di | gio 15 lug 2010 ore 9:45
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Vacanze | Tutto ciò che ho sempre voluto (volume uno)

Il primo sintomo è la definitiva scomparsa di qualsivoglia senso di responsabilità. Lavoro? Puah, se ne riparla al ritorno. Famiglia? Agosto… non ti conosco. Le vacanze sono tutto ciò che ho sempre voluto (cit.) ma il gastrofanatico non può abbandonarsi al primo carboidrato che capita. Eccovi perciò i più risolutivi (e aggiornati) indirizzi dell’estate 2010 divisi per città/regione. Fatene buon uso, questo è solo il volume uno. E al solito, in caso manchi qualcosa di decisivo, fatevi sotto.

COSTA SMERALDA E SARDEGNA.

- Fior d’Acqua a Porto Cervo | Avvertenza: siete a Porto Cervo, spendendo 70 € al ristorante sarete considerati turisti avveduti. Buon pretesto per provare la solida cucina di pesce che fa largo uso di ingredienti locali.
- Casablanca a Baia Sardinia | Vista da urlo e cucina mediterranea senza trascuratezze, conto tra i 60/70 €.
- Su Gologone a Oliena | Alle porte del sopramonte con escursioni da brivido al canyon del Gorropu, a Tiscali, al monte Corrasi. Ingredienti locali, buon servizio e cadré molto curato. Prezzi medio/alti.
- La Gritta a Porto Faro | Cucina sarda, posizione incantevole vicino a Palau e un conto medio compreso tra i 60/70 €.
- Da Gianni a Porto Teulada in fondo al fiordo di Posto Budello | Crudi e cotti locali per iniziare, spaghetti con le sarde e fregola con i granchi che mmm, avanti così. Gianni ha un caratteraccio, ma vabbè. Conto intorno ai 70€.
- Il Cormorano a Castelsardo | Solida cucina di pesce con slanci creativi abbinata a una tra le migliori cantine della regione. Terrazza con vista, prezzi alti (85/90€).
- Al Porto, il ristorante dell’Hotel Pop a Cala Gonone | Accurata cucina locale sulla terrazza con vista a 40/50 €.
- L’antica Hostaria a Sassari | Anonimo nell’aspetto ma un indirizzo sicuro per i robusti piatti di pesce e di carne presentati in modo fantasioso. Il conto non supera i 50€.
- La Ghinghetta a Portoscuso | Stesso nome del faro sul canale tra Portoscuso e l’isola di San Pietro, di fronte a Carloforte. Serve i migliori piatti di tonno della zona in un piccolo casolare ristrutturato (forse una tonnara) con ineffabile vista sull’arcipelago. Caro (75/80€).
- Da Achille a Sant’Antioco | Il più affidabile locale del paese, è il ristorante del primo albergo di Sant’Antioco, l’Hotel Moderno. Cucina di pesce in un ambiente non esattamente invitante, e ampio uso di ingredienti del posto. Conto compreso tra i 50/60€).
- Lisboa a Cagliari | Uno dei migliori ristoranti della regione curato dal numero uno degli chef locali, Roberto Petza. Menù con molti riferimenti alla gastronomia locale, e sorprendente rapporto prezzo/felicità: 35/50€.
- Letizia a Nuxis | Capra, cinghiale, frutti selvatici raccolti nei dintorni, erbe che profumano i formaggi, tutti odori di Sardegna che ti restano nel cuore.

