312 euro per una cena di pesce da 11 persone sono un furto?


Si sappia che il sintomo della crisi non è l’indebitamento delle famiglie, il sintomo della crisi sono gli esposti alla Guardia di finanza per le truffe al ristorante. O meglio, la pezzenza dei conti denunciati quest’anno rispetto all’opulenta estate 2009. Sapete già tutto dei 370 euro malvolentieri pagati, per così dire, da una famigliola americana al ristorante “XII Apostoli” di Roma. Ora la segnalazione alla ministra del Turismo, Michela Brambilla, riguarda un conto da 312 euro per 11 persone, pagato da una famiglia milanese, i Rola, al ristorante “Ritrò” nel centro storico di Gallipoli. (A riconferma che questa è l’estate del Salento).

“Siamo rimasti senza parole per il trattamento ricevuto. Il prezzo del pesce ci è sembrato esagerato, 2 chili di pesce sono costati 160 euro. E non si trattava di aragoste, astici o ostriche, ma solo di una piccola orata e un dentice, d’altronde cotti al forno e con olive denocciolate e patate, pure crude, come contorno, quindi senza nessuna cura nella preparazione”.

Come altre volte, la buriana prende le mosse dal menù dove mancava il prezzo al kilo del pesce. Ma tutto il film sembra già visto. Infatti dopo le proteste, almeno stando alle prime ricostruzioni, il titolare “che si è dimostrato molto arrogante”, ha tolto 40 euro dal conto. Una cosa che i clienti interpretano sempre negativamente, non a caso la famiglia milanese lo ha giudicato “un chiaro segno che il ristoratore era palesemente in torto”.

Alla denuncia i Rola hanno allegato lo scontrino della cena e la foto del menu, precisando che lo hanno fatto ”per una questione di principio, non di soldi”. Visto il danno che portano alla Puglia, non è giusto che i furbi la facciano franca”. Un atteggiamento sempre più diffuso dopo i casi eclatanti dell’anno scorso.

I titolari del “Ritrò” non ci stanno. Ammettono la mancanza del prezzo sul menù ma negano di aver aumentato i costi.

“Una volta riscontrato l’errore nel primo scontrino da 312 euro abbiamo restituito alla famiglia milanese 40 euro. D’altronde, i clienti avevano prenotato alle 20 e 30, ma hanno cominciato a ordinare alle 22 e noi non abbiamo detto nulla nonostante quelli fossero tavoli persi. Noi siamo nati da operai, non siamo imprenditori, e ci crediamo in quello che facciamo”.

Curiosamente, proprio ieri il ristorante era stato pubblicizzato dalla rivista “Turisti per caso“. Cosa che potrebbe dimostrare la buona fede del locale di Gallipoli, anche in considerazione del fatto che 312 270 euro per una cena di pesce da 11 persone in pieno agosto, tutto sommato, non sembrano ascrivibili alla voce ”furti”. O, in alternativa, la modesta affidabilità della rivista “Turisti per caso” (non sapevo che esistesse).

[Fonti: La Stampa, Corriere del Mezzogiorno, Turisti per caso, immagini: eRistoranti, Corriere del Mezzogiorno]




126 commenti a “312 euro per una cena di pesce da 11 persone sono un furto?”

  1. [...] 312 euro per una cena di pesce da 11 persone sono un furto? (93) FB_RequireFeatures(["XFBML"], function(){ FB.Facebook.init("8bf0cf15881e89e681655861d76cd210", "http://www.dissapore.com/wp-content/plugins/fbconnect/xd_receiver.htm"); }); var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www."); document.write(unescape("%3Cscript src='" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js' type='text/javascript'%3E%3C/script%3E")); try { var pageTracker = _gat._getTracker("UA-7934266-1"); pageTracker._trackPageview(); } catch(err) {} [...]

