Porto Cervo è un paese per vecchi


ossini-140x180Volete un consiglio? Se state partendo in vacanza lasciate a casa i bambini. Non vanno di moda né a Madonna di Campiglio né, da oggi, a Porto Cervo, teatro dell’ennesima beffa estiva. La vittima non è un qualsiasi Fantozzi ma un personaggio famoso, il presentatore RAI Massimiliano Ossini che, mercoledì sera, ha tentato di entrare al Coast Music Bar con famiglia al seguito. “Avevo voglia di un aperitivo prima di cena”, ha dichiarato Ossini “e mio figlio aveva sete”. Per tutta risposta dopo aver rifiutato il servizio, il cameriere ha messo alla porta sia Ossini che il resto della famiglia. Il motivo? “La politica del locale non ammette bambini”. Irritato, il presentatore ha lasciato il bar, e affidata la figliolanza alla tata, ha provato a rifarsi invitando a cena la moglie, direzione Sushi Restaurant. Non l’avesse mai fatto! Implacabile è scattato l’effetto Passetto, per DUE piatti e UN antipasto Ossini ha dovuto scucire DUECENTOCINQUANTA euro. Che sommati ai CINQUE euro per un bicchier d’acqua pagati martedì scorso, fanno di Ossini il naturale candidato al premio “Magic Italy – Turista dell’Anno”.




46 commenti a “Porto Cervo è un paese per vecchi”

  1. griffus griffus commenta:

    Confesso che non ho la minima idea di chi sia Massimiliano Ossini, e mi dispiace per la sua disavventura. Anche se sarebbe consigliabile non portare bambini nella jungla di Porto Cervo, popolata dalla più ridicola e cafona fauna, camerieri compresi, che sia dato trovare. E’ di oggi la rissa tra l’ineffabile Corona e l’onnipresente Ventura, sempre lì, a Porto Cervo.
    Massimiliano Ossini, più che il premio al turista dell’anno, tuttavia…

    • Paolo T. Paolo T. risponde:

      Ossini dovrebbe essere il belloccio che conduce la trasmissione dedicata all’agricoltura, in onda la domenica all’ora di pranzo su Rai Uno. Un tipo molto competente delle cose dell’enogastronomia, che illustra asciutamente con i tecnicissimi “buonissimo” e “ma che bello!”

  2. alfredo alfredo commenta:

    Nemmeno io so chi sia questo Ossini, in ogni caso con la famiglia (intendo bimbi piccoli sotto i 14 anni) non si in posti come Porto Cervo:-))) è da imbecilli far vedere subito dal vivo ai pargoli il peggio che può offrire la cafoneria italiota! Ben gli sta a questo Ossini.

  3. gianna ferretti gianna ferretti commenta:

    Dall’articolo del Corriere: …il conduttore di Ra­iuno ha il pallino dei diritti del consumatore «Ma come anche a Linea Verde abbiamo denunciato la vicenda del lo­cale che aveva cacciato una madre che allattava…» si chie­de sgomento Ossini..

    Ma Linea Verde in questo periodo fa solo repliche, la vicenda della mamma non è recente?

  4. eggi eggi commenta:

    mi pare lecito far decidere, a chi gestisce il locale, se i bambini possono entrare o meno?
    o anche in questo caso i bambini possono violare le regole della logica e del lifestyle? Ossini che evidentemente non conosce le regole non ‘tramutate in leggi’, come le mamme che allattano anche mentre vanno in bici, poteva portare i suoi figli al Crazy Horse

    • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

      Eggi, una volta per tutte: si chiamano “locali pubblici” e per legge può entrarci chiunque. Se hai problemi metti su un club con le tessere, chiaro?
      @ Gianna
      L’ultima puntata è del 25 Maggio e riguardava la Costa Smeralda: che combinazione, eh? :-)

      • eggi eggi risponde:

        Ascoltami Antonio Tomacelli, locale pubblico un c…o.
        Vuoi che ti elenchi le regole di comportamento logiche?
        Non mi pare il caso. Se un locale é pubblico questo non significa che ci puoi portare i bambini. In un locale come CMB dove la musica dal vivo, l’alcol, l’amante di turno.. ecc. ec.. non ti puoi portare la famiglia. Se poi le regole del comportamento le volete per forza scritte é un’altra cosa.
        Il discorso tessere non entra nel discorso. Se la proprietà lo vuole mantenere aperto a tutti senza un distinguo soci mi sembra molto azzeccato.
        Sei retorico se parli di tessere. Un’infinità di ‘locali pubblici’ ti fanno entrare solo guardando come sei vestito o con chi ti accompagni. Questo non significa che sia giusto.

