di | mar 21 set 2010 ore 10:13
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contenziosi

Mai stati delusi da un ristorante? Il “caso Arnolfo”

Delusi da un ristorante? A chi non è capitato. Dissapore riceve molte proteste, quando offrono spunti interessanti verifichiamo i fatti, chiediamo una risposta al ristoratore e le pubblichiamo.

Ci scrive Gian Paolo. Durante le recenti vacanze trascorse a Firenze con un amico, prenoto una cena nel noto ristorante Arnolfo di Colle di val d’Elsa, in provincia di Siena, un Relais & Chateaux con stella Michelin, segnalato da tutte le guide enogastronomiche. La prenotazione è per le 20:00 di un giorno feriale. Insieme al mio amico, arrivo nei pressi del ristorante in leggero anticipo, l’orologio dice: 19:30. Entro e mi trovo di fronte il titolare, il sig. Gaetano Trovato. Lo riconosco per le foto che ho visto in giro per siti, non certo perché si presenta, le sole parole che è riuscito a dire sono state : “buonasera, ma voi siete in anticipo e adesso come facciamo?

Rispondo facendo notare che con due sedie passa la paura. Veniamo accompagnati nel terrazzo esterno dove si sarebbe svolta la cena. Attraversando il coridoio noto molti camerieri seduti su divani e poltrone che fumano e navigano in internet. Al nostro passaggio scappano frettolosamente commentando fra di loro che restando dov’erano avrebbero rischiato il licenziamento. Ci viene chiesto di scegliere il tavolo, ed ecco che inizia la nostra via crucis. Arrivano i menù, scopriamo che sono senza prezzi delle pietanze. Mi sento a disagio, è la prima volta che capita in un ristorante del genere capita una cosa simile. Ordianiamo, riconsegnamo i menù e casualmente, chiacchierando con noi, un cameriere capisce cosa è successo. Si scusa, ma non ci porta i menù con i prezzi. La lunga attesa dei piatti è contrassegnata per noi e altri 25 clienti dalla presenza di zanzare, falene, vespe e altri insetti della campagna limitrofa alla veranda. Le candele usate il giorno precedente, sistemate accanto ai tavoli, erano sporche e piene di insetti morti.

Arrivano le portate, nulla da dire, sono abbondanti e molto coreografiche, i sapori delicati, ben equilibrati. Purtroppo non possiamo apprezzare i vini dalla cantina visto che dobbiamo rientrare a Firenze, cosa che non ci impedisce di notare come li serve il sommelier Giovanni Trovato, paladino della “vecchia scuola”. Sottolineo che nel 99% dei ristoranti di questo livello le bottiglie vengono lasciate sul tavolo, oppure sistemate in un secchiello lì accanto. Da Arnolfo no. Trovato le apre lontano da sguardi indiscreti poi le tiene sotto controllo nel suo angolo: una pratica obsoleta, nessuno serve più il vino in questo modo. Credo purtroppo sia un escamotage del ristorante per sopperire alla mancanza di spazio, i tavolini per due persone sono uno dietro l’altro a fianco di un muro che affaccia sulla boscaglia, vi assicuro che di spazio ne resta poco. I tavoli per quattro persone dislocati al centro sono talmente piccoli che l’acqua e il vino non ci stanno, per versarli i camerieri sarebbero costretti a manovre ridicole e fastidiose. La superficie è esigua, i disagi tanti, 25 persone servite da 5 camerieri limitano lo spazio per il cliente che inevitabilmente si sente a disagio.

Siamo a fine pasto, niente dolce, chiediamo due caffè. La tavola viene sparecchiata ma al momento di togliere le briciole con l’apposita spazzola, il cameriere ingaggia una lotta con gli insetti che stazionano sul tavolo. Schiaccia moscerini e falene lasciando il risultato della caccia grossa sulla tovaglia, dove, subito dopo, adagia forchetta e cucchiaio per farci degustare un piccolissimo dessert offerto dal ristorante prima del caffè. Non c’è che dire, un vero servizio da stelle Michelin.

Il conto è adeguato al (presunto?) livello del ristorante e visto il raffinato servizio ho sentito il dovere di lasciare una congrua mancia al cameriere dei menù senza prezzi e della tovaglia così elegantemente spazzolata.

Usciamo dal locale e cerchiamo il menù che i ristoranti devono esporre all’ingresso per far sapere menù e prezzi ai potenziali clienti. Lo impone la legge. Ma fuori ci sono solo targhe e riconoscimenti che sinceramente, secondo me, Arnolfo non merita.

P.S. Anche la carta dei vini è senza prezzi!

Risponde Gaetano Trovato del ristorante Arnolfo. Ricordo molto bene questo episodio, ma i dettagli sono esasperati. Il ristorante apre al pubblico alle 20:00 per motivi di organizzazione dello staff, i Signori hanno insistito ma non hanno chiesto 2 sedie, li abbiamo accolti in terrazza dove d’estate serviamo la cena come facciamo con tutti i nostri clienti. Nel salotto conviviale il personale di cucina era in pausa, però nessuno fumava anche perchè da Arnolfo non esiste una saletta fumatori! E i ragazzi si sono limitati a salutare, non ci sono stati dialoghi, da dove viene fuori il discorso del licenziamento non so, mi sembra una favola ridondante. E’ vero che il demi chef de rang ha erroreamente portato un menù senza prezzi che però è stato sostituito prima di prendere la comanda, mentre nel nostro ristorante la carta dei vini senza prezzi non è mai esistita.

Il mio dubbio è che i Signori non fossero disposti a tracorrere una serata piacevole presso di noi. Sembra quasi che siano venuti per farci un esame o per emettere sentenze, non c’è stato dialogo tra noi. In genere sono una persona molto disponibile ma fatico con i clienti che non hanno il coraggio di esternare il loro d’animo. O forse oggi sono tutti ispettori… Comunque, come faccio in ogni sevizio, ho chiesto anche a questi clienti se tutto fosse andato bene. Mi hanno risposto: “grazie benissimo”, cosa devo pensare dopo questo bel poema inviato a Dissapore?

