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Massimo Bernardi | ven 07 ago 2009 ore 10:57
Quando (tornerete) a Roma. Il meglio della città in 10 indirizzi
10 posti da non mancare quando tornerete a Roma, scelti per Dissapore dalle biondissime Daniela Delogu e Giulia Mancini. Dove non indicato diversamente, le immagini sono di Roberto Granatiero, uno dei fotografi più promettenti tra gli specializzati in Food&Wine.
TRATTORIE
1) L’Arcangelo -
Via GG Belli 59/61.
Tel:
06 321.09.92.

Trattoria o Ristorante? Mah, il dubbio rimane.
Perché il locale è elegante, il servizio affabile, l’apparecchiatura raffinata, e per complicare le cose, i piatti della tradizione evolvono con buona creatività. Allora, trattoria o ristorante? Voi consigliatelo comunque il locale di Stefania e Arcangelo Dandini. Così, per non sbagliare. (Conto medio: 50€)
2) Trattoria Monti – Via di San Vito, 13a. Tel: 06 446.65.73.
Foto | Flickr – Utente | Photogourmand
Per farvi un’idea della Trattoria Monti pensate alla sala da pranzo di una famiglia marchigiana che vive da tempo a Roma. Con annessa cucina a vista da dove escono cremini, olive fritte, la pasta tirata a mano dalla signora Franca, e per chiudere il pasto dolci di una bontà disarmante. Il servizio è cordiale, eccellente il rapporto qualità-prezzo. A pochi passi da S. Maria Maggiore, questo è il posto dove le cose si fanno per bene. (Conto medio: 35€)
RISTORANTI
3) Glass Hostaria – Vicolo del Cinque, 58. Tel: 06 583.35.903. Sito.

Contrasto è la prima parola che mi viene in mente quando penso al ristorante guidato da Cristina Bowerman. Nell’arredo che pur tra vetro e acciaio, sposa perfettamente i colori caldi di Trastevere, e nel menù che cerca sapori inediti partendo da ingredienti tradizionali. L’attenzione per i particolari è maniacale, vedi impeccabile servizio navetta organizzato per ovviare all’annoso problema del parcheggio in centro. (Conto medio: 40€).
4) All’Oro -Via Eleonora Duse, 1e. Tel. 06 979.96.907. Sito.

Riccardo di Giacinto ha lavorato con chef molto apprezzati come Ferran Adrià e Marco Pierre White, solo per nominarne due, assimilando la loro tendenza alla perfezione. Il ristorante è una piccola gemma dal design curato. Sui tavoli eleganti in legno scuro spiccano i 16 piatti che compongono il menù, cambiati continuamente. Il pane fatto in casa è buonissimo, i dolci tra i migliori di sempre. La carta dei vini è ridotta e include solo etichette italiane. (Conto medio: 50-60€)
SALUMERIE CON CUCINA
5) Roscioli – Via dei Giubbonari, 21. Tel: 06 687.52.87. Il Forno e le specialità: Via dei Chiavari, 34. Tel: 06 686.40.45. Sito.

Per i romani lo storico mercato di Campo de’ Fiori incarna il piacere di fare la spesa. A pochi passi ci sono l’Antico Forno Roscioli che sforna pane, pizza, biscotti da 4 generazioni. E la salumeria con cucina dove i fratelli Pierluigi e Alessandro selezionano specialità alimentari che si possono acquistare o ritrovare come ingredienti della cucina succulenta. Si mangia al bancone o seduti ai richiestissimi tavoli. Una specie di paradiso del palato. (Conto medio: 50-60€)
ENOTECHE
6) La Barrique – Via del Boschetto 41b. Tel 06 478.25.953.

Molto amata da chi vuole bere bene il locale di Fabrizio Pagliardi ha proposte interessanti a tutte le ore. A pranzo, menu veloce con i piatti del giorno e la selezione di salumi e formaggi. Aperitivo sfizioso poi a cena, carpacci di cervo, di bovino biologico o di pesce. I dolci al cucchiaio si abbinano a una ricca scelta di vini da dessert fino al dopo-teatro. Impressionante scelta di etichette, italiane e straniere con predilezione per gli Champagne. (Conto medio: 25€).
