Due o tre(cento) cose che ho da dire al sottosegretario Francesca Martini
Forse dipende dal tempo che passa ma quando succede qualcosa di strano non mi sorprendo più. Mi chiedo per un attimo cosa c’è sotto, poi… seguo il solo indizio attendibile (e infallibile). La traccia dei soldi. Anche questa volta è andata così. Quando nello scorso aprile Striscia la Notizia ha dato uno spazio incredibilmente ampio a un argomento incredibilmente spigoloso come la cucina molecolare, spigoloso per il suo pubblico, ho subito pensato chi ne avrebbe ricavato vantaggi economici. La risposta, piuttosto semplice, era che da un baccano diffamatorio sulla ristorazione stellata avrebbero tratto giovamento alcuni ristoratori rosiconi (o era “cazzoni”), la ristorazione di basso livello e l’industria alimentare.
Ora, le prime due categorie non avevano certo un peso economico e politico tale da far pensare che dietro a tutto ’sto circo potessero esserci loro. La risposta, quindi, non poteva che essere la terza. Si trattava di una manovra per aiutare l’industria alimentare, chi se ne frega se a danno della cucina italiana di qualità.
Tesi fantascientifica? Sta di fatto che all’epoca i due sponsor principali di Striscia erano la panna Hoplà e Gran Soleil (“il nettare degli dei”).
Proviamo a capire meglio commentando insieme la trascrizione dell’intervista andata in onda l’altro giorno, protagonisti “L” (Max Laudadio) e “M” (Francesca Martini, bionda, piacente e compiacente sottosegretario al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali).
L: “siamo all’interno del ministero della salute. Onorevole, sottosegretario di Stato, che cosa è successo?”
M: “Beh, ci siamo occupati di cucina molecolare,”
Che, lo capirete, è la tipica attività alla quale un’istituzione che si chiama “Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali” ci si aspetta che dedichi tempo e risorse (anche economiche). Cucina molecolare, come no, l’argomento che angoscia milioni di italiani, che – specie in un anno di boom economico come notoriamente è stato il 2009 – riempiono quotidianamente i venti ristoranti stellati d’Italia, spendendo centinaia di euro per degustare piatti strani. In Italia non ci sono emergenze maggiori.
M: “proprio su vostro input”
Anche qui… è vero che ormai sentiamo dire di tutto senza reagire, ma è possibile accettare il concetto che un Ministero si occupi di argomenti “su input” (aggiungo: ma chiedere a un politico di usare parole italiane è troppo?) di Striscia la Notizia? Ma a questo punto cosa presentano a fare i programmi di Governo? Si limitino a rinviare al palinsesto di Canale 5.
M: “(si tocca i capelli insistentemente ad evidenziare la bionda chioma): ho voluto approfondire questo tema, perché…- eeeehhhh… noi abbiamo assoluto bisogno di garantire la sicurezza degli elementi che vengono somministrati ai nostri cittadini quando vanno in qualsiasi ristorante o in qualsiasi esercizio pubblico.”
La frase sembrerebbe anche avere un senso, ma. (i) Il Ministero non sa, se non glielo dice Striscia, che deve vigilare sulla sicurezza del cibo? (ii) Fateci caso: si parla subito di poca sicurezza del cibo mangiato nei ristoranti e negli esercizi pubblici. (iii) Notate anche che, casualmente, in tutta l’intervista non si dice nulla (non poco: nulla) sugli elementi di pericolo riscontrati in concreto nei cibi esaminati.
M: “Ecco… e quindi ho emanato un’ordinanza (sorride),”
No dico, guardatela, ’sta Sottosegretaria… guardatela in faccia e sentitela parlare. Al di là di quel sorriso, non vi inquieta il fatto che una così abbia il potere di dire frasi come “ho emanato un’ordinanza” senza che le sia messa la camicia di forza? La situazione è seria ma non drammatica (cit.), unica eccezione l’Italia, dove la situazione è drammatica ma non seria.
