di | gio 26 gen 2012 ore 13:51
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Ristoranti: Ma insomma, sono solo dei bambini!

Bambini e ristoranti nell’interpretazione dei lettori di Dissapore.

NO, PUNTO_
– I bambini non sono costruiti per stare a tavola delle ore, e non vanno imposti agli altri.
– I bambini griffati e coi capelli intrisi di gel cominciano a litigare per l’assegnazione dei posti. Reclamano patatine e ketchup, poi si alzano.

Solo quando il più piccolo si avvicina al carrello dei formaggi e tenta di asportare due formelle, la cameriera si permette di interrompere la conversazione dei genitori, facendo presente che un carrello pieno di coltelli appuntiti potrebbe essere pericoloso per il tesoruccio caro. «Ma insomma, sono solo dei bambini», lo zittisce villanamente la madre.

– Sto cenando quando arriva correndo una truppa di 5/6 bambini italiani e si arresta contro al mio tavolo: “Beh? Cosa succede qui?”, risposta “C’è un gattino! Forse è sotto al tavolo!”. “Sì, ho capito che c’è il gattino ma io sto mangiando e questo è il mio tavolo; perchè non andate a correre e a giocare vicino al vostro?”. Se ne vanno. Dopo meno di un minuto arriva una mamma indignatissima: “Siete voi che avete mandato via i bambini?”, “Sì, certo che siamo noi; stiamo mangiando, ci ritroviamo tutti ’sti bambini che giocano…” Risposta della mamma: “Ma insomma, qui è una questione di educazione e di rispetto: stavano solo rincorrendo il gattino”. “Signora, se parliamo di educazione e di rispetto, tenga i bambini al suo tavolo!”. Se n’è andata, ha preso per le mani un paio di bimbi blaterando: “Andiamo via, bambini, che quei signori sono maleducati.”.

– Bambini al ristorante sì. Al primo strillo un richiamo del gestore, al secondo si presenta il conto e fuori dal locale. Tutti, genitori e bambini. Senza grossi problemi.

– Una coppia di bambini in età scolare quasi faceva cadere il mio tavolino con tanto di calici a stelo lungo e vino. E i genitori? Hanno fatto finta di niente. Ok la Montessori, ma IO ero un commensale migliore.

– A un bambino maleducato che ronzava insistentemente attorno al mio tavolo ho sussurrato minacciosa: “Pussa via, brutta bertuccia!”. Speravo ornasse accompagnato dalla madre… invece s’è solo allontanato. E’ come per i cani (senza offesa per le bestie): se abbaiano a tutte le ore non è certo colpa loro, bensì del loro padrone.

SI, PUNTO_
– L’idea di un ristorante vietato ai minori mi dà i brividi. Di sicuro non entrerei, anzi verificherei con i vigili se il divieto fosse compatibile con il concetto di pubblico esercizio. I bambini disturbano, in media, meno degli adulti che hanno al seguito.

– No, spiegatemi, esistono posti dove una coppia in vacanza con prole può andare senza rischiare il linciaggio? E qual è l’alternativa, abbandonare i bambini? O per risolvere il problema alla radice, non averli proprio?

– Probabilmente tutti quelli che al ristorante hanno vezzeggiato la piccola, facendomi capire che fosse bene accetta, in realtà la volevano legata con lo spago da arrosti, e ammutolita dal proverbiale limone in bocca.

– Ma sbalordisco per i toni intolleranti di chi vorrebbe rinchiuderli in una stanza insonorizzata, madri e padri compresi. Nuovi Erode.

I GENITORI SONO BAMBINI CRESCIUTI_
I genitori sono troppo immedesimati negli infantilismi dei loro figli per indirizzarli verso comportamenti più adatti. E le critiche degli altri adulti vengono prese come attacchi personali. Più del figlio piccolo, il genitore accuato difende il bambino frustrato che, evidentemente, ha ancora dentro di sé.

L’unica volta che ho fatto un casino serio è stata in Ungheria nel 1988, quando andando in bagno ho urtato un cameriere che teneva un piatto di una minestra brodosa. Caduti tutti e tre, minestra compresa.

Siamo tutti stati bambini, tutti abbiamo avuto voglia di correre. La differenza è tra chi ha avuto la fortuna di correre nei posti fatti apposta (prati, spiagge ecc) e chi nelle sale di un ristorante.

ETICA_
Vado all’orario di apertura della cucina, quando la sala è semivuota e il pupo ha possibilità limitate di scocciare. In ogni caso, al primo accenno di pianto io o mia moglie schizziamo via dalla sala a fare un giretto (spesso è solo un po’ di noia che fa piangere il piccolo).

