di Nunzia Clemente 10 Novembre 2015
olio

Quando abbiamo chiesto a Tom Mueller, autore di “Extraverginità”, il libro-indagine che ha ispirato le famigerate vignette del New York Times sull’olio extravergine d’oliva italiano, cosa ci fosse di vero in quelle tavole, ci ha risposto che tantissimo olio non italiano viene importato in Italia e poi etichettato come “prodotto in Italia” o “imbottigliato in Italia” quando invece arriva dalla Spagna, dalla Tunisia.

Alla fine dei giochi a risentirne è soprattutto il prestigio dell’olio italiano.

Figurarsi poi se a macchiarsi del reato di frode in commercio vendendo come extra vergine olio che in realtà non lo era sono gli stessi big dell’olio di casa nostra.

Si profila un nuovo tsunami sul fronte del prodotto italiano più contraffatto di sempre. Sono stati indagati dal procuratore di Torino Raffaele Guariniello i responsabili di 7 aziende produttrici: Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna (nella versione confezionata per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin).

Per una volta i problemi di salute non c’entrano, a essere toccati sono stati i portafogli dei consumatori, convinti di mettere a tavola un condimento che costa in media 30-40% in più del semplice olio d’oliva.

L’indagine è partita da un’inchiesta del maggio scorso ad opera del sito testmagazine.it, dove si ipotizzava già la frode. I lettori del mensile “Il Test” avevano fiutato irregolarità, quindi il sito aveva fatto analizzare dal laboratorio dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli (il loro panel d’assaggio è tra i pochi con riconoscimento UNI/ESO IEC 17025).

La procura di Torino, grazie all’azione dei Nas e dell’Agenzia Dogane e Monopoli, ha prelevato campioni di bottiglie dai supermercati, li ha sottoposti ad analisi e rilevato grosse irregolarità.

Ai controlli organolettici sono seguiti gli esami chimici (perossidi, acidità e alchil esteri) delle 20 etichette, 9 delle quali non erano in regola, mentre 7  imbottigliavano semplice olio di oliva e non olio extravergine d’oliva.

Da qui, l’esposto alla Procura della Repubblica.

[Crediti | Link: La Stampa, Test Magazine]

commenti (26)

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  1. Avatar Graziano ha detto:

    Queste cose succedono perchè nella popolazione c’è pieno di fessi che pensano di essere furbi e di poter comprare vero olio extravergine di oliva a 3/4/5 euro al litro.

    1. Avatar franketiello ha detto:

      un buon extravergine non puo’costare meno di 8 euro al litro.Personalmente nessuna sorpresa ,gia’ una ventina di anni fa ricordo che DE Cecco fu beccato a vendere olio greco per evo italiano,a caro prezzo.le truffe sull’olio sono sempre esistite

    2. Avatar Graziano ha detto:

      Lo so benissimo, ho citato quei numeri perchè sono quelli più assurdi che si sentono in giro. Aggiungo anche che 8/9 euro è il minimo per buoni oli del sud Italia, buoni oli del nord Italia direi che partono invece da 12/13 euro al litro.
      Per mia enorme fortuna non ho mai dovuto acquistare olio di oliva.

    3. Avatar MAurizio ha detto:

      Vengo fresco dal frantoio. L’annata è stata fortunatamente migliore di quella disastrosa dell’anno scorso (e mi fa un po’ sorridere la Coldiretti che si lagna “dell’olio importato in gran quantità” come se non sapessero che la produzione nostrana era stata decurtata).
      Discutendo con i “locali” (provincia di Salerno) mi confermavano la “schizofrenia” dell’acquirente locale. Lo scorso anno, tutti a piangere per trovare un po’ d’olio “paesano”: a chi è andata bene ha avuto a caro prezzo quello del 2013, agli altri sono andate “miscele varie”.
      Quest’anno che c’è abbondanza considerano cari i 5 euro/litro presi direttamente al frantoio (ieri ho visto scene quasi ridicole, con la vecchina che “degustava” sorsate d’olio dai vari lotti, che si era portata dietro un po’ di pane fresco per una degustazione ancora più professionale …)

    4. Avatar Graziano ha detto:

      No, mi sa che il pane se lo era portato dietro per pranzare 😀

  2. Avatar Sandra ha detto:

    Come mai quest’abitudine di “tagliare” non intacca, ad esempio, il prestigio dei vini francesi?