M: “un’ordinanza che firmerò proprio qui in diretta con voi,”
Al di là della curiosa accezione del termine “diretta” riferita ad un’intervista che veniva registrata, ma vi rendete conto? La firma dell’ordinanza sulla cucina molecolare davanti alle telecamere. Signore, ma cosa abbiamo fatto di male…?
M: “che riguarda, appunto… eeehhh… la possibilità”
Certo: si chiama “Ordinanza” non perché riguarda “ordini”, ma perché riguarda “possibilità”.
M: “di escludere assolutamente da… eeeehhh… i piatti che trovate quando andate a mangiare qualcosa, quei prodotti chimici che… eeeehhh… fanno parte di quella cucina molecolare o destrutturata che voi ci avete sollecitato appunto ad evidenziare”
Voi avete capito? Se si, mi spiegate? Quali sarebbero questi prodotti? In che modo dovrebbero essere esclusi? Vietandone la vendita ai ristoratori? Vietandone l’uso? Facendone una lista? Aggiungo: siamo sicuri che sia legale fare una cosa simile? Perché non ne parla? Cosa ha fatto: ha scritto sull’ordinanza che “sono vietati i prodotti chimici che fanno parte di cucina molecolare o destrutturata, evidenziati da Striscia la Notizia” o ha scritto qualcosa di meno idiota?
L’intervistatore prosegue e, guarda caso, eccoci alla domanda che mette al sicuro la posizione dei mandanti di questa sconcezza, gli industriali. Notate: non si parla degli argomenti che sarebbe lecito attendersi se davvero si volesse tutelare la salute dei poveri cittadini esposti al pericolo dei ristoratori. Non si parla, in altri termini, di quali siano questi prodotti, come li si riconosce, come ci si può accertare che i ristoratori non li usino, chi si può chiamare per fare questi accertamenti, quali siano le sanzioni previste per la violazione dei nuovi divieti, etc…
Nulla di tutto questo: l’unico argomento del quale interessa parlare davanti al pubblico di Striscia è il seguente:
L.: “quindi praticamente quelle quegli additivi chimici che venivano utilizzati, che vengono utilizzati nella… nell’industria e che troviamo comunemente quando andiamo al supermercato, nei ristoranti non si potranno più usare”
Toh, chi se lo aspettava? Si parla di industria alimentare attraverso una domanda che vuole scagionarla da ogni sospetto di pericolosità. La bionda Sottosegretaria non gli fa nemmeno finire la domanda e, sorridendo come se fosse a un concorso per Miss, risponde:
M.: “no, no, perché l’industria li utilizza in forma minima”
Ma cosa c***o ne sa lei di come li usa l’industria e di quanto uso ne facciano i ristoratori? Perché, allora, non spiega informando di cosa si tratta, di quali pericoli si parla, di quale sarebbe l’utilizzo minimo di questi (quali?) prodotti? Sta quindi dicendo che l’industria usa prodotti chimici relativi alla cucina molecolare e destrutturata, ma siccome li usa in quantità ridotte allora va bene? Se è così, come risponderebbe alla domanda che certo non le fa “L”, e cioè: “cosa succede se un consumatore mangia grandi quantità di un prodotto industriale? Infatti, se il tema è la quantità del prodotto chimico, dire che l’industria ne usa “poco” non significa nulla e certo, non rassicura il consumatore che di quel prodotto, dovesse mangiarne una grande quantità. In altri termini, se davvero esistesse un prodotto chimico, utilizzato dall’industria e dalla cucina molecolare che fosse pericoloso per la salute se ingerito in quantità superiori, per esempio, al grammo, ciò potrebbe accadere sia mangiando un prodotto industriale che lo contenga in modo leggero, sia mangiando un piatto di cucina molecolare, no? Se davvero esistesse un pericolo del genere, allora anche l’industria dovrebbe prendere le doverose contromisure.