7) Casa Bleve – via del Teatro Valle 48/49. Tel: 06 686.59.70, Sito.
Foto | Flickr – Utente | GavinZ
Sarebbe bello avere una casa così: spazi ampi, soffitti alti, ambienti di gusto vagamente liberty. E una carta dei vini pregevole, degustabile anche al bicchiere, cui si aggiunge il banco gastronomia con selezione di piatti freddi. Un luogo ameno per staccare dalla città ma proprio nel cuore della Roma ministeriale. In pochi altri posti al mondo una muro sbrecciato di epoca augustea convive con una cantina tecnologica dove è possibile affittare spazi per conservare le proprie bottiglie. (Conto medio: 35-40€).
BIRRA
8 Bir & Fud – via Benedetta 23. Tel: 06 589.40.16. Bottega Bir & Fud: via Luca Valerio 41. Blog.
Foto | Flickr – Utente | Giulia e Enrico
Lavoro, passione e un po’ di fortuna danno buoni risultati. E’ stato così anche per Manuele Colonna, Leonardo di Vincenzo, Fabio Spada e Gabriele Bonci che unendo le reciproche forze hanno dato vita da qualche anno a Bir&Fud. Si viene spesso, senza sapere se è per mangiare o solo per provare le birre della sterminata carta, tra le quali molte ottime italiane. Tanta scelta vi disorienta? Chiedete al personale, riceverete consigli preziosi. Le cose che non riuscite a provare, si possono comprare nel negozio di specialità che ha lo stesso marchio. (Conto medio: 25€).
PIZZA
9) Pizzarium – Via della Meloria 43. Tel 06 397.45.416.

Dopo aver iniziato la carriera come cuoco, Gabriele Bonci ha scoperto il mondo della lievitazione naturale. Oggi la sua è una delle migliori pizze al taglio di Roma. Tra i motivi le materie prime sceltissime: farina, lievito madre, olio, pomodoro e mozzarella. Se trovate il banco vuoto significa che nel laboratorio c’è grande fermento. Arriveranno arancini e supplì cotti al momento con la coda alla vaccinara, tanto per fare un esempio, o le crocchette patate e baccalà. Dalla pizza di patate con la spolverata di tartufo bianco alla semplice pomodoroe mozzarella, tutto qui vi darà grande soddisfazione. Per chi ha sete c’è un’interessante scelta di birre artigianali. (Conto medio: 5-15€).
GELATERIE
10) Gelato Torcè – Viale dell’Aeronautica, 105 Tel: 06 512.89.48. Sito.
Foto | Repubblica.it
Lo zabaione alla malvasia puntinata carezza la lingua quasi fosse velluto. Il limone con semi di papavero e un tocco di zenzero libera dall’arsura estiva. Il cioccolato Araguani porta il pensiero in Venezuela. Il gusto Ricotta, caffè e sambuca chiude la bocca dei romani. Anche i gusti salati hanno grande fascino: il cacio e pepe, le arachidi anche se il mio preferito è il gelato di riso nero con burro e sale. Una delle poche gelaterie italiane che prepara il gelato con l’azoto liquido. Per Claudio sta per iniziare l’avventura del franchising.

E l’Open Colonna no?
Avevo pensato di andarci, alla prima occasione, almeno a pranzo…e poi la location mi sembra notevole.
Scusa, sai se lo chef è attualmente Stefano Preli?
No, lo chef è Colonna e Preli non lavora più con lui da mesi.
Efficientissimi!
Scusate, il commento sopra non andava qui!
Io non sono ancora mai stata all’Open Colonna.
Abbiamo nominato solo luoghi conosciuti e apprezzati realmente.
Non essere citati in molti casi dipende solo dal fatto che magari non l’abbiamo provato.
Giulia, ci andiamo insieme? Ti prenoto.
Andiamo insieme…come gli altri dove hai promesso di portarmi!
mmmmazza quanto è brutto Arcangelo, lo vedo invecchiato, me lo ricordavo più bello !!!!
Però con l’aria che tira avreste dovuto indicare anche dei prezzi medi. Così, giusto per non fare un Passetto sbagliato.
