uova, limoni

Avanzi delle feste di Natale: 5 errori che facciamo spesso

Trucchi e segreti per diventare ottimi riciclatori

E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta. Anche quest’anno siamo passati (quasi) indenni dalle grandi abbuffate e dalle temute riunioni familiari.

Qualcuno ha iniziato la dieta disintossicante, altri continuano a mangiare come nulla fosse, ma se negli ultimi 20 giorni avete ospitato almeno una cena qualcosa per voi è cambiata sicuramente: la quantità di cibo avanzato in frigorifero e in dispensa.

Di articoli e consigli su come riciclare paste avanzate e carni cotte ne avrete già letti in abbondanza, e poi diciamola tutta, se in frigorifero avete ancora gli avanzi di capodanno o meglio ancora di Natale forse sarebbe il caso di riciclarli… nel bidone dell’umido.

Di seguito trovate qualche consiglio anti errore per riciclare gli avanzi delle feste di Natale, e per fare in modo che alcune leccornie, di solito destinate a finire in un cassetto in attesa della data di scadenza, trovino una sorte più gloriosa.

1. Far scadere panettone e pandoro

panettone

Amici, datori di lavoro, colleghi, ditte, parenti, elfi, gnomi e puffi volanti… il pandoro e il panettone sono il regalo di circostanza in questi periodi, spesso capita di trovarsene qualcuno di troppo in dispensa. Non fate l’errore di farlo scadere. Il nobile manufatto a base di burro, uova e farina può regalarvi ancora qualche piccola soddisfazione.

Partiamo dal banale: la colazione. Inzuppato nel caffelatte o spalmato con una buona crema di nocciole può essere la giusta partenza per una lunga giornata di studio o di lavoro. Allo stesso modo, ricoperto di una generosa dose di zabaione o di crema al mascarpone diventa il goloso epilogo di una ricca cena.

Se invece cercate qualche idea più elaborata allora è il momento di azzardare con qualche abbinamento creativo: provate a tagliarlo a cubetti, grigliatelo fino a farlo diventare croccante e accompagnatelo con del foie gras e una crema salata di nocciole.

O ancora trasformatelo in un crumble per guarnire creme e zuppe o addirittura frullatelo con uova, latte e quello che più vi piace, fatelo scaldare in casseruola e godetevi una crema di panettone da accompagnare a frutta fresca o con della granella di torrone.

In sostanza finirete sicuramente prima le vostre scorte che non le ricette possibili.

2. Sprecare i fichi secchi

fichi secchi

I fichi secchi, nonostante siano essiccati e quindi di lunga conservazione, al nord in particolare si trovano principalmente nel periodo natalizio. Dolci, ricchi di fibre, calcio e ferro, sono un ottimo fine pasto accompagnati da frutta secca o ricoperti di cioccolato piuttosto che come snack energetico durante la giornata.

Tuttavia i frutti, proprio per la loro dolcezza, si consumano con parsimonia e questo fa sì che spesso confezioni aperte rimangano a prendere polvere nella dispensa. Non fate l’errore di sprecare questo piccolo tesoro.

Provate a riciclarli inserendoli in un buon risotto con taleggio e gocce di balsamico o trasformandoli in golose cialde da servire con una crema di ricotta di capra, miele e scaglie di cioccolato.

Prendete i fichi e tritateli in un cutter con biscotti tipo gallette o digestive e 1 uovo. Stendete il composto sottile su una teglia e cuocete in forno fino ad ottenere delle cialde croccanti, lasciate raffreddare e poi guarnite con la crema di ricotta… ok, la dieta la cominciamo domani!

3. E con i fichi anche la frutta secca

frutta secca

Cos’è una tavola delle feste senza la frutta secca? Arachidi, mandorle, nocciole, pistacchi, noci, anacardi e simili non possono mancare a fine pasto. Bene, adesso che le feste sono finite non continuate a mangiarla solo a fine pasto.

La frutta secca è un alimento altamente proteico ed energetico, ricco di fibre e acidi grassi, utile alleato contro malattie come diabete, colesterolo alto e obesità. Tuttavia proprio per questo motivo dev’essere consumata con moderazione e mai abbinata ad altri alimenti lipidici come i grassi animali.

