The end of the line | La fine del tonno (rosso)


Greta Scacchi (e pesce)Quando il gastrofanatico Enzo Vizzari, tempo fa, indicò il consumo di tartare di tonno come un insopportabile déjà vu culinario, non mi convinsi. Quando amici esperti dell’arte sushi mi avvisarono dell’imminente, possibile estinzione del tonno rosso, il bluefin, non mi convinsi neppure allora, e continuai a cibarmi di quel pescato. C’è voluta Greta Scacchi, che posa nuda abbracciata ad un pesce, a scuotere la mia coscienza poco ecologica: quella bellezza iconica, assieme a quel pesce peraltro indubitabilmente cadavere (che bella morte) ha attirato la mia attenzione su un film-documentario, The end of the line, e sulle conseguenze ambientali della pesca intensiva di cui è vittima questo mito di ogni gourmet, il tonno rosso. Il film segue la traccia di documentari pluripremiati come Una scomoda verità, e colpisce lo spettatore alla pancia (passatemi la metafora) ipotizzando un futuro senza pesci nel mare.

Le conseguenze al movimento d’opinione innescato dal film, e da alcuni protagonisti dello show business, non si sono fatte attendere: mentre si avviava un vero e proprio boicottaggio di Nobu, la catena Pret a Manger annunciava l’azzeramento del prezioso tonno dai suoi menù, e date le dimensioni del gruppo sono attese altre cancellazioni. E i consumatori? Potrebbero fregarsene dell’atteggiamento eco-sostenibile dei ristoratori, o cambiare specienon tutti  i tonni sono in estinzioneo ancora, condividere la soluzione dell’allevamento. Restiamo in attesa del film che – dice la critica – contiene abbastanza argomenti per convincere il peggior cinico: pure quello che accetta di salvare una specie in estinzione, con l’unico scopo di cibarsene in un secondo tempo.




30 commenti a “The end of the line | La fine del tonno (rosso)”

  1. Tommaso Farina Tommaso Farina commenta:

    Come già da anni scrivo sul Papero Giallo attirandomi gli insulti delle anime belle, questo genere di prese di posizioni mi lasciano freddo.

  2. Chiara S Chiara S commenta:

    Ben svegliati, gioie. Il tonno rosso, il mitologico Thunnus Thynnus, è uno degli animali più pazzeschi da vedere in mare, da vivo, mortificato in milioni di bocche da anonimi sushi e ancor più sfigate tagliate. E parlo solo dell’Italia.
    Bentornati nella realtà della pesca industriale e degli stock ittici alla canna del gas.
    La amica Greta Scacchi abbraccia un parente del Thunnus, il merluzzo atlantico, Gadus Morhua, quello dei Banchi di Terranova, anche lui praticamente andato.
    Allora, cominciate con una lettura appetitosa ed emozionante: Merluzzo, di Mondadori. Storia, fasti, potere e caduta libera del pesce che ha sfamato i popoli europei e non per centinaia di anni.
    Cercate su Google tonno + estinzione, o tuna + endangered, leggete e magari vi si forma il minimo contrattuale di coscienza ittica.
    E con i filmatini pettegoli avete anche un po’ stufato :-)

  3. Leonardo Ciomei Leonardo Ciomei commenta:

    Mi trovo d’accordo con Tommaso: sarò un insensibile ma continuerò a mangiare del buon tonno, preferibilmente a casa piuttosto che al ristorante.

    Per Chiara S. visto che sei amica della bella (e brava) Greta Scacchi porgile i miei saluti. Me la ricordo dai tempi di Calore e polvere…

    • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

      Se fosse per me, il tonno rosso oltretutto sarebbe ben lungi dal ridursi quantitativamente, viste le razioni omeopatiche e la scarsa frequenza con cui lo consumo.

    • paina paina risponde:

      …come continuerà presumibilmente a sprecare acqua, a buttare sacchetti di plastica dal finestrino, ad usare un suv, a parcheggiare sui posti riservati ai portatori di handicap, a comprare prodotti di aziende criminali,eccetera, eccetera, eccetera.
      Spero che lei non abbia nè figli, nè nipoti, perchè il suo menefreghismo (come quello di altri che si divertono a osteggiare la propria cecità) è grave e sgradevole. Io sono una persona giovane, rispetto il mio pianeta e i miei simili e vorrei un futuro. Quelli come lei mi impediranno di averne uno sereno.

    • Tommaso Farina Tommaso Farina risponde:

      Capperi Leonardo, stiamo attirando un’autentica cavalleria di cuori di leone coraggiosissimi e vogliosi di mettere la firma ai loro deliri. Conviene che mentre esci dal parcheggio per invalidi stai attento col tuo Suv: altrimenti mi graffi la mia nuova Bentley Continental (db9, dove sei?). Ah, come dici? Eri occupato a comprare prodotti criminali? Ecco di chi erano tutti quei sacchetti sparsi per strada.

      • db9(maffi) db9(maffi) risponde:

        se devo dire la verità, farina, io terrei la mia aston in una sala con motore smontato a parte. mi piace l’oggetto e cosi’ non inquinerei nemmeno. la bentley puah. corona e certi costruttori di sanremo ce l’hanno, burinissimi entrambi. è vero che siamo tutti un po’ stronzi . forse pero’ paina esagera. sui parcheggi ai portatori di handicap ha pero’ straragione. in francia accanto a quei parcheggi c’è un cartello che recita cosi’: HAI PRESO IL MIO PARCHEGGIO,PRENDI ANCHE IL MIO HANDICAP. mica male.

