Siamo quello che mangia nostro figlio


gnamUn paio di premesse: chi scrive ha allevato il figlio secondo i dettami della Leche League (per cui il neonato, fino a sei mesi, ha bisogno esclusivamente di latte materno) e mia moglie ha allattato Luca, a richiesta, fino a tre anni e mezzo; sono favorevole ad un approccio naturale alla nutrizione del bambino, quasi autogestito, che gli consenta di esplorare “le vie del gusto”. Seconda premessa: ho qualche problema, forse ideologico, nei confronti dei cibi per neonati che l’industria alimentare allinea sugli scaffali dei supermercati. Così ho trovato confortevole la lettura di questo articolo del Washington Post,  in cui si segnala il fenomeno della preparazione homemade di cibo per bambini, anche piccolissimi; già all’età di pochi mesi, secondo un crescente numero di genitori, è possibile, e consigliabile, avvicinare i bambini allo stesso cibo consumato dagli adulti, eventualmente (non necessariamente) secondo ricette specifiche. Gli argomenti a favore sono molteplici: dal maggiore controllo della qualità degli ingredienti, alla possibilità di educare il piccolo ad un numero di gusti diversi (piccoli gourmet crescono), per finire con l’aspetto finanziario che, dati i tempi, non è disprezzabile: costa meno. Come dicevo, ho sempre volentieri consentito alla mia discendenza un approccio tranquillizzante ed autogestito col cibo; ho sempre visto con favore la curiosità, direi intellettuale, del bambino che desidera esplorare gusti, e preparazioni, idealmente lontani dalla cultura dell’omogeneizzato. Ciò detto, l’articolo del WP va oltre, e narra di piccolissimi che gustano sushi o pecorino cheese. Interessanti, poi, alcuni link, tra i quali segnalerei Wolesomebabyfood.com, interamente dedicato a ricette e consigli sul “vero” cibo per piccoli. Due volte interessante la sezione “il baby è pronto per il cibo solido?”




16 commenti a “Siamo quello che mangia nostro figlio”

  1. Bacco Bacco commenta:

    ….e ne verrebbe fuori un libro di ricette….

  2. StefyBri StefyBri commenta:

    … Non riesco a quantificare quante volte mia madre (da sempre lavoratrice) abbia ripetuto la frase: tu e tua sorella non avete mai mangiato omogeneizzati! Ho sempre preparato io le vostre pappe e tu(io che scrivo) a un anno e mezzo assaggiavi con gusto lo spezzatino di funghi del nonno!!!….
    Bhè ora a 31 anni i risultati si vedono, non ho mai nemmeno sofferto di salute… qualche leggero raffreddore… Vorrà dire qualcosa?… Spero di essere una mamma così… ;-)

  3. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Sicuramente il latte materno può contribuire alla salute del bambino, ma non mi sbilancerei troppo in là nel tempo sui benefici effetti di una corretta alimentazione infantile priva di omogeneizzati. C’entra anche la genetica, insomma.
    Invece a proposito dell’educazione alla diversità degli alimenti, alla curiosità alimentare, credo che sia importante l’atteggiamento dei genitori in casa, il variare quotidiano al quale il bambino si abituerà come fatto normale.
    Infine, da questo punto di vista, non è mai troppo tardi: cucinare e portare in tavola in modo diverso e accattivante carciofi, asparagi, zucchine, mandorle, pistacchi, tonno, capperi e simili, ha il suo effetto positivo e conoscitivo anche nell’adolescenza. Anzi, ogni età ha prevede nuove scoperte.

  4. [...] cuoco siete? Generoso, metodico, competitivo, salutista, innovativo? → Siamo quello che mangia nostro figlio. → Un tempo il mestiere di cuoco era grigio, quasi inconfessabile. A capovolgere le cose è stata [...]

  5. enzo enzo commenta:

    Mah, che dire? I nostri figli, adesso grandi, li abbiamo tirati su senza aiuto di cibo industriale (intendo: proprio zero, neanche un biscottino ) e senza biberon. I risultati sono stati ottimi, e adesso, da grandi, sono – ma forse qui è l’amore paterno che parla – belli e sanissimi.

  6. [...] – Siamo quello che mangia nostro figlio. Di Fiorenzo Sartore. Un paio di premesse: chi scrive ha allevato il figlio secondo i dettami della [...]

  7. materie prime < 1 € materie prime < 1 € commenta:

    [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/B%E9b%E9s/bebe-grrrr-559.gif[/img]
    siamo quel che mangia nostro figlio…

    mense scolastiche, sempre più gare al massimo ribasso

    Un quarto delle gare bandite nel 2009 per il servizio mensa nelle scuole è stato aggiudicato col criterio del massimo ribasso. Si consolida così un fenomeno sempre più preoccupante che colpisce principalmente il comparto scuola, dove ogni giorno consumano il pranzo 890.000 bimbi delle materne e 690.000 bimbi delle elementari per i quali il pasto principale della giornata avviene appunto a mensa.

