di Prisca Sacchetti 29 Giugno 2016
olio extra vergine

Non siamo ancora all’epilogo per la faccenda del falso olio extravergine di oliva venduto nei supermercati da una serie di big dell’olio italiano, condannati dall’Antitrust per frode in commercio, ma sono arrivate le prime multe.

Gli esami seguiti alla denuncia, partita da un’inchiesta del mensile “Il Test” e in seguito raccolta dal PM di Torino Raffaele Guariniello, avevano confermato che si trattava di semplice olio vergine d’oliva, dunque di qualità inferiore rispetto all’olio extra vergine.

Sette i marchi coinvolti: Carapelli, Bertolli, Sasso, Primadonna (Lidl), Coricelli, Santa Sabina e Antica Badia (Eurospin).

Se l’esito sul piano penale delle indagini svolte dalla Procura di Torino non è ancora noto, l’Autorità garante contro la pubblicità ingannevole ha sanzionato Lidl per 550mila euro a causa dell’olio vergine Primadonna venduto come extravergine.

Stessa cosa per la multa da 300mila euro inflitta alla società spagnola Deoleo, proprietaria dei Marchi Bertolli, Sasso e Carapelli, e di conseguenza dei prodotti Bertolli gentile, Sasso classico e Carapelli il frantolio.

E’ utile ricordare a questo proposito che dal 1° luglio adulterare l’olio in Italia diventa più difficile.

Per effetto del decreto sull’etichettatura del ministero delle Politiche Agricole, di recente pubblicato in Gazzetta ufficiale, sarà infatti illegale inserire simboli di “italianità” su prodotti non realizzati per intero con olive coltivate in Italia.

[Crediti | Link: Il Test, Slow Food, Dissapore]