  2. Cesare Cesare commenta:

    Trovo l’attacco contro i milanesi a Gallipoli su questo sito incredibilmente pretestuoso sin dal titolo…
    Quello che ha fatto il ristoratore è stato scorretto (volutamente), il tentativo di sconto (40 euro su un conto di 312…) a dir poco sospetto.
    Quello che credo e che tanti ristoratori non capiscono è che il cliente molto spesso paga con piacere (sic) qualsiasi cifra ma detesta sentirsi fregato anche di un singolo euro ed ha ragione!
    Sono tornato recentenete dal giappone dove ho mangiato bene e talvolta male spendendo molto e spendendo poco e mai una volta che ci sia stata una singola sorpresa…
    In conclusione potete dare dei cafoni o dei pezzenti a quegli incauti milanesi, potete anche affollare quel ristorante di gallipoli ma avete torto… tremendamente torto.

  3. sara sara commenta:

    Mah..io l’ultima volta sono stata Al Porto a Milano e in 2 abbiamo pagato 180 eurini…senza strafare tra l’altro…
    In 11 persone 312 non mi sembra sto granchè…voglio dire con la calcolatrice alla mano non esce nemmeno 30 euro a testa…poco più di una pizza (almeno qui a Milano): una pizza antipasto e dolce in una qualsiasi stamberga.
    Poi sta storia sul peso del pesce, altra scemenza. Chi si è mai sognato di pesare il dentice al ristorante che normalmente ti rifliano per 35 euro a porzione?

    • Tpt Tpt risponde:

      Ciao, Sara. Se ti prendi cura di leggere quanto sopra esposto da “Uno degli Undici”, che era al tavolo quella sera ecco che scoprirai che 4 bambini hanno consumato solo un piatto di pasta al pesto e che il pesce incriminato è stato consumato da 4 persone: ergo, al costo di 40 euro cadacranio.

      La discussione tra ristoratore e cliente e la successiva segnalazione alla GdF è nata dal fatto che il costo del piatto non era a menu’: nè quantificato a porzione nè tantomeno quantificato a peso.

      Ora, non credo che un ristoratore che preferisce lasciare a menu’ il costo in bianco di una portata cosi’ da poterla quantificare giornalmente in base al prezzo di acquisto possa concedersi poi di dimenticarsi di aggiornare il suo listino.

      Al Porto, a Milano, queste cose ad esempio non sono mai capitate. I prezzi sono chiari e limpidi ed ogni cliente sa preventivamente cosa andrà a spendere.

      Ma tornando a bomba (e qui mi rivolgo a tutti) ….

      Non comprendo quanto effettivamente possa pagare in termini di successo del locale un simile tipo di politica. Ristoratori che “dimenticano” di quotare un determinato piatto (hai ragione, in particolare aragoste, piatti a base di tartufo o di pesce, aggiunte di caviale, ecc …) sono coscenti che:

      - c’è chi per principio non ordinerà mai quel piatto (VENDITA MANCATA);

      - c’è chi vorrebbe ordinarlo ma ha una sorta di pudore nel chiedere il prezzo (potrebbe un volta venutone a conoscenza scoprire di non poter sopportare economicamente la spesa ed è sempre antipatico dover dire al cameriere “allora no, grazie!” (VENDITA MANCATA);

      - c’è chi ordina comunque confidando nell’onestà del ristoratore (VENDITA RIUSCITA);

      - c’è chi ordina comunque e giunto al momento di saldare il conto ha bisogno dei sali, tace e paga, salvo non mettere piu’ piede nel locale (VENDITA RIUSCITA/CLIENTE PERSO);

      - c’è chi ordina comunque e giunto al momento di saldare il conto ha bisogno dei sali, piazza prima una bella discussione in sala dove sono presenti altri commensali, scrive nei blog segnalando l’accaduto e magari denuncia il ristoratore (VENDITA RIUSCITA/CLIENTE PERSO/FIGURA BARBINA CON GLI ALTRI CLIENTI/PUBBLICITA’ GRATUITA (forse sgradita) SUL WEB/SPESE LEGALI).