      • Fabio Spada Fabio Spada risponde:

        Mi dispiace ma polemica a parte non è così semplice come credi. Il locale è pubblico nel senso che se ci sono delle regole e le rispetti, nessuno può impedirti di entrare.
        Potrei darti una serie di esempi ma mi limito ad uno immaginando che sia il più chiaro: la consumazione obbligatoria. Se è una norma che vige nel locale non vi è modo di eluderla. Puoi non bere, ovviamente, ma il pagamento della consumazione stessa non lo puoi evitare.
        Rispettata la regola, nessuno può impedirti di entrare.

  5. Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli commenta:

    Qui trovi la definizione di “pubblico esercizio” con i rimandi alla legge del 1931

    http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_esercizio

    • eggi eggi risponde:

      grazie… non sapevo dell’esistenza di wikipedia
      perché vedi solo il diniego della direzione e non quello che alcune persone si sentono in diritto di poter fare sempre quello che vogliono? In quel tipo di locale i bambini non si portano, come non li porti alla prima della Scala. trovo scandaloso la risonanza che i media danno al fatto, quasi a testimoniare un rifiuto collettivo di Porto Cervo nei confronti dei bambini . poi ognuno ha le sue opinioni che possono servire anche a relazionarsi con gli altri, senza dire guarda qua, fai cosi se non ti piace o punto e basta, caro Tomacelli

    • alfredo alfredo risponde:

      Signor Tomacelli anche un gay-bar o un locale di lap-dance o un circolo arci o acli o tutti i vari tipi di locali pubblici che ci possano essere, sono appunto locali pubblici, anche certe moschee sono locali pubblici. La invito insieme ad Ossini ad entrare e chiedere un’aranciata per i suoi bimbi o famigliari.
      Provi, magari gliela daranno ma un leggero imbarazzo di uno che non si trova nel posto che voleva forse le verrà.

  6. angelo angelo commenta:

    Porto Cervo non ha nulla a che spartire con la grande tradizione di ospitalita’ dei Sardi. E’ un luogo frequentato da vip e fatto per i vip. Non mi stupisce che si sia verificato un episodio cosi sgradevole. Potessi, darei ad Ossicini qualche buon consiglio su dove trascorrere una bella vacanza con la famiglia…in Sardegna, quella vera. A vippoli succede anche quello che e’ capitato a lui…mi spiace per i bimbi.

  7. linda linda commenta:

    Eggi, condivido a pieno i tuoi sentimenti.

  8. Kapakkio Kapakkio commenta:

    Meglio cafoni e poveri che cafoni coi soldi.

  9. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Bé negli Stati Uniti c’erano (e ci sono, quanto mi risulta) un sacco di locali e di concerti vietati ai minori dell’età legale per bere alcolici.
    Immagino che anche in quel caso la Ossini family sarebbe rimasta senza aranciata! :-)

    E per i locali con “dress code” – tipo la Pergola – come funziona? Se uno arriva senza giacca possono lasciarlo fuori o se fa storie sono costretti a farlo entrare?

    • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

      Cara Gumbo, una volta in Sicilia la mia compagna di allora indossava una gonna corta ma non cortissima, diciamo 4 dita sopra al ginocchio. Facemmo per entrare a visitare una cattedrale ed un beghino ci bloccò per dire che lei così agghindata non sarebbe potuta entrare se non mettendosi preventivamente attorno ai fianchi un lungo lenzuolo che ci avrebbe fornito lui.
      Immediatamente gli chiedemmo se la chiesa fosse privata (non lo era), se lui fosse un pubblico ufficiale (non lo era), se avesse titoli per bloccare il passo di un altro cittadino sul suolo pubblico (non lo aveva). Fu comunque irremovibile, qui la signorina così vestita non entra!! Allora chiamammo i Carabinieri che vennero in un battibaleno e gli chiedemmo se il comportamento del beghino fosse legale. Non ci volevano rispondere, erano imbarazzatissimi.
      Alla fine risoluti affermammo che noi avremmo provato ad entrare e che se ci fosse stato impedito il passaggio loro ne sarebbero stati testimoni e li avremmo citati come tali nella denuncia che avremmo immediatamente depositato nella locale stazione dei Carabinieri.
      Il beghino ci fece passare. La piccola folla che si era nel frattempo radunata ci applaudì a lungo.

