di Nunzia Clemente 4 Aprile 2016
cibo caduto a terra

In molti conosciamo la regola dei 10 secondi (per alcuni dei 5, per altri dei 3). Se si raccoglie un cibo caduto per terra entro 10 secondi lo si può ancora mettere in bocca, altrimenti è da buttare.

Ma la scienza interviene ancora una volta a bacchettare la brigata anti-spreco: una nuova ricerca riportata dal Telegraph spiega che la pratica non è così igienica come pensiamo e anzi, la popolare regola è soltanto un falso mito.

A quanto pare, che siano 3, 5 o 10 secondi, batteri come l’E. Coli o quelli responsabili della Salmonella, se presenti, attaccano il cibo all’istante.

Il punto è che qualunque cibo cada per terra entra comunque in contatto con dei batteri; anche se per pochi secondi o su una superficie ritenuta pulita. E tuttavia, una caramella dura è oggetto di minore contaminazione rispetto a una fetta di formaggio.

Detto questo, il pericolo per la salute dipende dalla presenza più o meno elevata e dal tipo di batteri stessi, che si moltiplicano comunque con rapidità: in poche ore, da una microscopica manciata possono diventare milioni.

La scienza è spietata, e ci lascia due opzioni: una, è lasciar cadere meno cibo a terra; l’altra è pulire meglio le nostre abitazioni.

Infine, se si vogliono evitare sorprese è bene tenere presente l’utilità dei vaccini.

[Crediti | Link: Telegraph]