Le Robinie di Enrico Bartolini | Il 24 Novembre non è il giorno della Michelin


Enrico Bartolini qualche giorno fa al Merano Wine Festival Un arrivo trafelato dopo un viaggio da Roma, con le colline dell’Oltrepò ancora abbastanza chiare da essere apprezzate attraverso la sala a vetri. Subito in mano un menu formato tabloid e una carta dei vini grande come una Bibbia. Malgrado la difficoltà di fronte alla scelta dei piatti, fatico a dimenticare la “Spuma di prosciutto cotto della Val Tidone”, servita con piccoli grissini al burro fatti in casa. Torna un ricordo d’infanzia, quando il salumiere in campagna mi riservava la prima fetta, appoggiata su un rubatà (grissino torinese arrotolato). Solo una piccola presentazione, poi arrivano gli antipasti. Li assaggio tutti, inclusi quelli del mio commesale, ma continua a tornarmi in mente il sapore della “Patata, capperi, uovo e uova”, con il rosso d’uovo montato a macchia che prepara la strada all’aroma pungente dei capperi e alle esplosioni delle uova di salmone. Poi il piatto che sul momento credevo mi avesse colpita di meno, “Riso in erbe con gocce di pomodoro e bianco di pomodoro in spuma”.

Ora, ripensando alla cena, l’immagine che per prima si riaffaccia è proprio quella dell’Acquerello, poco regolare e magari anche scontroso, ma a perfetto agio con i sapori semplici delle erbe e del pomodoro riproposti nella loro essenza. E per secondo, la ricetta che da giorni sapevo avremmo scelto, la “Coscia d’oca croccante con fegato grasso e patate ai grani di senape”. Contrasto di consistenze, fra zampe e interiora di pennuti, e le patate che amalgamano tutto. Ma anche, contrapposizione di sapori, con i semi di senape a ribaltare la direzione presa dal gusto fino a quel momento.

A questo punto, verso la fine della cena, ecco Enrico Bartolini che viene al tavolo e sembra, a un primo approccio, timido, quasi impacciato.

La sua compostezza mi disarma, non sembra lasciare spazio a battute. Poi inizia lui con guizzi al fulmicotone e prese di posizione accattivanti. Così ripenso alla “Crema di piselli con aria di porcini e pezzetti di cedro” assaggiata poco prima e a tutti gli altri piatti, a quanto gli somiglino. Sempre uno spunto in controtendenza a svelare il carattere.

Compiaciuta anche dalla scelta del vino Barbera 2004 Oltrepò Pavese Scaccialupo di Sacrafamilia, azienda votata alla vitivinicoltura biotica. (Non spaventatevi, non morde).

Insomma, una di quelle volte in cui l’oca grassa avrei voluto essere io, per potermi rimpinzare oltre il limite, che a quel punto, purtroppo, avevo già raggiunto.

PS. Il prossimo 24 novembre è un giorno importante per Enrico Bartolini. In culo alla balena… per almeno un paio di motivi.

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Le Robinie di Ca’ D’ Agosto di Enrico Bartolini

Località Ca’ d’Agosto Montescano PV

Conto (2 persone) 212 euro, (menu degustazione Un pò Oltre 80 euro, Antipasto 24 euro, Petto d’oca 30 euro, Vino 50 euro, 2 flute aperitivo OP Rosè 10 euro, servizio, ottimo, incluso). Risotto “prova”  gentilmente offerto.

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12 commenti a “Le Robinie di Enrico Bartolini | Il 24 Novembre non è il giorno della Michelin”

  1. diego diego commenta:

    speriamo per lui cosi finalmente si calma un pò ,era diventato un pò pesante la situazione .Penso proprio che la michelin gliela darà anche per non sentirlo più !!!! visto gli anni passati ,le polemiche che ha fatto sia sù internet che con i clienti a tavola io in primis.
    Auguroni ma poteva essere una stella molto più lucente se non c’erano polemiche

  2. Colinmckenzie Colinmckenzie commenta:

    Sarebbe decisamente ora, anche per finirla con sta storia del “bravo giovane cuoco”. Per la mia esperienza personale, “grande cuoco” e basta…

  3. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Le Robinie è uno di quei posti che “mi tornano”: a volte basta guardare il sito e ti vien voglia di andare.
    I piatti sembrano tradizionali, riconoscibili ma, come dice il menu, “Un po’ oltre”, bel posto, legni bianchi, prati verdi, vino e allevamenti di proprietà, vini al bicchiere, prezzi ben chiari (a proposito non capisco bene l’addizione di Giulia), mi risulta ci siano anche degli alloggi.
    Poi tra il dire e il fare… la decisione non è così immediata, purtroppo. Tra i primi, in cima alla lista dei desideri.
    Ma di quale stella si parla, la prima o la seconda?

  4. ROLO TOMASSI ROLO TOMASSI commenta:

    Speriamo che sia la volta buona, se la merita ed è incredibile che l’abbiano data ad Oldani viste le prestazioni discontinue e un ambiente/locale discutibile, chissà che santi in paradiso avrà quel bell’uomo :)

  5. [...] Original post:  Recensione del ristorante Le Robinie di Montescano di Enrico … [...]

  6. volevamo ricordarlo così volevamo ricordarlo così commenta:

    pareri fuori dai denti

    Devero Restaurant, 14 dic – [...] Sorprese finale al conto: sei bottiglie d’acqua, avendone consumate tre e pur essendo l’acqua esplicitamente inclusa nel menu. Due grappe, Berta Casalotto e Muller Thurgau fattoria Cabanon, a 14 e 17 euro al bicchiere. In totale 117 euro a testa e servizio da vagone ristorante, i colleghi si rifiutano di arrotondare per lasciarne dieci di mancia. Cucina rassegnata alle logiche della ristorazione “quick and furious”, se dovessi giudicare solo da stasera, e sarei impietosamente superficiale, direi che un giovane chef di belle promesse si è venduto al business. Chapeau a Brasi che non s’è piegato?

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Triste/triste-mouchoir-924.gif[/img]
    cacchio, sembra un secolo e invece son passati tre anni…


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