Siamo quello che mangia nostro figlio
Un paio di premesse: chi scrive ha allevato il figlio secondo i dettami della Leche League (per cui il neonato, fino a sei mesi, ha bisogno esclusivamente di latte materno) e mia moglie ha allattato Luca, a richiesta, fino a tre anni e mezzo; sono favorevole ad un approccio naturale alla nutrizione del bambino, quasi autogestito, che gli consenta di esplorare “le vie del gusto”. Seconda premessa: ho qualche problema, forse ideologico, nei confronti dei cibi per neonati che l’industria alimentare allinea sugli scaffali dei supermercati. Così ho trovato confortevole la lettura di questo articolo del Washington Post, in cui si segnala il fenomeno della preparazione homemade di cibo per bambini, anche piccolissimi; già all’età di pochi mesi, secondo un crescente numero di genitori, è possibile, e consigliabile, avvicinare i bambini allo stesso cibo consumato dagli adulti, eventualmente (non necessariamente) secondo ricette specifiche. Gli argomenti a favore sono molteplici: dal maggiore controllo della qualità degli ingredienti, alla possibilità di educare il piccolo ad un numero di gusti diversi (piccoli gourmet crescono), per finire con l’aspetto finanziario che, dati i tempi, non è disprezzabile: costa meno. Come dicevo, ho sempre volentieri consentito alla mia discendenza un approccio tranquillizzante ed autogestito col cibo; ho sempre visto con favore la curiosità, direi intellettuale, del bambino che desidera esplorare gusti, e preparazioni, idealmente lontani dalla cultura dell’omogeneizzato. Ciò detto, l’articolo del WP va oltre, e narra di piccolissimi che gustano sushi o pecorino cheese. Interessanti, poi, alcuni link, tra i quali segnalerei Wolesomebabyfood.com, interamente dedicato a ricette e consigli sul “vero” cibo per piccoli. Due volte interessante la sezione “il baby è pronto per il cibo solido?”








Nicola (Cavallaro), un po’ di tempo fa si era posto lo stesso problema
http://nicolacavallaro.blogspot.com/2008/07/serious-cooking.html
….e ne verrebbe fuori un libro di ricette….
… Non riesco a quantificare quante volte mia madre (da sempre lavoratrice) abbia ripetuto la frase: tu e tua sorella non avete mai mangiato omogeneizzati! Ho sempre preparato io le vostre pappe e tu(io che scrivo) a un anno e mezzo assaggiavi con gusto lo spezzatino di funghi del nonno!!!….
Bhè ora a 31 anni i risultati si vedono, non ho mai nemmeno sofferto di salute… qualche leggero raffreddore… Vorrà dire qualcosa?… Spero di essere una mamma così…
Sicuramente il latte materno può contribuire alla salute del bambino, ma non mi sbilancerei troppo in là nel tempo sui benefici effetti di una corretta alimentazione infantile priva di omogeneizzati. C’entra anche la genetica, insomma.
Invece a proposito dell’educazione alla diversità degli alimenti, alla curiosità alimentare, credo che sia importante l’atteggiamento dei genitori in casa, il variare quotidiano al quale il bambino si abituerà come fatto normale.
Infine, da questo punto di vista, non è mai troppo tardi: cucinare e portare in tavola in modo diverso e accattivante carciofi, asparagi, zucchine, mandorle, pistacchi, tonno, capperi e simili, ha il suo effetto positivo e conoscitivo anche nell’adolescenza. Anzi, ogni età ha prevede nuove scoperte.
[...] cuoco siete? Generoso, metodico, competitivo, salutista, innovativo? → Siamo quello che mangia nostro figlio. → Un tempo il mestiere di cuoco era grigio, quasi inconfessabile. A capovolgere le cose è stata [...]
Mah, che dire? I nostri figli, adesso grandi, li abbiamo tirati su senza aiuto di cibo industriale (intendo: proprio zero, neanche un biscottino ) e senza biberon. I risultati sono stati ottimi, e adesso, da grandi, sono – ma forse qui è l’amore paterno che parla – belli e sanissimi.
[...] – Siamo quello che mangia nostro figlio. Di Fiorenzo Sartore. Un paio di premesse: chi scrive ha allevato il figlio secondo i dettami della [...]