Sono contrario a Nintendi o addirittura dvd portatili al ristorante, ma se il bimbo lo si coinvolge e lo si prende in considerazione si riesce a disinnescarlo.

I BAMBINI DEGLI ALTRI_
– In Inghilterra i ristoranti hanno seggioloni a norma e puliti, menu per bambini, bagni per cambiarli e personale comprensivo. I bambini esistono, non possiamo escluderli perché danno fastidio.

– I bambini stranieri all’estero o in Italia *generalmente* sono vivaci ma modereati (così come i genitori, se il ragazzino si agita escono a fare un giro). I bambini italiani *spesso* strillano e corrono in giro, e i genitori urlano a loro volta.

– Non sopporto i bimbi lobotizzati che passano 3 ore a ristorante come se non ci fossero. Chi dice che i bambini stranieri sono più educati non ha mai viaggiato con i bambini, nella cultura nordeuropea è impensabile cenare con i bambini se non in un ristorante per bambini.

– In Germania si sono portati avanti. Molti ristoranti, alberghi e caffè sono gaiamente kinder verboten, vietati ai bambini. Non è razzismo ma semplicemente ricerca del silenzio, della tranquillità.

SIGNORINA ROTTERMEYER_
– Mio figlio di 2 anni e mezzo in un ristorante semideserto a Bolzano finisce sulla sedia della punizione perchè rifiuta di finire il piatto. Cameriere maschio: “non si fa così con un bambino piccolo”. Cameriera donna: “zitto tu, è giusto così!”

RISTORATORI CUOCHI E CAMERIERI_
– La frase che odio di più è: “mi raccomando fai il bravo altrimenti la cameriera ti sgrida”. Quante volte mi sono morsa la lingua per non rispondere: “signora, sua figlia non deve aver paura che la sgridi io, ma dovrebbe dar retta a lei!”

– Faccio il cuoco e non sopporto i bambini al ristorante. Credetemi. La pasta corta: una pentola e un fornello occupati, la bistecchina impanata chiesta sempre nel momento peggiore, il risottino veloce (?) perchè il bimbo ha fame. Poi le urla e i pianti sguaiati mentre tu sei lì che smoccoli e lavori.

– Non mi sento di condannare il ristoratore che rinuncia alle famiglie per conservare il target del suo locale; non userei parole come discriminazione; è solo una, più o meno condivisibile, strategia aziendale.

RISTORANTI ORGANIZZATI_
– Ho una bimba di 2 anni che a tavola sta sempre buona, l’ho educata così. Vorrei sollevare invece un altra questione: perchè i ristoratori non si organizzano con angolo per bimbi e baby sitter?

ALTA CUCINA_
– Sono stato al’Enoteca Pinchiorri avvisando che avrei portato un bimbo poco più che neonato. NESSUN PROBLEMA (simbolo di grande civiltà). Certo, una coppietta vicino a noi ha chiesto di cambiare posto. Però è finita accanto a un tavolo di giapponesi completamente ubriachi che hanno rovesciato il tavolo con fragore di piatti e bicchieri rotti… ha ha ha.

– E’ accaduto – purtroppo – a La Pineta di Marina di Bibbiona (ci fecero lo sconto, scusandosi, la colpa non era loro). Colpa di una ventina di adulti, tutti russi, con sventole biondissime al seguito. Madri incapaci di figli piccoli e già str@@zi, mogli infelici di bestioni volgari che accesero persino la sigaretta in sala, e rimandarono indietro tutto il cibo ordinato, ogni piatto per più volte.

– Glass a trastevere, piano superiore, una famiglia con 3 bimbi (genitori eroi) due sui 10/12 anni uno sui 5/6, tranquilli, composti tutto sommato. Se non fosse che a un certo punto il più piccolo fa qualche capriccio. La madre cerca di calmarlo, poi decide di portarlo fuori per un giretto. Un’ emerita str…a, lì vicina, ritiene giusto cambiare tavolo umiliando i genitori, e si trasferire al piano inferiore.

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69 commenti a Ristoranti: Ma insomma, sono solo dei bambini!

