Halal Italia | L’islam che piace ma non agli animalisti


Ditemi se avete mai sentito un esponente di Forza Italia, in particolare il ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, usare parole tanto smorfiose nei confronti dei musulmani. “Un omaggio a tutte le donne e gli uomini di fede islamica che lavorano nel nostro Paese, cui dobbiamo moltissimo”. Galan ha commentato cosìHalal Italia“, il nuovo marchio doc dell’islamicamente corretto, un unico bollino che certifica la conformità alle leggi coraniche di salumi, lasagne, tortelloni e altre specialità italiane. Cosa tra l’altro non facile, volete un esempio? Prendete la carne, per la certificazione ”Halal Italia” durante la macellazione deve esserci una persona di religione musulmana che recita le preghiere prescritte. E’ vietato usare solventi contenenti alcol, e in generale, tutto l’iter di produzione deve essere halal, senza contaminazioni. Tutte cose necessarie altrimenti i prodotti privi di marchio non entrano nelle case dei musulmani osservanti: e gli immigrati sono milioni solo in Italia, né si possono esportare verso i paesi dove l’Islam è religione di Stato. Che significherebbe rinunciare a un volume d’affari stimato in 500 miliardi di euro nel mondo, 54 in Europa e 5 in Italia.

Ecco spiegata l’insolita sensibilità del ministro Galan: “Dal confronto e dal dialogo tra cucine e mondi diversi la nostra nazione può ricevere una grande ricchezza”.

Tutto bene? Non proprio, il marchio piace poco agli animalisti, già infuriati mesi fa, quando la Coop aveva annunciato l’apertura di reparti specializzati in carne Halal,  perché la macellazione avviene ammazzando gli animali per recisione di esofago, trachea e quindi per dissanguamento, senza preventivo stordimento come previsto dal nostro Dlg 333/98.

Questi infatti sono i10 punti della macellazione halal:

1. L’uccisione halal (cioè lecita) di animali deve essere effettuata in locali, con utensili e personale separati e diversi da quelli impiegati per l’uccisione non Halal;
2. L’uccisore deve essere un musulmano adulto, sano di mente e a conoscenza di tutti i precetti della religione islamica e sulla macellazione halal;
3. Gli animali da uccidere devono essere animali halal e devono poter essere mangiati da un musulmano senza commettere peccato;
4. Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione.
5. L’uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell’animale non deve essere staccata durante l’uccisione.
6. L’uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall’animale. Non è permesso un altro taglio: un secondo atto di uccisione sull’animale ferito rende la carcassa non halal.
7. Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo.
8. La macellazione deve iniziare solo dopo aver accertato la morte dell’animale.
9. Gli utensili per l’uccisione e la macellazione halal devono essere usati solo ed esclusivamente per animali leciti.
10. Lo stordimento degli animali prima della macellazione non è contemplato dai precetti dell’Islam.

Allora, tutto bene?

[Fonti: Repubblica.it, Ecoblog]




50 commenti a “Halal Italia | L’islam che piace ma non agli animalisti”

  1. Ganascia Ganascia commenta:

    Lo sgozzamento senza stordimento era il metodo che veniva comunemente usato i Italia per gli agnelli una trentina d’anni fa, prima che venisse rese obbligatorio lo stordimento. Lo ricordo benissimo in quanto figlio di macellaio.
    I maiali invece venivano uccisi con la corrente elettrica.

    • Claudio Claudio risponde:

      La macellazione rituale islamica è un’inutile barbarie, ma la cosa veramente assurda (per uno stato che si vuole laico) è che macellazioni simili sarebbero vietate in Italia, ma si consentono eccezioni per motivi religiosi…
      E nessuno al di là di qualche animalista ha il coraggio di opporvisi, a destra viene accettata per ragioni di business mentre a sinistra lo si fa in nome dell’integrazione e del rispetto delle culture altrui.

  2. dink dink commenta:

    Piuttosto che polemiche politico/animimaliste mi piacerebbe sentire le opinioni di qualche esperto di carne (tipo ad esempio Gianfranco Lo Cascio) sulla qualità o meno delle carni macellate Halal o Kosher, sugli effetti del dissanguamento per la tenerezza della carne e sui metodi migliori per prepararla…

    • MAurizio MAurizio risponde:

      Suggerirei anche un’intervista al Dott. Lecter per illustrarci tenerezza e succulenza di determinati tagli

    • Volentieri.
      Questo tipo di abbattimento dell’animale ha delle ripercussioni forti nella qualità finale della carne. La morte lenta provoca il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori e rispettivamente epinefrina (adrenalina) e norepinefrina (noradrenalina). Quest’ultima viene rilasciata dalle ghiandole surrenali nel momento in cui c’è una forte condizione di stress. Il sistema nervoso risponde con aumento del battito cardiaco che si traduce in immissione di glucosio dalle riserve ATP dell’animale per aumentare e irrigidire i muscoli.
      Anche se ben dissanguato, la notevole quantità di glicogeno nel sangue favorisce le degradazioni che si traducono in un abbassamento del ph determinando una maggiore acidità della carne oltre ad un rigor mortis più violento.
      Tralasciando il punto di vista religioso in cui mi rifiuto di approcciarmi, non vedo alcun beneficio scientifico da questo tipo di macellazione.