[img]http://smileys.sur-la-toile.com/repository/B%E9b%E9s/bebe-grrrr-559.gif[/img]
siamo quel che mangia nostro figlio…
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eccérto, come no!
il comune dice stop al salame nei menu per bimbi
Piacenza, 24 ago – Dal prossimo anno non ci sarà più salame nelle mense scolastiche piacentine. Nessun macinato di carne cruda verrà più servito, sì invece alla coppa (ma solo perché piacentina? ndr). È questa la decisione dell’amministrazione comunale, presa di concerto con le indicazioni dell’Ausl, dopo i trenta casi di salmonellosi di qualche mese fa, l’assessore comunale al Futuro, Giovanni Castagnetti, ha garantito che «i controlli saranno ancora più severi rispetto all’anno passato» e ha parlato di «spiacevole incidente» per quanto riguarda i bimbi colpiti da salmonellosi.
completo sul piacenza.it
[img]http://www.vocinelweb.it/faccine/cibo/62.gif[/img]
info in più: i primi risultati assolvono le mele, esenti da ogni tipo di inquinamento chimico. Resta il sospetto che gli alimenti fossero intaccati da batteri nocivi, «potrebbe essere stato il freddo», suggerisce un tecnico: «vomito e mal di pancia possono essere provocati anche da un alimento freddo ingerito troppo in fretta». Il ministro Zaia non ammette attenuanti: «nell’eventualità in cui dovessero emergere responsabilità in capo alle aziende fornitrici, verrà applicato severamente il principio della tolleranza zero».
Si tratta di una bufala assoluta, dovuta all’agenzia di stampa AGI, che ha diffuso la notizia dell’intossicazione alimentare indicandone la fonte nelle mele biologiche.
Così non è: come risulta con assoluta evidenza dagli atti, si trattava di mele di produzione convenzionale e non biologica.
Ma non solo: come risulta dal Rapporto d’analisi del
Dipartimento di Genova dell’Arpal del 15 marzo, neanche tali
mele convenzionali presentavano contaminazioni da sostanze
chimiche nè da patogeni, tant’è che ora si sospetta che la causa dei malesseri sia una sindrome influenzale…
La falsa notizia dell’AGI, ripresa da alcune testate su carta e su web ha causato un pesante danno d’immagine al comparto della produzione biologica italiana (che è leader a livello mondiale, con 49.654 aziende e oltre un milione di ettari), inducendo i lettori a ritenere (ma senza prova nè motivo alcuno) che la frutta biologica possa essere in qualche modo collegata a rischi sanitari.
Così non è.
Al contrario: essendo coltivati sotto un rigoroso sistema di controllo europeo, escludendo il ricorso a sostanze
chimiche di sintesi e presentando alle analisi una maggior
ricchezza nutrizionale, i prodotti biologici sono
particolarmente adatti al consumo dei bambini.
Non a caso lo studio condotto nel 2003 dalla School of Public Health and Community medicine dell’Università di
Washington si conclude con le parole “Il consumo di prodotti
biologici costituisce un mezzo relativamente semplice a
disposizione dei genitori per ridurre l’esposizione dei loro
bambini ai pesticidi” e lo slogan della campagna con cui
l’Unione Europea ne promuove il consumo è “Agricoltura
biologica. Fa bene alla natura, fa bene a te”.
Nessun rischio sanitario:in questo caso l’unico rischio è quello di un giornalismo vergognosamente sciatto e per niente professionale.
Roberto Pinton
Segretario AssoBio
Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e
distribuzione di prodotti biologici
Piazza dei Martiri n. 1
40121 Bologna
una mosca nel piatto, 2.582 euro di multa
Modica, 2 nov – Confermata la condanna inflitta al legale rappresentante dell’azienda che eroga il servizio di refezione in una scuola elementare siciliana. Ha un bel dire l’imprenditrice incriminata: l’azienda ha adottato tutte le misure igieniche e le cautele previste dai protocolli di autocontrollo nel preparare gli alimenti. Mancherebbe, in sostanza, l’elemento soggettivo del reato [...] ma la legge 283/62 parla chiaro: l’articolo 5 impone il divieto di distribuire e somministrare alimenti “insudiciati o invasi da parassiti” e quello successivo punisce le violazioni con l’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda fino a 46.481 euro [alla titolare della ditta è stato inflitto il minimo della sanzione, l’equivalente di 5 milioni di vecchie lire].
completo su lastampa.it
mozzarelle blu in una mensa scolastica
Genova, 23 mar – [...] A individuare l’anomalo colore del latticino servito agli alunni son state le maestre della scuola elementare Brignole Sale, la Commissione mense del Comune ha già fatto sapere che si tratta di un lievito o di una muffa non dannose per la salute, ma si aspettano comunque le analisi dell’Asl. [plus: risultati entro fine settimana]
dal sole24ore.com