di Nunzia Clemente 29 Febbraio 2016
Oktoberfest

Benvenuto glifosato (si fa per dire, eh). Sono state trovate tracce del pesticida, il diserbante più usato al mondo, “probabile cancerogeno” secondo lo Iarc (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità) in quattordici birre tedesche: Beck’s, Paulaner, Warsteiner, Krombacher, Oettinger, Bitburger, Veltins, Hasseroeder, Radeberger, Erdinger, Augustiner, Franziskaner, König Pilsener e Jever.

Ma il giudizio degli esperti sulla pericolosità del pesticida per la salute dell’uomo è contrastato, altri istituti ritengono che un adulto dovrebbe bere intorno ai mille litri di birra al giorno per assumere quantità di glifosato pericolose per la salute.

La querelle non si limita alla birra tedesca: oggi il Corriere della Sera scrive che tracce del diserbante sono state trovate in una serie di alimenti: patate, ortaggi, cavolfiori, lenticchie, porri, frumento, avena.

Venduto in tutto il mondo da diverse aziende, non più soltanto dalla Monsanto a cui fino al 2001 apparteneva il brevetto, si stima che il glifosato sia contenuto in almeno 750 prodotti disponibili, principalmente cotone, mais e soia. Il tipo di utilizzo è soprattutto agricolo: costa poco e si trova facilmente anche se spesso non si pensa alla tollerabilità sviluppata dalle piante.

In Italia, dov’è arrivato nel 1977, il glifosato si cerca solo in Lombardia.

Il permesso per l’utilizzo della sostanza nell’Unione Europea –da sola oppure come aggiunta agli erbicidi– è scaduto il 31 dicembre 2015.

Trentadue diverse associazioni nazionali, tra cui FAI, WWF e Legambiente, chiedono il divieto d’impiego nelle piantagioni.

Beppe Croce, il loro rappresentante, ha spiegato al Corriere:

Per intendersi, un’altra sostanza definita ‘probabile cancerogeno” è il ddt, che è stato bandito da anni. La resistenza europea a vietare il glifosato viene solo dagli enormi interessi economici in gioco“.

In attesa che la Commissione Europea decida il futuro del pesticida nell’agricoltura comunitaria, mentre nei Paesi Bassi è proibito l’uso privato e in Francia è stata impedita la vendita dentro scatole aperte, alcuni paesi extra europei ne hanno vietato l’utilizzo.

Ma a quanto pare proibirlo non è proprio semplice: secondo quello che riferisce l’agenzia Reuters, Monsanto ha fatto causa allo Stato della California soltanto perché aveva proposto di inserire il glifosato nella lista degli alimenti cancerogeni.

[Crediti | Link: Corriere della Sera, Reuters]

commenti (4)

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  1. Avatar Achel86 ha detto:

    Sicuramente non dovrebbe esserci all’interno della birra, ma tra le cose cancerogene per l’uomo, prima del glifosato viene l’alcool…se non erro quello è presente in quantità maggiori rispetto al glifosato…

  2. Avatar Giacomo ha detto:

    Una piccola precisazione, il glifosato, prima di essere nella birra, è NELL’ACQUA, questo è il motivo per cui si trovano tracce di questo diserbante all’interno delle varie etichette della famosissima bevanda.
    Verò è che non ci sono ancora documenti che certifichino la pericolosità, e in che misura, per il metabolismo umano.
    Sicuramente, ed intelligentemente Achel86 ha già spiegato, ci sono altre cose che sono pericolose nel campo alimentare, e di questo c’è la prova scentifica, IN PRIMIS : l’alcool.
    La Pianura Padana è uno dei posti più inquinati d’europa, non oso immaginare cosa accadrebbe se si andassero a far le pulci sul riso, sull’uva e sull’olio, ci sarebbe un’apocalisse.
    Un piccolo esempio, in Cina una delle principali cause di mortalità è l’avvelenamento da piombo, presente in importante quantità nel riso, cereale che “assorbe” molto gli elementi presenti nell’acqua dove cresce, ora vi faccio una domanda, cosa potete pensare del riso coltivato nelle nostre pianure?

  3. Avatar Andrea 86 ha detto:

    Il brevetto che la monsanto deteneva sul glifosato è scaduto nel 2000, da allora viene prodotto da una miriade di piccole industrie chimiche (molte delle quali italiane) e si è molto diffuso consentendo di abbandonare l’uso di diserbanti ben peggiori, ora sono in scadenza anche i brevetti che la monsanto detiene sul tratto genetico che da alle piante ogm la resistenza al glifosato, in pratica diventerà un diserbante open source, a cui tutti potranno accedere, ebbene vietando il glifosate stanno facendo un grandissimo favore ai colossi della chimica che a parole dicono di combattere, visto che una volta vietato il glifosate potranno vendere i nuovi diserbanti a prezzo maggiore.