Perché Heinz Beck?


Perché Heinz Beck?ROMA – Dice che se guardi la tivù più di un grande paese sembriamo una grande scuola alberghiera. Approfitto dell’augusto parere e torno alla colazione delle first lady al G8, cucinata da Heinz Beck, un tedesco. Lo chef della Pergola è considerato ormai italiano, per gli anni a Roma e anche per la sua cucina più mediterranea di tanti colleghi peninsulari. Lo dimostra pure il lavoro di suoi allievi come Guido Haverkock. Sul livello della cucina poi, non si discute. Eppure, di tanti chef bravi in Italia non ce n’era uno ITALIANO? Non vorrei sollevare polemiche in giorni di pax perfino tra D’Alema e Berlusconi. Non vorrei nemmeno essere accusato di provincialismo, anche perché allora chiederei a chi pensasse di farlo, di scrivere una critica analoga sul menu “tricolore” (caprese, gelato pistacchio, fior di latte e fragola)…

Ora anche la stagista del cerimoniale del comune di Vigevano, con tutto il rispetto, sa che per un pranzo istituzionale italiano protocollo vuole una cucina tutta italiana. E la stessa stagista sa che in un protocollo, la forma, e quindi la carta d’identità del cuoco, conta quanto la sostanza. Sbaglio? E se al posto di uno chef tedesco ci fosse stato un francese?




24 commenti a “Perché Heinz Beck?”

  1. Ric64 Ric64 commenta:

    ma infatti, tanto per cambiare è tutto un complotto dei francesi: hanno dato le tre stelle ad un cuoco tedesco che sta proprio a due passi dal G8… Perrrfidi!

  2. gianni gianni commenta:

    Trovo piu’ scandaloso che l’Italia faccia parte del G8.

  3. Ric64 Ric64 commenta:

    Allora è tutto risolto! Cerchiamo di far uscire l’Italia dal G8 e poi mandiamo Heinz Beck a cucinare… magari così si risparmia che gli dicano che non è ITALIANO!

  4. Fabio Inzerillo Fabio Inzerillo commenta:

    Da quando abbiamo deciso che la nazionalità conta più della bravura? Occhio che assecondando queste logiche avremo presto un Matteo Salvini dell’enogastronomia

  5. gianni gianni commenta:

    Il fotomontaggio con Gennarino era piu’ veritiero con la testa
    di altissimo ceto.

  6. Andrea Gori commenta:

    io che in genere sono molto esterofobo e autarchico stavolta invece mi pare che si sia raggiunto un grande risultato.
    Il fatto che abbiamo convertito un TEDESCO alla causa tricolore mi pare un grandissimo risultato, e vi assicuro che per far capire ad un tedesco le basi della nostra cucina ce ne vuole…se volete vi presento mio suocero…

    deutschland deutschland uber alles…

  7. diego diego commenta:

    Sono d’accordo;per me bisognava fare anche più chef !!! io avrei proposto la triade ops “a cupola” come dice viaggiatore g.Vinciguerra,Cannavacciulo e Esposito più maditerraneo di cosi!!!!!

  8. eggi eggi commenta:

    i cuochi, non hanno una nazionalità ’specifica’. tedesco, francese, spagnolo… ma che cosa significa?
    parlare di un cuoco e della sua cucina partendo dalla terra in cui é nato può servire per comprenderne il percorso ma non sicuramente i risultati ottenuti.

  9. DirettorTonelli DirettorTonelli commenta:

    La questione mi pare meno complicata di come la si vuol far passare: il desco si teneva a Roma e chi ha organizzato ha pigliato come chef il miglior cuoco di Roma. Stop. Fine.

  10. Barbara Barbara commenta:

    Beh, voi che con le cose piccanti ci marciate, avete saputo che la moglie del primo ministro inglese Gordon Brown, ha rifiutato due volte la carne d’agnello cucinata per lei e per le altre First Lady proprio da Heinz Beck? Il rifiuto di Sarah, che è una convinta animalista, ha creato molto imbarazzo alla padrona di casa, cioè alla moglie del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Forse Beck poteva stare più attento

  11. Luciano Pignataro Luciano Pignataro commenta:

    Beh, ragazzi, italiani si diventa. E Beck lo divenne.
    C’è già Salvini che fa lo stronzo

  12. E’ vero Luciano, pero’ nessuno ha risposto alla mia domanda. Se Beck fosse stato francese non pensi che molti avrebbero volentieri barattato certi sfoggi di ipocrisia dotta con una buona dose di salvinismo?

  13. però oltre allo sfoggio di una intelligente ipocrisia, nessuno ha risposto alla mia domanda. e se al posto di un tedesco ci fosse stato un francese?

  14. angelo angelo commenta:

    In Italia abbiamo fior di chefs…che bisogno c’era di Beck? Questa è subalternità esterofila. Ernesto Iaccarino, Tonino Cannavacciuolo, Alajimo, Sacabin, Vissani e Pierangelini, ci avrebbero rappresentato molto meglio…eppoi, permettetemi di dissociarmi dal coro, Beck e la sua cucina non merita tutti questi elogi! Girando per lo stivale, senza troppa fatica, si trova di molto, molto meglio…meditate gente, meditate.


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