di Chiara Cajelli 29 Ottobre 2019
dieta-berrino-dimagrire-21-giorni

Franco Berrino è un medico epidemiologo che da decenni promuove e ricerca nell’ambito della salute legata all’alimentazione: ad esempio, se e come il cibo è legato al cancro, o come con la dieta Berrino si possa rinascere o dimagrire in 21 giorni. Vediamo i pro e i contro, relativi esclusivamente al fattore dimagrimento. Nelle prossime righe non ci saranno opinioni mie, ma quanto riportato da Berrino stesso o da colleghi come Albanesi.

Puntare sulla colazione

Una delle prime regole da seguire per un percorso di benessere o di dimagrimento è, per Berrino, puntare sulla colazione: questa deve essere sempre consumata, non deve essere costituita da solo caffè o tè, non deve essere a base di soli zuccheri (no brioches, non cereali da colazione industriali). Sì, quindi, a frutta anche cotta, a cereali semplici e integrali come avena, semi e frutta secca.

Evitare i “cibi morti”

Berrino è tra i maggiori sostenitori di un’alimentazione che escluda quasi del tutto carni e proteine di origine animale. Chiama questi alimenti “cibi morti”, come ha dichiarato lui stesso in un’intervista a Corriere Cucina. La carne da evitate totalmente è quella rossa, mentre quella bianca è da limitare fortemente e quindi mangiare davvero in modo sporadico. Da prediligere, senza dubbio per il medico, le proteine di origine vegetale: tutti i legumi hanno precedenza sulla carne. Questo discorso rientra in un discorso di benessere in generale e non prettamente legato al dimagrimento, tuttavia per Berrino c’è correlazione diretta tra un’alimentazione troppo carnivora e lo stare male – considerato il sovrappeso uno stato di malessere.

E il pesce?

Sul pesce, Berrino esprime un’eccezione, così come sulle proteine di origine animale quali uova e latticini. Dichiara a Corriere Cucina: “(il pesce) ha gli omega 3 che hanno un’azione antinfiammatoria. In generale, se si consuma un alimento di origine animale è bene che provenga da animali a cui sia stato consentito di nutrirsi naturalmente. Quindi sì al latte di vacche che pascolavano in montagna, uova di galline libere di nutrirsi di erbe selvatiche, pesce che mangia alghe e plancton“.

I contro su carne, pesce e proteine: consumo consapevole per non escludere nulla

Non è nuovo il discorso che collega un eccessivo e prolungato consumo di carne ad uno stato di salute non ideale, tuttavia è un concetto che non trova accordi unanimi in medicina. Ha sempre più voce, infatti, un limite alla carne in rispetto di determinati parametri: l’origine della carne, la non provenienza da allevamento intensivo, la qualità, il taglio. Insomma: un consumo consapevole che riguarda tanto la carne quanto uova o latticini. In quanti sanno davvero se le uova che mangiano non provengono da galline chiuse in gabbia e nutrite male? Chi conosce veramente la provenienza del latte che beve ogni giorno? Quanti chilometri ha fatto quel latte? Si tratta di latte fresco o scaduto e ri-pastorizzato? Chi sostiene che il salmone d’allevamento sia grigio e poi colorato di rosa ha ragione?

Il digiuno o semi digiuno

Berrino non esclude il digiuno per ritrovare una migliore forma fisica. Sostiene tuttavia che il digiuno debba essere razionale e controllato: in una settimana, non più di 3 giorni e mai consecutivi. Oppure, ammette un digiuno anche di 36 consecutive e basta alla settimana.

I pro della dieta mima digiuno

I pro della dieta di semi digiuno o mima digiuno sono molti, come sostiene lo stesso Veronesi. Tuttavia, i pro riguardano non un dimagrimento ma l’iter consigliato in casi clinici e in presenza di malattie.

L’importanza dell’abitudine

Il dottor Berrino cerca di fare capire alle persone che non esistono soluzioni uniche e non esistono soluzioni lampo, se lo scopo è il benessere né tanto meno il dimagrimento. La soluzione è l’abitudine: cambiare gradualmente e in meglio la propria routine, così che col tempo possa essere mantenuta su un tenore più sano.