A sorpresa, racconta Qz, Lorenzo Getti da Cesena, un 28enne che gestisce tre negozi di specialità alimentari italiane con cucina a Mosca, oltre a venderle su internet, sta diventando una specie di eroe nel paese di Putin.
Le sanzioni imposte dalla Ue alla Russia a partire dal 6 agosto 2014 in seguito alla crisi ucraina hanno terremotato i ricavi delle sue attività, il calo è stato brusco: un terzo in meno dopo sei mesi.
Molti prodotti non possono più arrivare sulle tavole russe, bisogna reagire in qualche modo, che si fa?
Alcuni italiani hanno provato a superare l’embargo passando per la Bielorussia, ma il contrabbando è rischioso e poco conveniente.
Getti invece si è messo a cercare latte e carne russi di buona qualità e ha importato tecnologia italiana, nel senso dell’attrezzatura necessaria a lavorare i prodotti.
Facile a dirsi, ma riuscirci è stata una vera impresa. Oggi però i vantaggi si vedono, i negozi del giovane imprenditore cesenate vendono ottimo provolone, gorgonzola, prosciutti, salumi, e altro ancora. Inoltre la produzione e il commercio sul posto hanno azzerato i costi di trasporto e dogana, e il suo business può finalmente decollare. Anche grazie a una pizzeria aperta da poco nel pieno centro moscovita.
Nome in codice? #byItalians, con tanto di hashtag e slogan eloquente: madeInItaly.ru. Della serie: siamo italiani, le cose le facciamo bene, direttamente a casa vostra.
Un altro caso di Italian Sounding, l’insieme dei prodotti tarocchi che storpiano parole, colori, immagini e marchi sottraendo all’industria alimentare italiana 70 miliardi di euro ogni anno ?
Non proprio.
Sono prodotti simili perché il parmigiano per esempio, oltre a essere DOP, cioè protetto da una legge, non è replicabile per ragioni di tempi e qualità, sono prodotti fatti in Russia chiamati con nomi simili, ad esempio Asolo per Asiago, Mantova per Montasio.
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Se Getti fa parte degli italiani che non si sono fatti sorprendere dal blocco delle importazioni che ha colpito la Russia, altri hanno avuto vita meno facile.
È il caso dello chef Valentino Bontempi, proprietario a Mosca di due ristoranti italiani molto rinomati: Bontempi e Pinzeria.
La scarsa reperibilità degli ingredienti ha costretto il cuoco ad apportare profondi cambiamenti nel menu dei locali, ma finora è riuscito a evitare soluzioni più drastiche. Molti suoi colleghi hanno dovuto far valigia e emigrare altrove, in Paesi con leggi meno restrittive.
[Crediti | Link e immagine: Qz]