      Ciao

      • alfredo alfredo risponde:

        Questo commento è stato rimosso dallo staff di Dissapore

        • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

          Grazie Alfredo, come al solito il suo acutissimo, brillantissimo ed intelligentissimo commento ci ha illuminati per la tanta saggezza che ha diffuso nei lettori di questo blog.

          Ciao

          p.s. si, in effetti faceva la cubista, sapesse che sventolona di ragazza che era. Veramente stupenda.

          p.p.s. normalmente io gli aggettivi li uso con cognizione di causa, come in questo caso.

          .

          • legba legba risponde:

            Vorrei vedere la foto della ragazza, come era vestita. L’esagerazione da una parte e dall’altra non va bene, ma certe turiste pretendono di entrare in chiesa in bikini. Che poi sono atee o agnostiche o quello che vogliono una chiesa è un luogo di culto, se vogliono vedere le opere d’arte si comprino un libro, o vadano in biblioteca o vadano su internet.
            Comunque il beghino è stato un cagasotto, se ci teneva tanto si doveva prendere la denuncia e poi sarebbe stato il tribunale a decidere.

          • legba legba risponde:

            Che chiesa era? Non sapevo esistessero chiese “statali”. Le chiese sono della curia o di altri enti religiosi…

          • Fabio Spada Fabio Spada risponde:

            Gli aggettivi li userai anche con cognizione di causa ma, se non sbaglio, beghina esiste (appunto) solo al femminile e in più è un sostantivo e non un aggettivo. ;-)

            Detto ciò il parallelismo tra pubblico esercizio e luogo di culto mi sembra poco calzante e rischia di portarci completamente OT.

          • alfredo alfredo risponde:

            Ripeto l’invito fatto a lei e alla sua signora di visitare un luogo di culto per mussulmani, così potra provare di nuovo l’emozione di sfidare gli usi e COSTUMI altrui.
            Buona Fortuna signor vignadelmar.

        • alfredo alfredo risponde:

          Le chiese in Italia sono luoghi di culto, se per voi son solo posti dove passare qualche ora al pomeriggio lontano dai raggi del sole quando siete in vacanza, va bene anche questo. Ma che almeno si porti rispetto, almeno Noi che siamo cattolici, pensate alle povere donne mussulmane, (non parlo delle pratiche di chirurgiche con cui vengono mutilate), ma del fatto che loro nei luoghi pubblici come voi dite siano le chiese, possono entrare solo tutte intabarrate stando sedute dietro come delle appestate.
          Meditate gente!

          • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

            Guardi Sig. Alfredo che lei fosse un fervente cattolico, seguace di santa romana chiesa cattolica apostolica, non ne avevo alcun dubbio.
            Questo suo profondo afflato religioso e mistico, la sua grande tolleranza e desiderio di comunione con gli altri figli di dio, qualunque dio essi seguano, la sua straripante bontà d’animo, me lo avevano fatto immediatamente balzare agli occhi.
            Sono contento di non essermi sbagliato nel valutarla.
            .
            Ciao

          • alfredo alfredo risponde:

            Vedo che lei la mette sul personale, il punto è un’altro:
            Farsi un vanto per essere entrato in una chiesa cattolica in Sicilia accompagnato dalla signorina in minigonna è solo un atto da presuntuosi e soprattutto di disprezzo della Chiesa, delle usanze locali e nei confronti del povero sacrista.
            Queste cose lei le ha fatte solo perchè era in Italia in una chiesa cattolica italiana.
            Dovrebbe metidare prima di sparare sentenze.

          • Teer Teer risponde:

            concordo con Alfredo… non si può paragonare un esercizio pubblico ad una chiesa e non mi sembra corretto, soltanto per questione di principio, infischiarsene del rispetto che un culto religioso richiede, sia che si sia credenti o meno.