Mi chiedo cosa siano venuti a fare questi Signori Da Arnolfo. Noi cerchiamo esasperatamente di soddisfare i clienti, i nostri prezzi sono esposti e anche nel sito, tutti li possono consultare. Comunque, non spoetta a loro giudicare il prestigio o le gratificazioni che abbiamo ricevuto in 30 anni di lavoro.

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100 commenti a Mai stati delusi da un ristorante? Il “caso Arnolfo”

  1. Per intenderci: al tavolo sono stati consegnati due menu senza prezzi, ovvero due menu destinati alle donne? A prescindere dall’errore, che può capitare, trovo la doppia versione del menu, con e senza prezzi, una pratica davvero fuori dal tempo e da sanzionare.

    • avatar jade

      quoto. sarebbe un primo passo “sociologico” per far capire al mondo e a certe barbie che non è detto che debba sempre essere l’uomo a pagare.
      oltre al fatto che quando vado in un ristorante mi interessa eccome sapere i prezzi.

      • avatar Filippo

        Quoto assolutamente, la mia ragazza chiede sempre quello con i prezzi quando accade….
        Comunque ne avevo parlato una sera con la signora Perbellini, mi ha detto che avevano provato a togliere il menù senza prezzi, ma inspiegabilmente proprio le sue clienti più affezionate e frequenti si sono lamentate ed sono dovuti tornare ai “due” menù…..

      • avatar Lino Grigno

        Conosco bene i fratelli Trovato e non scrivo per difenderli, ma per fare delle considerazioni. Innanzitutto il ristorante ha due stelle e non una. A leggere l’accaduto il sospetto di aver un po’ troppo calcato o esagerato è lecito. Per quanto riguarda il servizio del vino, la bottiglia una volta aperta, fatta assaggiare e servita al cliente va giustamente portata via e riposta nelle vicinanze del tavolo o nella frappeuse. Trovo veramente orribile dovere servire il vino alla donna e a me stesso. Altrimenti i sommelier cosa servirebbero? Sul tavolo dovrebbe esserci solo il necessario. Per quanto riguarda il menu senza prezzo una svista può accadere. E poi, non vorrei sembrare snob, quando si entra in certi locali i prezzi, esclusi quelli del vino, sono noti e arcinoti. I conti sono quasi sempre tutti i uguali. Intorno a 200 per i due stelle, 100 per una una, ecc… Dal racconto emerge che i due clienti non abbiano una grande dimistichezza con il mondo dell’alta ristorazione. Forse, se si fossero proposti in modo più sereno e meno aggressivo o ironico, come sembra trasparire dal racconto, la cena sarebbe stata forse anche perfetta. Credo, inoltre, che nella attesa i Trovato gli abbiano sicuramente proposto un calice di Champagne. Qualcosa non torna nel racconto, forse solo la voglia di stupire e sparare a zero tanto per sentirsi importanti per un’ora.

    • Sinceramente anche a me fa ridere quando mi consegnano il menu senza prezzi.
      Però non mi pare tutto ‘sto problema; basta farsi prestare dall’omo il menu da omo per farsi un’idea o se si teme che esistano piatti dai prezzi davvero esagerati e si vuole evitare di svuotare il conto in banca (suo o comune che sia)!

      • avatar Damon

        Assodato l’errore… Ma per la persona che ha riceveto due menù senza prezzi era così difficile dire “Scusi, posso avere il menù coi prezzi?”

    • Mi spiace ma dissento.
      Voler leggere una regola di bon ton che esiste da sempre come una “mancanza di riguardi” (o similia) verso le donne mi sembra davvero un esasperazione figlia del critricare tutto e tutti.

      Se ho ospiti apprezzo molto che i loro menù siano senza prezzi, siano essi donne o uomini.
      Tale regola vale, sia chiaro, anche per uomini se invitati da una donna. Anacronistico? Non mi sembra… non più di mille altre cose comunque.
      Non lo ritengo nè un insulto all’intelligenza nè una mancanza verso le persone cui è riservato.

      Sono certo che siano ben altre le cose che le donne dovrebbero rivendicare per arrivare ad una vera parità nel mondo di oggi.
      Senza polemica alcuna.

      • In effetti sarebbe più corretto chiamarlo “menu destinato agli ospiti”.

        E’ anche vero che a meno che non sia esplicitato in anticipo chi è invitante e chi invitato, se esiste un menu senza prezzi, viene consegnato (eventualmente) solo alle donne del tavolo.

        L’idea che tradizionalmente sia l’uomo che paga probabilmente è un po’ antiquata, ma…ehmm…tutto sommato io non mi lamenterei più di tanto!!! :-D

        • Brava!

          Per me in effetti è un usanza apprezzabile, specie in locali di questo livello.

          Ho diverse amiche manager che per lavoro usano pranzare fuori e non hanno problemi quando prenotano a chiedere che sia loro dato quello con i prezzi mentre ai loro ospiti sia dato quello senza. Se paga la ditta, of course.

          Mi scandalizza molto di più il numero (percentuale) di donne nei posti “di comando”… ;-)

      • avatar A.

        Inappuntabile.

        Anche se forse piuttosto che “rivendicare”, le donne dovrebbero “rifiutare” certi privilegi che, però, per loro sono troppo comodi per poter essere abbandonati.

        • avatar jade

          troppo comodi? non tutte la pensano così, per fortuna.
          attento. non siamo tutte veline dementi che si fan portare al Bolognese dal pollo di turno. (mangiando anche male)

          • avatar A.

            no no ma infatti io mi riferivo proprio a quelle che specificano che non tutte sono veline dementi.

            quando vai a pizzicare la velina demente sai già che pesce hai pescato.