  1. avatar Hulk

    Già visto succedere molte volte:

    Sono già pronto con i popcorn per gustarmi il flame che si aprirà tra poco…prima sarà un civile scambio di opinioni, ma presto scorrerà il sangue fra le 2 fazioni…

    Buon divertimento

    • avatar carlo59

      E’ vero! Gia’ vissuta la stessa situazione in altro 3d su altro forum (a proposito di Baba e dei cani). Io posso di nuovo ripetermi. Il problema, ovviamente, non e’ dei figli. Se i figli sono maleducati lo sono esclusivamente per colpa di chi li educa. Di solito chi educa i figli a fare quello che vogliono sono persone che spesso e volentieri danno piu’ importanza all’apparenza (soldi, vestiti etc.etc.) che alla sostanza. E per questo di solito sono anche arroganti e maleducati con chi si sente infastidito. Poi che in linea di massima una comitiva di trentenni bamboccioni creativi possa essere piu’ rivoltante di una scolaresca che mangia una pizza con un po’ di disordine nessuno lo discute. Specie se volevi mangiare in santa pace…..:=)

    • Non vorrei che ti finissero i popcorn prima dello scorrer del sangue, quindi parto in quarta :D
      Bambini maleducati figli di genitori maleducati e bla, bla, bla, sì lo sappiamo già, non ripetiamocelo.
      Per me i bambini devono essere permessi eccome. Ma appena comincia il disturbo allora i gestori devono “accompagnare gentilmente” o con il buon senso o spostandoli di tavolo (magari nel sottoscala) tutta l’intera famiglia. Inutile pensare che intervengano i genitori quindi, che lo facciano i proprietari. Magari lo scrivono pure nel menù: “Licenza di uccidere” :D
      E, plisss, non partiamo nemmeno col discorso che ci sono adulti che sono peggio dei bambini. Questo lo sappiamo già ma non è questo il punto in questo post (che tra l’altro riprende la questione già discussa in passato).
      Buon appetito.

      • avatar MAurizio

        Mah. Ce lo vedi il ristoratore che “sposta di tavolo” un gruppo di clienti “per famiglia maleducata” ??
        Come dire cercare la rissa o perdere il cliente… anche prima della fine del pasto.
        Meglio così, dirai ?
        Forse, se uno ha di queste aspirazioni fa prima ad appendere il cartello “I bambini NON sono graditi” … almeno si evita due schiaffi …

        • No, anche io non ce lo vedo, ma è uno sporco lavoro e qualcuno deve pur farlo. Però sono d’accordo allora sul cartello “I bambini NON sono graditi” oppure sacrificare la “Sala fumatori” con la sala “Famiglie con bambini”. Perde il cliente? sì, probabile, ma se il ristorante è di qualità, per uno che ne perde ne acquista anche due.

  2. Purtroppo è esattamente tutto vero penso comunque che come sono maleducati al ristorante saranno così anche a casa.
    È per questo ghigno

  3. l’accoppiata peggiore è: nonna-bambino…lei esordisce , col cappotto ancora addosso, con:” facciamo subito mangiare il bambino che ha fame e sonno” , quando in realtà il problema è suo in quanto alla fine della cena, di solito, il bambino saltella come un grillo e lei è abbioccata…..

    per quanto riguarda il comportamento del bambino, beh…anch’io lo giustifico, quando comincia a lagnarsi, dicendo che non ha chiesto lui di andare al ristorante e mi prodigo con fogli e matite colorate impegnando tutta la famiglia in attività creative…

    Ma di fronte a genitori che lasciano far volare biberon,ciucci e giocattoli sui tavoli altrui o per terra ad attentare alla mia sicurezza,non posso mordermi la lingua e dopo aver calciato sotto il loro tavolo tutto ciò che mi viene ai piedi non posso non rivolgermi direttamente ai bambini e con tono “scherzoso” dico loro di stare calmi perché gli altri signori non hanno voglia di giocare con loro…e allo sguardo attonito dei genitori,rispondo con una falsissima occhiata d’intesa….e chi vuol capire…

  4. avatar MAurizio

    Vecchio argomento, che ogni tanto riciccia. Partendo dal presupposto che bambini “maleducati” sono figli di genitori maleducati a loro volta figli di nonni maleducati e via via fino ad Adamo … c’è da intendersi su cosa si intende per “maleducazione”.
    Bambini che corrono/gridano/giocano/piangono (piccoli)/fanno capricci ?
    Beh, sono bambini. E’ come lamentarsi di un cane che abbaia.
    Basta che non morda ..
    Certo che il bambino che “fa il bambino” può dare un po’ di disturbo.
    Ma a me disturbsno assai di piu’ gli adulti chiassosi, quelli che fanno 50 telefonate, quelli che fotografano i piatti (ci avranno trovato un verme e raccolgono prove per i NAS ??) quelli che entrano ed escono per fumare (e si trascinano dietro la puzza di fumo, magari di sigaro) quelli che gironzolano per il ristorante sbirciando tavoli e piatti, quelli che in ambienti ristretti si alzano 10 volte e ogni volta ti urtano o ti strusciano.
    Forse sono tutti bambini “maleducati” e poi cresciuti …

  5. avatar gianluca

    per me tutto si riduce al buon senso.

