di | mar 18 mag 2010 ore 8:17
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Ristoranti | Il cestino del pane più invitante d’Italia

Ho deciso che oggi il mio core-business è essere molto pacato, per cui non chiedete spiegazioni sui motivi che hanno reso inaccessibile Dissapore nel fine settimana, finirei per strozzare certi amministratori di domini. Parliamo d’altro, per esempio, dove vi è stato servito il cestino del pane più invitante d’Italia? Se fatto con tutti i crismi, il pane è uno dei grandi piaceri di una cena al ristorante. O al contrario, ma per lo stesso motivo (vale a dire, è così buono che non smettiamo di mangiarlo) ci impedisce di provare tutte le portate del menù.

Alcuni cestini colpiscono perché sono originali, altri contengono il singolo pane più buono del mondo, quelli che seguono sono i nostri beniamini.

1 - Antica Trattoria Montecostone , Galliate Lombardo, Varese. Chef: Ilario Vinciguerra.

Ricchissimo, praticamente un antipasto, contiene un pane impastato con il corbarino (o pomodoro di Corbara) che da solo vale il prezzo della cena.

“Talmente dolce”, dice lo chef, “che per farlo confit non devo aggiungere lo zucchero”. Completano il cestino del pane, un delizioso pan brioche, il pane alle erbette, quello alla frutta secca, il pane con i semi di papavero e con le cipolle di Tropea.

2 - La madonnina del pescatore, Senigallia, Ancona. Chef: Moreno Cedroni.

Alla fine degli anni ’90, La madonnina del pescatore era una sfilata di effetti speciali. Arredo, abbigliamento del personale, posateria e un cestino del pane da dove occhieggiava il primo pane nero (al nero di seppia). Oggi al Clandestino di Portonovo (AN) Cedroni propone il pane nel sacchetto (di carta bianca), piccolo capolavoro di semplicità.

Ma la panificazione è un chiodo fisso dello chef marchigiano, tra i primi a regalare deliziosi mini-panettoni ai suoi clienti nel periodo natalizio.

3 - Aimo e Nadia, Milano. Chef: Aimo Moroni.

A proposito di singoli pani più buoni del mondo, il pane di grano spezzato preparato da Aimo Moroni, chef del ristorante milanese Aimo e Nadia, è uno dei più seri pretenenti al titolo.

A completare il cestino del pane, il pan di polenta con farina di mais, l’integrale di farro della Garfagnana, il pane pomodoro e olive, grissini e taralli rigorosamente homemade.

In quale ristorante italiano avete trovato un cestino del pane così delizioso da farvi perdere il controllo? O eccezionale al punto che avreste preferito concentrarvi su quello invece di proseguire la cena?

[Fonti: Comune di Corbara, immagini: Serious Eats, La cuoca della porta accanto, Altissimo Ceto]

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47 commenti a Ristoranti | Il cestino del pane più invitante d’Italia

    • avatar alessandro bocchetti

      hai ragione Vincè, non so se è il più invitante, ma di sicuro è il più bono…
      Ciao A

    • avatar valli

      roscioli????
      si buono ma sono panettieri .
      IO ho provato il cestino di aimo ma c è anche del pane comprato loro lo selezionano.
      ho provato il pane di ilario e non vi nascondo che a fine cena ne ho comprato un pezzo croccante profumato e gustoso complimenti.

  1. Cari Editor di Dissapore…
    Tra le fonti per le foto, citate spesso il mio sito altissimoceto.it la cosa mi fa piacere, ma non capisco come mai usate sempre due e pesi e due misure, ovvero Linkate La cuoca della Porta Accanto… e non il mio sito…

    Morale, dai una mano e via il braccio senza dire MAI grazie.

    Bè da oggi se volete usare dovete citare e ANCHE linkare.

    Editor avvisati mezzi salvati, viceversa passo l’ennesima bottiglia di AnnaMariaClementi al mio amico vs. provider e vi spengo per altri tre giorni.

    Alegher in gamba.
    Vuggì.

  2. Don’t feed the troll, si diceva un tempo, lasciamo perdere Claudio e rimaniamo sul pane, per favore.

  3. avatar Filippo

    Io sono rimasto stupito dal cestino del pane del ristorante “Da Caino” a Montemerano, Grosseto. Un saluto

  4. da Vissani senza il minimo dubbio! favoloso e servito superbamente accompagnato da una selezione di burri e di sali.
    da provare una volta nella vita!

  5. avatar Mad

    Da Zenzero ad Empoli!

  6. avatar tommi

    grande il pane di ilario sono stato settimana scorsa e ne ha aggiunto uno a lievitazione naturale con un lievito estratto dalla mela annurca .
    fantastico lo servono in sala a pezzettoni ed inebriano tutto il tavolo di un profumo fantastico .