VENEZIA

- Ostaria da Rioba nel sestiere di Cannaregio, zona Rio della Misericordia | Consigliata dallo spritz in poi per i classici della cucina veneta tipo Risotto con le schie (gamberetti di laguna) e piatti inconsueti come la Crema di zucca con i funghi chiodini. Se non si abusa della carta dei vini la spesa è tra i 30 e i 35€.
- All’Aciugheta, in zona Castello | Deve il nome all’abitudine veneziana di bere un frizzantino al banco mangiando acciughe. Pizzette, cicheti (stuzzichini) e cucina tradizionale tra travi di legno e cotto veneziano. Si spendono in media 20-25€.
- Al Mascaron in Calle Lunga Santa Maria Formosa | Probabilmente la migliore accoglienza di Venezia (dove il personale dei ristoranti non si segnala per la cortesia) anche quando il locale è pieno, è la tipica osteria veneta ma di ottimo livello. Conto medio: 30/40€.
- Pronto Pesce Pronto al mercato di Rialto | Aperto da qualche anno è un posto curioso, non un ristorante ne’ un bacaro, più una specie di rosticceria dove il pesce scelto con cura è cucinato in modo semplice ma inappuntabile. Da provare.
- Ristorante la Madonna in calle della Madonna | Una classica trattoria di pesce veneta dal menu ultra tradizionale. Per molti veneziani il pescato di giornata è tra i migliori della città anche per la vicinanaza con il mercato ittico.
- Dalla Marisa al ponte dei tre archi nel sestiere di Cannaregio | La più autentica tavola veneziana – risotto in caroman cucinato con la carne di pecora castrata, fagiano ripieno arrosto, ottimo vino sfuso – gustata sulla fondamenta rinfrescati dalla brezza della laguna. P-r-e-n-o-t-a-r-e. Si spendono tra i 30 e i 40€.
- All’Arco in calle Arco a San Polo | Infilato in un minuscolo vicolo vicino al ponte di Rialto, tenta i veneziani con i cicheti esposti sul bancone del bar: scampi, calamari, speck e gamberi accompagnati dal pane abrustolito. Di tanto in tanto ma solo per gli introdotti, spettacolari panini caldi con senape e salsiccia di manzo bollito.
- Naranzaria in San Polo 130, Rialto |  Le naranzarie erano i magazzini per la conservazione degli agrumi, oggi grazie al romantico affaccio sul Canal Grande, è una delle osterie più ambite di Venezia. La sola che affianca sushi e tabulé ai sapori classici della cucina locale.

RIMINI

- Guido sul Lungomare Spadazzi in località Mirmare | Paste schiette, pesce crudo o esaltato da cotture perfette, Guido si riconferma il ristorante migliore di Rimini. Il conto medio è tra i 50 e i 60 euro.
- Osteria del Povero Diavolo a Torriana | Ex trattoria ristrutturata in modo semplice dal brillante proprietario Fausto Fratti. Niente fronzoli. Sorprendente l’andirivieni di piatti grazie alla mano e alla freschezza di idee del giovane chef Piergiorgio Parini. Si spendono 60 euro.
- Brodo di Giuggiole in via Soardi a Rimini | A Rimini si può mangiare di nuovo in centro senza morire, anzi. Pane e dolci fatti in casa, vini al bicchiere e piatti di carne molto curati ma il conto è la parte migliore, difficilmente supera i 30 euro. Sì, T-R-E-N-T-A.
- Pizzeria O’ Malomm nella comunità di San Patrignano | Impasto soffice di scuola napoletana rispettoso del disciplinare SGT. Scelta ampia, pure troppo, anche nel budget: si va da 4 a 25 euro. Inevitabile l’assortimento di piade, cassoni e taglieri di salumi. Conto sui 30 euro senza rimpianti.
- Sol y Mar in Lungomare viale D’Annunzio tra Rimini e Riccione | Al netto dell’ambiente modaiolo in una zona tranquilla del lungomare, per provare i crudi di mare con la birra e le paste inedite tipo i tagliolini di kamut con ragù di pesce azzurro. Spesa sui 50 euro (non fatevi rovinare l’appetito dai 3 euro di coperto).