Giusto. Abbiamo aggiunto il conto medio.
Ottime dritte. Li proverò!
Fetentone che non sei altro!
Comunque questo decalogo ha giustamente l’età di Mosè, per i romani.
E immagino quanta sofferenza e travaglio interiore siano costati l’esclusione di Sforno e Mamma(santissima) Angelina…
Boccioni, il forno del ghetto (poco distante da Roscioli): da provare tutto, dalla torta ricotta e visciole ai bruscolini al sale, sfornati caldi.
non è per fare l’ipercritico, ma:
– Arcangelo (cottura della pasta a parte, su cui si è già abbondantemente discusso): un po’ più di cordialità nel servizio non guasterebbe;
- Roscioli: eccellente; ma lo spazio vitale ? l’angustia dei tavolini sacrifica (sia pure in parte) il piacere della tavola;
- Casa Bleve; d’accordissimo su location e cantina; trovo il menu un po’ troppo ripetitivo; ci sono andato 3 volte nel giro di un anno e ho trovato, tutte e 3 le volte, gli stessi piatti freddi. Adesso è un po’ che ci manco, è cambiato qualcosa ?
- Pizzarium; nulla da dire.
Gli altri non li conosco (ancora). mi riprometto di andarci nelle mie prossime andate a Roma; Glass, Barrique e Monti mi intrigano parecchio.
e ricordati l’All’oro!!!
grazie, preso nota
Da Roscioli sono stato meno di un mese fa e concordo con Francesco: i tavoli sono veramente “ini” e il rumore di fondo tende a sovrastare la conversazione.
dimenticavo, se posso aggiungerne un undicesimo ancora non notissimo: San Lorenzo in via dei Chiavari, anche questo a 2 passi da Roscioli. Un tutto mare con banco del pesce all’entrata. Possibilità di un aperitivo super con bollicine di tutti i tipi e pesce crudo sfilettato al momento. Non economicissimo, of course.
Impressione mia o i 40 euri medi indicati per Glass Hostaria sono un po’ pochi rispetto al prezzo reale? Quando ci sono andato io (quasi un anno fa) c’erano due menu a 55 e 70 e alla carta,a parte i vini, abbiamo speso sui 55. Poi, per carità, soldi veramente ben spesi, ma magari c’è il rischio che qualcuno riceva un’informazione fuorviante…
grazie, per il servizio sociale apportato
…ve ne renderò merito al prossimo passaggio nella capitale!
ciao e complimenti per la trasmissione!
btw, giuda ballerino va troppo su di badget per restare in top ten (ma io l’ultima sono uscito con 55 a cranio)? o non vale questi primi dieci?
paolo
Il Budget di Giuda è allineato con quello di All’oro, Arcangelo e Glass e sicuramente vale questi tre. Vale anche gli altri con cui però è inutile paragonarlo per diversità di tipologie.
Credo che le scelte indicate rispondano all’esigenza di rimanere entro determinati numeri e che gli esclusi non lo siano per motivi di merito ma solo, appunto, per motivi di spazio.
Come ho detto prima io ad esempio al Giuda (quello nuovo) non sono mai stata, se non all’inaugurazione che però non fa testo.
Quindi per me non era in classifica.
E’ ovvio che ci dovranno essere delle modifiche, aggiornamenti e integrazioni. Non può e non deve essere una classifica che vale in eterno. Ho intenzione di visitare molti altri posti.
Tra l’altro avendo citato tipologie di locali così diverse ci siamo dovute limitare per forza.
La gelateria nominata è solo una ad esempio, mentre di valide ce ne sono molte altre, per fortuna.
Sono solo piccoli consigli.
L’OSTERIA del Giuda è tranquillamente nel target delle trattorie, sia per prezzo (30-40€) che per qualità della proposta.
Il RISTORANTE più o meno ha i prezzi di All’Oro.
Glass è uno dei miei preferiti e l’accoppiata Bongi style Pizzarium e Bir & Fud è semplicemente fantastica!
d’accordissimo su quasi tutto, tranne su bir and fud che mi sembra sempre un po’ sopravvalutato e su glass che è buono ma costa decisamente di più (come già detto da qualcuno).