Utilizzatela come snack durante il lavoro o lo sport o inseritela nelle vostre ricette a base di verdura per dare equilibrio ai piatti.

Se invece “salutismo” non fa parte del vostro vocabolario, croste di pistacchi intorno a carni succose o granelle di nocciole o arachidi su vellutate di formaggi sono una ghiottoneria a cui pochi sapranno resistere.

4. Non valorizzare spumanti, vini, grappe e liquori in cucina

prosecco

Okay, lo so, questi non vanno a male e difficilmente dureranno tanto in dispensa. Tuttavia, perché limitarsi al solito impiego quando potremmo trasformarli in deliziosi semifreddi, accattivanti gelatine, creme vellutate e salse profumate?

Immaginate un semifreddo alla grappa accompagnato da tiepide pere profumate alla cannella, o ancora un topping di vin brulé a regalare un dolce contrasto alla cremosità sapida di un risotto ai formaggi erborinati.

Con dei petali di rosa candita incastonati in una gelatina di champagne o di moscato si potrebbe perfino conquistare qualche cuore.

Insomma, l’alcool in cucina può regalare emozioni indimenticabili anche a chi solitamente è abituato a ubriacarsi con l’acqua minerale.

5. Ignorare come si conservano gli alimenti

frigo

A questo punto, dopo aver dissertato sugli “avanzi” di cui pochi parlano, vediamo un piccolo vademecum di conservazione e riutilizzo degli alimenti deperibili per evitare di cadere in errori che potrebbero pregiudicare la salute oltre che la semplice riuscita di una cena.

Come si conservano gli alimenti cotti:

Tutto il cibo cotto, e non consumato nell’immediato, va abbattuto e riposto in frigorifero. Una delle cose più sbagliate e rischiose per la salute è far raffreddare le preparazioni a temperatura ambiente poiché in questo lasso di tempo la proliferazione batterica avviene in maniera esponenziale rendendo il cibo potenzialmente pericoloso.

Attenzione a non confondere il sapore, che potrebbe non subire variazioni, con la contaminazione. Siccome quasi nessuno a casa è dotato di abbattitore di temperatura, una buona alternativa può essere quella di chiudere l’alimento in un contenitore ermetico e metterlo a raffreddare in acqua e ghiaccio o sotto acqua corrente molto fredda.

Da normative haccp gli alimenti cotti devono essere consumati entro 72 ore.

Come si dividono gli alimenti nel frigorifero:

Cosa molto importante, per evitare contaminazioni, è dividere cibi crudi e cibi cotti in modo che non entrino a contatto.

Ricordatevi sempre che le carni avicole e la terra presente su molti ortaggi crudi sono i maggiori veicoli di agenti patogeni, quindi cercate sempre di tenerli separati dal resto utilizzando appositi contenitori a chiusura ermetica.

Congelamento:

Una buona alternativa può essere il congelamento che garantisce una maggiore shelf life (durata) agli alimenti rendendoli disponibili in qualsiasi momento.

Ma nonostante gli alimenti nel ghiaccio arrestino la proliferazione batterica, e quindi si possano consumare dopo anni senza essere pericolosi per la salute, i cristalli di ghiaccio che si formano nei tessuti tendono a deteriorali. Per questo gli alimenti potrebbero essere ancora sani ma non proprio appetitosi.

Scongelamento:

Anche in questo caso, per evitare brutte sorprese, dobbiamo eliminare alcune pratiche molto comuni a livello casalingo come ad esempio far scongelare i cibi a temperatura ambiente.

Con l’innalzamento della temperatura ricomincia la moltiplicazione batterica che avevamo messo in stallo (ma non eliminato), per cui la soluzione migliore è quella di estrarre la nostra pietanza per tempo dal congelatore e riporla in frigorifero.

Se invece avete fretta, e non potete permettervi di attendere il tempo necessario, l’alternativa è di porre l’alimento sotto acqua corrente fredda (mai calda) fino a scongelamento completo. In ogni caso, una volta scongelato il prodotto va consumato entro le 24 ore.

Ora che vi ho trasformato in perfetti riciclatori di avanzi delle feste non mi resta che augurarvi un buon 2017, ricco di piatti degni di essere riposti nel vostro personale album dei ricordi.

Luca Barbiero

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