  3. Avatar andrea61 ha detto:

    Posso umilmente far notare che Bettolli, Carapelli e Sasso sono spagnole ?

    1. Avatar Sandra ha detto:

      Ecco…Appurato che gli spagnoli esportano solo olio alla stearica e nacchere e siesta, almeno i primi li potevano produrre come Dio comanda!

  4. Avatar clapton299 ha detto:

    Forse e’ arrivato il momento di rivolgersi sempre di piu’ agli artigiani e ai piccoli produttori; meglio poco, ma vero e buono.

    1. Avatar Simonetta ha detto:

      Mi chiedo se chi, come lei, consiglia di rivolgersi a piccoli produttori, sia mai andato a fare la spesa in un normale supermercato di una qualunque città italiana, per esempio lombarda.
      Come è noto la Lombardia pullula di frantoi e artigiani dell’olio ed è facile comprare olio di qualità!
      E se è vero che il consumatore attento non compra olio evo da 4 euro al litro, lo stesso non si può dire della stragrande maggioranza degli italiani che si butta a pesce sull’offerta del supermercato che offre olio evo a tale prezzo.
      Per molti, purtroppo, i nomi Carapelli, Sasso ecc sono ancora sinonimo di bontà…..

    2. Avatar Graziano ha detto:

      Dicendo Lombardia mi viene in mente subito l’olio del lago di Garda, quello del lago d’Iseo e quello del lago di Como.
      Certo, non sono produzioni sufficienti a soddisfare tutti i 10 milioni di lombardi, ma se qualcuno è alla ricerca di un olio di qualità nella zona, potrebbe valer la pena farci un giro e cercare.

    3. Avatar clapton299 ha detto:

      Io vivo a Milano e compro olio di buona qualita’ al super scegliendo olio che di solito costa 8-10 euro a bottiglia ma che trovo in offerta con sconti del 30-50 %. Vi consiglio Venturino, fatto in Italia con olive coltivate in Italia, ottenuto con processo meccanico, estrazione a freddo; costo circa 9 euro al litro prezzo normale, con sconto fate voi.

    4. Avatar Simonetta ha detto:

      Sono d’accordo che facendo un minimo di ricerca anche al supermercato si trova olio di qualità accettabile. Io parlo per quelle persone che ancora si fidano del nome e si fanno abbindolare dal prezzo.
      Poi, la ricerca del frantoio lasciamola fare a chi ha possibilità di farla, non al pensionato che si fida del nome e compra pensando di fare l’affare.

  5. Avatar Paolo ha detto:

    Problema serio, che nasce anche (non solo) dalle difficoltà di tracciabilità nella filiera olive-frantoio-imbottigliamento.
    Ricordo articoli sul tema negli anni scorsi, e una chiara e costante presenza dei Grandi Attori di questa filiera, tesi a sostenere che… la tracciabilità era non solo inutile, ma finanche dannosa al ‘successo commerciale dell’Extra vergine italiano’.
    Posizione che ha avuto successo, evidentemente, se ancora oggi la tracciabilità non è garantita dalle norme esistenti.
    Ben poche sono state le voci che hanno cercato di scavare, tant’è che l’indagine giornalistica è stata fatta oltre oceano, dove pur si dice che non abbiano cultura alimentare…
    Ma è quasi Natale, e mi sento generoso. Voglio quindi fare un dono senza chiedere, nemmeno in futuro, alcuna contropartita o riconoscimento:
    Al di là e oltre le responsabilità penali (che poco ci interessano) qualche giornalista ha voglia di andare a scovare i dati di commercio di clorofilla nell’ambito del settore oleario e chiedersi perché venga usata?

    1. Avatar Orval87 ha detto:

      E pure i dati di tutto l’olio lampante che viene acquistato dalle industrie del settore, e che tramite deacidificazione con soluzione di soda caustica, decolorazione a mezzo di terre minerali e carboni decoloranti, e deodorizzazione per eliminare la percentuale di sostanze maleodoranti viene reso commestibile e mischiato con olio extravergine…si produce più olio lampante che extravergine…poi facendo 2+2 si capisce che quello che si legge sulle etichette di molti oli nei supermercati è una presa in giro.
      Chiedete anche ai vari consorzi DOP quanto olio “Bio” si produce, pochissimo, eppure nei supermercati se ne trovano ovunque…Bio, seeee…
      La realtà è che tutti i grossi marchi se usano un 15/20% di olio italiano nelle loro miscele è già tanto…io credo che la maggior parte dell’olio italiano di qualità venga consumato dai produttori stessi, dai famigliari, dagli amici e da una serie di acquirenti privati storici e che fanno sempre ritorno di anno in anno.
      Il resto usa, ahiloro, robaccia, e purtroppo penso ne siano inconsapevoli (ma questa è una colpa anche loro).