  3. giorgio giorgio commenta:

    non riesco a capire se critica di più il fatto della uccisione in sè o il fatto che il leghista usi parole buoniste, da moderato ( sono tutt’altro che leghista, per inciso ).
    O forse lo stesso fatto proposto dalle COOP ( per lucro ovviamente ) ha valenza diversa da quello proposto da un rozzo leghista ?
    leggo con molto piacere tutte le discussioni su Dissapore, ma trovo che il meglio del sito venga dato quando si evita di dare forzatamente connotazioni politiche all’argomento.
    ad maiora

  4. enrico Vignoli enrico Vignoli commenta:

    la macellazione halal e anche quella kosher hanno effetti meravigliosi soprattutto sulle frattaglie che risultano straordinariamente più dolci.

  5. nome in codice M nome in codice M commenta:

    La macellazione c.d. rituale è simile a quella tutt’oggi praticata nelle nostre campagne, con la recisione delle arterie principali senza staccare la testa dell’animale, affinchè la carne non diventi dura. Alla faccia della normativa sul benessere animale.

  6. snob snob commenta:

    Un’equipe dell’Università di Hannover in Germania ha esaminato i due metodi analizzando le registrazioni prodotte dall’elettroencefalogramma (EEG) e dall’elettrocardiogramma (ECG). In tutti gli animali utilizzati per l’esperimento sono stati chirurgicamente impiantati un certo numero di elettrodi in diverse parti del cranio; successivamente a tali animali sono state concesse alcune settimane di tempo per ristabilirsi.

    In seguito una parte di essi è stata macellata con il metodo islamico ‘halal’, ovvero una rapida e profonda incisione sul collo da lato a lato, fatta con una lama molto affilata, che taglia la vena giugulare e l’ arteria carotidea insieme alla trachea e all’esofago, ma lascia intatta la spina dorsale.

    La restante parte del bestiame prima di essere macellata è stata stordita con il metodo della pistola a proiettile captivo, tipico dei mattatoi dell’Occidente.

    Le registrazioni dell’EEG e dell’ECG hanno permesso l’osservazione delle condizioni del cervello e del cuore durante tutto il processo.

    IL METODO HALAL

    Con il metodo ‘halal’ non è stato registrato nessun cambiamento nel grafico dell’EEG per i primi 3 secondi successivi all’incisione, indicando che l’animale non ha sentito nessun dolore dovuto al taglio. Questo non deve sorprendere: spesso, quando ci tagliamo con un arnese affilato, ce ne rendiamo conto solo dopo un po’ di tempo!

    I seguenti 3 secondi hanno registrato una condizione di incoscienza simile ad uno stato di sonno profondo causato dalla perdita di enormi quantità di sangue. Da quel momento in poi l’EEG ha riportato valori pari a zero che indicano un’assenza totale di dolore, nonostante il cuore stesse ancora battendo ed il corpo era in preda a forti convulsioni, un riflesso condizionato della spina dorsale.

    E’ questa la fase più sgradevole per chi assiste, che si convince erroneamente che l’animale stia soffendo mentre il suo cervello in realtà non registra più nessun messaggio sensoriale.

    IL METODO OCCIDENTALE

    Con il metodo occidentale gli animali erano in apparenza incoscienti dopo lo stordimento e questo metodo di uccisione apparirebbe essere, per l’osservatore, molto più pacifico.

    Ciononostante la lettura dell’EEG ha indicato un dolore acuto subito dopo lo stordimento. Mentre nel primo esempio l’animale comincia a sentire dolore a causa della “fame” di ossigeno e sangue del cervello – la morte del cervello, per dirla in parole semplici – , il secondo esempio di macellazione provoca prima l’arresto del cuore, mentre l’animale è ancora capace di provare dolore.

    Non si assiste, comunque, alle sgradevoli convulsioni, il che non solo significa che c’è più ritenzione di sangue nella carne, ma anche che questo secondo metodo si presta molto meglio alla domanda di efficienza delle moderne procedure di macellazione di massa. Quando un animale non si muove è molto più semplice ucciderlo sul nastro trasportatore!

    L’APPARENZA INGANNA

    Ciò che vediamo non è sempre la realtà. Coloro che vogliono proibire il metodo islamico, appellandosi ad una modo più umano di uccidere gli animali necessari al nostro sostentamento, in realtà sono più preoccupati dei sentimenti della gente che di quelli degli animali, per i quali vogliono far credere di essere a favore.