          • avatar Damon

            già una che si fa portare dal Bolognese è veramente demente… fossi donna pretenderei almeno Uliassi[img]:-D[/img]

      • avatar jade

        caro Claudio
        ovvio che non penso che basti un menu coi prezzi per risolvere l’eterno gap maschio/femmina.
        Credo però che non ci sia nulla di male se le persone che sono a tavola sappiano quanto si sta spendendo. Non lo trovo affatto offensivo, ma nemmeno fondamentale. Mi spiego: se mi inviti a cena da Uliassi o da Gino il Becero apprezzo allo stesso modo, non è che ti sono “più grata” se so che stai spendendo tanto per me, ma nemmeno ritengo folle sapere quanto stai spendendo, anche se a pagare sei tu.
        Per la faccenda “menù donna” intendevo solo dire che mi pare stupido e anacronistico dare alla donna il menu senza prezzi, lasciando intendere che tanto a pagare è sempre l’uomo. Che certe donne (tante, ahimé) poi ci si siedono su questa faccenda e non fan manco la mossa di pagare, cosa che trovo francamente riprovevole.

        • Capisco le tue parole,
          ma dato per assunto che in locali di un certo livello sia un usanza di bon ton che viene rispettata nulla vieta di chiedere al cameriere un menù con i prezzi…
          Sono certo che non sarebbe un problema e che la richiesta sarebbe subito accolta senza commenti.
          Insomma, certo non è una cosa da sanzionare…

      • Concordo con te Claudio.
        Ma ormai viviamo in un mondo in cui la galanteria è considerata ridicola.

        • avatar jade

          no, aspetta Tommaso. la galanteria non è affatto ridicola.
          ma non trovo ci sia niente di male a pagare la mia parte o anche il totale.
          quello che non mi piace è che sia scontato differenziare i menu. menu prezzati a tutti, poi al momento del conto si vede come va.

          • Non c’è male affatto, basta chiedere un menù coi prezzi. Sarebbe forse più comodo se fosse coi prezzi per tutti, ma a me sembra una sottile forma di galanteria lo stesso, un “gioco”, se vogliamo. Guai se il ristoratore, a precisa richiesta della donna, non fosse solerte a dare il menù prezzato su precisa richiesta.
            E invece, alla collega Giovanna Ruo Berchera, una volta capitò che quando ebbe chiesto il menù coi prezzi (era in compagnia del marito) il ristoratore le domandò perché, con fare preoccupato.

          • Per me la frase “il personale è politico” continua a valere. Nella nostra società le donne sono pagate meno degli uomini a parità di mansioni anche perchè resiste ancora l’idea che alle donne la parità non serve, perchè c’è qualcuno che si occupa di loro. Il menu senza prezzi è ovviamente un dettaglio, ma è un dettaglio rivelatore di una cultura, che io, nel mio piccolo, rifiuto. E la galanteria appartiene, eventualmente, a chi paga la cena, non certo al ristoratore che dà per scontato che non sarò io a farlo.

          • Mi dispiace, ma non sarò mai d’accordo. Non vedo tutta questa discriminazione a opera dei cattivissimi maschi, né riesco a vederla in una cosa che mi sembra una bellissima attenzione particolare. Il veterofemminismo non mi piace. Quante pietre mi merito? ;)

          • Lasciate ALMENO che vi apriamo la portiera dell’auto, eccheccribbio! So BENISSIMO che siete capaci di aprirla anche da sole, ma capperi!

            Vabbè, era una metafora, comunque la porta io la apro davvero…

          • Vedete la galanteria, come l’educazione non è affatto ridicola… Quello che è semmai ridicolo e pensare che queste siano delle formule chiuse e valide per sempre. Una volta ricevere un ospite in cucina era considerato esecrabile, oggi le cucine sconfinano in salotto e non vedo niente di più accogliente ricevere qualcuno con un bicchiere in maoi in cucina mentre l’acqua bolle e affettare qualcosa con la mia rossa da corsa ;-)
            Tutto cambia, l’uomo va sulla luna, Obama vince le elezioni, scrivo con un oggettino sulla pancia su una tastiera touch… Ma solo le signore si presume non paghino mai il conto e non debbano sapere quanto costa… Anzi possono sempre scegliere di mettere a conoscenza prima il cameriere delle loro faccende personali e spiegargli chi paga :-D
            Vedetela come vi pare ma a me sembra anacronistico ed anche una piccola discriminazione… Chiaro nulla di gravissimo, un poco come quando facendo il baciamano ad una famosissima chef ella cominciò a parlarmi in francese ;-)
            Ciao A

          • Bocché, ma proprio l’esempio del baciamano devi fare? :)
            Io il baciamano lo faccio a TUTTE.
            Anni fa mi ero fissato, oggi è un riflesso condizionato o quasi, fatto sta che mi viene in automatico…

          • Tommaso, anche io… E pensa un po’ non siamo francesi ;-)
            Ciao A

      • Claudio ti arciquoto.
        Il menu senza prezzi e’ giusto che ci sia.
        Lo trovo di buon gusto, quando chi può invita chi non può spendere certe cifre, e lo fa in modo cosi elegante.
        Poi come dice Damon :un “mi scusi mi puo dare l’altro menu?
        forse certi locali non sono per l’uomo che non deve chiedere mai….:)

    • straquotone. la vetustà dei menu “rosa” è imbarazzante. in questo caso però il cliente non aveva bisogno di ricamarci sopra: bastava dire “un menu coi prezzi pliiis”

    • avatar alberto

      Io invece lo apprezzo perché spesso mi capita di andare in ristoranti di questo genere in occasioni di ricorrenze e compleanni e gradisco offrire la cena senza che chi riceve il regalo ne conosca il prezzo. Esattamente come capita quando si toglie l’etichetta del prezzo da un regalo. Perché è il pensiero che conta, no?