    per i bambini, basta educarli quotidianamente a casa sul rispetto del pranzo e della cena, sull’educazione a tavola.
    non esiste che durante la cena uno si alza da tavola e si mette a correre, certo non possiamo neanche pretendere di fare il menu degustazione di 47 portate con un bambino di 3 anni al seguito.
    ci vuole buon senso…..

    per gli intolleranti a tutto e soprattutto ai bambini: la maleducazione è sempre fastidiosa, sia infantile che non. in quel caso non è un problema di bambini.
    al netto dell’educazione, è ovvio che un pianto o qualcosa di simile può “scappare”, se uno vuole la pace assoluta e nessun rumore potrebbe valutare l’ipotesi di non recarsi in un locale pubblico ma di mangiare in santa pace a casa sua.

    ovviamente, ciò entro i limiti del buon senso.

    • giusto gianluca.
      io sono dotata di figlia 8enne, fino a 4 anni non è praticamente mai venuta al ristorante (esistono le baby sitter, o, per chi è fortunato, le nonne)
      ora la si porta. è una bambina vivacissima ma sa perfettamente che se vuole stare al ristorante con gli adulti (cosa che a lei piace tantissimo) deve comportarsi bene. cioè non fare casino.

  6. avatar paolinok

    E’ molto semplice: i bambini non amano andare al ristorante. ed è giusto cosi. purtroppo molti genitori di questo se ne sbattono e costringono i bambini stessi, gli altri commensali, gli impiegati del ristorante e alla fine anche loro stessi ad una tortura che non ha giustificazione.
    e portateli in pizzeria sti benedetti figliuoli, o da macdonalds, che gli piace tanto e non danno fastidio a nessuno.

  7. avatar gianni rigoni

    IO, dal mio piccolo osservatorio noto che i bambini più maleducati
    sono italiani. Mi capitano spesso famiglie di stranieri, normalmente i bambini stanno al tavolo con i loro giochi e per
    loro i genitori ordinano esclusivamente piatti dal menu.

  8. avatar maurizio

    Mi capitò una volta un bimbetto accomapagnato da due genitori.
    Ero appena riuscito a beccare un tavolino a Enologica a Faenza con due bei bicchieri di ottimo sangiovese e mi stavo gustando un desiderato piatto di salumi di San Patrignano quando si avvicina il bimbetto palleggiando con un palloncino . Al quarto palleggio il bicchiere viene colpito , il contenuto mi schizza e il bicchere cade a terra in pezzi.
    La mamma rimprovera il piccolo e porge le sue sentite scuse per poi volgermi veloce le spalle e andare.
    Cosa avrei dovuto fare?

  9. avatar Alessandro

    Più che la combo bambini+genitori, io temo i gruppi di bambini delle elementari o delle medie a cena in pizzeria, per festeggiare un compleanno, la fine dell’anno scolastico o il club di pallavolo. Non corrono fra i tavoli, ma fanno un baccano infernale.

  10. Vado a cena tardi, e di bambini nemmeno l’ombra.
    Direi che finché si può è un’ottima soluzione.
    Altrimenti se entrando al ristorante capita di vedere famiglia con bimbi molesti chiedo subito di non sedermi accanto a loro.

  11. avatar enzo

    Sta ai genitori organizzarsi, scegliere il ristorante adatto (con un giardino o uno spazio aperto, non troppo supercilioso, attrezzato di seggiolone etc etc), fornirsi di giochini da tavolo, dare ai bimbi istruzioni su cosa fare o non fare, instillargli il senso e il gusto delle grandi occasioni, e, non meno importante, insegnargli come si sta a tavola e come si usano le posate. Questo problema fino a una trentina di anni fa semplicemente non esisteva. Cosa è successo?

    • Appunto, cosa è successo? Io quando ero piccola andavo al ristorante, non mi alzavo dal tavolo senza permesso e in quel caso mia madre mi accompagnava fuori a fare un giro o in bagno. Mia madre portava un album da colorare e delle matite o la mia bambola e comunque in tutta la mia infanzia non ricordo di essermi alzata da tavola prima che gli altri finissero di mangiare, sia a casa che fuori, e tuttora per me risulta inconcepibile un comportamento del genere!
      Sarò stata educata all’antica, ma non per questo ho dei traumi infantili che mi perseguitano!
      elisa

      • avatar maurizio

        quando avevo 5 anni (mezzo secolo fa) le famiglie dei “bagnanti tedeschi” venivano nella nostra pensione. Quando entravano, i primi erano i bambini , che senza particolari esortazioni, facevano un inchino di saluto. Me lo ricordo come fosse adesso

        Oggi circa il 50 per cento dei bimbi sotto i sei anni, appena entrati , corrono verso i divani e ci saltano sopra; l’altro cinquanta per cento ci arriva il giorno dopo .

