
Francesca: salve, io sarei disponibile pe
Michael: Anche io da Firenze, interessa
Mickey: In questo blog scopro che gli
Aurora: Ragazzi sono di Roma, sono int
Eternino Fortunato: esprimo solifarietà piena,non
Predisporsi all’autunno sorseggiando non un’altra scimunita lattina di ice-tea, bensì una tazza di Earl Grey preparata con tutti i sacramenti. Cosa c’è di meglio per venire a patti col rientro? Io li capisco gli affezionati clienti che su Facebook e sul blog stanno prendendo Twinings a male-parole. Riunita una cricca di cervelli del marketing in ansia creativa, il più antico produttore britannico di tè ha rinnovato la famosa miscela, sempre fedele alla sua formula da 108 anni. Un po’ di limone qui, un pizzico di cedro lì ed ecco l’”Earl Grey Aromatics”: “Pessimo”, “Sa di detersivo al limone”, “Perfino quello del supermercato è migliore”, questi i commenti degli affezionati all’Earl Grey che fu.
Dicevo, io li capisco, perché nella loro lucida follia sono convinti che il tè, per varietà e gamma espressiva, arrivi a rivaleggiare con il vino. E non è che un giorno ti alzi e cambi la formula del barolo di Gaja. Altrimenti te lo meriti l’inevitabile gruppo di protesta su Facebook.
Twinings comunquque considera un successo il rilancio della miscela e non intende tornare indietro, precisa anzi che con Aromatics la sua quota nel mercato dell’Earl Grey, una miscela di foglie cui si aggiunge l’olio estratto dalle scorze del bergamotto, è aumentata.
Ora, non voglio neanche a immaginare cosa succederebbe se qualcuno pensasse di rinnovare la miscela del Dahongpao, il tè più caro del pianeta. Peggio dei London riots, ci scommetto.
Il tè cinese del vero gastrofanatico, che in Gran Bretagna conta i più accesi sostenitori, proviene da 6 alberi originariamente piantati per servire gli imperatori della dinastia Ming in una piccola area di montagna della provincia costiera orientale di Fujan. Le preziose foglioline si vendono a circa 1200 euro al kg, quotazione (decuplicata nell’ultimo anno) che lo ha inserito nella ristretta cerchia di bevande e alimenti — lo champagne francese, il caviale russo o persiano, il tartufo piemontese — che tutti vorrebbero avere sulla propria tavola ma pochi possono permettersi.
A proposito, se lì fuori qualcuno l’ha provato e vuole spiegarci come mai è così speciale, si accomodi pure. E visto che ci siamo, mentre il confronto tra Twinings e i suoi clienti degrada in pollaio, volete dirci quale miscela non vi ha mai mandato di traverso l’ora del tè?
[Crediti | Link: Il Post, Facebook, Spigoloso. Immagine: Daily Mail]
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Eh, dipende da cosa intendi per l’ora del tea
- la mattina mi piace 2/3 di English Breakfast e 1/3 di Earlgrey. E’ robusto e da’ la carica. Anche il Royal Blend (Fortnum & Mason)da solo mi piace.
- il pomeriggio invernale, grigio e piovoso, ha bisogno di un Earlgrey come si deve, aromatico e persistente. O Lapsang Suchong.Per rimanere fra marchi facilmente rintracciabili, mi piace tantissimo quello di Fortnum & Mason
- D’estate mi piace qualcosa con un vago sentore di gelsomino. Anche l’Assam tea mi gusta mucho.
Ma le varietà sono infinite e per tutte le tasche.
e sono proprio una rozza per quanto riguarda il tea. L’unica cosa su cui non demordo é l’uso delle foglie invece che le bustine. Poi l’acqua deve essere veramente bollente quando si versa e la teiera riscaldata.