E già che ci siamo, vi butto giù una listina di dieci altri posti consigliati da Puntarella (prezzi a spanne):
1 LA VECCHIA BOTTEGA DEL VINO (santa maria del pianto, prima sede dei bleve) enoteca a buffet ottima per il pranzo, 20 euro
2 ROCHE filiale estiva di Roscioli, sul lungotevere, il più bel ristorante all’aperto di quest’anno da 50 euro in su.
3 LE TRE ZUCCHE cucina creativa in veranda, prezzi onestissimi in un posto tranquillo, messo su da tre giovani intraprendenti (via mengarini, portuense) 40 euro
4 IL TEMPIO DI ISIDE Se superate l’ostacolo del servizio invadente e impreciso, un ottimo ristorante di pesce open air (via verri 11) 40 euro
5 PRIMO AL PIGNETO Un classico del Pigneto, anche all’aperto 30-40 euro
6 SATOLLO cordialità e creatività al Testaccio, via rubattino 22 40 euro
7 DA DANILO un po’ invernale ma con carbonara e strozzapreti al lardo di colonnata da paura (via petrarca) 30 euro
8 RISTORO DEGLI ANGELI un ristorante senza eccessive pretese che non delude mai, garbatella (via orlando) 30-40 euro
9 SETTEMBRINI Sì va beh, ogni tanto ci si trova D’Alema ma non è un buon motivo per non andarci. E’ ottimo (via settembrini, prati) 50 euro
10 BARETTO E quando non ne puoi più di mangiare e vuoi berti un buon mojito o vodka sour ai piedi del gianicolo, ecco il baretto di via garibaldi
Grandiosa b-list di Puntarella Rossa, saranno contenti gli snob che attribuivano al nostro decalogo l’età di Mosè. In particolare, non vedo l’ora di provare Roche, se qualcuno è già stato ci faccia sapere qualcosa.
Consiglio (1). Su All’Oro, per integrare la mini-scheda di Daniela e Giulia, consigliata la lettura proprio di Puntarella Rossa.
Consiglio (2). Nel decalogo i frullati di Pascucci ce li avrei fatti stare.
Pascucci non mi sembra sempre all’altezza: frullati con frutta fuori stagione (e spesso decongelata) tenuta nelle vaschette…
Consiglierei piuttosto una bella grattachecca, digestiva, estiva e sciropposa, magari davanti al bel panorama dell’isola tiberina.
E per qualche foto in più dei piatti anche qui:
http://senzapanna.blogspot.com/2009/01/la-cucina-di-alloroi-nostri-abbinamenti.html
Bernardi, tu non sei di Roma, vero? L’elenco è assolutamente validissimo, ma purtroppo risaputo per i romani: è un esercizio in bella calligrafia “ad usum barbarorum extra moenia”.
Qui non si tratta assolutamente di snobismo ma del fatto che, se fino a tre anni fa a Roma le belle novità spuntavano come funghi, ora -come clienti- a scrutare l’orizzonte abbiamo quasi il nulla, alle spalle è pieno di cadaveri o promesse non mantenute e attorno a noi i nomi sono sempre gli stessi: quelli di questo decalogo, che poi sono gli stessi nominati da tempo in tutte le maggiori guide, forum gastronomici, blog. Basta googlare et voilà, ahinoi: nihil novi sub sole.
Come cliente romano medio, trovo quest’elenco poco stimolante, sebbene assolutamente corretto. Tutto qua.
Non volevo esprimere alcuna critica nel merito, come non voleva esprimerla Riccardo Tallarico.
Se il post si fosse chiamato: “Il nuovo meglio della città in 10 indirizzi”, la tua osservazione sarebbe stata più pertinente. Comunque, nei commenti trovi la lista di Puntarella Rossa, che a occhio, mi sembra buona pure per i romani in cerca di stimoli. Detto da un non romano, tuttavia.
Hai ragione. Mettiamola così: se fossi un friulano dalla cultura gastronomica e dal portafogli medio-alto che deve trascorrere una settimana di vacanza a Roma, troverei il decalogo praticamente perfetto e ringrazierei mille volte per avermi evitato di perdere tempo a farmi un giro per forum e blog tematici.