        Che sappiano porgere un saluto…uno su cinque forse

        • avatar Anna

          “Oggi circa il 50 per cento dei bimbi sotto i sei anni, appena entrati , corrono verso i divani e ci saltano sopra; l’altro cinquanta per cento ci arriva il giorno dopo”

          Confermo!Probabilmente saranno stati educati a trasformare casa altrui in un percorso tipo “Giochi senza frontiere”.

  12. avatar G

    Procuratevi ‘na babysitter non sociopatica e cleptomane ecc., cara gente che ha figliato. Creati posticetti di lavoretto. Se potete permettervi il risto potete permettevi anche 3 ore di bambinaia. Dopotuto siete voi che avete figliato, amici.

  13. avatar Viola

    quando esco con amiche con figli, andiamo in pizzeria, o da Tagiura o in posti idonei; non si sognerebbero mai di portarli da Cracco o in posti dove la cena é lunghissima
    noi da piccoli eravamo abituati ad andare al ristorante e stavamo a tavola tutto il tempo ed entrambi siamo diventati degli appassionati…. magari da piccoli sembrava un po’ faticoso, ma é stata un’ottima forma di educazione!

  14. avatar roby

    L’argomento è spinoso, ammettiamolo.
    Ma ho quasi l’impressione che siate tutti senza figli. Eppure, anche tu G sei stato bambino, in epoca remota, prima che inventassero i ristoranti. Credo che molti di voi facciano parte della categoria “adulti che odiano i bambini”, dimenticando di esserlo stati e di aver rotto le scatole agli adulti di allora. Sarà per questo che in Italia la natalità è così bassa: per non disturbare gli avventori dei ristoranti.
    Ha ragione Gianluca, ci vuole buon senso. Da parte di tutti però.
    Trent’anni fa si andava meno al ristorante, probabilmente.
    Trent’anni fa magari si facevano più figli e quelli degli altri davano meno fastidio.
    Detto questo, i bambini piccolissimi si lasciano a casa, quelli in grado di mangiare da soli si portano nella pizzeria sotto casa, quelli in grado di capire che non è aria possono anche provare qualcosa di più impegnativo.
    Gli adulti che non sopportano i bambini chiedano un tavolo lontano dalle orde di barbari, vadano a cena un po’ più tardi, provino in un convento francescano con cucina.
    Infine, ammetto la mia colpa: se esco a cena con i miei figli sono più disposta a tollerare quelli degli altri, se esco senza di loro cerco di starne alla larga.

    • avatar G

      In realtà adoro i bambini. Sono pure in quell’età in cui bene o male una donna è molto sensibile sull’argomento, benché non desideri averne. E certo che lo sono stata, però ero bravina al ristorante, non ho ricordi di scorribande a tavola… A parte la gigioneria del mio commento precedente, quelli che detesto sono i maleducati, grandi e piccoli. E nel caso di quelli grandi, che sono responsabili di quelli piccoli, se sono a tavola mi viene l’Odio. Poi vabè, c’è anche da dire che i veri problemi sono altri e siamo tutti dei gran viziati, che però non può diventare un alibi per i cafoni di turno.
      P.s. Trovo maleducazione anche quella dell’isterichetti di turno che al primo innocente scalpiccìo infantile fulmina mezza sala con gli occhi, però ecco, fateli sta boni sti ragazzini.

  15. avatar Luca

    Circa due anni fa ricordo che lungo il marciapiede posto davanti alla mia abitazione si trovavano parcheggiati circa cinque motorini, che impedivano il transito sul marciapiede e l’accesso ai cancelli pedonali. Chiamai i vigili urbani, che provvedettero a multare gli scooter. Mi venne a bussare la mamma di uno di loro, che mi accuso di essere senza cuore e che io mi fossi scordato di essere stato adolescente come loro.
    Ringrazio i miei genitori che sin da piccolo mi obbligavano a stare seduto a tavola e alla mia domanda “Mi posso alzare?” la risposta era sempre la stessa” Ti sembra che gli altri abbiano finito di mangiare”.
    Penso che l’educazione ed il rispetto verso il prossimo e’ un valore che va trasmesso sin da piccolo, anche insegnando ai propri figli a sapersi comportare nei luoghi in cui ci si trova con altra gente. Non ci si può nascondere dietro ad un dito affermando che dato che sono bambini o ragazzi allora tutto gli e’ concesso.

  16. avatar enzo

    Ricordo di aver viaggiato in tutta Europa con i miei due fratelli, mamma e papà, da quando eravamo piccolissimi e di essermi molto divertito. A tavola, al ristorante, ci comportavamo come a casa, cioè bene. Che sia questo il problema?