      Si tratta di ancienne savoir faire e bon ton che ben si addicono a locali di questo livello.

      E, in ogni caso, mi pare esagerato addirittura sanzionare la cosa.

    • avatar Cris

      Personalmente apprezzo molto, invece, quando a mia moglie viene consegnato il menu non prezzato. Lei un pò meno ;-)

    • avatar MiciaGilda

      Nel caso di cene offerte (specialmente se sto facendone un regalo di compleanno) chiedo sempre che al festeggiato venga consegnato il menu senza prezzi. Non vedo in cosa ci sia da sanzionare: l’importante è che chi pagherà sappia cosa sta spendendo (in questo caso io, che sono una donna), ma se agli altri commensali in certi casi non deve interessare, il menu senza prezzi è indispensabile per non rendere volgare la ricorrenza.

  2. avatar ex-gianluca-ex

    “Arrivano le portate, nulla da dire, sono abbondanti e molto coreografiche, i sapori delicati, ben equilibrati.”

    ma quindi di cosa si lamenta Gian Paolo? non credo sia colpa del ristorante se ci sono insetti…..nè tanto meno se apre alle 20 e lui si presenta alle 19:30.
    per il poco spazio tra i tavoli…ok…..ma se alla fine ha mangiato bene e non ha speso troppo, allora qual’è il problema?
    c’è qualcosa che mi sfugge?

  3. sono io che sono stordito? oppure sul sito i prezzi non ci sono? a dispetto di quello dichiarato dal sig. Trovato.

  4. Secondo me questo paragrafo dovrebbe essere utilizzato come traccia per un apposito post:
    “Il mio dubbio è che i Signori non fossero disposti a tracorrere una serata piacevole presso di noi. Sembra quasi che siano venuti per farci un esame o per emettere sentenze, non c’è stato dialogo tra noi. In genere sono una persona molto disponibile ma fatico con i clienti che non hanno il coraggio di esternare il loro d’animo. O forse oggi sono tutti ispettori… Comunque, come faccio in ogni sevizio, ho chiesto anche a questi clienti se tutto fosse andato bene. Mi hanno risposto: “grazie benissimo””

    Perché secondo me è vero – soprattutto fra i frequentatori di ristoranti di lunga data e con molti soldi da sperperare – che molti clienti non vanno con l’obettivo di godersi la serata il più possibile.
    Preferiscono passare una serata d’inferno pur di non assumersi neanche una microparticella di responsabilità su come sono andate le cose e fare il possibile per migliorarle.

    Con questo non dico che sia impossibile restare insoddisfatti da un locale sia chiaro; a me è capitato e non necessariamente ho comunicato questa sensazione alle persone del ristorante steso. Però non ho neanche scritto recensioni anonime infuocate o mandato lettere di lamentele in giro…

  5. Getto il mio sassolino nello stagno ricordando la mia unica esperienza da Arnolfo come una delle migliori dell’ultimo anno…

    Certo non era estate e i problemi con gli insetti sono stati stroncati sul nascere ;-) , ma non ho riscontrato la benchè minima lacuna di servizio (forse perchè siamo arrivati alle 20.30?), che ho anzi trovato solerte e non troppo ingessato.

    Ad ogni modo, quando una persona è mia ospite, preferisco ancora che abbia il menù senza prezzi :-P Nel caso si faccia alla romana non vedo niente di male a chiedere un menù prezzato per due… o scambiarseli :D

    … e la carta dei vini era regolarmente prezzata :-)

    • avatar angelo

      sono stato da Arnolfo da pochissimo anch’io e sono stato benissimo in ogni aspetto. Pranzo e servizio per me sono stati di alta scuola ed e’ un ristorante che suggerirei senza esitazione.

  6. Premessa: essendo il nome “Gian Paolo” poco diffuso, vorrei precisare che non sono io :-)

    Una domanda ingenua: ha senso avere poco tempo a disposizione (a quanto capisco dal racconto) per un ristorante di questo calibro?

  7. avatar Francesco

    Salve a tutti,
    mi spiace aver letto queste contestazioni su un ristorante che ritengo di grande livello e signorilità per me Arnolfo è un esempio da seguire .

  8. Arnolfo è stata una delle mie prime “mete” quando iniziai a fare il Cliente e comincia ad appassionarmi di enogastronomia, tanti anni or sono.

    Il fatto che venissi da un “mondo parallelo” non significava affatto che avessi attitudine al frequentare locali come questo, ma me ne innamorai facilmente e fu il primo di una lunga lista ancora in progress.

    Torno a Colle almeno una volta all’anno, sempre con grande piacere e rinnovata curiosità per le novità. Mia moglie lo ama e alcuni amici ci fanno volentieri da spoinda quando ci andiamo.
    Ultima volta la scorsa primavera, grande serata, come sempre.

    Concordo che la terrazza forse non è al livello delle sale al piano superiore. Ci ho mangiato solo una volta e riconosco che gli insetti (pur che non sia colpa di nessuno) furono motivo di fastidio, specie per il vino. Ma nessuno vieta a chi (come me) ne è infastidito di chiedere di mangiare all’interno.

    Il discorso menu/prezzi lo ho approfondito più sopra, sulla carta dei vini (grande) ho sempre trovato i prezzi. E sul modo di servire il vino non ho riserva alcuna, a me non è mai dispiaciuto e ho sempre trovato grande competenza.

    Non entro nel merito della recensione se non per dire (ma lo hanno già fatto) che un locale come questo non merita di essere visitato “di fretta” e che trovo le parole usate molto “dure” e un poco (troppo)di livore…

  9. Appoggio pienamente il ristoratore.
    La sua replica mi è piaciuta molto.

  10. avatar A.

    ma due righe su quanto ha speso e cosa ha mangiato non ce le poteva dare il Signor Gian Paolo?