Il dahongpao è uno degli wulong cinesi più pregiati e rari, vale la pena provarlo, un’ottima qualità si trova in commercio in Italia a circa €70 l’etto… Provare per credere
Vorrei anche precisare che il Da Hong Pao non è una miscela, quindi impossibile da modificare. Cio che lo rende un tè speciale ma in assoluto non il miglior tè, perchè di ogni categoria abbiamo il top grade, è un insieme di peculiarità: si produce solo da cultivar secolari e raccolto (avete presenti le rupi dei monti Wu yi?!?!) e lavorato a mano da tea master sapienti, la produzione annuale è molto limitata… Non vi è venuta voglia di berlo? … Ps il tè per varietà e qualità supera di gran lunga il vino
DA HONG PAO: IL NOME SIGNIFICA VESTITO ROSSO PERCHE’ UNA REGINA MING GRAVEMENTE AMMALATA GUARI’ GRAZIE A QUESTO TE E LA PIANTA FU AMMANTATA DA DRAPPI ROSSI PER PROTEGGERLA DALL INVERNO.
SOLO CENTO GRAMMI ALL ANNO.
E LA LEGGENDA CHE NE HA FATTO IL RE DEI TE MA FORSE SE BEVETE DEL VERO GINSENG INSIEME A FOGLIE DI BASILICO ROSSO RISPARMIERETE E VI SENTIRETE MEGLIO
La mattina, quando la temperatura lo permette, bevo il classico tè nero inglese.
In generale mi piacciono tutti gli aromi, ma quello che proprio non riesco a mandare giù è il tè alla rosa.
La sera, per il dopo cena,vado di tisane alle erbe, ortica e finocchio fra tutte.
Mi è stato regalato da una amica tornata da Vancouver una scatoletta di Tè alle foglie d’acero: una piacevolissima sorpresa.
La Twining ha di per sè il brand (e il negozio londinese sullo Strand ha quell’atmosfera da vecchia bottega)…
Io di solito bevo Prince of Wales.
Quando sarò moribondo berrò del te; fino ad allora perché dovrei farmi del male?
Mi ricorda la vecchia storiella su quello che voleva diventare interista in punto di morte.
“Ma perchè, te che sei stato milanista tutta la vita ??”
“Così crepa uno di loro …”
Intervengo solo per dire che “la vecchia storiella di quello che” è una citazione del memorabile avv. Peppino Prisco, per decenni vicepresidente dell’Inter.
mi regalarono una confezione da Strega Te di Bologna, la miscela con lamponi e cubetti di yogurt … felici pomeriggi invernali
tra l’altro al temperatura dell’acqua doveva essere intorno ai 60 gradi … vedevo le foglioline stendersi piano piano e i fiori riaprirsi mentre aspettavo che il te fosse pronto … delizia per gli occhi.
Questa storia della nuova miscela sembra una operazione di marketing stile “nuova coca cola”.
probabile ma se non ricordo male la nuova coca cola non portò a nulla di buono e dovettero reintrodurre la vecchia “ricetta”…
Mi riferivo al fatto che la “nuova”coca cola venne creata con lo scopo di suscitare un clamore mediatico rispetto al prodotto tradizionale (molto venduto ma che stava soffrendo la concorrenza della Pepsi, che si proponeva come bevanda “giovane”).Lìoperazione fu un successo da un lato si vendettero tantissime lattine della nuova coca cola perchè la gente voleva confrontarla con la vecchia dall’altro media ed associazioni “riscoprirono” il gusto tradizionale e 100% american della Coca cola facendo aumentare le vendite del prodotto. Articoli e servizi celebranti il tradizionale sapore della bevanda fecero da pubblicità gratis in tutto il paese.
Ecco mi domandavo se il nuovo Earl Grey sia una riproposizione di quella strategia.
PS
In realtà: il sospetto che la “nuova ” coca cola non sia stata una super operazione di marketing studiata a tavolino, ma un errore commerciale che si è tramutato involontariamente in un successo ce l’ho, ma i sacri testi del marketing dicono che non è così
Secondo me la Twinings ha di bello solo le scatole colorate, produce un te’ finto, addizionato di aromi e dal sapore artificiale!
