di Luca Iaccarino 4 Maggio 2017
cervello affamato

Ieri leggo un interessantissimo articolo che parla di un libro appena uscito: il volume si chiama “Il cervello affamato” (Newton Compton) e l’ha scritto il neurobiologo americano Stephan Guyenet.

Il titolo del pezzo inizia con “Fame nervosa” (già questo ha immediatamente catturato la mia curiosità) e si riassumono le tesi di Guyenet, il quale sostiene che mangiamo per un’infinità di motivi che non hanno niente a che fare con il bisogno di alimentarsi.

Il professore scrive cose così: “l nostri circuiti nervosi si sono evoluti nel tempo perché dovevano aiutare i nostri antenati a procacciarsi abbastanza cibo per poter affrontare i momenti difficili… Oggi gli alimenti ‘ricchi’ e gustosi che ci ‘tentano’ in ogni momento continuano a stimolare questo meccanismo. Questo ci spinge a sovralimentarci”.

Quindi cita documentazioni in cui mi riconosco in pieno: “Uno studio della Yale University ha evidenziato che alcune persone sono totalmente assuefatte al cibo”.

Così mi son chiesto: in quali occasioni mangio nonostante non ne abbia bisogno? E mi sono venute in mente queste:

-Quando sono triste
-Quando sono allegro
-Quando sono con gli amici per stare in compagnia
-Tutte le volte che vedo un pezzo di focaccia (deve essere mio, anche se sono appena uscito da un banchetto di nozze)
-Quando sono solo per consolarmi
-Con i miei bambini ché mangiare assieme è educativo
-Con i miei bambini quando lasciano la roba e la finisco io
-Prima di andare a letto, quando un’occhiata al frigo è sempre di grande ispirazione
-Quando la mia squadra ha vinto per festeggiare
-Quando la mia squadra ha perso per sconfiggere la tristezza
-Mentre la mia squadra gioca
-Quando ho fumato una di quelle sigarettine che fanno ridere
-Con i miei bambini quando non vorrebbero lasciare la roba ma ne ho voglia io e glie la rubo
-Sotto l’ombrellone
.Tutte le volte che vedo gli altri mangiare
-Quando la mia squadra ha pareggiato (ma con meno convinzione: sgranocchio giusto qualche snack)
-Al rifugio sulle piste da sci
-Sul lungolago
-Sui prati
-Alle feste religiose
-Alle feste laiche tipo primo maggio
-Durante un lavoro impegnativo
-Quando non ho nulla da fare

… (A voi completare l’elenco. Non fatelo per me: fatelo per la scienza!)