L’elenco di Puntarella Rossa, abbastanza valido anch’esso, contiene però una sola vera novità, in quanto locale recente, promettente e scarsamente pubblicizzato: Satollo a Testaccio.
Roche non è altro che un Roscioli temporaneo a maniche corte.
Primo è in discesa, Le 3 zucche sono uguali a se stesse da anni (menù deg a 28€ compreso, a grazie a dio!).
Altri 10 validi indirizzi alternativi, ma anch’essi noti?
Sforno e Gatta Mangiona come pizzerie;
4:20 come birreria di qualità;
Iolanda come cucina moderna di livello medio/alto;
I Tre Bicchieri a Ostia per il pesce;
Oste della Bon’Ora, Quinto Quarto, Osteria Pistoia, Palatium e la già citata Osteria del Giuda Ballerino per una cucina laziale di qualità.
In realtà l’elenco potrebbe allungarsi ancora: Mamma Angelina e Taberna Recina come trattorie di quartiere, Osteria Fernanda per la ventata di freschezza della proposta; 00100 Pizza per la pizza al taglio, il Check In per i crudi e i carpacci di pesce, Sushiko come jap, Lumie di Sicilia per piatti classici isolani, il Baby di Iaccarino per serate speciali…
Spero di avere dato il mio contributo all’argomento, ma ribadisco il senso del discorso: sono le vere novità che làtitano, da un anno e mezzo a questa parte. Sembra che la crisi abbia fermato l’onda lunga e si stia quasi tornando indietro, se a metà agosto vedo posti come Mò Mò a Villa Ramazzini -coi camerieri col computerino e la pizza che ti arriva in 2 minuti netti- imbandierati, illuminati e stracolmi come transatlantici da crociera…
ma in definitiva, perché polemizzare? Mi sembra che siamo tutti d’accordo, no? l’ottima lista di Dissapore e la bside di Puntarella cercavano solo di mettere insieme il meglio che c’è oggi a Roma. Un meglio non sempre freschissimo, perché le novità, come dice giustamente Riccardo I Cuor di Leone
, in città sono sempre meno. Perché Roma è ferma, immobile, sempre uguale a se stessa e non solo nella ristorazione (detto questo, ottima anche la c-list di Riccardo I, soprattutto Quinto Quarto, Pistoia, Palatium e Gatta Mangiona)
Le tre zucche mi piace molto. Non sarà forse all’altezza della Pergola, ma il suo degustazione a 28 € (credo invariato come prezzo) è un ottimo Q/P.
Un po’ meno Romanizzato please.
Pingback: Francesco Costa » links for 2009-08-07
rispetto a quelli che conosco, quasi tutti in verità, concordo pienamente tranne due notazioni una estetico affettiva: Anacleto lo preferivo al ghetto !
e una di sostanza:
da Bir e Fud mi sono piaciute solo le pizze, e la scelta di birre, il resto a partire dal doppio supplì con la pasta dentro raggiungeva a stento la sufficenza,patafatine o come diavolo le chiamano incluse !
se posso, chiederei gentilmente a tutti, quando si suggeriscono ristoranti o trattorie, di indicare l’indirizzo completo con il numero di telefono. Proporre dei riferimenti, come ha fatto qualcuno, indicando solo il nome del risto-trattoria, ai non romani non dice nulla…grazie!
Pingback: La settimana spesa a dare a bio quel che è di bio | Dissapore
angelo, non ho precisato telefoni e indirizzi precisi per non annoiare troppo, ma tutte le descrizioni con i numeri dei locali che ho consigliato io li trovi sul sito puntarella rossa. saluti (e grazie a mb!)
Grazie Puntarella rossa! Non conoscevo ancora il tuo sito. Ti faccio i miei complimenti, l’ho trovato molto interessante e,soprattutto, utile. Mi servirò dei vostri suggerimenti quando andrò a Roma per lavoro (3-4 volte l’anno) e dovrò trovare qualche buon posto dove andare a cena. Ciao!
il Gelato Torcé è tropppo buono
))
Se posso permettermi di suggerire un gelato che mi par ancora non sia stato nominato, Gelateria dei Gracchi (via omonima oppure a Viale Regina Margherita).