    «Preoccupa questa politica del sottocosto – afferma il presidente di Angem, Ilario Perotto – che soprattutto gli enti pubblici, e tra questi le scuole, continuano a fare in tema di alimentazione. Qualsiasi riflessione sugli sprechi a mensa diventa superflua, se non si affronta con decisione il malcostume delle gare al massimo ribasso: dare un pasto come in alcuni casi con un valore delle materie prime che finiscono nel piatto inferiore ad un euro è una sfida che le aziende sane del settore non riescono più a vincere».
    (FIPE, comunicato del 28 gennaio 2010)

    • siamo quel che mangia nostro figlio? siamo quel che mangia nostro figlio? risponde:

      mensa scolastica, vermicello nel piatto (ma a volte capita)

      Rimini, 18 feb 2010 – Non proprio una rissa ma certamente una discussione animata, ieri pomeriggio, in commissione comunale. L’assessore alla scuola, Samuele Zerbini, è intervenuto per rispondere a una mozione che chiedeva di fare il punto dopo l’esternalizzazione del servizio mensa scolastica, affidato a fine estate alla Gemeaz Pazzaglia & C (sarà mica la stessa che fa il catering al Senato, eh? ndr)

      Si chiedevano anche notizie sul personale dipendente rimasto ad occuparsi del servizio refezione dopo l’arrivo dei gestori privati: l’accusa è che il Comune esternalizzi troppo [...] al fianco dell’assessore il dirigente comunale Bruno Borghini (politiche giovanili e servizi educativi, ndr) ha suscitato qualche sorpresa riportando che «qualche giorno fa, in una mensa comunale, è stato trovato un vermicello nel piatto di un bambino». Niente paura però: «l’ausl è subito arrivata e ha prelevato alcuni campioni; l’esito ci è arrivato stamattina e non ci sono problemi». L’ospite sarebbe nato già nelle confezioni della pasta «come a volte capita», ha chiarito il dirigente.
      (dal restodelcarlino.com)

    • siamo una carica batterica bassa? siamo una carica batterica bassa? risponde:

      63 bimbi intossicati dopo il pranzo alla mensa dell’asilo

      Venezia, 18 mar 2010 – Una sessantina di bambini (su 76) della scuola materna di Carpenedo, dopo aver pranzato alla mensa ha manifestato sintomi di intossicazione leggera. I pasti vengono preparati nella cucina interna dell’asilo: sul posto è intervenuto il Dipartimento prevenzione dell’Ulss 12 [...] prelevati campioni dei cibi serviti tra cui carne ai ferri, purea di patate, latte e formaggio ora all’esame della sezione di Microbiologia dell’Arpav di Mestre. Vista la rapida evoluzione positiva del malore, i tecnici ritengono che la carica batterica presente negli alimenti fosse comunque bassa.
      (dalla nuovadivenezia)

    • siamo salumi mal stagionati? siamo salumi mal stagionati? risponde:

      salmonellosi alle elementari, denunce contro ignoti

      Piacenza, 16 mar – Tanta paura: per i rischi che ha corso la salute dei propri figli e la certezza «di non essere stati informati come avremmo dovuto». I fatti risalgono a qualche tempo fa: il figlio si sente male a scuola, la pediatra fa svolgere accertamenti su sospetta contrazione di salmonella e gli esami sono positivi. Il bimbo, con punte di febbre a 41°, è ricoverato in ospedale una settimana.

      Altri bambini si sentono male: «al pronto soccorso eravamo una decina – dicono i genitori – ma di sicuro ci sono stati altri casi». Pare che la colpa sia da attribuire a degli insaccati dalla stagionatura non perfetta: «ma vi sembra corretto che a dei bambini di 7 anni, che necessitano di una dieta corretta, vengano dati salume e coppa?»
      (continua sul piacenza.it)

      [img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/Divers/vieuxsmiley.gif[/img]
      eccérto, come no!

      • cinque mesi dopo cinque mesi dopo risponde:

        il comune dice stop al salame nei menu per bimbi

        Piacenza, 24 ago – Dal prossimo anno non ci sarà più salame nelle mense scolastiche piacentine. Nessun macinato di carne cruda verrà più servito, sì invece alla coppa (ma solo perché piacentina? ndr). È questa la decisione dell’amministrazione comunale, presa di concerto con le indicazioni dell’Ausl, dopo i trenta casi di salmonellosi di qualche mese fa, l’assessore comunale al Futuro, Giovanni Castagnetti, ha garantito che «i controlli saranno ancora più severi rispetto all’anno passato» e ha parlato di «spiacevole incidente» per quanto riguarda i bimbi colpiti da salmonellosi.

        completo sul piacenza.it

  8. quelli che una mela al giorno... quelli che una mela al giorno... commenta:

    mele biologiche a scuola, dieci bambini intossicati

    Genova – Sembravano delle innocue mele tagliate a fettine. Si trattava anzi della prima, prelibata merenda biologica dell’anno (pdf). Dei quindici bambini della 5ª elementare di Manesseno, in provincia di Genova, cinque hanno rifiutato di mangiare. Si è rivelata una saggia decisione: perché poco dopo, intorno alle dieci e trenta, tre dei bambini che avevano ingerito la frutta han cominciato ad avvertire dei dolori lancinanti alla pancia.

