un invocare il nome di Dio invano
              Tra l’altro, ma l’espressione d’uso comune non è “non ci sono santi (che tengano)”?

              • è un’imprecazione, non bestemmia come ho scritto nel primo post e corretto nel secondo.

                è inutile, inelegante e offensiva.

                ripeto, dice dello stile e dell’educazione di chi scrive e di chi fa scrivere, nonchè di chi legge e fa il sarcastico.

            • leggere attentamente descrizione della foto numero 1 please

        • C’è anche un “schizofrenia”, parola che temo possa contagiarmi e togliermi la ragione.

        • D’altronde se la gente crede ancora in dio perchè non dovrebbe credere ancora in berlusconi

    • E cosa dice? Che non c’è la Sig.ra Binetti, in redazione?

      • brava, hai ragione.

        hai colto nel segno.

        è una questione di moralismo.

        • bacchettona

        • Prendo un manzo, gli sparo un chiodo nel cervello, lo scuoio e macello. Partiziono le carni, una è la tua cotoletta e co. Le altre parti finiscono assieme a cavalli ed altri animali ignoti in giganteschi tritacarne e via, in tour per l’europa a farcire ripieni. I resti vanno nel mangimi dei loro simili: secondo te chi è il povero cristo?

  3. Il numero 1 di fianco alla Trattoria del Nuovo Macello ci sta bene bene ;-)

    Nella top ten ci metterei anche Andrea & Carola seppur non abbia provato molte delle cotolette dell’elenco.

  4. avatar gio

    Bravi! L’orecchia d’elefante è un obbrobrio che non deve essere classificata cotoletta alla milanese! La cotoletta alla milanese è proprio così: osso, altina, cotta nel burro, senza niente sopra, tantomeno i pomodorini che oltre a essere poco milanesi da queste parti non sono nemmeno buoni.
    Io al ristorante non la mangio mai perchè la facciamo superbamente in casa, la migliore è quella che fa mia nonna 97enne, ma anche noi delle generazioni successive ce la caviamo bene… ! :)

  5. Io ne ricordo una da Aimo e Nadia; ne valeva il viaggio:)

  6. Una curiosità da profano assoluto: perchè la cotoletta, a volte, viene servita ricoperta di pomodorini e/o rucola? Voglio dire: c’è una “motivazione storica” oppure semplicemente è frutto dell’estro di qualcuno?

    • avatar gio

      Non c’è nessuna motivazione storica, qua pomodori e pomodorini una volta non li trovavi neanche facilmente, dato il clima, figurati!

  7. io sono andata domenica a pranzo da ratanà e me l’hanno proposta per la bambina (che poi ha scelto altro di secondo). non sapevo nulla dei due giorni di prenotazione, siete sicuri ? comunque confermo, mangiato benissimo.

  8. avatar Clo

    Da Martino, se non mi sbaglio, la cutuleta è di maiale, non di vitello…

  9. Due curiosità :
    Quella di Ratanà a quale “stile”possiamo associarla?
    Gio ha già risposto,ma i milanesi a casa la fanno con frequenza e quale tipo amano di più?(Gio è difficile farla alta?)

    • avatar gio

      Vincenz, secondo me la frequenza dipende solo dallo stato di salute della famiglia, la cotoletta fatta nella sua versione originale prevede la cottura nel burro, ergo direi che una volta ogni 15gg / al mese è più che sufficiente.
      Fosse per me la farei un giorno si e uno no, figurati.
      Non è difficile farla alta, basta cuocerla un pò di più e a fiamma più lenta sennò brucia, ma in ogni caso non immaginarti una cosa alta come la fiorentina, è comunque gestibile.
      Molto apprezzate dai bambini anche le scaloppine di vitello cucinate come la cotoletta, hanno il vantaggio di non avere l’osso che ai bambini generalmente fa orrore, e poi cuociono prima. Inoltre sono ottime messe in un panino il giorno dopo, fredde.
      Questo per darti un quadro generale di casa mia e anche delle mie amiche.

  10. Concordo con il Ratanà al primo posto, è davvero succulenta, e anche l’Altra Isola si difende bene anche se il costo è davvero eccessivo. A questo punto vorrei una classifica delle migliori polpette in Italia :-P io suggerisco polpette di peperoni di Gighetto a Vico Equense ;-)

  11. Mi ha sempre incuriosito La Cotoletteria in corso Garibaldi a Milano. L’ avete visitata per questa selezione ?

  12. Grazie mille, siamo contentissimi di essere in classifica!
    Solo una piccola precisazione: la foto e la descrizione deve essere di qualche tempo fa, ora la cotoletta la facciamo più alta, come in questa foto
    http://www.osteriabrunello.it/images/galleria/18.jpg

    • Qualche tempo fa = qualche anno fa? E’ importante saperlo per attribuire una certa credibilità al pezzo. A me piace la cotoletta del Ratanà e pure quella del Nuovo Macello.

      • No no, qualche mese credo, nessun dubbio sulla credibilità del pezzo. La facciamo un po’ diversa da novembre: ora è più alta e succulenta e il pangrattato lo facciamo noi in casa da pancarrè seccato e tritato.

  13. Ho vissuto qualche anno a Milano, e anche se ai tempi non davo molto peso alla ristorazione di qualità mi ricordo come un sogno una cena alla Trattoria sui Navigli, con risotto e appunto cotoletta. Uno dei ricordi migliori dei tempi. E’ da parecchi anni che non ci torno, qualcuno ne ha notizie?

  14. Le mie preferite sono quelle di Ratanà e del Nuovo Macello, per un motivo oggettivo e incontestabile: sono le uniche due che ho provato :-D

    Devo dire che in base alla “degustazione fotografica” che va tanto su queste pagine, un’altra che mi attira è quella del Liberty, seguita da quella della Trattoria Arlati

  15. Effettivamente mettere il prezzo delle cotolette di ogni locale era da vero “barbun” ….
    A non che ce ne frega, no ?!

  16. Ma Alfredo Valli del ristorante Gran San Bernardo non è morto da una decina di anni?

    • Sì.
      E pure uno dei suoi ultimi cuochi, il Ghiringhelli, è andato altrove (Osteria Conchetta, mi pare).
      Non conosco la gestione attuale di Alfredo, Mi pare di aver letto che è chiuso per restauri, ma non saprei.

    • Valli è salito in cielo a fine agosto 2002
      uno scoop avere trovato lui vivo e il locale aperto dieci anni dopo

  17. E la cotoletta alla milanese col seitan? Qualcuno l’ha già fatta? Scommetto che viene fuori squisita, praticamente indistinguibile dall’originale!

  18. l’unica che ho provato è l’altra isola, ma almeno 5 anni fa.
    sfiga volle che quella volta ci fosse troppo sale.
    devo dire però che la versione di casa mia, cioè semplici petti di pollo impanati e fritti per bene mi ha sempre soddisfatto.
    impanare e friggere comunque mangerei anche i sassi!

  19. Io adoro quella della Cascina Corba

  20. mi hanno parlato molto bene di quella del Gherghet anche se penso sia un po’ fuori

    • A me non piace, appartiene al genere “orecchia d’elefante” ed è pure un po’ unta, ma in genere tutto quello che ho mangiato in quel ristorante era troppo pesante. Davvero niente a che vedere con la cucina del Nuovo Macello, che è di gran (ma proprio gran) lunga superiore

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