    Ecco il pericolo dei foodblog: qualsiasi cialtrone può giocare a fare il critico in piena libertà, come se la società non fosse già satolla di individui con manie di protagonismo ed incapaci di tutte le razze.

    Ovviamente non mi riferisco al “recensore” di questo ristorante poichè non lo conosco.

  11. avatar NICOLA MAZZELLA

    BUONGIORNO, NEL CASO POSSIATE TROVARE UTILE UNA “TESTIMONIANZA” DI UNA RECENTE VISITA LA SERA DELL 11 SETTEMBRE HO CENATO DA ARNOLFO, ERO CON LA MIA COMPAGNA IN COMPAGNIA DI UNA COPPIA DI AMICI CHE ESSENDO MIEI OSPITI HANNO RICEVUTO GIUSTAMENTE UN MENU SENZA PREZZI, QUINDI DIREI CHE I “SENZA PREZZO” HANNO ANCORA UNA LORO UTILITA’.
    ABBIAMO CENATO ALL’INTERNO, TAVOLO DA 4 BEN APPARECCHIATO E TOVAGLIA OTTIMAMENTE STIRATA. TRANNE PER LA BOTTIGLIA DI SPUMANTE INIZIALE CHE ERA IN SECCHIELLO NON SUL TAVOLO LE ALTRE 3 BOTTIGLIE DI VINO SONO STATE LASCIATE SUL TAVOLO E PER LE BOTTIGLIE VUOTE CI E’ STATO CHIESTO SE POTEVANO ESSERE RITIRATE DAL TAVOLO O PREFERIVAMO CHE RIMANESSERO IN VISTA. I MIEI OSPITI ERANO STRANIERI E IL SERVIZIO SI E’ SVOLTO IN UN OTTIMO INGLESE (COSA MOLTO APPREZZATA DAI MIEI OSPITI) CON BUONE SPIEGAZIONI DEI PIATTI E LORO INGREDIENTI.
    ABBIAMO SCELTO 4 “MENU DEL TERRITORIO” CON RINFORZINO DI UN ANTIPASTO DI SCAMPI, TUTTO ERA IN LINEA CON LE NOSTRE ASPETTATIVE, CON LA NOSTRA SOLA PRECEDENTE VISITA E CON LO STYLE DELLO CHEF. SPECIFICO CHE ANCHE SE LA CUCINA DI GAETANO TROVATO NON E’ TRA LE MIE PREFERITE IO ERA LI PER TRASCORRERE UNA BELLA SERATA E GODERE DEI PIACERI DELLA TAVOLA E DELL’ AMICIZIA. TUTTO E’ ANDATO BENE E NON CREDO CHE LA NOSTRA SIA STATA UNA SERATA FORTUNATA. A VOLTE PUO CAPITARE LA SERATA UN PO STORTA E QUANDO CAPITA A QUEL PUNTO BISOGNA DARSI UN PO DA FARE NON TRASFORMANDO UN MOMENTO PIACEVOLE IN UN AUTOPUNIZIONE. IO PENSO CHE SE LE COSE NON GIRANO PER IL VERSO GIUSTO SIA DOVERE SEGNALARLE SUBITO E CERCARE DI CORREGGERLE E POI SE NON VA PROPRIO LO SI SPIEGA E CON CORTESIA CI SI ALZA E SI VA VIA SENZA MAI PIU’ TORNARE. NON SO SE E’ GIUSTO O SBALGIATO MA SE HO LA SENSAZIONE CHE SIA SOLO UNA SERATA STORTA IO SEGNALO SUBITO LE COSE CHE NON VANNO STIMOLANDO L’ATTENZIONE E LA VOGLIA DELLA CUCINA O DELLA SALA MENTRE SE MI RENDO CONTO CHE NON E’ SOLO UNA SERATA STORTA NON CI RITORNO PIU’. NON SEGNALARE AL MOMENTO LE COSE E POI PARLARNE PUBBLICAMENTE IN MIA OPINIONE NON E’ LA COSA MIGLIORE PERCHE’ SERVE A POCO E NON RISOLVE IL PROPRIO MALCONTENTO. GRAZIE PER L’ATTENZIONE E BUON POMERIGGIO A TUTTI. CIAO N.

  12. avatar Antonio Scuteri

    Arnolfo è un grande

    detto questo, onestamente trovo un crescente fastidio per le stroncature anonime. Mi sembrano una malattia infantile dell’internettismo. Andavano bene agli esordi della rete, avevano un senso. Ma ora sarebbe il caso di metterci un punto. Per il bene stesso del web e della sua credibilità. Altrimenti il gioco è falsato: da un lato il signor Trovati (in questo caso specifico) con il suo nome e cognome, la sua faccia, la storia del suo locale e i suoi investimenti. E dall’altra il “signor Gian Paolo” che non ci mette la faccia e spara a zero, condendo il tutto con alcune menzogne (come quella sulla carta dei vini senza prezzo) e tanta acrimonia. Ripeto, finché si darà spazio a questo tipo di voci internet non diventerà mai credibile. I complimenti non so, ma le stroncature non DEVONO e non POSSONO mai essere anonime. Non più

    • Certo che il firmarsi renderebbe tutto più onesto.

      Dici bene dicendo che cosi non è equo… reputazione e meriti (che a guadagnarseli ci vogliono anni) contro anonimato non vanno bene.