    Più tardi la situazione è degenerata: in dieci erano stesi a terra con tremendi crampi all’addome. Le due maestre hanno chiamato il 118. Le mele incriminate, confezionate singolarmente e ancora con la buccia, avevano il marchio di un’azienda di Cesena [...] l’Arpal si sta occupando delle analisi.
    (da blitzquotidiano.it)

    [img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/62.gif[/img]
    info in più: i primi risultati assolvono le mele, esenti da ogni tipo di inquinamento chimico. Resta il sospetto che gli alimenti fossero intaccati da batteri nocivi, «potrebbe essere stato il freddo», suggerisce un tecnico: «vomito e mal di pancia possono essere provocati anche da un alimento freddo ingerito troppo in fretta». Il ministro Zaia non ammette attenuanti: «nell’eventualità in cui dovessero emergere responsabilità in capo alle aziende fornitrici, verrà applicato severamente il principio della tolleranza zero».

    • AssoBio AssoBio risponde:

      Si tratta di una bufala assoluta, dovuta all’agenzia di stampa AGI, che ha diffuso la notizia dell’intossicazione alimentare indicandone la fonte nelle mele biologiche.

      Così non è: come risulta con assoluta evidenza dagli atti, si trattava di mele di produzione convenzionale e non biologica.
      Ma non solo: come risulta dal Rapporto d’analisi del
      Dipartimento di Genova dell’Arpal del 15 marzo, neanche tali
      mele convenzionali presentavano contaminazioni da sostanze
      chimiche nè da patogeni, tant’è che ora si sospetta che la causa dei malesseri sia una sindrome influenzale…

      La falsa notizia dell’AGI, ripresa da alcune testate su carta e su web ha causato un pesante danno d’immagine al comparto della produzione biologica italiana (che è leader a livello mondiale, con 49.654 aziende e oltre un milione di ettari), inducendo i lettori a ritenere (ma senza prova nè motivo alcuno) che la frutta biologica possa essere in qualche modo collegata a rischi sanitari.

      Così non è.
      Al contrario: essendo coltivati sotto un rigoroso sistema di controllo europeo, escludendo il ricorso a sostanze
      chimiche di sintesi e presentando alle analisi una maggior
      ricchezza nutrizionale, i prodotti biologici sono
      particolarmente adatti al consumo dei bambini.

      Non a caso lo studio condotto nel 2003 dalla School of Public Health and Community medicine dell’Università di
      Washington si conclude con le parole “Il consumo di prodotti
      biologici costituisce un mezzo relativamente semplice a
      disposizione dei genitori per ridurre l’esposizione dei loro
      bambini ai pesticidi” e lo slogan della campagna con cui
      l’Unione Europea ne promuove il consumo è “Agricoltura
      biologica. Fa bene alla natura, fa bene a te”.

      Nessun rischio sanitario:in questo caso l’unico rischio è quello di un giornalismo vergognosamente sciatto e per niente professionale.

      Roberto Pinton
      Segretario AssoBio

      Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e
      distribuzione di prodotti biologici
      Piazza dei Martiri n. 1
      40121 Bologna

  9. siamo una mosca nel piatto? siamo una mosca nel piatto? commenta:

    una mosca nel piatto, 2.582 euro di multa

    Modica, 2 nov – Confermata la condanna inflitta al legale rappresentante dell’azienda che eroga il servizio di refezione in una scuola elementare siciliana. Ha un bel dire l’imprenditrice incriminata: l’azienda ha adottato tutte le misure igieniche e le cautele previste dai protocolli di autocontrollo nel preparare gli alimenti. Mancherebbe, in sostanza, l’elemento soggettivo del reato [...] ma la legge 283/62 parla chiaro: l’articolo 5 impone il divieto di distribuire e somministrare alimenti “insudiciati o invasi da parassiti” e quello successivo punisce le violazioni con l’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda fino a 46.481 euro [alla titolare della ditta è stato inflitto il minimo della sanzione, l’equivalente di 5 milioni di vecchie lire].

    completo su lastampa.it

  10. siamo una mozzarella blu? siamo una mozzarella blu? commenta:

    mozzarelle blu in una mensa scolastica

    Genova, 23 mar – [...] A individuare l’anomalo colore del latticino servito agli alunni son state le maestre della scuola elementare Brignole Sale, la Commissione mense del Comune ha già fatto sapere che si tratta di un lievito o di una muffa non dannose per la salute, ma si aspettano comunque le analisi dell’Asl. [plus: risultati entro fine settimana]

    dal sole24ore.com


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