      Ci sono altre opzioni?

      Si, il ristoratore che recita a voce il menu’, n’altro genio!

      • sara sara risponde:

        Ok 40 euri non mi sembra comunque una grande cifra.
        Sulla questione del ristoratore e dei suoi rischi d’impresa poco importa, in fondo sono fatti suoi ed è chiaro che un cliente non soddisfatto per scarsa qualità o “truffa” non torna.
        Quello che invece non mi spiego è la gente che prima compra a scatola chiusa e poi polemizza.

        E’ probabile che il gestore del locale sia stato pure in malafede (tra l’altro questa di non rendere manifesti i prezzi dei piatti è un irritante malcostume molto diffuso), ma è chiaro che se uno ordina e non chiede il costo di ciò che ha comprato deve contemplare la possibilità di prendere una “legnata”.

        Io per esempio non entro in ristoranti dove non ho una chiara idea di cosa e come si mangia e di quanto si spende.

        Quindi mi sorge il dubbio che le persone in malafade siano due: chi tace i prezzi e chi ordina quel che gli pare per poi polemizzare sul conto e farsi fare il giusto sconto.

        • Tpt Tpt risponde:

          Leggi il post n. 28 di Alberto. E’ proprio cosi’. ;-)

        • MAurizio MAurizio risponde:

          Oddio. Se sul menù erano elencati i prezzi di primi e antipasti nella fascia “7-8 euro” a piatto e il pesce aveva il prezzo “in bianco”, scoprire poi che il “dentice/orata con le patate crude e le olive denocciolate” veniva in realtà 40 euro a piatto …. non era proprio “prevedibile”.
          Ovvero, davvero pensi che se uno NON trova il prezzo indicato deve poi prevedere di “aspettarsi una legnata” ???
          Meglio mi sento. Sai che bella pubblicità per un locale che espone prezzi popolari per alcuni piatti e poi ti stanga sul resto ??

          • sara sara risponde:

            Si io potrei prevederla proprio perchè il prezzo manca. Se il prezzo è onesto perchè non scriverlo? Non c’entra la logica deduzione quando parliamo di commercianti (disonesti). Questi fanno leva sul fatto che normalmente la gente si vergogna a chiedere il prezzo, quando non espressamente indicato, e quindi ti rifilano qualsiasi cosa a costi che decidono all’ultimo, sulla base di come è andata la giornata.

            Conosco questi personaggi che ti presentano il menù però ti dicono anche che se vuoi c’è del pesce eccezionale e freschissimo appena arrivato e che per ovvie ragioni non è stato inserito nella carta. Chi tace il prezzo è già di base disonesto, non puoi aspettarti altro che un conto non congruo.
            Sono diffidente, quindi mi meraviglia sempre molto vedere che esistono “sprovveduti” che prima s’abbuffano e poi si scandalizzano la poca correttezza di avidi ristoratori.

          • MAurizio MAurizio risponde:

            Si vede che sei abituata ad avere a che fare con gente che agisce in malafede. Di solito uno va al ristorante per rilassarsi e distrarsi (oltre che per mangiare, si spera decentemente). Se ci si arriva prevenuti, con l’idea che ti vogliono fregare e devi stare attentissimo a ogni dettaglio …

          • Tania Bastoni tpt risponde:

            Torniamo quindi alla domanda iniziale: Maurizio, in tutta onestà, pensi il ristoratore abbia omesso di inserire il prezzo/hg. a menu’ per una svista? Pensi anche che, sempre per una svista, abbia inizialmente conteggiato 80 euro al Kg. e solo a seguito della richiesta di chiarimenti da parte del cliente si sia “accorto” che il prezzo non era aggiornato, tanto da aver restituito 40 euro, cosi’ che il prezzo al Kg. sia stato “ritoccato al ribasso” sino a 60 euro al Kg.?