NEW YORK

- ITALIANI | Pitti per la pasta mentre per il brunch americano “with an italian twist” c’è l’Aurora del cuoco romano Gaspare Villa a Brooklyn. Conto medio tra i 20 e i 30$. Ma il migliore “italiano” di New York resta probabilmente Del Posto, il cavernoso ristorante di Mario Batali (socio di Oscar Farinetti nel nuovo Eataly New York), nonostante i prezzi esorbitanti dei vini. Spesa media intorno ai 50$. Sorella a China Town è un’osteria piemontese alla moda che affianca al vino una selezione di tapas elencate nel menù sotto il delizioso capitolo “qualcosina”. La spesa è tra i 30 e i 40$.
- FRANCESI | Non odiate i vip di stanza al Balthazar di Soho, unitevi a loro. Mai un passo falso, il pane è squisito, si mangia bene, il servizio è attento e la carta dei vini ampia. Spesa tra i 60 ei 90$ a testa. Per un conto più alla portata, sempre a Soho, i bistrot Pastis e Lucky Strike appartengono alla stessa proprietà.
- STEAK-HOUSE | Di là dall’East River c’è Peter Luger, forse sopravvalutato e comunque carissimo. Il consiglio è di attraversare la strada per entrare da Dressler (insieme a Luger unico stellato di Brooklyn).
- DAVID CHANG | Lo chef più mitizzato degli ultimi anni merita un paragrafo a parte. Tre anni fa tutto cominciava al Momofuku nell’East Village (60$) mentre lo scorso febbraio al 15 della 56esima strada, dentro il Chambers Hotel, il cuoco di origini coreane ha aperto il quinto ristorante, Ma Peche , il bistrot francese come lo intende lui (50$). Il Milk Bar offre la pasticceria italiana della bravissima Cristina Tosi.
- HAMBURGER | Per il vero hamburger americano il consiglio è Diner, a Brooklyn, un blocco di distanza dal Williamsburg Bridge. Menu del giorno scritto a penna sulle tovaglie e rischio elevato che prima o poi si materializzi Fonzie. Si gode e ci si diverte da matti da Burger Joint, locale all’interno dell’hotel Le Parker Meridien. Scioccanti gli hamburger di Shake Shack, 5 moderni chioschi (rassomiglianti all’Anikò di Senigallia) sparsi per la città. Tutto è cominciato all’angolo sud del Madison Square Park. Se credete, provate l’haute-burger del Minetta Tavern dove il  burger black label costa 26$.
- PIZZERIE | Con due sedi, nell’East Village e a Williamsburg, Motorino è già un piccolo impero: pizze rigorosamente napoletane seguite come dessert da un bombolone alla crema. Kesté è l’affollata pizzeria del Greenwich Village che sforna pizze neapolitan style sotto l’egida del pizzaiolo Roberto Caporuscio da Latina. Il romano Andrea Del Monte, uno dei proprietari del ristorante stellato Aquolina, ha appena aperto Campo de’ Fiori, a Brooklyn, nella zona di Park Slope, pizzeria ispirata alla piazza omonima anche nell’arredamento. Il bar del locale serve il famoso espresso del caffè Sant’Eustachio.
- GASTROPUB | Il Breslin , tra la Broadway e la Quinta, proprio nel famoso Flat Iron Building, punta tutto su sontuosi piatti di carne e birre artigianali fatte su richisesta da un birrificio di Brooklyn. Ma il padre di tutti i locali del genere è Spotted Pig, il solo pub di New York con la stella Michelin.
- SPICE MARKET | Pare che il turista italiano non possa lasciare New York senza essere stato allo Spice Market, mega-ristorante di ispirazione asiatica aperto nel 2004 nella zona alla moda del Meatpacking district. Dove si va per ammirare la scena, per i cocktail alla frutta e la cucina fusion, un tempo brillante. Ah, certo, qui si sono girate alcune scene di Sex & The City.

PARIGI.

