Ruby: il nuovo tipo di cioccolato inventato dagli scienziati svizzeri

Al latte, fondente, bianco. Ma da oggi anche rosa. O meglio Ruby.

Barry Callebaut, storica maison di cioccolato svizzero, ha infatti avviato la produzione di un nuovo tipo di cioccolato di colore rosa, anzi rubino, che si prepara a rivaleggiare con i tre tipi di cioccolato finora conosciuti.

Il nuovo nato,  messo a punto dai tecnici cioccolatieri della casa svizzera, rappresenta una piccola rivoluzione nel mondo del cioccolato, soprattutto in quanto non deve la sua tonalità rosata ad astruse alchimie o ad aggiunte di coloranti artificiali, ma è un prodotto completamente naturale, la cui colorazione è dovuta al particolare tipo di fava di cacao con cui è prodotto, ovvero la  “Ruby cocoa bean”, coltivata in alcune località in tutto il mondo e lavorata da Callebaut attraverso un particolare processo in grado di valorizzarne aroma e colore.

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Il cioccolato rosa è la prima grande innovazione nella lavorazione del cacao da 80 anni a questa parte, da quando Nestlè lanciò sul mercato il cioccolato bianco; inoltre,  il cioccolato rosa vuole anche essere una risposta alla forte riduzione dei consumi di cioccolato: a causa infatti a delle sempre maggiori spinte salutistiche e anche per una diversa consapevolezza degli alimenti di cui ci nutriamo, il cibo degli dei è ad oggi sempre meno consumato.

Il cioccolato rosa si pone  anche come l’alternativa per soddisfare il difficile palato dei Millennial, esigenti nei gusti ma anche estremamente sensibili al lato estetico del cibo.

L’invenzione è frutto di un lungo lavoro da parte dei laboratori di Ricerca e Sviluppo di Barry Callebaut –28 in tutto il mondo–, della Jacobs University e di oltre 175 anni di esperienza nella lavorazione del cioccolato.

La nuova creatura di casa Callebaut è un cioccolato dall’aroma  intenso e ben definito, né amaro né dolce ma composto da un mix di aromi decisi e fruttati: “Il cioccolato Ruby è naturale, senza coloranti, ha un aspetto invitante ma mantiene l’autentico gusto della cioccolata –fanno sapere da Callebaut– con le carte in regola per imporsi come il quarto tipo di cioccolato nel mondo, dopo quello fondente, al latte e bianco”.

Al momento Callebaut sta cercando partner commerciali per distribuire capillarmente il nuovo cioccolato rosa e farlo apprezzare come gli altri tipi già esistenti, soprattutto nell’enorme mercato cinese, dove l’apprezzamento per il cioccolato –in genere abbastanza modesto– si sta oggi sempre più diffondendo.

Non resta quindi  che attendere l’arrivo di Ruby anche sugli scaffali dei supermercati nostrani, per testarlo e metterlo finalmente  alla prova:  d’altronde, peggio del cioccolato bianco non potrà essere.

[Crediti | Link: Business Insider]

Cinzia Alfè Cinzia Alfè

7 settembre 2017

commenti (4)

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  1. Invece, penso proprio che sia peggio del cioccolato bianco.
    Mi spiego: almeno con il cioccolato bianco un artigiano che lavora con cacao pregiati (quelli che fanno parte del 6% del mercato mondiale del cacao) può procurarsi un ingrediente 100% naturale quale il burro di cacao e studiare da sé la propria ricetta di cioccolato bianco. Con questo surrogato, invece, non trovo nessun motivo per cui un artigiano potrebbe trovarlo interessante, visto che dovrebbe acquistare un prodotto standard già bell’e pronto.
    Una gran trovata di marketing nata da un’osservazione fortuita 13 anni fa, ma nulla di più. I millennial devono essere meglio informati sul cioccolato da cacao fino de aroma, che è davvero degno del prezzo pagato per una tavoletta.

    1. Perché “surrogato”, se deriva comunque dalla lavorazione di una fava di cacao come gli altri cioccolati?

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