Per la colazione: Cristalli di Zucchero (via di ValTellina).
ho spesso amici stranieri, giovani sui 25 – 30, da portare in giro, e raramente il budget, già caricato da musei, trasporti, locali notturni e porcate varie, gli permette di concedersi ristoranti o trattorie da più di 20 euri.
quello che chiedono son sempre:
- pizzeria
- gelateria (di solito rimangono scioccati da una buona granita alla mandorla, come quella spettacolare che fa grom)
- un bar/locale dove bere buoni cocktails (che non siano i soliti mojito/caipirinha/cuba libre), che sembra che l’italia sia l’unico paese in europa dove i barman sanno/possono prepararli senza usare i tristissimi misurini (e ok, un articolo su roma lo avete fatto)
- e infine, o come prima cosa, un bar dove bere un buon caffè (ad esempio, a roma son rimasto deluso dalla schiumozza quasi fredda del sant’eustachio, caffè suggerito da quasi tutte le guide esistenti, mi aspettavo una crema densa e profumata)
quindi, apprezzando moltissimo tutti i suggerimenti che date, chiedo: non si potrebbe ogni tanto aggiungere qualcosa in più su gelaterie e bar/caffè? (e, in un impeto di insaziabilità, qualcosa in più su milano e magari anche torino, napoli, e le turisticizzate firenze e venezia?)
Bir e Fud una grandissima delusione. Staff distratto (“”consigli preziosi” in monosillabi). Pizze mediocre (anche bruciate). A Roma sinceramente c’e’ di molto meglio. Ottimo marketing. Peccato perche’ l’idea e’ originale e valida.
Pingback: Il barocco è servito | La pizza di Sforno | Dissapore
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag4/04.gif[/img]
Maria Laura Rodotà, Corsera del 9 gennaio, in attesa del link ecco l’itinerario:
• Franchi, via Cola di Rienzo 200, tel. 06 68.74.651
• Volpetti, via Marmorata 47, tel. 06 57.42.352
• Frontoni, via.le Trastevere 52, tel. 06 58.12.436
• Panattoni, via.le Trastevere 53, tel. 06 58.00.09.19
• Mondi, via Flaminia vecchia 468, tel. 06 33.36.466
• Euclide, via Flaminia nuova km 8.2, tel. 06 33.39.027
• Al peperoncino, via Ostiense 369, tel. 06 54.10.192
• La casa del supplì, p.zza Re di Roma 20, tel. 06 70.49.14.09
• ‘Gusto, p.zza Augusto Imperatore 9, tel. 06 32.26.273
• Simposio di Costantini, p.zza Cavour 16, tel. 06 32.03.575
l’articolo completo su corrieredellasera.it
Pingback: Anche per New York la cucina romana non è mai stata così buona | Dissapore
Week-end a Roma.
Provati:
- pranzo da Monti (eccezionale)
- dopo cena da Bir & Fud (molto buono e parecchio gentili nonostante fossi arrivato da solo praticamente in orario di chiusura)
22 Maggio 2010
Sono stata all’Open Colonna circa un anno fa, dopo aver letto il blasonato curricolum del cuoco e le invitanti immagini del sito non ho esitato un istante ad invitare mia madre e mio figlio per un pranzo veloce in questo reclamizzato ristorante.
Qualche dubbio lo abbiamo avuto appena entrati: in un’
ora in cui tutti i ristoranti di Roma sono stracolmi, ed un prezzo del menù fisso economico, il ristorante era praticamente vuoto!!!!!
Non mi dilungherò su come abbiamo mangiato: una cosa fantozziana! Un pollo con peperoni che “forse” solo chi cucina per la prima volta può presentare.
Il signor Colonna passeggiava tra i tavoli: che coraggio……
Mi sono scusata con i miei ospiti che si chiedevano chi potesse cenare, la sera a prezzi decuplicati, in quel luogo.
Per la cena non abbiamo avuto dubbi: da Felice a Testaccio!!!!!
grazie mille dei consigli, ne farò buon uso nel prossimo week-end