- Per i classici della cucina francese, escargot (lumache) cassoulet (filetto d’anatra) e tarte tatin (dolce alle mele caramellate) un buon indirizzo è Benoit in Rue Saint-Martin 20. Spesa tra i 60/70 euro.
- Da non perdere nel cuore del Left Bank parigino, vicino al Carrefour de l’Odéon, un ristorante che è brasserie di giorno e gastro-pub (o gastro-bistrot, à la parigina) da cena fino a notte fonda. Si chiama Le Comptoir du Relais, aperto da Yves Camdeborde, il profeta del gastro-bistrot. Con 45 euro di spesa media si mangia la migliore carne alla griglia di Parigi.
- Obbligatorio un passaggio serale da Inaki Aizpitarte, chef basco de Le Chateaubriand, al 129 di Avenue Parmentier. Divertente, vivo, non caro (40 euro).
- Se siete dalle parti di Montmartre per un brunch andate a Le Miroir, un autentico bistrot parigino al 94 di Rue des Martyrs guidato da Sébastien Guénard, ex chef de La Tour d’Argent. Conto medio 30/40 euro.
- Nella zona più chic dell’alto Marais c’è Chez Omar al 47 di Rue de Bretagne, è un ristorante nordafricano nella cornice di un vecchio bistor parigino. Cous cous e grigliate vivamente consigliate.
- Il percorso di iniziazione ai macaron deve necessariamente cominciare da Pierre Hermé, in Rue Bonaparte, anche se la migliore pasticceria parigina è quella di Philippe Conticini, in Rue du Bac 93. Una sola parola: orgasmica.
- Gli adepti di un celebre dolce parigino, il Montblanc, si dirigano verso Angelina, in rue de Rivoli di fronte ai giardini Tuileries.
- Esperienza insolita: un pranzo al Marché des Enfants Rouges che si trova in Rue de Bretagne 39. È un mercato poco battuto dai turisti in cui si può mangiare all’aperto scegliendo tra specialità marocchine e cucina biologica. L’atmosfera è impagabile nonostante sia molto economico.

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42 commenti a Vacanze | Tutto ciò che ho sempre voluto (volume uno)

  1. avatar satantango

    La verità, vi prego, sul Salento.
    Qualcuno ha un pugno di indirizzi risolutivi? Trattorie, panifici, caseifici… Qualunque cosa possa dare la felicità alle mie voraci e voluttuose papille gustative va bene.
    Le mie trippe vi ringraziano fin d’ora.

    • avatar gianluca

      anche io vorrei avere informazioni sul salento, un posto dalla cucina strepitosa, ma anche con tante fregature, se non sai dove andare.

      in zona Otranto consiglio peccatodivino (www.peccatodivino.com) e laltrobaffo (www.laltrobaffo.com).

      attendiamo qualche salentino verace che ci sappia dare qualche dritta in più !!

    • Bolina a Tricase, cucina da stellato a prezzi non da stellato, ma, ahimé, carta dei vini assente. Lascio declinare il resto ai salentini…

    • avatar Antonio Tomacelli

      Il vostro editor qui presente si sacrificherà presto per voi, spostandosi in una faticosa trasferta salentina che lo vedrà impegnatissimo nel segnalarvi indirizzi e luoghi di culto del Salento :-)
      Intanto segnatevi due o tre indirizzi da slurpo e poi ne riparlemo in apposito post:

      Il calo degli zuccheri va combattuto senza se e senza ma. Il miglior alleato è la pasticceria-gelateria-orgasmeria Natale, a uno schiocco di labbra da piazza Sant’Oronzo. Non vi do neanche l’indirizzo: piazzatevi sotto la statua del santo e guardatevi intorno: dove c’è folla lì c’è Natale (ma anche Pasqua e Pasquetta).

      Spaghetto abbondante ai frutti di mare? Da Cosimino c’è e ci sono pure pesci, crostacei e molluschi freschissimi. Certo, la cucina non è all’avanguardia (per niente) ma il ristorante sul Lungomare di Porto Cesareo vale la visita comunque.

      Giacchè siete a Porto Cesareo non perdetevi la visita alla strada delle pescherie: il pescato del giorno non vede l’ora di saltarvi tra le braccia e lo spettacolo è garantito. Giusto di fronte alla Torre Saracena e sono una di seguito all’altra (sei?sette?)