  17. avatar G

    Aspetta. Mi sono ricordata di una volta in cui al ristorante forse ho disturbato. Avrò avuto bho, sette anni. Era una trattoria pittoresca dell’appennino, dove si mangiava sodo e bene. A una certa ho chiesto se potevo andare a fare un giretto, fuori c’era il giardino.
    Sparisco. Inizialmente la mamma pensa che ho trovato qualche altro bambino con cui giocare. Il tempo passa, non mi si trova. Alla fine il personale nota mia madre preoccupata, e le dice dove sto: ”signora guardi che la bambina è di là in cucina, la cuoca l’ha vista che ci guardava, l’ha fatta entrare, è di là da mezz’ora che chiacchiera e mangia”. Capite? ero finita a far delle pacate chicchiare tra comari ”signora mia ma che non ce lo sò” con la cuoca sessantene mentre scroccavo allegramente pezzi di arrosto forte del fascino delle mie gote paffute. Io dico, bho.

  18. avatar Cristian

    Il discorso è sempre lo stesso. E pure la frase. La libertà di una famiglia con prole, finisce dove inizia la mia. Che ci azzecca chi fuma, fotografa i piatti o va ai servizi? Paiono le motivazioni di un genitore frustrato. Se uno fa le cose senza ledere i diritti e gli spazi degli altri può fare un po’ ciò che gli pare.

    Poi c’è ristorante e ristorante. La tolleranza è inversamente proporzionale al livello del locale. Se vado in una taverna, sopporto. Oltre un certo livello, no.

    Problemi? Tienteli a casa, punto.

  19. Ci sono tre frasi mie nel post, tre frasi del gruppo dei pro”criaturi”.
    Ribadisco che un bambino educato al gusto e’ un bambino che chiede come regalo di andare a mangiare sushi, ma da Jap-one non da Kukai…
    Ribadisco che un bambino educato al gusto e’ un bambino che non va “disinnescato” al ristorante con distrazioni varie ma con cui andare al ristorante per comune piacere
    Ribadisco che i bambini italiani non sono piu’ maleducati di quelli europei, semplicemente escono di piu’
    Ribadisco che la diseducazione e’ un problema generale, perche’ non e’ che chi da fastidio (di qualunque eta’) da meno fastidio a chi ha figli, cosi’ come se uno fuma a tavola da fastidio anche a chi e’ fumatore (lo dico da fumatore)
    Quindi il tema non e’ se portare o meno i bambini al ristorante, il problema e’ saperli educare al gusto ed al piacere di stare a tavola. Purtroppo sulla capacita’ di educazione alla vita civile ci sarebbe tanto da dire, non solo relativamente al gusto…

    • avatar Viola

      non è vero che i bambini italiani escono di più, a me sembra che all’estero anzi i bambini viaggino parecchio e si muovano ben più dei nostri; però che siano più maleducati è oggettivo
      viene spontaneo pensare che la causa siano i genitori troppo permissivi: le mie amiche (persone carine e adorabili) con i bambini purtroppo sono allucinanti

      • Parlo per la mia esperienza, che in quanto tale e’ personale, ma non e’ limitata, considerando che con i bambini viaggio tanto e lo faccio vivendo i posti dove vado in maniera piena, quindi anche nei ristoranti. In nord Europa i bambini vanno solo nei ristoranti che sono predisposti per loro, ad orari precisi e sono abituati a trattenersi, quasi sempre, con carta e matite colorate date dal ristorante. Poi, sempre nei limiti di una esperienza personale e non da uno studio, posso dire che il sistema educativo europeo tende a portarli verso un comportamento piu’ calmo e pacato, ma anche meno stimolante. Da genitore tendo verso la massima stimolazione dei bambini, con conseguente vivacita’, non dico che sia giusto o sbagliato, ma e’ quanto sono abituato a fare. Per spiegarmi meglio, sono 5 anni che ho aupair inglesi a casa e la parte piu’ complessa e’ spiegare loro che non voglio che semplicemente stiano con loro mentre giocano alla Wii o guardano la tv, ma che siano parte e stimolino i loro giochi. Per loro e’ sconvolgente…

    • concordo perfettamente che un bambino vada educato al piacere di stare a tavola e ad assaggiare cose nuove.

      e sull’educazione in generale io dico solo una cosa : più di una volta i ristoratori si sono complimentati con me non solo perchè mia figlia non scorrazza tra gli altri tavoli, perchè assaggia tutto, frattaglie comprese (io non le mangio, ad esempio), ma anche e soprattutto perchè dice perfavoregrazieprego senza che venga esortata a farlo.
      incredibile.