M: “e sono sostanze che fanno parte di una normativa europea”
Che, come noto, esiste anche per la ristorazione, ma cosa volete che importi alla bionda?
M: “e che vengono calibrate per mantenere ad esempio la freschezza di un determinato prodotto,”
Si, mi sembra di averne sentito parlare. Credo si chiamino “conservanti”, quei ritrovati chimici che si utilizzano nelle preparazioni alimentari industriali per mantenere la freschezza di un determinato prodotto. Quindi i conservanti si possono utilizzare nell’industria ma non nella ristorazione? A questo punto, se un cuoco birbone usasse prodotti industriali comprati al supermercato (l’Ordinanza vieterà anche questo?) cosa succederebbe ai suoi piatti di cucina molecolare?
M: “che nell’industria subiscono dei processi di controllo di altissimo livello,”
Come no, altissimo livello. Invece nei ristoranti si lancia nei piatti qualsiasi veleno passi per le mani: non le vedete tutte quelle imprese di pompe funebri fuori dai tristellati italiani? Ecco il messaggio che deve passare: il cibo industriale è sano e sicuro, quello dei ristoranti, invece, specie se di alto livello, è pericoloso. Bella roba, complimenti.
M: “c’è addirittura un responsabile di questi processi di controllo.”
Capite perché ora possiamo stare tutti sicuri? C’è addirittura un responsabile di “questi” (quali, non si sa) processi di controllo in Italia, del resto, da sempre la nomina di un responsabile assicura il rispetto delle norme, no? Su questa squallida affermazione torneremo alla fine.
M: “Questo, ovviamente, non avviene nella cucina di un ristorante”. (Sorride)”
Al di là del fastidio del sorriso, ma cosa ne sa la bionda? Niente, direi, visto che non sa che il responsabile esiste per definizione ovunque ed è il rappresentante legale del ristorante, il quale, ovviamente, risponde delle eventuali conseguenze negative arrecate a terzi dal cibo da lui somministrato. Ora, al di là di tutto, ma come fa una persona che occupa quel posto a dire una fesseria del genere? Nei ristoranti non esiste un responsabile? Ma nessuno può spiegarle che anche l’arroganza del potere ha un limite?
Da ora in avanti, i due maramaldeggiano. Così, infatti, prosegue l’intervistatore:
L.: “noi andremo, ad oggi, a mangiare e sarà tutta roba naturale in questa maniera”
Ma certo: noi andremo a mangiare dovunque e sarà tutto naturale fuorché al supermercato, dove i prodotti chimici vanno bene perché ci sono i responsabili. Come definire del resto, se non naturale, una cucina che prevede l’uso di panna industriale, dadi, e salumi pieni di di conservanti, tutti prodotti venduti al supermercato?
La bionda, sempre sorridendo, risponde:
M.: “questo assolutamente si.”
Come dubitarne?
M: “Quindi Natale e Capodanno assolutamente sicuri non trovarsi prodotti chimici inseriti così, d’amblais, dentro i piatti che ci vengono serviti”
Lo so, si sta parlando di una donna e non è il caso di infierire, ma… come si fa? Natale e Capodanno saranno sicuri? Gli anni scorsi, invece, non ve le ricordate le stragi per avvelenamento da tortellini in brodo? Il famoso “eccidio del Panettone” del 2006 ve lo siete dimenticati? Quelle festività rischiosissime perché l’Italia veniva invasa da cuochi che inserivano “d’amblais” (ROTFL! Signora, se non sa usare l’italiano lasci perdere il francese, no?) prodotti chimici (quali?) nei loro piatti anziché usare dei bei prodotti industriali, così ben calibrati?
Non solo: su questo torneremo, ma… mettiamo anche che ’sta cosa fantascientifica sia vera (non lo è, ma mettiamo), si può sapere “cosa” i ristoratori non dovevano mettere nei piatti a Natale, visto che non lo ha detto nessuno?