            Scusami, saro’ anche prevenuta come tu dici ma due “errori” nel medesimo conto mi paiono a dir poco eccessivi anche per il piu’ sprovveduto dei ristoratori.

            Inoltre, correggimi se sbaglio, penso che nella stagione estiva il locale sia aperto 7 giorni su 7: ergo, se il ristoratore volesse farci credere si sia trattata di mera distrazione, ecco che dovrebbe spiegarci per quale stranissimo motivo il prezzo praticato in prima battuta si discosta del 33% rispetto a quello che nel caso non fossero stati commessi errori sarebbe stata sua intenzione praticare. Verrebbe infatti da pensare (se si vuole credere alla buona fede dei gestori) che 80 euro/Kg. fosse il prezzo fissato per la giornata precedente. Non credo che le oscillazioni di mercato possano comunque rasentare simili percentuali. Il 33% in un sol giorno? E che è? Fallita la premiata ditta “Orate&Branzini Ltd” come Enron Corporation a Wall Street dopo il noto scandalo?

            Dai, davvero, anche ammettendo che anche il piu’ onesto dei lavoratori possa sbagliare, giustificare tutto questo mi pare davvero una forzatura.

          • sara sara risponde:

            Maurizio, al ristorante mi rilasso con i miei amici, con chi devo pagare non mi rilasso mai.

          • MAurizio MAurizio risponde:

            Mi sembra che si passi da un eccesso all’altro.
            Da una parte si vuole giustiziare il ristoratore “furbetto” che tenta un conto “pompato” e poi colto nel sacco fa lo sconto.
            Dall’altro sono i turisti ad essere “sprovveduti”, che vogliono mangiare pesce “senza pagarlo” o senza informarsi per tempo dei costi.
            Probabilmente la verità sta nel mezzo.
            Da una parte si presentano (ovvero prenotano) in 11 (impegnando tavoli e servizio) ma di fatto mangiano per 6 (e bevono per 2) tutto sommato spendendo poco eccetto che per il pesce oggetto della contestazione.
            Dall’altro magari qualcuno si è trovato 3 tavoli occupati per la serata “in cambio” di ben poco e alla fine ha cercato di “pareggiare il conto”.
            Se non ricordo male su queste pagine già c’era stata recentemente una discussione su tema “certi clienti, meglio perderli che trovarli” (a proposito di quelli che in due o in tre non consumano un pasto “completo”).
            Del resto uno va al ristorante e consuma solo quello che gli aggrada.
            Ma alla fine forse restano scontenti tutti.

  4. marco morello marco morello commenta:

    Mah…..
    quante assurdità.
    ma almeno, ha mangiato bene o male?
    questo non lo ha scritto :)

  5. replicante replicante commenta:

    Eccerto, uno nel bel mezzo di una cena ,magari romantica, apstrofa a gran voce il cameriere: “SCUSI, MA QUI NON VEDO IL PREZZO DEL PESCE, MA QUANTO COSTA?”… davvero non vorrei perdermi questo simpatico siparietto! ;)

    • MAurizio MAurizio risponde:

      Se esci a cena con Sara, vai tranquillo: se non lo chiedi te lo chiede lei … :-)

    • Unodegliundici Unodegliundici risponde:

