di Luca Iaccarino 4 Dicembre 2017

Se a Natale si potesse esaudire un desiderio, io opterei per questo: “rivoglio l’apparato digerente di quanto avevo vent’anni.” Non “tornare ventenne”, quello mi pare troppo persino per la fatina, ma tornar a digerire come un ventenne.

Non sono medico, ma di stravizi me ne intendo per lunga e rigorosa pratica.

Quindi mi sento di aver la competenza per sostenere questo: verso i 24, 25 anni l’efficacia dell’apparato digerente precipita. Proprio sul più bello. Proprio quando cominciamo a mangiare come si deve.

Come siamo progettati male.

[L’unico post sui 10 falsi miti del cibo che dovete leggere]

Pensateci: c’è stato un tempo in cui il vostro sistema stomaco-fegato-reni&co poteva tutto.

— Poteva mangiare tre kebab all’alba.
— Poteva farsi due etti di spaghetti ajo e ojo a mezzanotte e innaffiarli di vodka al melone.
— Poteva finire un fritto misto e poi ricominciare.
— Poteva salutare il nuovo giorno con un piatto di gnocchi alla bava.

E la mattina seguente: un fiore. Come se nulla fosse.

Questa età dell’innocenza quando è terminata? A me a 23, 24 anni.

Una notte, d’improvviso, al quarto panzerotto sono stato colto da un improvviso, sconosciuto malessere. “Bruciore di stomaco, è normale” disse quello accanto a me. Aveva 26 anni. Sapeva cosa mi avrebbe aspettato.

Da quel momento, tutto sarebbe cambiato e sarei –come tutti– diventato amico intimo del Gaviscon, del Maalox e di altri intrugli limacciosi.

[Non avevo capito di poter mangiare i carboidrati senza ingrassare]

Amica fatina, se leggi Dissapore fai a tutti noi che abbiamo superato il quarto di secolo un grande dono: facci tornare la panza che avevamo un tempo (anche in termini di circonferenza).

Se è possibile entro il 24/12, ché in quei giorni le cose di fanno serie.