Ma, aggiungo, se l’Ordinanza è contro la cucina molecolare che è praticata da un numero ristretto di ristoratori in Italia, cosa c’entra questa comunicazione sui pranzi di Natale e sui cenoni di Capodanno? Quando mai si è visto un pasto di questi a base di cucina molecolare?
Riecco l’intervistatore…
L.: “noi siamo molto felici”
Finalmente una frase credibile, anche se per ragioni diverse da quelle che afferma.
L: “perché… eeeehhh… l’inchiesta nostra verteva proprio sul fatto di far sapere che cosa uno mangiasse ed invece questo va oltre perchè il vietare (lei sorride a trentadue denti) gli additivi chimici vuol dire ritornare alla tradizione (lei annuisce). Ci sono anche altri prodotti gli additivi, ma anche le sostanze gassose se non sbaglio, giusto?”.
Ok, vai un’altra botta di disinformazione: non abbiamo detto cosa sono ’sti additivi chimici, ma è passato il messaggio che il cibo industriale fa bene ed è naturale, mentre al ristorante si rischia la pelle. Attenzione, ora la bionda sta per dire delle cose che – in un paese più decente di questo – comporterebbero la sfiducia al Governo:
M.: “si, anche su questo ho voluto approfondire,”
Il che, visti i risultati degli approfondimenti sul tema della cucina molecolare, mi sembra un ottimo viatico.
M: “interessarmene ed escludere appunto queste sostanze gassose”
Eh? Escludere? Ho letto bene? Escludere?
Rileggiamo, non può essere vero.
M: “interessarmene ed escludere appunto queste sostanze gassose”
Escludere, ha detto davvero “escludere”, vi rendete conto, perché? Ecco la spiegazione, che ha davvero dell’incredibile…
M: “che peraltro hanno provocato (fanno vedere una pagina web riguardante l’episodio – avvenuto a Berlino – in cui un cuoco ha perso le mani cercando di usare l’azoto liquido) dei problemi anche di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo un cuoco ci ha rimesso addirittura le mani”.
Vi è chiaro, no? Un fesso a Berlino porta una bombola di azoto liquido dalla fidanzata, ci gioca e perde le mani. Di coseguenza in Italia nei ristoranti non si possono più utilizzare? Prendete nota, comunque, di quella frase: “hanno provocato dei problemi anche di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo un cuoco che ci ha rimesso addirittura le mani”, perché verrà utile.
L.: “quindi servono, dopo la firma che ora riprenderemo (lei continua a sorridere), servono solo i tempi tecnici perché questa possa diventare effettiva”.
M.: “si, i tempi tecnici perché venga pubblicata in Gazzetta Ufficiale però credo (sorride di nuovo) che nessun ristoratore vorrà… eeehhh… trasgredire quello che è un parametro di sicurezza e di salute”
Quale? Quale sarebbe questo parametro, visto che non è stato detto da nessuna parte ed in nessun modo? In che modo un ristoratore potrebbe adeguarsi? Ovviamente non si sa, ma non importa: ciò che importava era, guarda caso nel momento in cui si registra il massimo livello di consumo di prodotti alimentari dell’anno, spiegare che ci si può fidare solo dei cibi industriali. Il resto non era rilevante.
M: “che oggi il Ministero sancisce con Striscia la Notizia”.
Qui siamo davvero al delirio. Il Ministero sancisce con Striscia la Notizia? Ma chi lo ha votato, Antonio Ricci? Chi ha dato il potere normativo in mano a Laudadio? Siamo governati dal Gabibbo, dal tapiro d’oro, da mister Ventosa o come cavolo si chiama?
L.: “la firma”
Si vede la mano della tipa che mette una firma, una pantomima agghiacciante.
L: “per il Ministro del Sottosegretario di Stato, Onorevole Francesca Martini. Grazie mille per noi e anche principalmente per le persone che da oggi in poi andranno al ristorante ed avranno la garanzia di mangiare la tradizione italiana”
Tradizione italiana che, per inciso, si chiama Hoplà e Gran Soleil.