      • avatar MAurizio

        Oddio. Dipende però anche da chi firma.
        Perchè se la critica (negativa o positiva che sia) è di un Pinco Pallino qualunque, lascia sostanzialmente il tempo che trova.
        Anzi, uscire dall’anonimato elettronico può stimolare delle becere voglie di protagonismo “Sono XYZ e mi permetto di dire peste e corna di chi voglio” magari solo allo scopo di apparire “fico” con gli amici (se poi riesco a scaricare tutto su You Tube, meglio ancora …)
        Ma tutto sommato al ristoratore la critica “anonima” (con o senza firma) lascia il tempo che trova
        Ma se sono un “personaggio noto” l’eventuale stroncatura può essere pesante. Se il “vip” o presunto tale di turno scrive che da XXX si mangia male non è in ogni caso un “bel messaggio” per i potenziali clienti. Non parliamo poi del caso in cui la firma sia di un “addetto ai lavori” ovvero del “critico di fama”. Pero’ poi rientriamo nelle “varibili italiche” da anonimo posso scrivere delle cose che “con firma” non potrei mai mettere nero su bianco (o pixel su pixel) se non turbando equilibri e compromessi che regolano i “buoni rapporti” tra le parti.

    • Aggiungo poi che c’è stroncatura e stroncatura.

    • avatar Giampiero Prozzo

      Scuteri, i miei applausi.

    • avatar Legba

      Appunto ,chi è sto Gian Paolo? Perchè ognuno può dire di tutto… Se non gli è stato dato il servizio pattuito poteva non pagare e andarsene. Cos’è questa acrimonia contro le persone? Carattere? Comunque consiglierei ad Arnolfo di fare una bella lotta agli insetti, magari biologica, dinamica. Purtroppo con il lanciafiamme si rovinerebbe il panorama.

    • condivido in pieno, quella riportata è una delazione. non meritava nemmeno la risposta di gaetano trovato, un professionista apprezzato da vent’anni.

  13. avatar ex-gianluca

    secondo me l’anonimato non c’entra niente.
    se uno ti stronca….e ci mette il nome, ed è un perfetto sconosciuto, cosa cambia?
    ti segni il suo nome e cognome….e poi?

  14. Grande Arnolfo,
    se si prenota alle 20, cosa si và a fare alle 19,30?
    uno poteva anche farsi una passeggiata o prendere l’aperitivo nel Bar pasticceria dall’altra parte della piazza,
    trovo allucinante andare al ristorante con il sole ancora alto nel cielo.
    Di una cosa però non sono daccordo con molti di voi,
    se mi sento trattato male, non ci son problemi, faccio il signore ma non ci torno più,

    è chiaro che se vado da Arnolfo so già quanto spenderò, magari con un menù degustazione mi tolgo anche problemi vari, magari mi faccio anche consigliare,
    ma posso capire l’imbarazzo di dover chiedere il menù con i prezzi, per non dover magari passare per “scozzese”

  15. Clienti come il Sig. gian Paolo demoralizzano gli addetti ai lavori.
    Assurda la Lettera, assurdo scriverla…

    Troppo gentile la risposta di Trovato.

  16. Salve sono il malcapitato cliente del ristorante Arnolfo che ha scritto questa recensione , vorrei precisare alcune cose, punto primo appena ci siamo messi seduti subito dopo sono arrivati altri quattro clienti e vi assicuro che non erano affatto le ore 20 dunque non sono ne il primo ne l’ultimo cliente che arriva con qualche minuto di anticipo,eppure sono riuscito a mettere un ristorante in difficoltà facendo questa precisa affermazione ” se mi rimediate due sedie mi metto seduto e non do fastidio a nessuno ” punto secondo i menu’ non sono stati assolutamente sostituiti prima di prendere la comanda, punto terzo il sig. Trovato mi è venuto a chiedere se tutto stava andando bene nel momento meno indicato ” avevo la bocca piena ” nel vero senso della parola, spero che il sig.Trovato almeno questo riesca a ricordarselo, e nonostante avessi la bocca piena gli ho fatto notare che non riuscivo a rispondergli scusandosi si è allontanato ! ( non ho assolutamente risposto ” grazie benissimo ” ) come giustamente ha detto il sig.Trovato non c’è stato assolutamente dialogo tra di noi,da quanto leggo riesce perfino a contraddirsi da solo scrivendo che il sottoscritto ha risposto ” grazie benissimo ” detto questo vorrei comunicare a tutti quelli che hanno letto la mia segnalazione che frequento ristoranti come Dal Pescatore , Al Sorriso , il Desco ,San Domenico, Symposium ne cito solo alcuni sottolineo anche che con il passare degli anni sono diventato molto amico ti tutti i titolari dei ristoranti italiani che ho citato senza fare cenno a quelli che ho visitato in tutto il mondo ! Vi posso solo assicurare che so benissimo cosa si paga in un ristorante stellato michelin e il fatto che io abbia deciso il mio ordine senza sapere quello che avrei dovuto pagare ne è la conferma, vi posso assicurare anche un’ altra cosa mi sono trovato molto molto male in questo ristorante anche se per qualcuno di voi la cosa può sembrare strana.

    • Sono consapevole del fatto che la bocca piena nel vero senso della parola renda difficile la comunicazione.
      Penso anche che i gesti non permettano di comunicare concetti complessi, quindi se ha sentito l’esigenza di comunicare qualche insoddisfazione o problema perché non l’ha fatto comunque, richiamando l’attenzione in un momento consono?

      Anche a me è capitato di arrivare in anticipo. Mezz’ora, comunque, rispetto all’ora di apertura del locale non è proprio qualche minuto. Posso anche chiedere se posso entrare lo stesso, però capisco anche che possa essere un problema, quindi quello che succede prima dell’ora X quantomeno non lo considero fra le potenziali cause di insoddisfazione…

    • Gian Paolo, da navigato frequentatore di locali di simile livello immagino tu sia certo, come lo sono io, che serate sbagliate possono capitare, ma che sono anche assai rare in simili posti. E che di solito il Patron sa porvi rimedio.

      Trovo la tua recensione sbagliata per i termini e per le affermazioni che hai portato.

