Vi piace mangiare da soli al ristorante?


Vi piace mangiare da soli al ristorante?La prima volta non è stato molto divertente*: varcata la soglia del ristorante d’hotel in un dimenticato capoluogo del sud, mi sono ritrovato otto paia d’occhi piantati addosso. Appartenevano a uomini in viaggio d’affari visibilmente in sovrappeso, seduti in otto piccoli tavoli tondi. Da uno. Annoiati, attendevano il loro filetto-con-insalatina nel più angosciante silenzio. Colpito dall’onda anomala della sensazione di sfiga, ho girato i tacchi. Dal mio loculo ho ordianto un minestrone monacale facendo notte con i programmi sportivi via satellite.

Ora indosso la faccia di bronzo e vivo il momento della cena solitaria come un premio per la giornata di duro lavoro. Una buona serata in un buon ristorante aggiusta anche il viaggio più avaro di soddisfazioni. Anzi, capita di considerare la solitudine a tavola una fortunata circostanza. Così posso evitare lunghe e noiose pause di socializzazione tra una foto e l’altra, e scrivere parole difficili da mandare a Bernardi via BMT [Brevi Messaggi di Testo]. Tanto lui non risponderà.

A parte qualche complicazione sul vino, perché da soli anche mezza bottiglia è troppo, ormai ho accantonato gli imbarazzi: meglio soli che male accompagnati. Mai capitato l’amico con problemi alla cistifellea che mangia solo patate lesse e acqua naturale fuori frigo?

Ma io non sono donna e per l’altra metà del cielo potrebbe non essere la stessa cosa. E comunque, a voi piace mangiare da soli al ristorante?

Immagine: Flickr | Utente: Loungerie




37 commenti a “Vi piace mangiare da soli al ristorante?”

  1. semplice-semplice, però si legge semplice-semplice, però si legge commenta:

    vita da single: cenare da soli o no?

    «Konnichiwa, buongiolno!».
    La sushi-cameriera s’inchina e vi trapassa con lo sguardo: «tavolo per uno?». «Uno» annuite a bocca chiusa come nel coro della Butterfly. Inizia lo slalom: la prima stanza, la seconda, poi la terza. Lì si ferma e radiosa indica la colonna in fondo. Il vostro posto è lì dietro. E già vi chiedete perché non avete scelto un ristorante sushi con il rullo, che almeno si sta seduti tutti in cerchio mimetizzandosi nel mucchio.

    Per una donna sola la prova del ristorante resta un’incognita. Scriveva dieci anni fa Shere Hite, sociologa americana autrice della Bibbia sulla sessualità femminile: «anche se sembra assolutamente a suo agio da sola al ristorante, la donna troverà sempre altre persone pronte a creare un’atmosfera di nervosismo, comportandosi con aria di dispiaciuta sufficienza per “la situazione”». Possibile che nel 2010 sia ancora così?
    (di Antonella Baccaro, continua su corrieredellasera.it)

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Divers/mord-hamecon.gif[/img]
    un collegamento sushi-butterfly-hite-vitedasingle?! di quelli che piacciono a me, sì

  2. Lorik Lorik commenta:

    Io mangio sempre da solo nei ristaranti poichè sono in trasferta per lavoro. E’ dura all’inizio, ma ho notato che il disagio di mangiare da soli è solo un problema nostro, e siamo solo noi che ci facciamo un sacco di problemi. C’è chi ha detto che chi sta in solitudine è un insicuro. Sono in disaccordo, perchè secondo me è chi non sa stare da solo, che non sa affrontare se stesso. La paura di stare da soli , soprattutto nel clichè del dover mangiare per forza in compagnia, è la paura di affrontare la propria mente, cosa che non accade se si è occupati a riempire il tempo con qualcun altro. Sprechiamo troppo tempo a FARE e sempre di meno ad ESSERE. Stando da soli si ha la possibilità di ritrovare noi stessi (guarda caso i grandi monaci zen stanno da soli, e secondo voi è perchè sono insicuri?). Ci sono persone che apparentemente sono sicure di sè tra la gente, ma sono sicuro che non riuscirebbero a passare qualche tempo in totale solitudine senza mettere in discussione loro stessi.


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