Formaggi magri, quali sono

Vi siete mai chiesti quali sono i formaggi magri? Di solito quando seguiamo una dieta, i formaggi non sono spesso visti di buon occhio. Per diversi motivi. Ci viene però consigliato di portare sulle nostre tavole i formaggi light. Ma quali sono le caratteristiche che un prodotto caseario deve avere per poter essere classificato come leggero ed essere, dunque, mangiato con relativa tranquillità?

Spesso bannati dalle nostre tavole e indicati come il male assoluto, più di recente i formaggi sono stati reintegrati all’interno di diete sane ed equilibrate. E per fortuna, visto che il nostro paese vanta più di 400 formaggi tradizionali. Un vanto anche nell’eterna lotta contro la Francia. Recenti studi hanno dimostrato che mangiare formaggio non fa così male come pensavamo in precedenza. Anche perché sono ricchi di calcio, un prezioso nutriente per l’organismo. È importante, però, sapere quali mangiare. E come.

Per capirci: il formaggio non dovrebbe essere uno stuzzichino o quel qualcosa in più da mangiare a fine pasto, come avviene invece in molte regioni italiane. Dovrebbe essere un secondo piatto con il quale non esagerare. Le porzioni dovrebbero essere tre a settimana, 50 grammi se stagionato e 100 se fresco. E poi dovremmo conoscere la differenza tra formaggi grassi e formaggi magri.

Secondo una vecchia classificazione, i formaggi grassi sono quelli che, sul secco, hanno una sostanza grassa superiore al 42%. I semigrassi tra il 42 e il 20%. I magri inferiore al 20%. Occhio, perché i formaggi denominati leggeri (e non magri) hanno una percentuale compresa tra il 20 e il 35%. Quindi è sempre meglio preferire quelli esclusivamente magri. Anche se sono davvero pochi. Perché in realtà il formaggio magro non esiste. Tutti hanno almeno una piccola quantità di massa grassa.

Detto questo, quali sono allora i formaggi magri? Nell’elenco qui di seguito inseriremo sia i magri sia i leggeri, con relativa percentuale accanto.

formaggi-grassi-magri

Ricotta

La ricotta, con il 20% di massa grassa, è il formaggio magro per eccellenza. E di fatto l’unico, insieme ai latticini freschi totalmente scremati. È sempre meglio optare per formaggi scremati se si è a dieta, perché sono più magri e più leggeri. Per 100 grammi di prodotto le calorie sono circa 146 (se di vacca e non scremata), mentre i carboidrati sono 3,50 grammi, le proteine 8,80 grammi, i lipidi 10.90.

Formaggi freschi semimagri

Come il Cottage e il Quark, ad esempio. I primi sono i comuni fiocchi di latte. Per 100 grammi di prodotto l’apporto è di 115 calorie, 9,7 grammi di proteine, 3,2 grammi di glucidi, 7,1 grammi di lipidi e 290 mg di sodio. Il Quark è invece un formaggio molle e fresco tipico dell’Europa Centrale. Nella versione magra, da preferire a quella con la panna, il formaggio contiene solo 90 calorie, il 13% di proteine, il 4,5% di carboidrati e lo 0,1% di grassi.

Formaggio di grana e formaggi duri di montagna

Secondo la classificazione sopra riportata, anche il formaggio di grana e i formaggi duri di montagna possono essere annoverati tra i formaggi semi magri, ma solo se sono parzialmente scremati.

E la mozzarella?

Ci dispiace sfatare un mito duro a morire, ma la mozzarella non è light per niente. E la colpa è dell’acqua. Sì, avete letto bene. È colpa dell’acqua. Questo perché per legge la percentuale di grasso contenuta in un formaggio si calcola sulla parte secca, al netto dell’acqua contenuta, che non viene considerata. Se si toglie l’acqua dalla mozzarella, quello che rimane, è solo la massa grassa. Se si considera invece il prodotto nella sua interezza, acqua compresa, allora la faccenda cambia un po’ e il grasso si riduce. La mozzarella di latte vaccino contiene il 20 per cento di grassi (quella di bufala il 25).

Avatar Patrizia

5 Marzo 2019

commenti (9)

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  1. Avatar Francis ha detto:

    Articolo demenziale. Ricotta e fiocchi di latte ovvimente non sono formaggi.
    Poi: cosa sono il “formaggio di grana e i formaggi duri di montagna”?
    La frase “possono essere annoverati tra i formaggi semi magri, ma solo se sono parzialmente scremati” non ha senso né per la lingua italiana né per la legislazione alimentare, secondo la quale una cosa è formaggio solo se ha almeno il 33% di lipidi rispetto alla componente secca. Mi sa che devo smettere di leggere Dissapore…

  2. Avatar Pierluigi ha detto:

    La ricotta non e’ un formaggio, non essendoci la coagulazione della caseina.
    Non e’ tanto per essere pignoli, ma se un dietologo dice di mangiare formaggi magri, non sta parlando di ricotta (in quanto almeno lui dovrebbe conoscere la classificazione formaggi/latticini).

  3. Avatar Me Medesimo ha detto:

    La ricotta non è un formaggio, ma un latticino.

    non viene ottenuta attraverso la coagulazione della caseina, ma dalle proteine del siero di latte.

    Un Abbraccio

    1. Avatar ManMachine ha detto:

      Addirittura, più che latticino, è un sottoprodotto della caseificazione visto che deriva dal solo siero. E se quella che si trova nelle malghe sulle Alpi o dai micro produttori locali è molto buona, quella della grande distribuzione è proprio un sottoprodotto nell’accezione brutta del termine.
      Ultimamente su Dissapore si leggono parecchi svarioni…

    1. Avatar Daniele ha detto:

      Scusate la reiterazione ma non mi visualizzava gli altri messaggi.

  4. Avatar Daniela ha detto:

    La cosiddetta “vecchia classificazione” è quella ufficiale dell’Onaf.
    Se con “formaggio di grana” si intendono Grana Padano e Parmigiano Reggiano, il primo è prodotto con latte scremato, il secondo con latte parzialmente scremato.
    Un po’ di precisione non guasterebbe.