    • CicciodiNonnaPapera CicciodiNonnaPapera risponde:

      > come continuerà presumibilmente a…

      Presumibilmente?
      Niente di tutto ciò: sprechi d’acqua ridotti al necessario, raccolta differenziata e bicicletta quando possibile… terrei soprattutto a rassicurla, assolutamente niente più Texturas dall’estero.

      :-)
      Tuttavia sinché vi ostinerete ad esprimervi, lei e alcuni altri, come se la salvezza del pianeta dipendesse dalla figura di anime belle che riuscirete o meno a ritagliarvi nell’esercizio di un post, vi cuccherete un’ampia scelta di

      interlocutori sordi (alla Causa)
      pseudonimi menefreghisti (e irridenti)
      ed iperboli (provocatoriamente) sgradevoli


      BOMBARDATE LE BALENE!

  4. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Ma la Scacchi, che somiglia a Liza Minnelli, ride, piange o si schifa? Non mi sembra una foto particolarmente toccante e nemmeno in tema.
    Sarà, ma per principio è giusto che animali in via di estinzione vengano protetti: potrebbe bastare una qualche regolamentazione. Credo che, come spesso accade, qualcuno se ne frega e fa il furbo.
    Io lo mangio, poche volte per via del mercurio, ma è una delle cose, fatto alla tartara o a piccoli pezzi con lime e fior di sale, che piace di più in famiglia. Fa festa e non credo di turbare l’equilibrio mondiale.

  5. Dario Bressanini Dario Bressanini commenta:

    Boh, a me il sushi fa schifo, quindi posso dormire senza sensi di colpa per oggi :-)

  6. giulia giulia commenta:

    Il giusto sta nel mezzo… Né attacchi contro né attacchi pro…
    Dovremo tutti documentarci un po’ di più e verificare l’attendibilità e l’autorevolezza delle fonti… nel qual caso essere coraggiosamente più sensibili all’argomento.
    Chi lo vuole può fare a meno di mangiare pesce all’amo (come me)… chi invece lo preferisce provi a documentarsi con autonomia e buon senso…
    Intanto ho da poco scoperto il pesce equo e solidale che il caro scissionista Tommaso mi ha suggerito…
    Un buon compromesso!

  7. CostaBrava CostaBrava commenta:

    Le conseguenze:
    mentre si avviava un vero e proprio boicottaggio di Nobu, e la catena Pret a Manger annunciava l’azzeramento del prezioso tonno dai suoi menù…

    :roll:
    il Re Carlo di Varese,
    locale pupillo del team VG (un due tre quattro, è inoltre sede della commissione bevitrice Centro-Nord), sembrerebbe seguire una linea ecologista ancor più radicale: servire per tonno rosso, quel che tonno rosso non è. Semplice, funzionale… l’uovo di Colombo.

    Le conseguenze:
    Bluefin che ringraziano per l’andazzo varesino, clientela della Rete non altrettanto solidare: della Serie nel forum non mi consideri, e allora in rece puntualizzo?

    Scelta non molto ponderata, questa del Re Carlo: ci fidiamo delle foto viste in Rete, potete immaginare dove…

    Tonno rosso al sesamo, con patate al vapore
    Non credo sia giusto scrivere tonno rosso quando la materia prima non è di tale tipologia; piatto piuttosto semplice, la differenza dovrebbe appunto farla la materia prima, che però non convince.

    :roll:
    stay tuned
    (antenne drizzate a captare smentite)

  8. Matteo Matteo commenta:

    Salve a tutti, mi sapreste dire se The end of the line è gia uscito in italia? e nel caso quando si potrebbero trovare nel mercato i DVD? Grazie mille..

  9. simone simone commenta:

    io il tonno rosso continuerò a mangiarlo dove è tradizione farlo. A A Carloforte in Sardegna o a Favignana in Sicilia. Che smettano pure gli americani o tutti quelli che tradizionalmente non lo mangerebbero.

  10. anche questo è tonno anche questo è tonno commenta:

    pesca sostenibile e consumi, Greenpeace dà i voti al tonno

    Il tonno in scatola è un prodotto abituale, nei carrelli della spesa italiani, ma pochi sanno quanto la pesca irresponsabile di questo animale stia causando danni all’ecosistema. Il rapporto Tonno in trappola realizzato da GreenPeace fa luce sulle diverse politiche dei produttori della pietanza, realizzando una classifica dei 14 principali marchi presenti sul mercato e valutandoli in base alle loro sostenibilità e trasparenza.

    Promossi e bocciati? Nelle pagelle dell’associazione ambientalista nessun produttore riesce a raggiungere la piena sufficienza, e le performance peggiori le registrano i marchi leader del mercato mentre tra i migliori si notano vari prodotti legati a catene di supermercati. Il podio dei marchi più attenti viene occupato da Coop, Asdomar e Mareblu, con votazioni tra il 4,7 e il 4,4 (su un massimo di 10, guarda la tabella). In fondo alla graduatoria, con zero punti poiché si sono rifiutate di partecipare alla rilevazione di GreenPeace…
    (continua su kataweb.it)


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