M.: “quindi buon Natale a tutti” (sorrisone)
L.: “Buon Natale. Per adesso questo è tutto, ringrazio ancora, Onorevole, Max Laudadio, per Striscia la Notizia, Roma”.
Ora, la cosa che mi infastidisce di più non è la disinformazione scientifica, nemmeno il danno che si sta facendo alla ristorazione di alto livello. Non è neanche l’insopportabile sensazione di essere un paese governato da un buffo pupazzone rosso che parla con accento ligure, ma è la presaperilculo, la solenne presaperilculo, l’inaccettabile presaperilculo rappresentata da questa frase, riferita a sostanze gassose che, come l’azoto, sono state vietate perché “hanno provocato dei problemi anche di sicurezza sul lavoro. Ricordiamo un cuoco che ci ha rimesso addirittura le mani”.
Parliamone, dei problemi di sicurezza sul lavoro, Sottosegretaria. Se non sbaglio lei fa parte del Ministero del Lavoro, vero? Quindi conoscerà il sito Morti sul lavoro?
O no, forse non lo conoscerà perché troppo presa a occuparsi di seguire gli “input” (ma come parli?) di Striscia la Notizia. E’ un sito in cui si contano le vittime (non i feriti, innumerevoli, non i fessi che si fanno male da soli giocando al piccolo chimico con la fidanzata, solo le vittime, le persone che non ci sono più) di incidenti sul lavoro. Ha presente quella materia di cui si dovrebbe occupare il tuo Ministero, Sottosegretaria Martini? Ecco, nel solo 2009, sono oltre 350. Avevano un responsabile alla sicurezza identico a quello che garantisce la qualità dei prodotti dell’industria alimentare. Come spiega che i loro parenti lascino quotidianamente messaggi disperati a chi non c’è più, nonostante ciascuno di loro avesse un responsabile? Ci direbbe cos’ha fatto per loro, e su quali l’input (ma come parli?)? Perché di questi non si occupa mentre corre a firmare ordinanze se un fesso si brucia le mani a Berlino?
Sono figlio del mio tempo, Sottosegretaria. Non vorrei esserlo, ma lo sono. Non mi scandalizzo del fatto che lei si muova ogni volta che Striscia chiama. Non mi scandalizzo se Striscia cerca di fare soldi, mettendo su dal nulla un casino dannoso per dei professionisti che hanno l’unico torto di cucinare bene. Nemmeno mi scandalizzo se prende spunto da quest’occasione per sorridere ed ammiccare al suo elettorato, fresca di parrucchiere e messa in piega.
Ciò che trovo insopportabile è che lo faccia invocando la sicurezza sul lavoro. Ciò che rifiuto è che prenda in giro i drammi di mogli, genitori, figli di persone che andavano tutelate. Ciò che non accetterò mai è che si possa calpestare per tornaconto personale anche il più puro dei sentimenti, anche il più privato e forte dei dolori.








non riesco a dare del tu a chi si firma cosi’.
quindi, volevo dirle ,jfsebastian, che io non sono riuscito a leggerle tutte quante le sue 20000 e oltre battute scritte qui.
fra righe scorse velocemente noto che lo scandalo starebbe nell’ aver intuito che il tutto andrebbe a beneficio dell’industria alimentare.
ma non è una notizia.
ne avevamo già parlato, in molti su dissapore ed anche sul papero bonilliano, ai tempi.
la novità è che viene ammesso dalla stolta martini, ma tutti noi lo sapevamo già, altrimenti a cui prodest?.
al tempo parecchi dissero che era cosa fine a se stessa.
i piu’ avveduti, talvolta troppo dietrologi ma quella volta niente affatto visionari, ci videro giusto.
che vogliamo fa’?
