I pomodori cuore di bue, talvolta enormi, sono rossi come semafori, è dunque obbligatorio fermarsi. Nei giorni infrasettimanali li compri a 80 centesimi al chilo, ce n’è un camion pieno nell’area di sosta dove, superata l’onda d’asfalto della A3, si inizia a costeggiare il mare. Mi vien voglia di prenderne uno e di usarlo come gesso, tracciando con la polpa un confine sulla strada: al di là, signori, c’è il paradiso. Benvenuti a Vico Equense, 20.000 abitanti da mappatura del DNA: il genio gastronomico abita qui.
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Non a caso il prosimo 7 giugno chiuderanno la Festa a Vico, meglio conosciuta come la tre-giorni del bravissimo cuoco Gennaro Esposito, ben 90 chef stellati. Un’occasione unica per conoscere gli altri corpi celesti che gravitano intorno a loro in questa specie di foodtown.
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Quindi, fatta la scorta di pomodori, ci si ferma prima al Bikini per un rinfrescante ammollo in acqua, poi attraversando la strada, all’Oasi.
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Ora è un po’ di tutto come recita l’inguardabile insegna, ma resta sinonimo di saltimbocca, una tasca di pane cotta a legna, farcita con fiordilatte e prosciutto crudo nella versione classica, ma variabile a piacere pescando dal metro lineare di bontà esposto nel bancone di vetro.
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Poi sosta in centro alla cremeria Gabriele per le creazioni dei fratelli Cuomo, dove tra mille tentazioni cercherete di concentrarvi sul gelato.
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Consiglio: date una possibilità al gusto ricotta al passito e fichi caramellati o al tradizionale limone igp della costiera, entrambi pluripremiati, però attenzione, ai primi segnali di dipendenza rallentate.
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Sebbene i puristi della pizza napoletana storcano il naso, Gigino pizza a metro è una vera istituzione, tanto da fregiarsi della qualifica di Università. Nata come panetteria negli anni ’30, grazie al brevetto della pizza al metro oggi è una vera industria della ristorazione che accomoda, sui 2 livelli e la terrazza, oltre 1000 clienti. E malgrado i km di pasta che passano ogni giorno per i giganteschi forni all’ingresso, la pizza mostra sempre gli attributi grazie ai meravigliosi ingredienti locali.
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Quando è tempo di andar via, usciti dall’albergo e caricata la macchina, lasciate un piccolo spazio per i souvenir: appena fuori dal paese infatti, procedendo in direzione Meta, trovate la scritta La Tradizione poi un cancello. Entrate e parcheggiate. Qui non vendono magneti per il frigo, né paccottiglia madeinchina ma il meglio per ricordarvi a lungo di Vico Equense. “Si degusta, si esalta, si propone, si raccomanda e si fa la spesa” come recita la brochure. “Mica avete mangiato?” A qualsiasi ora questa è l’accoglienza di Annamaria e Salvatore, preoccupati che a stomaco pieno possiate declinare l’invito a provare il ben di Dio da cui siete circondati. Ma i salumi, formaggi, latticini, olii, pani, carni, pasta o vini sono sapori che vi conquistano al pari della loro passione.
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Poi, tornati a casa, magari aprendo l’incarto un po’ unto dei babà rustici, o incantandovi a contare le rughe dei pomodori, scoprirete che Vico Equense vi ha rubato il cuore. Per sempre.
[Crediti | Link: Festa a Vico, Bikini, Facebook, Pizzametro. Immagini: Giampiero Prozzo, Flickr/Mabaji]