  20. avatar Elisa

    Sono stata bambina anche io e ricordo quando andavamo al ristorante.
    Mia madre mi ha educato come si deve, io e mia sorella, (ci corriamo solo un anno di differenza) stavamo al tavolino fino alla fine del pasto senza urlare e disturbare, alla fine del pasto chiedevamo il permesso per alzarci e andavamo fuori se c’era un giardino (e generalmente c’era perchè magari avevano l’accortezza di scegliere posti adeguati).
    I bambini vanno educati a tutte le situazioni, il pranzo e la cena sono importanti e vanno rispettati e si sta al tavolo senza nintendi e altre cavolate.
    Al ristorante, a casa, in viaggio ovunque.
    Perchè un tempo era tutto diverso?? E credetemi io non ho 100 anni…mah….

  21. avatar Anna

    A me danno fastidio i genitori dei bimbi in tavola con me.Se il loro caro pargolo comincia a dare segni d’inquietudine mica si alzano loro,mi guardano con musetto (sì musetto perché sono dei cani!)tenero e mi chiedono: “tu che sei gentile,mi dai un’occhiata al bimbo?”E allora io (col cavolo che sono gentile perché a essere buoni si passa per cogli.ni,una volta passa la seconda no) fisso il bimbo di turno per non più di 5 secondi e poi rispondo “Sì l’ho appena guardato,apposto così!”

  22. avatar luigi

    Mio figlio ha 5 anni, con lui e mia moglie andiamo tranquillamente al ristorante. E’ abituato a frequentare anche ristoranti stellati. Ho cercato di trasmettergli la curiosità per il cibo, all’età di circa 1 anno non ha voluto mangiare il piatto che avevo chiesto per lui (pennette al sugo) e ha voluto assaggiare il mio piatto (variazione di paccheri con frutti di mare – ristorante Nonna Rosa Vico Equense), a 3 anni al ristorante Glass di Roma, ha ricevuto i complimenti di Cristina perchè ha voluto mangiare uno dei suoi piatti più complessi.
    Credo che i bimbi debbano essere educati circa quello che vanno a fare, se il ristorante o il cibo non interessa loro, è molto difficile tenerli 2 ore fermi. Io e lui a casa cuciniamo insieme. I bambini devono però avere accesso in tutti i ristoranti, sta ai genitori educarli sul comportamento più giusto da tenere nei posti frequentati da altri.

    • gia’ mi sembra azzardato parlare di “volonta’” quando ci si riferisce a un bambino di un anno. capricci mi sembrerebbe piu’ accurato.

      ma che la scelta sia stata basata sul confronto “pennette al sugo vs. variazione di paccheri ai frutti di mare”…

      e chi e’, la reincarnazione di Escoffier? :)

      • avatar luigi

        Caro Alezzandro? o Alessandro, mio figlio non è la reincarnazione di Escoffier, è solo molto curioso rispetto al cibo, e questa sua curiosità, fortunatamente per noi genitori, la ha manifestata anche in tenera età.
        I miei paccheri ai frutti di mare erano semplicemente molto più colorati e presentati in maniera diversa rispetto alle sue pennette al sugo, da qui è nata la sua voglia (non capricci) per il mio piatto.
        E’ evidente che essendo un bambino di 5 anni non resiste per 3 ore a tavola, ma qui ci si rimette alla buona educazione dei genitori, che magari lo portano fuori evitando soprattutto il suo girovagare tra i tavoli.
        Dal tono della tua risposta mi pare che tu non abbia figli, ti auguro di provare presto questa gioia e (se sei un apppassionato frequentatore di ristoranti) di portarlo sempre con te quando vai a pranzo/cena fuori.

    • avatar sandro

      … e se poi non stanno 2 ore tranquilli la colpa è dei genitori che si ostinano ad andare a cena fuori, non potete imporre dei comportamenti sgradevoli con la scusa “ma scusi, è un bambino!”, infatti il maleducato non è lui ma voi! statevene a casa finchè il pargolo non sia cresciuto a dovere, e soprattutto educatelo correttamente!

  23. avatar simona

    mi sembra che questo argomento fosse già stato affrontato e abbondantemente sviscerato non molto tempo fa.
    cosa è cambiato?

  24. avatar Vittorio

    …mia figlia ha 16 mesi e insieme siamo stati, trà gli altri, in 8 ristoranti stellati e in uno con due stelle Michelin…mai un problema, mia figlia è piccola ma educata, le piace mangiare, è molto curiosa e si diverte veramente a stare in compagnia…poi se si scoccia un pò basta portarla a fare un giretto…io penso che ci voglia buon senso in tutte le cose, se la piccola disturbasse sarei il primo a voler stare a casa, ma nello stesso modo mi dà fastidio chi è prevenuto con i bambini al ristorante…e poi spesso sono i “grandi” a dare più fastidio…mai cenato vicino a qualcuno che và a fumare ogni 10 minuti fregandosene dei salti mortali che devono fare i camerieri per non portare cibo ad un tavolo vuoto???