      Per ora contentavi: seguiranno foto

    • avatar francesco

      Volevate qualche informazione sul Salento ?
      Tricase Porto: BOLINA (d’accordo con CAGNETTI; merita abbondantemente la stella).
      Tricase città: LEMI’ (cucina molto personale; interessantissimo: dall’ultima visita: riso al nero di seppia e gelato di ricci di mare; fantastico !);
      Patù (3 km. da Leuca): LA RUA DE LI TRAVAJ (rusticissimo; cucina di terra del territorio con piatti della tradizione, anche antica; patron vulcanico; prenotare è sempre strapieno, anche perchè si mangia anche con 20/25 euro);
      Otranto: VICO LOPEZ (si mangia in un agrumeto in pieno centro storico; pesce);
      Gallipoli: Questa do sol (sulle mura della città vecchia, accanto al più famoso “La Puritate”; vi si è trasferito Peppe Macchia, probabilmente il miglior cuoco di Gallipoli in questo momento; tuttopesce ca va sans dire).
      Lecce: ALEX (anche qui tutto pesce), OSTERIA DEGLI SPIRITI (territorio, LE DUE CORTI (cucina tipica; piatti della tradizione pura).

  2. avatar Scauca

    A Venezia mi permetto di segnalare, anche se è parecchio che manco, l’osteria/bacaro “La Botte” dietro Campo San Salvador, e la friggitoria, sempre in Campo S.Salvador, dove si mangiano mozzarelle in carrozza deliziose e si trovano solo veneziani doc. E non è possibile non citare la cicchetteria di Fiore, in calle delle Botteghe in Campo Santo Stefano, dietro il Ponte dell’Accademia, dove la tradizione dei “cicheti” è mantenuta ai livelli più alti della città.

    • campo san salvador?
      forse intendi san bartolomeo subito giù dal ponte di rialto.
      comunque concordo su la botte come segnalazione di posto onesto e con discreta qualità/prezzo.
      più che rioba io consiglio l’anice stellato e l’orto dei mori (www.osteriaortodeimori.com) nella stessa bella zona con qualità leggermente superiore. comunque anche rioba non è male.
      vedo che finalmente qualcuno inizia a segnalare il mio preferito, “la madonna” :)

  3. avatar federica

    e la costiera?? e ischia e capri??
    qualcuno mi dia una dritta!!!
    grazie

    • avatar gualtiero guadagno

      a capri centro suggerirei il verginiello, rustico ma buono e ancora con prezzi accettabili; le grottelle, per una passeggiata romantica con cena, sempre schietta e rustica; forse, ancora -se non del tutto in caduta, la capannina per una cena vip nel giardino, piuttosto cara. Paolino, verso marina grande, va molto di moda per i tanti vip che lo frequentano; a pranzo ottimo è il ristorante dei bagni da tiberio, sempre a marina grande…e a anacapri forse gelsomina alla migliera è ancora accettabile benchè non più semplice e genuino come un tempo

  4. avatar gianluca

    segnalazione
    RIMINI
    Misano Adriatico – Osteria al Gambero Sbronzo
    direttamente sulla spiaggia, pesce favoloso, astici nell’acquario, mix perfetto tra innovazione (perle emulsioni) e tradizione (grigliate). garnde attenzione ai crudi, sempre freschissimi (difficle trovare di meglio). spesa 50 euro circa, il prezzo sale se si mangia solo crudo. da provare.

  5. Già che avete nominato Philippe Conticini a Parigi, vi ricordo che sulle pagine di Spigoloso ho pubblicato la sua ricetta per del Lemon Curd… se il turista non va alla pâtisserie… :)

  6. a Parigi meriterebbe di essere citato Rino, orgoglio nazionale in terra d’Oltralpe: http://rino-restaurant.com . In Sardegna non si può non citare Andreini anche se strafamoso, mentre a Venezia noto che i migliori indirizzi restano un segreto ben custodito, un segreto che forse so tenere.