      Capisco che tu possa esserti sentito offeso per il trattamento che a tuo parere hai ricevuto (infatti non disquisisco su questo), ma sei riuscito ad essere parimenti offensivo in numerosi tuoi passaggi.

      Se un difetto volessi trovare al Sig. Trovato direi che è molto loquace, sentirtelo descrivere come uno che non ti ha quasi rivolto la parola mi suscita sorpresa.

      Proprio per questa sua abilità nella conversazione mi dispiace che tu non sia riuscito ad esternargli il tuo disappunto, perchè sono certo (certissimo) che se vi foste spiegati (se tu soprattutto avessi esposto le tue perplessità) egli avrebbe saputo farsi scusare di ogni eventuale mancanza o carenza fosse accaduta.
      Questa è la prerogativa dei grandi ristoratori, quella signorilità che a volte ti spiazza perfino.

      Che ti sia trovato male l’ho capito, ma lasciami dire che potevi davvero migliorare il corso della serata con poco.

  17. Ora, io non voglio pretendere che il lettore medio colga la sottile differenza tra una recensione anonima, e una che ti sei preso la briga di verificare e girare al ristoratore invitandolo a rispondere.

    Ma che almeno veda la risposta, e non cataloghi il post nel genere “recensione anonima”.

    Piuttosto: “discussione intorno a possibili contenziosi originati da una cena al ristorante”. Relatori: i due contendenti e i lettori di Dissapore. Che sembrano aver gradito.

  18. avatar ste

    mah… che dire……. succede anche nelle migliori famiglie….
    ste

  19. avatar Cris

    Se vengono erroneamente portati due menu non prezzati, penso si possa chiederne tranquillamente la sostituzione.

    Leggere però che per difendere il ristorante qualcuno scriva più o meno che “in un due stelle si sa quello che si spende” lo trovo allucinante e privo di alcuna giustificazione, come pure accusare (accade spesso) il cliente che si lamenta di qualcosa (a torto o a ragione non posso saperlo) come una persona che non ha esperienza in fatto di ristoranti “di livello”.
    Triste davvero.

  20. avatar Sergio

    State facendo una discussione sul nulla. I prezzi devono essere esposti per legge e basta. La prossima volta andate in pizzeria oppure fatevi rapinare direttamente.

  21. …ma la cosa più strana di questo strvagante mondo dell’enogastronomia è che (a occhio) più della metà dei commenti si è focalizzato sulla diastriba “menu dell’ospite (o della donna) sì/no”!!! :-D

    Che tra l’altro non è neanche stato il vero problema di questo Gian Paolo!
    Maaaah!!!

    • avatar Cris

      Conrodo, per me è tutto allucinante. Ci si focalizza sul fatto che manchi il cognome di colui che ha mandato la mail, sul fatto che possa non essere “esperto di bistellati” (cosa c’entra poi….mah…), diatriba menù per signore/ospiti senza prezzo, addirittura sul fatto che in un bistellato è ovvio quello che si spende (insomma i “pezzenti” che se ne siano a casa, ma poi magari ci si chiede perchè le persone non si avvicinano all’alta cucina).

      Mi sfugge qualcosa.

      • Cris, probabilmente ti sfugge ciò che vuoi farti sfuggire…

        Ti sfuggono le numerose testimonianze di chi ci è stato sempre bene, pur che questo non sminuisca qualcuno che ci possa esser stato male.
        Ti sfugge che più che una recensione negativa si tratta di un testo con numerose affermazioni sopra le righe, alcune direi offensive.
        Ti sfugge che parlare del menu senza prezzi, del valore di uno stellato etc etc non è fuorviante ma fa parte della discussione…

        Io non mi sentirei allucinato per cosi poco, ne andrei a cercare teoremi contro i pezzenti (lo scrivi tu) o sul numero di coperti dell’alta ristorazione.
        Semplicemente al posto di Gian Paolo mi sarei comportato diversamente, e certamente mi sarei espresso (se proprio avessi voluto scrivere) in maniera diversa.

        • avatar Cris

          Claudio, pure io mi sarei espresso in maniera diversa, anzi forse non mi sarei proprio espresso, ma questo è un altro discorso.

          Sul discorso “pezzenti”: chiaro che la mia era una provocazione, dopo aver letto alcune cose che ritengo allucinanti (giustificare una mancanza nel servizio dicendo che si sa quello che si spende!!!)

  22. avatar Alessandro Gioe'

    Che dire.. non condivido una sola parola scritta dal signor Gian Paolo e io c’ero quella sera da Arnolfo. In compagnia di mia moglie ho cenato un tavolo più in là del signor Gian Paolo. Abbiamo preso due menù Momenti Contemporanei e una bottiglia di Mersault

    Eravamo alla seconda visita quest’anno e ci siamo trovati, come al solito, benissimo.
    Arnolfo è per noi un buen retiro dove fermarsi dopo un giro in moto prima di tornare a Milano (anche a dormire le camere sono a dir poco splendide e la colazione è veramente da gourmet) per gustare una cucina di ricerca, creativa ma legata al territorio.

    I Trovato, sia Gaetano in cucina sia Giovanni in sala, sono persone splendide, umili e affabili, che amano dialogare con i clienti. Quella sera proprio Giovanni ha condiviso con noi la svista del menù senza prezzi e anche la mancia lasciata “espressamente” per il cameriere che aveva sbagliato!! può succedere e, per me, è una banalità!

    Quanto al resto: siamo in una terrazza con vista su un splendida riserva di caccia, le tovaglie erano linde e le candele appropriate, il servizio solerte con tutto lo spazio necessario a muoversi. Sul fatto che il vino e l’acqua non stavano al tavolo, mi astengo dal commentare…

    Mi sa che il Signor Gian Paolo ed il suo amico hanno avuto una serata storta, non Arnolfo!