I tè neri non aromatizzati hanno tutti lo stesso gusto, il te’ nero alla vaniglia sa trrrrroppppo di vaniglia, quello ai frutti rossi è più dolce di una caramella…
Fa delle bevande da infusione, ecco tutto! Ma non parliamo di tè!
L’earl grey della twinings sapeva già di detersivo per piatti, non ho il coraggio di provare la “miscela” nuova! Sarà un detersivo nuovo!
Per la colazione preferisco il tè nero, per il pomeriggio e la sera rigorosamente tè verde, entrambi i tipi al naturale, senza aggiunta di zucchero, latte, limone e diavolerie varie…Se bevo il tè voglio che sappia di tè! Ed entrambi in foglie e non in bustina (la bustina solo se vado di frettissima!), alla temperatura giusta, e con i minuti di infusione che spaccano il secondo!
Adoro i Mariage Frères, da quando li ho conosciuti nessun altro thé regge il confronto, anche se quando sono stata in Malesia ho fatto incetta di varietà e miscele veramente carine, da noi quasi introvabili!
Confermo al 100%. Cha thai sopra tutti
l’earl grey della twinnings era già perfetto così, un vero peccato, io bevevo sempre quello
Alla fine di una visita a una fabbrica di tè a Nuwara Elyia, in Sri Lanka, la guida ha chiuso con “e poi gli scarti li vendiamo a chi ci fa le bustine”.
Per il té quotidiano non tradisce mai l’Orange Pekoe (a Nuwara Elyia 2$ al Kg, poi basta surgelarlo e sei a posto per anni). Per le buone occasioni mi piacciono sempre i gunpowder. Il té più di lusso che ho avuto è il golden leaf, che è buonissimo (ma molto delicato, quindi assolutamente no zucchero, no biscottini a lato etc).
Un’alternativa ottima è il Rooibos, che non è un tè, ma è davvero buono, senza teina e con un po’ di sali minerali, lo vende anche la Twinings ma se trovate l aversione “a etti” è più economico e in genere più buono.
Mah.. ci son stato anch’io in Sri Lanka (non in quella fabbrica però) e a noi avevano detto esattamente il contrario, cioè che il tè migliore se lo prendevano le multinazionali.
Può essere, le due cose non sono in contrasto: quello che diceva lui è che nelle bustine finisce la “polvere” di té, che è la parte meno pregiata. Poi probabilmente ci sono multinazionali che comprano anche i tagli più grossi e più pregiati e le foglie intere…
chiaro!
Domanda: io ci sono stato prima dello tsunami, ma anche prima che finisse la guerra. Tu quando? Sono curioso di sapere in che stato è oggi il paese (paese che ricordo stupendo e abitato da gente stupenda)
Io nel 1996 e nel 2003 (circa), sempre pre-tsunami. Appena posso ci torno, anch’io ho ricordi meravigliosi di tutto.
ho letto curiosamente tutti i commenti, e vorrei solo aggiungere che secondo me il tè si beve principalmente per piacere, perchè scaldare l’acqua, preparare tutti gli accessori e infondere le foglioline, sono “rituali” del tutto personalizzati che ti fanno “staccare la spina” dalle attività quotidiane a qualsiasi ora. Poi che sia classico o aromatizzato o di una marca piuttosto che l’altra, ha poca importanza…. è tutta abitudine, abitudine ad un gusto piuttosto che ad un altro, come al risotto della mamma che è sempre insuperabile!
ma siccome non esistono regole, perchè fossilizzarsi sulla stessa miscela per sempre?! assaggiate, confrontate e gustate il più possibile!! ho un negozio di tè e la fortuna di assaggiare di tutto, ma sinceramente quando mi chiedono quale sia il mio tè preferito, mi trovo in imbarazzo… io seguo l’ispirazione, l’umore, il tempo, senza limitazioni e chiusure mentali… per cui ogni volta il mio tè è assolutamente speciale!
Maria hai scritto l’essenza e lo spirito del tè! Che meraviglia!