  7. Dopo sei anni di vacanze in Salento mi permetto di dare qualche piccolo consiglio.

    -Ristorante da Franco a Leverano: cucina tipica – il plus sono i maritati
    -Big Mama a Borgagne: vedi sopra – il plus sono gli antipasti di verdura, le pittole da urlo e il pane fatto in casa nel forno a legna
    -Masseria da Don Egidio a Borgagne: agriturismo vero che PRODUCE TUTTO in casa. La ricotta forte qui è una vera bomba, fatene scorta per tutto l’anno. Dicasi lo stesso per l’olio.
    -Torre di Merlino a Lecce: pizza napoletana coi controcazzi
    -Focacceria di Torre dell’Orso (non mi ricordo il nome preciso ma è appena sopra la spiaggia): best focaccia in Salento(IMHO)
    -Pane e focaccia buonissimi ovunque ad Ugento

    Per lo street food segnalo la rosticceria di San Foca e il bar nella piazza centrale di Nardò. In ogni caso ci sono millemila posti un po’ovunque dove mangiare rustici, mezzepizze, pucce, wursterl in sfoglia di ottima qualità.

    Per la colazione vale lo stesso discorso: a mio parere, in generale, il Salento è uno dei posti in Italia dove mangiare i migliori (e più carichi) cornetti. Da provare poi i pasticciotti. Se non lo avete mai bevuto è da testare anche il caffè in ghiaccio con il latte di mandorla.

    Per quanto riguarda le centinaia di sagre, per mia esperienza, poche sono quelle veramente risolutive. Tra i “big events” segnalo giusto la sagra della Municedda (lumaca) a Cannole (buttarsi anche su pizze rustiche e pezzetti di cavallo) e l’evento gestito da Slow Food a Maglie (di cui mi sfugge al momento il nome). Tra le sagre più piccole, pollici in alto per la sagra ortofrutticola di Borgagne dove mangiare ottime pittole e provare la famigerata doppietta (due fette di melanzane fritte, farcite di di formaggio e prosciutto e ri-fritte). Tutto il resto è solo sinonimo di code infinite e cibi cotti alla bell’e meglio.

    In generale (sempre IMHO) si mangia meglio e a miglior prezzo nella zona di Otranto rispetto a quella di Gallipoli e S.M. di Leuca che, comunque, ammetto di non conoscere troppo bene.

    Altre dritte sono gradite!
    Giacomo
    thebigfood

  8. Solo un’annotazione: a Parigi, il Marché des Enfants Rouges ERA 8-) un mercato poco battuto dai turisti…

  9. avatar luca

    Correzione su lista Sardegna.

    Petza non cura piu’ la cucina del Lisboa.
    Da mesi lavora alacremente all’apertura del suo nuovo ristorante-centro di formazione culinaria in quel di Siddi (60 km da Cagliari):

    http://www.gamberorosso.it/article?product=1763&id=240802

  10. avatar Chiara (un'altra)

    Un poco OT ma provo a chiedere: andrò a Ottobre a Parigi, oltre a quelli già menzionati, quali sono gli altri posti (anche boulangerie e negozi di alimentari) che vale la pena non farsi sfuggire?
    :D

  11. avatar rossal (ross*+sal)

    Concordiamo su molti degli indirizzi segnalati, soprattutto per la Sardegna che conosciamo benissimo e che continuiamo a perlustrare ogni anno.
    Ringraziando per l’ospitalità, ci permettiamo di dire la nostra sul ristorante da Gianni al vecchio porto di Teulada. Si sorvola che abbia un caratteraccio, molto meno sul fatto che tratta “chi figli e chi figliastri”, ovvero: ci sono i clienti ai quali non solo non si mostrano faccia burbera e modi sbrigativi, ma a cui vengono proposti certi piatti extra menù da autentici privilegiati, e ci sono i “normali” clienti ai quali, malgrado le cortesi preghiere in merito e l’ennesima presenza ai tavoli (più che onorata visto quello che mangiamo ogni volta), viene sottoposto il solito menù standard.

    ps: se viene considerato conto nedio quello tra i 60/70, perché sottolineare come medio-alto quello di Su Gologone (tra le massime espressioni della cucina barbaricina) che è sui 50/60?

  12. avatar debbie

    attenzione che il grande Roberto Petza non è più al Lisboa di Cagliari!!!!