  23. Presenza casuale proprio quella stessa sera, terminologia abusata, panegirico stereotipato…
    Non posso impedirmi una fastidiosa sensazione di deja vu. 8-)

    • avatar Alessandro Gioe'

      deja vu?

      ribadisco che io mi sono trovato molto bene, come da Valeria Piccini e da Iaccarino, e da Pino Cuttaia e Ciccio Sultano… (queste le mie ferie estive)…

      per la cronaca ho pagato 700 euro di conto incluso il pernottamento di n. 1 notte..

      Nessun panegirico, reali considerazioni;-)

      • avatar jade

        700 euro una doppia e una cena? insetti inclusi?
        ci dia i dettagli per cortesia.

        • Ti sembra una cifra strana?
          Se ci metti una cena per due, una bella boccia e un pernottamento mi sa che ci siamo…

          Perchè insisti sugli insetti?

          • avatar jade

            beh. mi sembra altino.
            volevo solo sapere che cosa avevate bevuto e mangiato. per curiosità.
            più che altro mi chiedo se gli insetti c’erano (come dice GP) o non c’erano (come dici tu). 350 euro già mi sembra alto. 350 insetto incluso mi sembra francamente intollerabile.

        • avatar Alessandro Gioe'

          ecco i dettagli

          n 1 pernottamento + colazione
          190 euro
          n 2 menù Momenti Contemporanei
          240 euro
          n 1 Mersault Clos de la Barre 2001
          220 euro
          n. 2 calici champagne come aperitivo
          20 euro
          n. 2 vini da fine pasto
          20 euro

          caffè offerti
          totale euro 690

          ps insetti non inclusi
          ;-)

          e aggiungo che in una serata estiva, in terrazza, gli insetti non mi avrebbero dato fastidio… della serie chiedere prima se si mangia fuori, no?

          prezzi assolutamente in linea con un ristorante 2 stelle con annessa locanda…

          a me pare che la polemica sia fuori luogo e pretestuosa, però se la si vuol fare per forza….

      • avatar Sterouge

        Sono d’ accordo!!!
        Noi in quattro abbiamo speso 950 euro ben spesi.
        Grandissimi anche gli Iaccarino dove sono stato dopo

  24. avatar Sterouge

    Sono stato da Arnolfo ad Agosto 2010,con mia moglie e i miei due nipoti,ho anche dormito nelle splendide stanze.
    Esperienza eccezionale ,accoglienza straordinaria,calorosa,professionale,modestia.
    Giovanni Trovato perfetto uomo di sala,uno dei cinque migliori d’Italia.Carta dei vini
    CON I PREZZI servizio dei vini CORRETTISSIMO.
    La cucina di Gaetano,solida e con forte legame con il territorio senza voli Pindarici.
    Il MIGLIORE PICCIONE CHE SI MANGI OGGI IN ITALIA.
    Dessert di un livello Superiore.
    Abbiamo mangiato nella splendida terrazza alle 22,per un nostro ritardo segnalato per telefono,accolti in maniera meravigliosa da Giovanni che e’ andato addirittura a parcheggiare la nostra vettura dopo lo scarico dei bagagli.
    La mattina seguente,giorno di riposo del ristorante,Giovanni e Gaetano in cucina ci hanno servito una delle colazioni migliori della vita,con Brioches fragranti appena sfornate,macedonia di frutta freschissima,diversi tipi di pane ,frullato di pesche bianche,quattro tipi di pane,burro di primissima qualità’,yogurt,parte salata con quattro
    Formaggi e salumi.
    Arnolfo una splendida Esperienza.Grazie a Gaetano e Giovanni Trovato.

  25. Non so se a un ristorante nuoccia di più una recensione negativa esagerata e livorosa o 3-4 positivissime e farlocche. 8-)

  26. avatar Nico aka tenente Drogo

    L’ennesimo caso montato ad arte per far crescere i click al sito.
    L’ennesimo articolo inutile alla causa della conoscenza gastronomica.

  27. avatar Antonio Scuteri

    Se quest’ultimo commento vuole essere una battuta, passi. Se invece vuole essere una cosa seria cascano veramente le braccia e dà molto da pensare

  28. avatar ciro9999

    mia esperienza estiva.
    insetti nix (sarò io che puzzo?)
    munù con prezzi a me e senza a femmina (a me va bene così, altrimenti se ne chiede un altro o ci si scambiano, non menano mai).
    vino, sì forse lontano ma con servizio attento, boccia che sapeva di tappo cambiata immediatamente con suggerimento ottimo verso altro vino (il precedente non era freddo o disponibile).
    personalmente è stata una delle mie migliori cene.

    per quel che vale.

  29. avatar Pietro

    Tante chiacchiere inutili. Vado da Arnolfo non spesso ma circa una volta all’anno da quando ci siamo trasferiti in Toscana da Milano nel 1983. Questo perchè è lontano da dove vivo e non è esattamente a buon mercato ma mi sono sempre trovato molto bene. Se voglio mangiare bene spendendo il giusto ci sono tanti altri posti ma se voglio una serata più ” curata” non ho dubbi. La storia dei menu mi sembra stupida e gli insetti ci possono essere anche se io non ne ho mai visti più del fisiologico per una serata estiva. Non credo Gian Paolo sia in malafede ma probabilmente quando qualcosa ci indispone anche tutto il resto viene guardato con occhio critico.
    Preferisco Arnolfo ad altri locali in zona più quotati dove i prezzi sono più alti e la qualità bdella cucina meno costante, almeno nella mio esperienza.
    Non solo, se posso arrivo in anticipo e nella piazzetta sopra il ristorante c’è un baretto dove servono buoni vini e birre così ci facciamo un aperitivo di ambientamento insieme a giovani non della ns. età ma vivaci e loquaci.

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