di Cinzia Alfè 9 Luglio 2016
granola

Siete tra quelli che scattano entusiasti dal letto per fare colazione con una bella dose di granola, convinti di aver iniziato la giornata nel modo migliore, cioè con una colazione nutriente, ricca ma soprattutto sana?

Bene, avete sbagliato tutto.

Sì, perché la granola, la colazione col nome da becchime per polli che piace sempre di più agli italiani, in realtà è un bidone.

E chi lo dice è il New York Times, nientemeno.

Il quotidiano, dopo che Food and Drug Administration –l’ente governativo statunitense che regolamenta i prodotti alimentari e farmaceutici– ha deciso di rivedere gli standard salutistici dei cibi più comunemente consumati dagli americani, ha sottoposto al vaglio di una folta schiera di nutrizionisti e anche a un consistente campione di consumatori comuni 52 tipi di cibi diversi.

A tutti ha chiesto un’opinione su quanto questi cibi possano essere considerati salutari e benefici per la nostra salute oppure, al contrario, insani e dannosi.

Cibi salutari per i consumatori

Bene, uno dei dati più curiosi è che la granola è considerata estremamente sana da più del 70% degli americani, ma è stata degradata ad ammasso di zuccheri –aggiunti, oltretutto–  da più dei due terzi dei nutrizionisti, e quindi non così sana come la popolazione invece si figura.

E qui, bisogna riconoscere che i lettori di Dissapore, come si era visto dai commenti ai nostri post sulla granola fatta in casa, non ci erano cascati: buona, energetica, anche molto trendy e dall’indiscusso fascino U.S.A., ma non certo così sana come la fama che la circonda ci porterebbe a credere.

Ma la ricerca ha evidenziato altri aspetti molto interessanti.

Se il muesli segue più o meno la stessa sorte della granola, ed è considerato salutare dai consumatori ma molto meno dai nutrizionisti, così come il frozen yogurt o i beveroni salutistici modello Slim Fast, giusto per non fare nomi, dall’altro lato ci sono cibi, anzi, super cibi che tutti gli esperti concordano nel considerare veri concentrati di salute, mentre invece vengono snobbati dall’americano medio.

La più illustre vittima di questo fraintendimento? La quinoa.

Cibi salutari per gli esperti

Il super cibo così benefico da diventare persino oggetto di satira (sempre negli States, ricordiamo) è praticamente ignorato dal campione dei consumatori americani.

E così anche tofu, hummus, sushi, cibi in testa per le loro virtù salutistiche nella classifica dei nutrizionisti, così come i gamberetti, a lungo considerati portatori di colesterolo dannoso e ora invece rivalutati, e persino il vino: tutti alimenti a cui il campione di consumatori non riconosce le stesse virtù benefiche che invece tributano loro gli esperti della nutrizione.

La colpa, continua la ricerca, parrebbe risiedere nella “novità” di molti di questi alimenti, nella recente introduzione degli stessi nella dieta dell’americano medio. Come dire, facciamo una ricerca tra altri vent’anni e la quinoa sarà schizzata al primo posto nella mente dei consumatori come cibo salutare. Vedremo, allora, se la quinoa resisterà agli assalti del tempo: noi di Dissapore saremo qui (si spera) ad aggiornarvi puntualmente!

cibi salutari

Ci sono poi cibi che trovano concordi nutrizionisti e consumatori; vale a dire i cibi di cui nessuno dubita riguardo agli effetti positivi sul nostro organismo e che risultano essere vecchie conoscenze: cavoli, spinaci, uova, olio d’oliva, mandorle, avena, arance, carote, carni bianche quali pollo e tacchino, mele e pane o cereali integrali.

cibi non salutari

 

Mentre sono tutti parimenti d’accordo che cola – anche dietetica –  patatine fritte, biscotti al cioccolato, gelati e pancetta siano, ahimè, tanto buoni quanto dannosi per la nostra salute, così come anche, per quanto non esattamente allo stesso livello dei precedenti, pizza, birra, hamburger, craker vari e pane bianco.

Ma ci sono anche dei cibi che stanno in una zona d’ombra, poveretti, in una specie di limbo, cibi che dividono sia esperti che consumatori, cibi che nessuno sa bene se inserire tra i completamente buoni o i completamente cattivi, e infatti si assestano tutti su valori mediani (per quanto leggermente riabilitati dai nutrizionisti rispetto al passato); come per dire, nell’incertezza, stiamo nel mezzo che male non fa.

Cibi su cui si fa confusione

Si tratta di cibi come pop-corn (!), braciole di maiale, latte intero, burro, carne rossa, burro di arachidi e formaggio esclusivamente “cheddar” (non si sa bene perché solo questo preciso tipo di formaggio, tra l’altro abbastanza sconosciuto in Italia, sia entrato nel campione dei cibi  rappresentativi, ma tant’è).

Tali cibi, soprattutto carne rossa e braciole, per anni sono stati considerati dai nutrizionisti troppo ricchi di grassi saturi e dannosi per il cuore, mentre recenti studi sono molto meno categorici e tendono a ridare la giusta dignità a grassi e proteine nella nostra dieta.

Leggermente più salutari rispetto a questi risultano essere mais, patate al forno, tonno in scatola, latte scremato.

Insomma, ciò che emerge da questo sondaggio è, alla fin fine, un gran confusione, sia per quanto riguarda i nutrizionisti, impegnati ad aggiornare le loro conoscenze in base ai mutati standard alimentari, sia per i consumatori che vorrebbero tanto mangiar sano ma che non sanno più dove sbattere la testa.

Tant’è che, alla fine della fiera, decidono di mollare esperti e nutrizionisti e di affidarsi al caro vecchio Google.

risultati google

Infatti, si è provato a fare un semplice sondaggio. E’ stato chiesto cioè a Google quali sono gli alimenti per cui sono state maggiormente svolte ricerche riguardo ai benefici effetti sulla nostra salute  (tramite la domanda “ E’ –nome del cibo, per esempio “quinoa”– salutare?”).

E quali sono stati i risultati?

Bene, il cibo per cui sono state fatte la maggior parte delle ricerche su Google, il cibo per cui la maggior parte degli americani è indecisa se considerare salutare o malefico è stato… il sushi! Sushi, questo sconosciuto!

Ma in buona compagnia, comunque: il sushi è subito tallonato dall’hummus e poi, vera ossessione degli americani, di nuovo dal pop corn e dal burro di arachidi, e ancora couscous, farina d’avena, tofu ma soprattutto, con gran sorpresa, all’ottavo posto chi troviamo? Troviamo lei: lei, la Nutella!

Su di lei gli ignari americani s’interrogano, su di lei oceani di domande, forse nella speranza di trovare l’agognata risposta: “healthy”, salutare, buona benefica.

 

Ma allora, americano medio, okay che non sai che la granola è un bidone pieno di zuccheri, okay che non sai che la quinoa è un concentrato di virtù, ma addirittura girare il dito nella piaga e farti del male deliberatamente andando a far domande insulse a Google sulle virtù salutari del nostro comfort food per eccellenza, la dolce, grassa e paradisiaca Nutella.

 

Allora vuol dire che veramente o sei masochista, o sei un pollo!

E allora, ti meriti di mangiare la granola, convinto oltretutto delle sue virtù eccelse, mentre noi italiani continueremo a mangiarci in pace la nostra dolce e ricca Nutella, altrettanto consapevoli dei suoi  benefici effetti sul nostro buonumore.