      Per Sara e Gianluca, voi ci considerate dei polli e degli sprovveduti (non che questo ci importi granchè…) ma solo ancora una volta per onorare la cronaca dei fatti precisiamo che non abbiamo prestato particolare attenzione al prezzo del pesce perchè il ristorante ci era stato consigliato da un amico del posto, pensavamo di andare sul sicuro. I prezzi degli antipasti, dei primi e dei secondi erano assolutamente onesti (come si evince dal resto del conto) e nella media. Il locale è carino, ma è sempre un ristobar con tovaglioli di carta…Ecco perchè non ci aspettavamo assolutamente di pagare 80 euro al kg (150.000 lire al kg nelle vecchie lire per un’orata e un dentice!!!! Ma siamo impazziti?!!?). In totale quel piatto è costato pro capite esattamente il doppio del piatto più caro che c’era a menù (gamberoni dello jonio alla griglia 20 euro)ma guarda caso non era specificato altrimenti non avremmo neanche preso in considerazione l’idea di consumarlo.Non sappiamo neanche quanto hanno pagato gli altri tavoli, se anche per loro c’è stato l”errore”… Anche tutte le critiche sul fatto che abbiamo bevuto e mangiato poco sono assurde! C’era chi doveva guidare e c’erano dei bambini che mangiano un piatto di pasta e sono sazi. Ma dov’è scritto che ci si deve ingozzare? Allora fate solo menù a prezzo fisso e mettete un cartello con un bambino al posto del cane con la scritta “io aspetto fuori perchè non bevo vino e mangio poco”!!!. Noi volevamo passare solo una serata carina tra amici visitando un posto da sogno come Gallipoli (che brutto ricordo ci è rimasto di questa citta!!!), ci è stato consigliato un locale alla nostra portata (non so chi vi ha detto che siamo capitalisti milionari ma non è così). Siamo normalissima gente che lavora come tutti che si gode i suoi 20 giorni di ferie all’anno, e siamo stati presi in giro e ci hanno dato pure dei pezzenti. Non abbiamo alzato la voce nè fatto scenate, penso che nessuno si sia accorto della disputa, non abbiamo neanche insistito per uno sconto, ci siamo limitati a chiedere come mai questa sproporzione nel prezzo facendo pacatamente le nostre rimostranze. Non commentiamo ulteriormente il comportamento del ristoratore, se abbiamo deciso di chiamare il 117 è stato perchè eravamo veramente disgustati e con questo chiudiamo la discussione.

      • MAurizio MAurizio risponde:

        Una precisazione.
        Nei miei commenti il riferimento ai “pochi cibi consumati” era esclusivamente rapportato al titolo dell’articolo che sottolineava i 312 (o, peggio, 270) euro per una CENA DI PESCE per UNDICI (da cui una serie di commenti che esaltavano “l’economicità” del conto).
        In realtà il pesce l’avete mangiato in 4 (quindi 40 euro a cranio) e se consideriamo come cena una banale sequenza di “antipasto, primo, secondo e contorno”, le “cene equivalenti” effettivamente consumate erano si e no 6. Dato che ridimensiona la “grande” convenienza della “cena di pesce” …
        Resta poi il fatto che un ristoratore che accetta 11 prenotazioni che gli bloccano 3 tavoli (equivalenti) per una intera serata “forse” ha maggiori aspettative di guadagno.

        • Tania Bastoni tpt risponde:

          Pero’ Maurizio non hai ancora risposto alla mia domanda ….. ;-)

          • MAurizio MAurizio risponde:

            Cioè: “Perchè il ristoratore non ha esposto il prezzo …”???
            Cosa vuoi sentirti rispondere ? Che era disonesto o semplicemente “furbetto” ?
            Può darsi. Ma può anche darsi che dato il contesto “non di lusso” (e/o “di periferia”) del locale il prezzo fosse “variabile” in funzione della pezzatura o del tipo di pescato, tale da non essere indicato in maniera “standard” sul menu.
            A me è capitato cenando da ristoratori “di fiducia” di vedersi offrire dei pezzi “buoni”, “freschissimi” o “presi in mattinata”, comunque “fuoriserie” rispetto ai piatti del menù.
            Magari Sara ne avrebbe chiesto subito e puntigliosamente il prezzo. Magari qualcuno si fida del consiglio per gustare un prodotto eccellente (e, magari per poi pentirsene, almeno in parte, al momento del conto). Magari perchè qualcuno non è pratico dei prezzi o pensa che “dato il contesto … quando mai spenderemo ??”
            Ma anche questo fa parte “dell’andare al ristorante” come esperienza conviviale (rilassati, per stare insieme) che in genere “implica” un costo (o forse uno “spreco”) maggiore rispetto ad altre esperienze alimentari (tipo prendere il pesce al porto e cucinarselo sulla spiaggia).
            Perchè se l’oste affermava candidamente di avere un’orata appena pescata (possibilmente senza ripieno di topo …) a 35 euro a porzione non sarebbe successo niente ? Perchè avrebbero poi pagato senza fiatare o perchè avrebbero ordinato altro ? O, magari, dopo avrebbero commentato che il pesce non valeva quel prezzo ?
            Poi, ripeto, a mio parere, nel gioco delle parti tra un oste “non cristallino” e dei clienti “non ideali” è una bella lotta.

