di Chiara Cajelli 4 Dicembre 2019
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Mettiamo che facciamo tutto come si deve, ovvero che non prendiamo in considerazione le diete di turno prese dalle riviste, che andiamo da un nutrizionista e che abbiamo finalmente una dieta bilanciata su misura per noi. Dov’è, a questo punto, la difficoltà? Eh, che bisogna seguirla. Bisogna seguirla nonostante lavoro, impegni, famiglia, stanchezza, far la spesa. Ecco che entra qui in gioco la dieta a domicilio, un servizio che negli ultimi anni ha avuto alti e bassi ma che promette di farci dimagrire da casa senza cucinare.

Esistono diverse piattaforme a disposizione per la dieta a domicilio, più o meno dettagliate e con servizi più o meno personalizzabili. C’è chi consegna ogni pasto a casa, chi tutta la giornata di dieta al mattino, chi ti porta tutto ovunque tu sia compresi ufficio o palestra. Alcuni sono supportati da un team medico (di nutrizionisti) alle spalle e forniscono diversi menù già pre impostati da scegliere in base alle esigenze (e adattandole il più possibile), e ne è un esempio Diet to Go, il cui amministratore delegato è Giuseppe Parotti. Infine, c’è chi permette una personalizzazione anche importante dell’ordine, inserendo alcuni dati/preferenze/ingredienti/specifiche (un esempio è NutriBees).

Come funziona

Funziona che ci si deve vincolare con un abbonamento, che generalmente non può essere inferiore a una settimana e in media costa circa 30-35€ al giorno (NutriBees varia tra i 16 e i 25 a giorno, Diet to go è di 110 per una settimana). Di istinto a me verrebbe da pensare che sia tantissimo, ma il punto non è la cifra quanto piuttosto i vantaggi che una persona sa di trarne:

  • è un servizio che mi è davvero utile?
  • è un servizio che mi permette di non pensare mai alla cucina?
  • davvero con questo servizio riesco a fare la dieta che mi ha dato il mio nutrizionista, o – massì – la adatto un pochino?
  • il rapporto qualità/prezzo è valido?
  • quanto spenderei al giorno cavandomela da solo (tra ingredienti e tempo)?

I nutrizionisti

Se siete curiosi e volete provare il servizio, magari uno dei due citati, abbiate certezza che dietro alle quinte ci siano degli esperti biologi e nutrizionisti DA POTER CONTATTARE direttamente; assicuratevi che rispettino eventuali indicazioni da parte del vostro nutrizionista, o che siano competenti rispondendo alle vostre domande.

Negli States

Negli Stati Uniti, la dieta a domicilio ha preso – ovviamente – molto piede soprattutto da quando la cantante icona Beyoncé, insieme al personal trainer Marco Borges, ha lanciato la startup 22 days nutritions: ordini e consegna a domicilio un pasto vegano. Questa, tuttavia, è solamente una delle prime tracce della dieta a domicilio oltreoceano dal momento che poi il fenomeno è esploso ed è tuttora molto ricercato.

I nostri no

Non ci sono grandi NO questa volta, ma solo una piccola perplessità che non riguarda il servizio di dieta a domicilio in sé (che è una bellissima idea, se messa in atto da persone e organizzazioni serie): si comprendono benissimo stress, fatica, non saper cucinare, stanchezza, fretta, poco tempo… ma (salvo situazioni particolari, parlo in generale) se si intraprende un percorso dimagrante la consapevolezza nei confronti dello stesso è tanto importante quanto il rispetto di calorie o indicazioni. Una dieta la si deve affrontare di petto, “toccandola con mano”, scontrandocisi nelle giornate nere, capendo bene cosa ci piace e cosa no, i nostri limiti oggettivi da rimettere in gioco. La fatica non è una punizione, ma parte del percorso e se si sceglie la pappa pronta questo importante tassello ci fregherà quando la pappa pronta non ci sarà più.

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