di Nunzia Clemente 14 Gennaio 2017
carne rossa

Non sono tempi facili per essere un salame. O un hamburger. Tanto meno una bistecca alla fiorentina alta 4 dita.

Ancora una volta, infatti, è allarme carne rossa.

Dopo aver saputo dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che, al pari di sigarette, alcol, amianto e arsenico, il consumo eccessivo di carne rossa è tra le principali cause di tumori, ora nuovi studi la collegano alla diverticolite, la cosiddetta “malattia dell’Occidente” (perché ne soffrono principalmente europei e americani).

Le carni rosse infatti sembrano essere tra i fattori determinanti dell’infiammazione dei diverticoli, un’affezione dell’intestino comune e dolorosa.

Lo afferma uno studio condotto da ricercatori e scienziati del Massachussets General Hospital pubblicato sulla rivista scientifica GUT e successivamente riportato dal New York Times.

La diverticolite è una patologia che può interessare diversi tratti dell’apparato digerente, ma è spesso il colon ad esserne coinvolto.

I diverticoli sono rigonfiamenti anomali delle pareti del colon in genere asintomatici, la loro infiammazione, cioè il ripiegamento verso l’esterno, provoca dolori acuti e improvvisi che interessano tutta l’area addominale.

Sono spesso accompagnati da diarrea, sangue nelle feci o, all’opposto, da stitichezza. Nei casi meno gravi per curare la diverticolite basta una dieta (spesso liquida) accompagnata dall’assunzione di antibiotici. In presenza di complicazioni come gli ascessi è necessaria l’ospedalizzazione e si deve procedere per via chirurgica.

In Europa la patologia ha provocato 13.000 decessi solo nel 2003. In America, invece, i costi per curarla equivalgono a circa 2,4 miliardi di dollari l’anno.

Gli studiosi del Massachussets General Hospital hanno analizzato i risultati di un campione composto da 46.461 volontari tutti uomini e abituali consumatori di carne rossa, che all’inizio dello studio avevano un’età compresa tra 40 e 75 anni.

Lo studio è iniziato nel 1986 ed è proseguito fino al 2012, quando gli scienziati hanno tirato le somme e tracciato un quadro più completo della situazione: ben 764 persone hanno sviluppato la diverticolite.

Dopo accurati controlli si è giunti alla conclusione che il consumo di carne, soprattutto quella non lavorata, aumenta di circa il 58 per cento il rischio di sviluppare la malattia.

Secondo il dottor Andrew Chen, responsabile dello studio, sono due i risultati importanti: la connessione tra patologia e consumo di carne rossa; il calo dei casi di diverticolite nei regimi alimentari che prevedono al posto della demonizzata bistecca pesce fresco e carne bianca (quella di pollame e volatili).

[Crediti | The New York Times, Dissapore]