  13. avatar debbie

    sul gargano imperdibile porta di basso a peschici, nientemale il capriccio a vieste, tutti e due posizione spettacolare!

    • avatar gianluca

      al gargano imperdibile al trabucco da mimì, punta san nicola, peschici ;-)

      • avatar Scauca

        Ci andavo vent’anni fa…ancora ricordo i buchi tra le assi del pavimento e il mare che ruggiva di sotto…che incanto!! E che mangiate!!

        • avatar gianluca

          secondo me è un posto pauroso.
          difficile trovare un altro ristorante al mondo dove puoi gustare l’essenza del mare in questo modo.
          fantastico, andrei al gargano solo per quello.
          :-)

  14. avatar Renoir

    Su Parigi, oltre al gia’ citato Rino, che consiglio vivamente, segnalo La Bigarrade in cui mi sono trovato benissimo, a 360 gradi (il secondo chef tra l’altro e’ italiano e a fine pasto e’ venuto a fare 4 piacevolissime chiacchiere, rivelandosi di grande affabilità). Menu degustation a pranzo 45 euro, a parte un paio di amuse bouche, ho contato 5 portate in degustazione, piu’ un paio di formaggi in assaggio e una serie di degustazioni di pasticceria che non finivano piu’.Ambiente molto cordiale (e per chi sta attento anche alle stelle Michelin, ne riporta due).
    Altra segnalazione sicuramente per La Gazzetta e il Passage 53.
    Roberto

  15. avatar Damon

    qualcuno ha dritte sulla Grecia? Rodi e Karphatos sono le isole di mio interesse

    • A Rodi, nella città vecchia, in una vietta che parte dalla piazza principale con la fontana e gli orridi ristoranti sulle terrazze da cui i camerieri invitano i clienti a gran voce :-( , c’è la Mike’s Taverna, un posticino spartano ma molto noto, con pochissimi tavoli in fila lungo il vicolo: da anni, quando transito da Rodi per andare nelle altre isole, mangio sempre lì.
      Il vecchissimo proprietario è cordiale e sempre bendisposto con gli italiani, visto che è cresciuto durante la nostra occupazione del Dodecaneso. E’ incredibile come siano gli ultimi rimasti al mondo a rimpiangerci… 8-)
      E’ uno dei pochissimi posti greci dove sia riuscito a mangiare cozze davvero buone, ricci (axinì) stranamente ancora pieni in alta estate e una strana vongolona gigante, molto saporita. Per il resto, piatti classici a prezzi ridicoli, almeno fino a due estati fa.
      Basta chiedere sulla piazzetta: lo conoscono tutti.

  16. avatar Niko

    Parigi: Restaurant Itinéraires 5 Rue de Pontoise
    Telefono + 33 (0)1 46 33 60 11 Fermata metro Maubert – Mutualité
    vicinissimo a Boulevard St-Germain e Notre Dame, bel rapporto qualità prezzo e servizio dolce e non invasivo.
    Ci sono camerieri che parlano italiano e inglese.
    Consigliatissimo

  17. Pingback: Piccola guida ai ristoranti per il fine settimana. Costa siciliana occidentale | Dissapore

  18. E sulla Liguria? Camogli, Cinque Terre? Qualche dritta non-turistica autentica che non ti spenni vivo?? :)

  19. Pingback: Pancia mia fatti capanna! Arrivano i consigli di Dissapore! | nuok

  20. secondon me La Gritta non fa cucina sarda, sì ci sono alcuni riferimenti, sia come ingredianti che preparazioni, ma la definirei “cucina (prevalentemente) creativa” da alcune tradizioni sarde

  21. avatar mone

    In sardegna non è stato citato nemmeno il ristorante next door di Luigi Pomata.
    Quoto andreini (venite a trovarci a me e a Brifazio)
    e Quoto anche ristorante rino a Parigi dove ci lavora il mio grande amico Simone Tondo

  22. Pingback: Indirizzi risolutivi delle vacanze 2010/11 divisi per città | Dissapore

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