      • eggi eggi risponde:

        é successa la stessa cosa a me in un santuario a San Giovanni Rotondo, da Padre Pio. Agosto, avevo le bermuda. Non mi hanno fatto entrare. Il tizio diceva che indossavo un abbigliamento indecente per il luogo. Non riuscendo a comprendere l’indecenza delle bermuda – ginocchio – ho cercato di spiegargli che con 40° era logico che io andassi in giro con le bermuda. non c’é stato verso. sono tornato in macchina ed ho messo un pantalone di una tuta. per loro andava bene ma per me continuava a non essere logico. del resto, fede e rispetto a parte per tutti, cosa esiste di logico nella chiesa di oggi e di ieri?

      • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

        Vigna, hai dimenticato di aggiungere un particolare: quello che chiami “beghino” era uno del servizio d’ordine della cattedrale?
        A parte questo, e a parte il fatto che la chiesa non è suolo pubblico, la faccenda è una cosa fondamentale di rispetto elementare. Qualche estate fa ho fatto anch’io quel lavoro “volontario” davanti a una grande chiesa di una città neocapoluogo di provincia. Oltre a non poter entrare con un certo tipo di abbigliamento, in chiesa non si entra col cellulare acceso, col gelato in mano, con la sigaretta accesa e con un sacco di altre cose. Ho fatto rispettare queste regole, nessuno l’ha ritenuto stravagante. Pensa che in certe chiese gli sciallini e le lenzuola non le danno neanche in dotazione, sei stato pure fortunato, sono stati gentili.
        Non so tu, ma io non mi sono mai sognato di entrare in una moschea senza prima togliermi le scarpe. Certo non sono musulmano, ma nemmeno pianterei una grana come hai fatto tu. La chiesa non è “suolo pubblico” (tant’è che ha le porte, e in certi orari stanno pure chiuse), non decidi tu come ci si veste in casa d’altri, ed è un luogo sacro.
        Scusa la durezza. Io non ho visto cos’ha scritto Alfredo nel commento rimosso, ma questo è il mio pensiero.

        • Vignadelmar Vignadelmar risponde:

          Tommaso, le cose sono leggermente diverse. Le chiese hanno in Italia uno statuto particolare e sono comunque suolo sottoposto alle leggi della Repubblica Italiana…..dalla quale purtroppo succhiano voracemente un fiume di denaro, ma questo è un altro discorso.
          La legge della Repubblica Italiana prevede che a poter interdire il passo ad un cittadino possa essere un pubblico ufficiale che faccia rispettare un obbligo di legge.
          Nel caso dell’entrata in chiesa con la minigonna “ben” 4 dita sopra il ginocchio non vi era nessuna legge da rispettare ne nessun pubblico ufficiale cui obbedire.
          Solo il rispetto degli altri e della loro sensibilità. Ora io non credo che una gonna 4 dita sopra il ginocchio possa essere considerata un’offesa ad alcuno e che questo qualcuno possa sbarrarmi il passo per questo.
          Se passasse questo concetto del fare entrare chi si vuole nei luoghi pubblici allora ha fatto bene quel barista a non far entrare bambini come farebbe bene quel libraio che non fa entrare nel suo negozio ragazzi con i capelli lunghi o io decidessi di non far entrare i biondi nella mia osteria.
          Dai Tommaso non scherziamo. Sbarrare il passo ad una persona è atto serio e grave e non può essere amministrato a discrezione propria da una persona qualsiasi. Questo dice la legge e finchè siamo sotto questa legge a me il passo non me lo impedisce quasi nessuno, tantomeno l’addetto ad una chiesa per una gonna di 4 dita sopra il ginocchio.
          .
          Ciao

          • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

            La chiesa resta però sempre luogo di culto, non è un ristorante o un bar+. E se c’è il cartello fuori con il divieto d’ingresso per certi abbigliamenti può farlo, eccome se può. Oltretutto, a te non ha sbarrato niente, ti ha pure porto un pareo. Mettere il pareo era una prevaricazione così dura da digerire? In Duomo a Milano alla porta ci sono militari e carabinieri col metal detector, e a fianco a loro l’addetto della Fabbrica del Duomo con la sua divisa, a far rispettare il decoro e la sacralità del luogo. FUori ci sono i cartelli, chi fa finta di non vederli passa sotto le forche caudine del sorvegliante del Duomo. E i carabinieri appoggiano.
            Va bene, ma non fa niente.

            Semmai, potremmo parlare delle disco fichette coi buzzurroni fuori che “fanno selezione” all’ingresso a seconda dell’abbigliamento. E i buzzurroni hanno tendenzialmente maniere leggermente più rudi delle beghine.
            Io, a scanso di equivoci, non frequento le disco.