          • Tania Bastoni tpt risponde:

            Maurizio wrote: Poi, ripeto, a mio parere, nel gioco delle parti tra un oste “non cristallino” e dei clienti “non ideali” è una bella lotta.

            —————————————————————

            Mi piace. In ogni caso alla domanda iniziale risponderei con un secco NO. Trecentododici europei per una cena a base di pesce per undici persone sono da considerarsi prezzo assai popolare.

            Ma non si trattava di una cena per 11 e tantomeno di una cena di pesce, almeno non di sol quello, sicchè la prospettiva delle cose cambia e di parecchio.

            Sarà il giudice a decidere a chi dare ragione? Forse. Spero “Uno degli undici” vorrà tenerci informati. Cosi’ come il ristoratore, ne avesse mai voglia.

    • marziano marziano risponde:

      ahahahah! esatto questo è molto vero. la scena con lei che pensa “oh sono uscita con uno che fa ste figuracce”.

  6. emilio emilio commenta:

    A prescindere da qualsiasi commento in estate un Dentice ( SELVAGGIO ) e un Orata ( SELVAGGIA ) sono venduti all ‘ asta del pesce circa 35 euro al chilo piu iva . Se il Ristoratore come la maggioranza compra il pesce da pescherie o commercianti a parità di qualità , il prezzo aumenta . Visto che un ricarico basso è moltiplicare il costo per tre ( studi di settore ) se tutto corrispondesse il costo è bassissimo ed il ristoratore chiuderebbe . Conclusione :
    Nei ristoranti non credo sia obbligatorio la dicitura ” Pescato ” o ” Allevato ” e neppure la zona FAO di provenienza del pesce e neppure il nome scientifico del prodotto . Ovvio che mancava il prezzo e questa è una grave mancanza . Ricordo che un Orata allevata malamente può essere pagata anche tre o quattro Euro al chilo piu iva . OVVIAMENTE I PREZZI SONO AL PRODUTTORE . Un pescatore ligure .

  7. annalisa annalisa commenta:

    Una semplice riflessione da salentina e gallipolina: chi ha fatto commenti negativi su questi poveri malcapitati sicuramente non ha mai messo piede a gallipoli ad agosto…
    i ristoratori non mettono il prezzo al kilo proprio per rifilare queste bufale: basta sentire l’accento non salentino e come per magia i prezzi lievitano…
    lo fanno la bar, dove un tedesco, può benissimo vedersi addebitare un caffe a € 3,00 quando io lo pago 0,80… e al ristorante idem, sei straniero, forestiero? e allora paga!

    purtroppo è una brutta consuetudine che solo queste segnalazioni possono contribuire a cambiare…

  8. luca chef luca chef commenta:

    Da ristoratore dico, ma se non sai quello che mangi, ti obbliga qualcuno a odinare?
    ti obbliga qualcuno a mangiare il pesce fresco in agosto che c’è anche il fermo pesca?
    ti ha obbligato qualcuno a chiedere consiglio al cameriere?
    NO!!
    e allloooooooraaaaaaaaa.
    vai al mc donald…

    • Vittoria Vittoria risponde:

      Scusi Luca chef, dov’è che lavora?
      Così NON corriamo il rischio di venire nel suo ristorante visto la sua filosofia sui clienti che, se la matematica non è un’opinione, Le pagano lo stipendio.
      Comunque mi fate un po’ ridere voi ristoratori, tutti addosso ai turisti (che peraltro avevano ragione dato che il prezzo non era specificato) e nessuno che si indigna e reagisce quando praticamente vi hanno dato dei ladri abituali sempre pronti a fregare gli altri!!!
      Genialoidi poi quei boccaloni hanno creduto alla storia della cena di pesce per 11 mangioni e beoni a 270 euro…andateci pure con 270 euro in 11 tutti a mangiare pesce a 80 euro al kg, poi al conto firmate qualche cambialina per altri 500 euro o vi fermate per una settimana a lavare i piatti.
      V

      • Luca Chef Luca Chef risponde:

        Scusi ma la sua non mi sembra una risposta…
        Io sono di Milano, nessuno obbliga nessuno a chiedere consiglio ad un cameriere senza chiedere anche il prezzo, quando si siedono in 11 occupano 11 posti, per 11 usufruiscono di servizi che offre un ristorante, aria condizionata, luce, camerieri( anche i piccoli clienti sono da servire anche se non mangiano, MA SPORCANO PIU’ DI 20 ADULTI in 5), il menù è affisso all’esterno e all’interno con i relativi prezzi, se io metto un sampietro nel menu’, lo metto S.Q. (secondo quantita e qualita’, chiedere al personale), il pesce non è mai allo stesso peso e nemmeno allo stesso prezzo, i ristoratori dovrebbero cambiare menù ogni 5 giorni.
        Ne avrei migliaia da scrivere, quello che succede nei ristoranti è INDECENTE, ci sono persone che arrivano a portarsi da CASA lo SPUMANTE, pretendendo anche il flute….
        Ma non siate ridicoli.
        Ultima cosa e poi chiudo, con lei cara vittoria, quando va in qualche ristorante a milano di pesce, dica a chi la riceve di dire allo chef che è arrivata Vittoria, mi ricordero’ io di lei, ma difficilmente la vedro’ dove io lavoro, molto difficile, non è alla sua altezza.
        Cordialità.

      • Luca Chef Luca Chef risponde:

        Ps, i clienti non mi pagano LO STIPENDIO, e sono lieti di pagare IL CONTO, lo stipendio me lo guadagno con 15 ore di lavoro al giorno, sicuramente non obbligo nessuno a venire dove io lavoro e ho molta gente che viene solo per me…. lei che lavoro fa?

  9. gary gary commenta:

    ho una casa vicino gallipoli e non mangia mai li. Piu tosto mangio a Galatone dove si trova prezzi ok. Sono inglese e prima del euro mangio spesso fouri casa , addesso non piu. Specialmente in Lombardia dove si mangia non fantasticamente ma con prezzi astronomico per robe normale. secondo me anche 30 Euro per pasta sovracotta e un bistecca mediocre e un eccesso

  10. max max commenta:

    I prezzi ormai sono alle stelle ma per un prnzo o cena di pesce
    al nord, antipasto primo secondo contorni dolce si parte dai 40,00€ in su.Il prezzo lo fa la qualità del pesce e il tipo di pesce…..è come dire una zuppa di pesce senza astice o con l astice, un astice rigorosamente vivo costa sui 20€(all ingrosso)e sono 2 porzioni .(..Ho sentito perfino che ristoranti stellati comprano astici morti..)CMQ:per cene di pesce che costano poco non fatevi ingannare dalla quantità di portate,magari pesce esclusivamente congelato spacciato per fresco!!!!!!PS Mai IL VINO DELLA CASA, è QUELLO PIù SCARSO CHE SI TROVA IN GIRO,,,..o 7decimi o non bevete!!!!!!!!!


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