  6. Avatar Giovanni ha detto:

    L’esame organolettico è ufficialmente riconosciuto solo per la classificazione merceologica e non per l’origine. In Italia tuttavia tutti sanno perfettamente che l’olio spagnolo è difettato per il maltrattamento che subiscono le olive, eppure viene imposto quel tipico sapore ed odore come caratteristica varietale. Strano infatti che dalle stesse olive trattate in altro modo vien fuori un olio (poche gocce) di grande qualità.
    Quindi, atteso che l’esame organolettico non porterà da nessuna parte, e che queste aziende non sono così avventate da farsi beccare all’analisi di laboratorio, non ci rimane che far capire agli italiani la qualità facendola provare e sperare che le indagini seguano altri “percorsi”. Si può far assaggiare anche un olio nuovo pugliese che oramai costa meno di 4 euro ed è di una qualità, specialmente quest’anno, eccezionale. Non 8 euro.

  7. Avatar Colon Irritato ha detto:

    Carapelli, Bertolli e Sasso non sono di proprietà di una multinazionale spagnola? Non che questo giustifichi la truffa ma solo per amor di cronaca. Comunque non si può pensare di comprare un olio extra vergine di oliva sotto un certo prezzo e poi stupirsi di certe sorpresine. Questo vale per qualsiasi prodotto alimentare che sia pollo pagato 1 euro al kilo o vino a due euro a bottiglia.

  8. Avatar Emanuela ha detto:

    E’ vero che siamo disposti a spendere per un buon vino, ma non siamo disposti a spendere per un buon olio. Io che sono allergica ai solfiti sfogo tutto sull’olio 🙂
    Mi ero fissata con l’olio Cetrone e l’ho pagato 34 euro al litro. Ma ne è valsa la pena, era di un buono spaventoso, me lo son proprio goduto su bruschette e verdure.. Poi è sparito e non era più disponibile a causa della mosca olearia che ha atto stragi in Italia. Spero nella campagna 2015, mi hanno detto che l’olio quest’anno c’è , le larve della moscaccia non si sono sviluppate per via del troppo caldo.. Allora inizia il tour tra i mercatini di produttori a fare incetta di olio novello!
    Ecco, aggiungo quindi un dato: nel 2015 l’olio italiano nei supermercati è stato particolarmente latitante: molti coltivatori hanno subito i danni della mosca olearia e la produzione è crollata. Una mia cara amica che produce olio di Brisighella, 500 ulivi, si è vista quasi azzerare la produzione dall’insetto malefico..

    1. Avatar franketiello ha detto:

      sinceramente e’ assurdo pagare un olio 34 euro al litro,ce ne sono spaventosamente buoni per molto meno

    2. Avatar BERNY52 ha detto:

      dovessi vendere il mio, e calcolarne il costo, non lo venderei certo a meno.
      infatti l’olio lo regalo a parenti, amici e colleghi, ed è molto più conveniente che svenderlo a 10 euro a litro

  9. Avatar medo ha detto:

    Secondo la Direzione Repressioni Frodi Alimentarie (Francia), la non-conformità (sinonimo di frode, tagliamo corto) sull’olio di oliva extra-vergine in Francia riguardava nel 2004 il 42,2% e, peggio, nel 2006 il 44% dei prodotti sul mercato, primi su tutti olii spagnoli e francesi. Ad oggi, vista anche la penuria di prodotto sul mercato, questi dati dovrebbero essere peggiorati.
    Quindi, nella pratica, le aziende per campare devono frodare e le multe fanno ormai parte dei costi naturali.
    Triste cosa e si, in Francia va peggio che in Italia. Ed i delinquenti non sono esportatori italiani.
    ( Fonte dei dati, in comodo PDF, facilmente traducibile dal francese : http://www.60millions-mag.com/content/download/3448/27959/version/1/file/425-essai+huiles.pdf )

  10. Avatar franco ha detto:

    una notizia che non fa clamore per niente… c’era bisogno di un indagine per scoprire che un olio da 3€ al litro non è extravergine…