  7. A parte il fatto che cerco di farmi tentare il meno possibile, e apprezzo chi ne propone poche varianti ultimamente ho apprezzato:

    - La Clusaz, Gignod (AO). Fantastica la morbidissima focaccia. (http://www.casacontento.com/riccidimare/clusaz/PaneBig.jpg)

    - Dolce Stil Novo, Venaria Reale (TO). Ce n’erano millemila tipi, tutti buoni. (http://www.casacontento.com/riccidimare/dolcestilnovo/PaneBig.jpg)

    - Già Sotto l’Arco, Carovigno (BS). Il migliore come concezione, piccolo e con il ripieno conentrato in mezzo (olive/pancetta). (http://www.casacontento.com/riccidimare/giasottolarco/PaneBig.jpg)

  8. miniclassifica:
    1) la peca a Lonigo
    2) perbellini a Isola Rizza
    3) san domenico a Imola

  9. Nessun dubbio… da Pinchiorri ogni piatto il suo Pane.

    [img]http://www.altissimoceto.net/Image/MeetingPinchiorri/pane.JPG[/img]

    Vuggì.

  10. avatar enrico

    io ne ho trovato uno molto buono all’osteria di passignano in toscana e anche al don alfonso dove sono stato poco tempo fa era davvero molto buono

    • avatar articut

      Stato da Don Alfonso a Macao, e il pane servito caldo e molto buono, in particolare il pane alle patate e uno alla paprica, anche li sembra cotto quasi al momento.

  11. avatar Piermario

    Senza fare classifiche, da gran goloso di pane qualche ricordo qua e là:
    - da Aimo e Nadia, diversi anni fa, un pane alle noci che da solo valeva il viaggio;
    - a Le Louis XV di Montecarlo offerta spettacolare per varietà e qualità;
    - grande attenzione e pane giusto per ogni piatto a La Primula di S. Quirino (posto per cui ho un debole ‘a prescindere’).

  12. Il pane a mio giudizio è nemico del ristorante.
    Ed un cestino particolarmente invitante è un vero e proprio attentato all’appetito. Ed alla possibilità di gustare appieno l’intera cena.
    Quando ho voglia di pane vado dal panettiere.
    Certo se uno riesce a guardare e non toccare…….

    Ad Majora

  13. avatar eggi

    e aggiungo.. se pensi che Lopriore te lo serve ‘dopo’.. é fantastico.

  14. avatar eggi

    diciamo che spesso si sconfina, parlando di pane, in ‘pasticceria applicata di primo livello, gli impasti lievitati’
    ma adoro la tradizione toscana in cui il pane é sciapo conservando il suo ruolo fondamentale.

  15. avatar Puccio

    Di quelli che ho provato fino ad ora Perbellini senza ombra di dubbio! Fragrante e golossissimo!

  16. Il “mio” cestino del pane? Pur non essendo un cestino, direi Pinchiorri! Il pane al cavolo nero era qualcosa di sublime.

  17. avatar Pollicino

    in quale ristorante italiano avete…

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/speciali/13.gif[/img]
    ho spazzolato il cestino solo un paio di volte, sinora: incurante della paranoia numero 5 (ma che vai al risto per abbuffarti di pane e petit pas?), è successo all’Erba del re di Modena (toscano, al latte, pan brioche, focaccia, chips di pane fritto nello strutto) e al Gelso di Cazzago (uvetta, olive, sesamo, papavero, grissini al peperoncino…)

  18. glass hostaria roma. disgraziatamente, lo riportano ogni volta che finisci.

  19. avatar Erica Paolelli

    Sono proprio curiosa di provare questo pane del Pinchiorri! purtroppo non ho assaggiato molto pane fatto da maestri panettieri! Di sicuro, dato l’articolo e viste le foto, non mancherò di provarne un pò! Ristoranti a Roma che offrono anche questo bellissimo servizio?

  20. avatar valeria

    concordo pienamente il pane di Pinchiorri è favoloso,suggerisco di provarlo!!

  21. Concordo in pieno con Giovanni Gagliardi anche se da golosa adoro i cestini di pane speciale. Quando in un ristorante lo trovo sul tavolo, per me è già un ottimo biglietto da visita, ora molti buoni ristoranti stanno prendendo l’abitudine a farlo in proprio. L’ultimo indimenticabile all’Arnolfo di Colle Val D’Elsa.

  22. avatar roberta

    Al Sale, Catania.

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  24. Pingback: La settimana del “non mi sentivo così anni ‘80 da quando bevevo il Lancers” - Macchianera

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