la rivoluzione? non si puo’ nemmeno parlarne, figurati farla.
ce la siamo voluta striscia, la martini , lauddaddio e, soprattutto quello da cui tutto si origina che non è DIO ma quasi. e quindi ce li teniamo, pare in seculo seculorum
quindi io ,fossi in lei, tornerei a guardarmi in santa pace quel bellissimo film da cui credo tragga spunto per il suo nick: senza offesa, per carità. magari sono solo io a non conoscere il suo vero nome:-)
” che vogliamo fa’?”
http://www.youtube.com/watch?v=4bqnIZR_qfY
Saluti,
JFSebastian
Ciao Maffi, mi ricordo che dovevamo andare insieme a mangiare a Quistello, non è che ti sei scordato tutto?
Ai tempi del primo affaire “cucina molecolare”, essendo un cuoco, amici e conoscenti mi chiedevano preoccupati se nei ristoranti era pratica comune “avvelenare” i clienti con questi pericolosissimi additivi derivati dalla sacca del diavolo. Credetemi,non sto esagerando, davvero molta gente. Io cercavo di argomentare spiegando che sono gli stessi che troviamo in ogni prodotto alimentare industriale, percui la possibilità di esserne già venuti a contatto è quasi certa. La stessa preoccupazione che ho notato davanti agli allarmi influenze animal-varie.
Fino a qui la cosa non mi ha stupito più di tanto.
La cosa che mi ha colpito di più, è che la maggior parte di chi mi ha rivolto queste preoccupazioni frequenta raramente ristoranti.
Secondo voi conosco solo persone facilmente impressionabili?
La definizione di cucina molecolare? Ancora si sbagliano. I ristoranti che usano gli additivi chimici sono ristoranti che fanno cucina molecolare? Se faccio una torta margherita con il lievito chimico è cucina molecolare? Forse si, ma solo se metto grossi quantitativi di lievito!!!
Eppure Ettore Bocchia, aveva già spiegato che cucina molecolare non significa usare i texturas di Ferran adrià o usare additivi chimici. A quanto pare, non è servito. L’onorevole, dovrebbe informarsi in materia … La solita gente che parla e non sa di cosa sta parlando!
Al contrario dell’amico Maffi ho letto tutto il pezzo del sempre ottimo JFS e mi trovo d’accordo sui commenti all’intervista (?) del sottosegretario Martini. Prevedo comunque che la signora in oggetto non potrà mai diventare ministro in quanto sorride troppo e non possiede il ghigno sempre incaxxato delle sue similari Brambilla e Gelmini, veri mastini da attacco. Altro che la buona cagnona maffiana…
Anche a me il post di JFS è piaciuto molto.
Anzi, aggiungo, che sono contento di rileggere cose scritte di suo pugno…non accadeva da troppo tempo.
.
Ciao
é impressionate.
finalmente un ‘coro unanime’ contro questa ordinanza. decine di articoli su tutte le ‘pagine gastronomiche italiane’.
ma la Martini non demorde e mentre http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=86209&sez=REGIONI
riesce anche a trovare il tempo per http://www.larena.it/stories/Cronaca/116477__la_lega_in_difesa_dei_cavalli_via_la_carne_dai_nostri_piatti/
e io che mi aspettavo una messa al bando delle cozze… così nere, piccole, tenere ed indifesi molluschi da compagnia
A proposito della carne di cavallo sono facile profeta che la faccenda verrà cavalcata (scusate), oltre che dal quotidiano Libero, anche da Il Giornale di Feltri e dal gruppo Nazione/Resto del Carlino/Giorno del gruppo Monti-Riffeiser, ambedue grandi appassionati di equitazione e cavalli. Come se non si potesse essere amanti degli animali e mangiarli..