            Tra l’altro, proseguiamo il discorso buttafuori.
            Per farvi due risate, potete vedervi questo video:
            http://www.youtube.com/watch?v=vzwcjOMXGlA
            E’ tutto ricostruito, vorrebbe essere una riflessione di questo buttafuori sul suo lavoro, ma a me fa l’incredibile effetto boomerang di rendere ridicolo il bouncer. Ma vi siete visti quando stende (per finta) 4 persone dando manate?

          • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

            Con questo spero di non risultare sgradevole nei confronti di nessuno, specie di un amico come Luciano.

        • alfredo alfredo risponde:

          Questo commento è stato rimosso dallo staff di Dissapore

  10. luciana luciana commenta:

    Povero Ossini che si e’ trovato a porto Cervo x sbaglio magari…snob e pure prepotente..ma cosa ha da ridire..che facesse le vacanze in qualche altro posto … porto Cervo è già pieno di gente in..fuori di testa..ci vogliono ora anche tipi come ossini…così siamo al completo..ma dico poteva andare in altro bar sempre a porto Cervo dove prendono i bambini…non capisco tutto questo polverone..anche su prezzi..ma è proprio ridicolo!!!

  11. I modi giusti... I modi giusti... commenta:

    Ci sono modi e modi per far valere certi discorsi, aleno con le persone ragionevoli e Ossini sicuramente lo è… con le buone maniere si ottiene tutto… frasi del tipo:

    “Gentilissimi signori possiamo consigliare un bel locale nelle immediate vicinanze… il Ns. non è un bar assolutamente adatto ai bambini ci creda!”

    Porto Cervo si trova in Sardegna fino a prova contraria… è stato sicuramente contaminato, ma l’ospitalità della Ns. terra non sarà mai intacata…

  12. [...] pensare che non tutta la Sardegna sia come la sciccosa, a volte detestabile Porto Cervo. Ci sono storie come la Repubblica di Malu Entu, che meritano d’essere [...]

  13. wawos wawos commenta:

    Ha sbagliato Ossini. Certo!!

    Lo doveva sapere che Porto Cervo non è Sardegna.
    E’ solo un posto per gente spocchiosa e superficiale.

    In Sardegna i suoi bambini li avrebbero accolti bene. E sicuramente anche lui e la sua signora.

    Cordialmente.

  14. Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Caro Tommaso, quando si discute civilmente, ed io e te lo facciamo di continuo, non si corre mai il rischio di risultare sgradevole.
    .
    Ciao

  15. [...] Fuori Tanto&Buono e Pulito&Giusto: torneremo a mangiare in treno? Primo Piano Porto Cervo è un paese per vecchi Mangiare Fuori Quando (tornerete) a Roma. Il meglio della città in 10 indirizzi [...]

  16. gumbo chicken gumbo chicken commenta:

    Però alla fine con tutto quel casino sulla minigonna…nessuno ha detto neanche una parola su cosa può o non può succedere se alla Pergola un uomo si presenta senza giacca.

    p.s. l’ aspetto buffo della questione gonna corta è che in altro genere di locali avrebbe quasi sicuramente – al contrario – permesso di saltare la coda! E’ tutto relativo! :-) ))

  17. Vignadelmar Vignadelmar commenta:

    Cara Gumbo, io penso che alla Pergola se si presentasse un Arabo in costume tradizionale con tanto d copricapo nessuno oserebbe porgli alcuna obiezione.
    Per mia esperienza personale posso dirti di essere andato in un celeberrimo ristorante vestito del mio splendido caffetano azzurro in seta pura senza che nessuno avesse niente da obbiettare.
    .
    Ciao

  18. [...] vaso di Pandora. La Malmaison di Milano (954 euro), gli smeraldari Sushi Restaurant di Porto Cervo (250 euro) e La Scogliera sull’isola della Maddalena (850 euro), fino ai furbetti del barettino che [...]


Lascia un commento

1. Ospite

Commenta subito inserendo il tuo nome ed un indirizzo email.

2. Iscritto a Facebook o Twitter

Clicca sui pulsanti per commentare con il tuo profilo Facebook o Twitter.

3. Iscritto a Dissapore

Registrati o accedi per commentare.