di Cinzia Alfè 28 Luglio 2017
kombucha

Alcuni li definiscono come “lo spazio creativo tra il cibo fresco e quello marcio”.

E sempre più spesso sono protagonisti sulle nostre tavole.

Stiamo parlando dei  cibi fermentati, la moda del momento, che secondo alcuni sarebbero, tra le altre cose, in grado di guarire svariate patologie, dalla sindrome del colon irritabile alle allergie e a qualunque tipo di problema digestivo.

Anche le star di Hollywood ne vanno pazze, tanto che, nel 2011, l’attrice Lindasy Lohan è stata dichiarata positiva, in un primo tempo, all’alcol test, per scoprire poi che il suo tasso alcolemico era causato non da daiquiri e margarita ma da una irrefrenabile passione per il kombucha, una bevanda a base di tè fermentato.

Ma cosa sono esattamente i cibi fermentanti, e a cosa devono la loro recente popolarità?

Nulla di nuovo, in realtà: gli uomini sfruttano da migliaia di anni l’azione naturale di batteri e microorganismi per conservare gli alimenti, tanto che si potrebbe affermare che non sono stati gli esseri umani a scoprire la fermentazione ma che è stata la fermentazione a creare il genere umano.

Durante il processo di fermentazione milioni di microorganismi trasformano i cibi, proprio come avviene con la cottura, ma senza l’ausilio del calore.

In determinate condizioni, lieviti e batteri trasformano gli zuccheri naturali degli alimenti in altre sostanze, come acido lattico o acetico; questo processo impedisce il proliferare di altri batteri nocivi per la salute l’uomo, rallenta il deterioramento e attribuisce un sapore caratteristico agli alimenti.

kimchi

Birra e vino sono bevande fermentate, così come fermentanti sono il pane, i crauti, le olive, i salumi, il cioccolato, il caffè, il miso, diversi formaggi e alcuni tipi di sottaceti.

Praticamente, come dice lo scrittore americano Michel Pollan, “tutte le cose davvero buone sono fermentate”.

E, naturalmente, i cibi fermentati sono un’ottima fonte di microorganismi preziosi per la salute dell’uomo. Ma non facciamone un mito: non basta certo mangiare un po’ di crauti per curare il cancro o bere del Kombucha per debellare il diabete, ma è comunque assodato come  gli alimenti fermentati permettano di assorbire meglio i nutrienti, di potenziare la funzione immunitaria e soprattutto di migliorare la digestione grazie al lavoro di miliardi di batteri.

Batteri che si possono implementare mangiando kefir –una sorta di latte fermentato che contiene circa cinque tipi di batteri in più rispetto ai normali yogurt–, ma anche crauti, formaggi a latte crudo, Natto (fagioli giapponesi di soia fermentati), tempeh (fagioli di soia fermentati) o kimchi (cavolo fermentato).

tempeh

Stiamo cominciando solo ora a capire l’importanza del lavoro di questi miliardi di microrganismi sulla salute del nostro organismo, ma nonostante le conoscenze limitate, una cosa è certa: i batteri buoni ci sono, e lavorano per la nostra salute.

Come, esattamente, ancora non lo sappiamo.

[Crediti | Link: The Guardian]

commenti (6)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. Avatar Mauro ha detto:

    Mia mamma per un periodo beveva il Kefir d’acqua, ha emulato la dieta di un primario di zona, era un primario di urologia quindi non so quanto potesse essere esperto di nutrizione e funzionamento dell’apparato grastrointestinale.
    Poi ha smesso perché ha capito che viveva abbastanza bene anche senza quella bevanda che vi assicuro era disgustosa.
    La scienza sul Kefir è sempre stata cauta, ma se avesse benefici, non credo ci sia interesse a diffonderlo.

  2. Avatar Orval87 ha detto:

    Propongo di sollecitare i blogger e magazine nostrani a spingere la diffusione del Kiviaq, capolavoro Inuit della fermentazione.
    Ci si potrebbero fare delle belle sagre natalizie. Sarebbe perfetto anche per gli aperitivi, a fianco di una bella Ribolla, per essere sul pezzo visto che ne avete parlato di recente.

    1. Avatar pbs ha detto:

      Aaaaah, che schifo il kiviaq! Ti prego, non nominarlo più! 🙂

  3. Avatar MAurizio ha detto:

    Il termine tecnico che definisce queste interazioni e’ “microbioma intestinale” ovvero l’insieme di interazioni tra l’organismo e la massa di batteri (piu’ o meno “buoni”) presenti nell’intestino. Batteri che condizionano l’assorbimento di nutrienti ed eliminazione di “tossici”. O producono tossine.
    Come detto “cibo fermentato” è la classificazione moderna (o fighetta …) di una serie di alimenti di impiego quotidiano (o quasi) a partire da pane e vino. Cui vengono aggiunti, fighettescamente …, bevande o cibi esotici (per noi, ma comunissimi nei luoghi di origine) cui vengono attribuite proprieta’ miracolose. Magari se uno si alimenta di scatolame e cibi “sterilmente” conservati (per ovvi motivi di conservazione) si perdono quei potenziali benefici che potrebbero derivare dall’arricchimento del nostro microbioma (magari debilitato da malattie o cure antibiotiche) con cibi del genere. Stando pero’ attenti al botulino o alle altre tossinfezioni alimentari che i cibi “conservati naturalmente” possano naturalmente trasmettere.

    1. Avatar giuseppe ha detto:

      Come detto “cibo fermentato” è la classificazione moderna (o fighetta …) di una serie di alimenti di impiego quotidiano (o quasi) a partire da pane e vino. Cui vengono aggiunti, fighettescamente …,

      Un post un po fighetto, no?

  4. Avatar mario73 ha detto:

    il Bruss (formaggio fermentato) è catalogabile tra i cibi oggetto dell’articolo?
    però:
    non è esotico
    ma è sicuramente “probiotico” 😛
    puzza un mucchio
    non so se fa bene alla flora intestinale ma, ben spalmato su un bel pezzo di pane e accompagnato da un bel bicchiere di vino, sicuramente fa bene all’umore (quanto meno al mio…)