secondo me la proposta non passa… vedremo
[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Triste/xtriste.gif[/img]
e a ciò detto aggiungo:
è una proposta di legge che, sintassi del titolo alla mano, la onorevole Frassinetti sembrerebbe aver ricevuto in testimone da tale Giulio Schmidt (cessato dal mandato parlamentare nel ‘06, confronta le sintassi scorrendo sino a 4378), dalle mie parti la cosa è molto sentita e quindi ci si aggrappa un po’ a tutte le italiche certezze
scusate……è un dato di fatto che la signora Moretti nella vicenda “cucina molecolare” si sia comportata con preoccupante superficialità per la carica che ricopre….ma leggendo l’articolo sulla carne di cavallo che avete postato mi ritrovo (e mi stupisco anche io di questo…) in accordo con il sottosegretario….ha chiesto solo un pò di attenzione verso un animale che da sempre nella nostra cultura rappresenta qualcosa di diverso da una fonte di sostentamento….
é verissimo che si può essere amanti degli animali e allo stesso tempo mangiarli…sono il primo a farlo….ma proprio per questo pretendo che le leggi per l’allevamento, il trasporto e la macellazione siano severissime….ho visto di persona i camion che provenienti dall’est europeo scaricavano bestie di ogni tipo destinate alla macellazione….e vi assicuro che mi è passata all’istante la fame….
saluti
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/28.gif[/img]
cose che si dicono dalle mie parti…
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/42.gif[/img]
poco male: cose che si ridicono dalle mie parti
Forse può generare ambiguità tra i commentatori il fatto di parlare di qualcosa che effettivamente ancora non esiste (l’ordinanza Martini).
A questo punto, sarebbe molto più interessante e concreto, per Dissapore e per tutti i lettori, raccogliere magari un’intervista esclusiva con il sottosegretario, prendendo apuntamento con la sua segreteria (o sottosegreteria) per sapere come e dove intende muoversi (la giostra potrebbe sbullonarsi da sé), e intanto chiedere una riga di commento a cuochi, pasticceri, gelatieri illustri, su questa questione specifica, cioè l’intrusione della politica in un settore forse anche in crisi e recessione, ma comunque in seria difficoltà, alzando forzatamente il livello di emergenza sociale e sanitaria, anzi proprio creando dal nulla il caso di un’emergenza di cui, FORSE, non sentono alcun bisogno.
Giancarlo il nome dell’autore è Dante De Benedetti. Ti segnalo anche ROTFL!, la sua rubrica / blog su TigullioVino:
http://www.tigulliovino.it/rubrica.php?ID=38
Ciao, Fil.
ahh, molte grazie filippo.
io, si sa , non frequento i blog da tantissimo tempo e quindi non conosco la persona che sta dietro a quel nick.
peraltro , ripeto, non che non trovassi il pezzo interessante, solo che non mi pareva ’sta gran novità.
piu’ tardi , dopo aver preso un doppio caffè, mi sono letto anche la seconda parte, molto piu’ importante e riguardante le morti sul lavoro. e con la quale sono in completissima sintonia con dante de benedetti.
peraltro sul sito tigullio vino ci passo , saltuariamente. me lo metto tra i preferiti, d’ora in avanti.
Lo abbiamo detto ma repetita… come si dice. Il commentatore eccessivamente auto-promozionale, specie se pratico delle cose di internet, non entusiasma. I due commenti che Filippo ha lasciato a breve distanza qui e su Intravino, l’altro blog di Dissapore Media, contengono invariabilmente link ai suoi siti. Se proprio uno lo vuole fare, ma sarebbe meglio di no, almeno si prenda la briga di aggiungere qualcosa di utile alla discussione. Perché tutta questa ansia di auto-promuoversi?
Scusa maffi ma ” a cui prodest” proprio no!!!!!!!. Semplicemente cui prodest. E’ latino. Spero che tu non magni come scrivi. Un abbraccio e auguri a tutti!!!!
no no cambi, tranquillo: magno meglio di come scrivo. da ROZZO qual resto non son capace nemmeno di diventar ROSSO, pensa un po’.