    Il metodo dello stordimento rende la macellazione di massa più facile e più accettabile al consumatore, che può ingannare se stesso sul fatto che l’animale non abbia sentito nessun dolore, quando va a comprare il suo pezzo di carne, pulita ed impachettata, al supermercato.

    Il metodo ‘Halal’, al contrario, non cerca di negare che il consumo di carne significa che gli animali devono morire, ma è eseguito in maniera tale da provocare il minor dolore possibile.

  7. giggi giggi commenta:

    Qui si sta esagernado, difatti sia Galan, che non è mai stato della Lega, sia la Coop che non sono mai stati comunisti, hanno in mente solo i soldini insanguinati dai poveri capretti.
    Ai mussulmani talebani piace la carne di animali sgozzati?
    A noi non piace più da circa 30 anni.
    Dopo quello che dicono gli esperti, cioè che non c’è nessun miglioramento della carne, ma anzi un peggioramento, siate onesti con Voi stessi almeno questa volta.

  8. gianluca gianluca commenta:

    vabbè ma è scontato che alla base di tutto ci siano i soldi, è ovvio.
    galan si preoccupa dei mussulmani se si può guadagnare molto, altrimenti chissenefrega, anzi, li avrebbe costretti a mangiare carne italiana infilandogliela in bocca con l’imbuto, se avesse potuto.
    la coop sicuramente lo fa per lo stesso motivo, ma tradizionalmente e storicamente la coop è sempre molto attenta ai prodotti di nicchia e al mangiare genuino, più di tutti gli altri supermercati sicuramente. per cui la coop ci guadagnerà molto ma in fin dei conti rimane coerente con la sua linea di vendite e di “pensiero”.

  9. schatten schatten commenta:

    Giggi, non varrebbe neanche la pena di risponderti, ma per onore della verita’ ti posso assicurare che se ti tagli SERIAMENTE con una lama affilata non senti davvero quasi nulla. Esperienza vissuta personalmente. Il dolore viene dopo. Detto questo, interessante la relazione di snob, anche se devo dire che personalmente cerco di evitare la carne per una serie di motivi che non sto qui a elencare per non accendere il solito flame.

  10. enrico enrico commenta:

    “Fino a che ci saranno macelli, ci saranno anche campi di battaglia.”

    Leo Tolstoj.

  11. giggi giggi commenta:

    Porco grasso non è mai contento
    (antico detto veneto)

  12. [...] esattamente non va nel salmone Ogm (53)Sei un gastrofanatico se… (37)"Halal Italia" | L'islam che piace, ma non gli animalisti (35)Confortami, Susanna tutta panna (32)Toglietemi tutto ma non… (29)Consigli per un libro [...]

  13. Carlo Carlo commenta:

    per la Certificazione Halal in Italia.
    HALAL ITALY certifica e commercializza prodotti delle filiere agroalimentari, cosmetici, farmaceutici, chimici, packaging, cura del corpo e cura della salute.
    Particulare attenzione è indirizzata ai prodotti per i BAMBINI.
    HALAL ITALY è patrocinata, per gli studi di ricerca scientifica applicata ed avanzata nel campo della Certificazione Halal, dall’Università Mediterranea Arab Academy for Science & Technology, che fa capo alla Lega delle Nazioni Arabe ed è rappresentata in Italia dalla AICI.
    HALAL ITALY è autorizzata, sotto il profilo giuridico religioso, dal Consiglio Superiore Islamico in Italia, somma Autorità di studi islamici in Italia, nonché dalla Comunità Islamica in Italia. Ed è inoltre riconosciuta dalle organizzazioni governative e religiose dei paesi islamici.
    Benefici per le AZIENDE

    La certificazione Halal, obbligatoria per il consumo da parte di cittadini di fede islamica e quindi per l’esportazione in stati con maggioranza di cittadini musulmani, permette alle aziende italiane di approcciare e “rubare il cuore” a oltre 4 milioni di nuovi consumatori in Italia, oltre 20 milioni di nuovi consumatori in Europa e oltre 1,5 miliardi di nuovi consumatori nel mondo, tutti desiderosi di prodotti certificati e garantiti essere di qualità HALAL, mai finora curati in Italia.

  14. Luca Luca commenta:

    Fa piacere vedere che il mio commento non é stato approvato…
    cosa diceva di così offensivo/volgare/fuori luogo?
    la verità che gli occidentali haram non devono sapere?

    Ecco qua di nuovo il link, un rapporto scientifico che dice chiaro e tondo che gli animali soffrono di più con metodi halal e kosher:
    http://issuu.com/florencebergeaud-blackler/docs/veterinary-concerns

    Si noti, un rapporto scientifico e non la parola di un pinco palla pedofilo che ha vissuto nel 7° secolo a cui molti invasati senza cervello vanno dietro.


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