  25. avatar sandro

    Visto in un ottimo ristorante di Firenze: arrivano babbo mamma e bebè in carrozzina. I genitori si accomodano al loro tavolo e mangiano tranquillamente mentre il pupo dorme beatamente nella carrozzina che è stata lasciata nell’ingresso, senza dare noia a chi entra ed esce. Finita la cena si alzano e se ne vanno col bebè che non si è svegliato.
    Questa scenetta l’ho vista con i miei occhi ed i camerieri mi hanno detto che sono clienti abituali e fanno sempre così, il bimbo ha già mangiato prima poi pulito e messo a nanna in carrozzina. Escono tutti e tre e via così (ovviamente quando il tempo lo permette!). Fantastico, vero ? La mamma è tedesca …

  26. avatar Stefano

    … Se viviamo in un paese dove un giornale titola a nove colonne “a noi Schettino a voi Auschwitz, non possiamo attenderci che i figli di chi va al ristorante siano poi educati…

    • avatar Pop

      Io sono fiero di vivere in un paese in cui almeno un giornale mi ha difeso, e ha difeso anche te caro Stefano, da un pregiudizio ingiustificato. Non sará stato elegante, ma almeno ha risposto per le rime a Der Spiegel. O tu pensi che qualunque cavolata fatta da un italiano autorizzi il resto del mondo ad ironizzare sugli italiani? A meno che non ritieni giusti questi attacchi razzisti solo perché vengono da un giornale di ariani…

      • No, caro Pop: un conto è replicare a delle offese ricevute, e un conto è mettersi allo stesso infimo livello… purtroppo il quotidiano italiano è di un livello ancora più infimo di quello tedesco (al cui giornalista, peraltro, auguro la morte per diarrea) e io non accetterò MAI la presunta “difesa” fatta da tale quotidiano… che in realtà non ci ha difesi, ma ci ha smerdati ancora di più.

        Ora basta, che siamo abbondantemente fuori argomento.

        • avatar londinese

          Se qui c’e’ sempre il solito sinistrorso, come Stefano, che la mette in politica e dice “hanno ragione a parlar male di noi”, e’ ovvio che si vada fuori tema Si Sta parlando di bambini al ristorante, che c’entrava mettere di mezzo il Giornale? Non amo Feltri e Sallusti, ma stavolta hanno fato bene, questi tedeschi la fanno sempre fuori dal vasino

  27. avatar giovanni

    per vedere i giapponesi ubriachi che rovesciano i tavoli da Pinchiorri posso pagare anche 1000 euro, cena esclusa. Quando ci sono? :D

  28. avatar Cafenal

    Trattare correttamente i bambini serve ad avere i loro genitori al ristorante, oltre ad essere una necessità etica. Chi si lamenta o non ha figli ed estende prepotentemente il suo punto di vista agli altri oppure fa il paraculo, come quasi tutti in Italia, e dice agli altri cose che per sè non accetterebbe (come fanno quando sproloquiano su rispetto delle regole o liberalizzazioni, sempre da riferire agli altri). Detto ciò, è impressionante la quantità di genitori incapaci di governare i figli al ristorante.

  29. …piazzarono la rover scintillante nel parcheggio di un locale che aveva un nome piuttosto promettente, la pyramide, ci porsero una montagna di tintin… e ci abbandonarono in macchina!

  30. Ehi, il commento dell’Ungheria l’avevo scritto io!

  31. Nostra figlia (4 anni) è stata da:

    - Vissani
    - Cedroni
    - Uliassi
    - La Parolina

    tanto per citare alcuni noti, e, ovviamente in tutti gli altri meno noti che frequentiamo e nelle pizzerie, nelle trattorie ecc ecc sempre generalmente ben accolta e, in alcuni casi, super-coccolata.

    Fortunati? Educati/a? Io credo che, come sempre, il buon senso vinca sopra ogni tipo di esasperazione :-9

    • avatar reda

      L’educazione è figlia del buon senso, quindi chapeau!
      Ma per quanto mi riguarda, pur avendo fatto bella figura cenando con la mia bimba anche oltre confine, credo che andare in uno dei templi della cucina debba essere rigorosamente vietato ai minori. DI 14, 18 o anche 30. dipende dai casi. Ma solo perchè ci si va per cercare un’esperienza diversa.

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