Carlo, (vocativo)
ammiro sempre la moderazione dei tuoi interventi che buttano acqua sul fuoco
Buon anno anche a te
Interessante l’analisi del teatrino e disarmante e tristissima
nell’ultima parte , e questo dimostra il livello bassissimo dei nostri rappresentanti (non sono dei politici,visto che recitano neanche interpretano).
Ma questo è stato già detto.
Inoltre ma M ha mai letto gli ingredienti della piu’ stupida merendina?
Non so se ci sia una regia, ma uno dei risultati che si ottengono è l’appiattimento verso il basso del gusto (in tutti i sensi)a vantaggio delle produzioni industriali monosapore e monocromatiche.
Forse ha ragione un ristoratore veneto a ricordare che siamo in campagna elettorale, quindi questa follia si spiegherebbe con il desiderio di far notizia, non importa a spese di chi.
Visto che questa signora ce la troveremo tra i piedi per forza, magari perchè sogna di sostituire il Ministro Zaia una volta eletto alla Regione Veneto, è sufficiente che la categoria screditata con quest’operazione (in piedi da aprile) si ricordi che a colpi di scheda elettorale si possono fare grandi cose.
Marco Pannella portò in Parlamento una gradevole biondina (lezione incompresa di democrazia), i cuochi possono contribuire a mandare a casa una persona priva di senso dello Stato (un’ordinanza in TV…!) oltre che del ridicolo.
bell’ articolo!
Della vera informazione quella della Martini e di Striscia, come se i problemi della ristorazione fossero questi. Credo che l’azoto liquido la maggioranza dei ristoratori italiani non sappia nemmeno a cosa serva, come del resto non si curi di usare allegramente salse o zuppe K (tanto per non dire la marca) che di chimica ne usano in abbondanza.
Peccato che effettivamente non si riesca a trovare da nessuna parte questa benedetta ordinanza per leggerla. Chissà cosa ci sarà scritto, rabbrividisco solo all’idea.
Buona Befana a tutti!
Allora, il Ministro Martini ha fatto quello che bisognava fare, tranquillizzare il popolo.
Se Voi, trovate questo molto strano, non si capisce proprio perchè.
O forse si capisce benissimo, è solo invidia, invidia di non avere, ancora una volta scelto la cosa giusta, che in questo caso è la cucina TRADIZIONALE.
La cucina fantasiosa-molecolare-piccollissime porzioni-di tendeza-che non si capisce bene da dove arriva-che va bene a Bormio come a Caltanisetta, é in agonia, si è suicidata da sola! Il Ministro ha detto semplicemente di stare alla larga dal moribondo-molecolare in modo da non appestarsi.
Ovvio che ha Voi scatta l’invidia! Poi se a questa invidia ci mettiamo il condimento di Striscia, le simpatie per il Silvio (che a Voi non piace proprio).
Non prendetevela, anche questa volta avete toppato, con le scelte.
Buone feste, se ancora potete.
http://trollate.altervista.org/usenet.htm#STEP8
Saluti,
JFSebastian
Quando uno sa di aver perso come lei, può solo metterla sul ridicolo, o come dicevano gli Skiantos, “Quando sei a terra non resta che risalire, ma a qualcuno capita di scavare”, che sarebbe il Suo caso.
L’hai presa malissimo.
Saluti,
JFSebastian
Con JF ci ho battibeccato un paio di volte, ma col tempo il suo (e mio) amico J. P. Sullivan mi ha persuaso della sua complessiva bontà umana, e posso decisamente considerare archiviate quelle piccole burraschette. Oltretutto condivide con me la predilezione per i superbi ravioli di carne del Campari di Abbiategrasso. Mi auguro che il Nostro si sbilanci in un invito a pranzo, come minimo. Ok, è interista, ma io convivo con una famiglia di interisti da tutta la vita.
http://www.youtube.com/watch?v=oEZI0VC5M1Q