bevande

Fa caldo, caldissimo,  la sete ti attanaglia la gola e tutto quello che desideri è solo un bicchiere di acqua fresca. Meglio se enorme.

E invece, in questi casi, per placare l’arsura, è molto meglio una tazza di latte freddo, intero o anche scremato.

Oppure, al limite, una bella golata di succo di arancia.

Queste le conclusioni a cui è arrivata una recente ricerca inglese,  che si è presa la briga di valutare quanto fosse effettivamente fondato il mito dell’acqua intesa come miglior bevanda dissetante e idratante, ed effettuata misurando per quanto tempo permangono  nel nostro organismo 13 tra le bevande più consumate.

Dallo studio dell’Università di Loughborough, in Inghilterra, emergerebbe infatti la totale mancanza di evidenze scientifiche che giustifichino i famosi otto bicchieri di acqua al giorno –in totale un litro e mezzo o due– ovunque consigliati per garantirsi l’idratazione ottimale.

Molto più significativo, invece, sarebbe il nuovo “’indice di idratazione delle bevande”, messo a punto proprio nello studio inglese.

Un sistema formulato pensando al più noto indice glicemico –che misura come l’organismo umano reagisce ai carboidrati contenuti negli alimenti–,  basato sulla proprietà di alcuni liquidi di restare all’interno del nostro corpo più a lungo di altri, fornendo quindi una maggiore idratazione.

In pratica, infatti, se si beve un bicchiere d’acqua e poco dopo la metà se ne va con l’urina, ciò che resta di utilizzabile per l’organismo è soltanto mezzo bicchiere.

Lo studio è stato condotto su 72 individui maschi di circa 25 anni, a cui è stato chiesto di bere un litro di acqua per stabilire il parametro di riferimento: alla quantità di acqua trattenuta nell’organismo due ore dopo, cioè non eliminata con l’urina, è stato assegnato un punteggio di 1.0.

Dopodiché, sono state misurate nella stessa maniera altre 12 bevande, modellando il loro punteggio su quello dell’acqua: un punteggio superiore a 1.0. indicava che nell’organismo, dopo due ore, era rimasto più liquido rispetto all’acqua (maggiore idratazione), mentre un punteggio inferiore a 1.0 indicava una velocità di eliminazione superiore rispetto all’acqua (minore idratazione).

Alla fine è risultato che quattro bevande –soluzione reidratante, latte scremato, latte intero e succo di arancia– hanno un indice di idratazione maggiore dell’acqua: le prime tre con un indice di 1,5, e il succo di arancia con un indice di 1,39.

Il maggior indice di idratazione del latte è dato in pratica dalle sostanze in esso contenute, elettroliti e nutrienti come sodio e potassio, che porterebbero lo stomaco a svuotarsi più lentamente e avere un’azione meno importante sui reni.

Anche birra e caffè si sono rivelati buoni idratanti, con un indice vicino a quello dell’acqua gasata, e ancora meglio sono risultate le famigerate bevande zuccherate –come ad esempio la Coca Cola, tra i finanziatori dello studio–, sconsigliate sì per il contenuto di zuccheri, ma con un buon indice di idratazione.

In particolare, la Coca Cola avrebbe un indice di idratazione pari a 1,23, il caffè a 0,91, l’acqua gasata 0,98, le bevande energetiche 1,02, la soluzione reidratante 1,54, il succo d’arancia 1,39 e il latte intero 1,50.

Lo studio arriva a un’altra utile conclusione: se si ha in programma un lungo viaggio, in cui si prevede di non avere facile accesso a bagni e servizi, è meglio bere un bicchiere di latte piuttosto che acqua o caffè freddi.

E non importa se, con il sole a picco e le temperature tropicali, un bicchiere di ricco e denso latte è l’ultima cosa che vi passa per la testa: ciò che che conta è mantenersi idratati il più possibile, e il latte fresco si è rivelato perfetto per questa nostra esigenza.

[Crediti | Link: Well/New York Times, National Geographic]

commenti (22)

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  1. Avatar MAurizio ha detto:

    La logica di fondo e’ che l’acqua contiene meno sali minerali. Con il sudore perdiamo soprattutto sodio e cloro ma se ci disidratiamo i loro livelli nel sangue aumentano e il meccanismo di compenso dell’organismo e’ la sete. “Paradossalmente” nei soggetti disidratati servono proprio bevande salate (ci sono i sali in bustina). Negli altri casi un liquido piu’ ricco (anche di zuccheri) della pura acqua dovrebbe dissetare di piu’. Poi molto e’ soggettivo

  2. Avatar Roberto ha detto:

    Praticamente l’acqua , l’elemento principe del nostro organismo ,nel nostro corpo abbiamo oltre l’80%di acqua del nostro peso… non va più bene. Si deve bere coca cola, latte e aranciata…. Io denuncerei alle autorità competenti questo articolo infamante ,di parte e fuorviante.

  3. Avatar Vx_34 ha detto:

    e ancora meglio sono risultate le famigerate bevande zuccherate –come ad esempio la Coca Cola, tra i finanziatori dello studio

    Questo é il punto nel quale, smettendo di leggere oltre, ho trovato conferma di alcuni sospetti che ho avuto sullo “studio”.

    1. Avatar Mara ha detto:

      Hai mai sentito parlare di “Peer Review”? Mi sa di no..

  4. Avatar CLAUDIO ha detto:

    Ma come si può scrivere una cosa del genere.
    L’acqua che è il bene più prezioso e salutare indiscutibilmente da ogni fonte scientifica ……adesso per qualche caprone non va più bene? Il corpo non rimane più idratata cm le bevande ma perde nene liquidi perché trattiene più zucchero,acidificanti,coloranti,ecc quindi più veleni che acidificano il Ph del sangue determinante per una predisposizione a tutti i tipi di tumori.

    1. Avatar Federico Meynardi ha detto:

      Sottolineo intanto che le università non esprimono la Verità sempre ed in ogni caso….non sono fonte indiscutibile super partes. L’80% delle pubblicazioni non sono scientificamente inoppugnabili, compresi gli elaborati statistici che le supportano….pertanto esse non rappresentano un assioma di verità a prescindere….ma l’aspetto più grave di queste enunciazioni da supermercato è che scaturiscono da paradigmi drammaticamente riduzionistici e semplicistici gravemente carenti di tutti quegli elementi contestuali in un esperimento in grado di falsarne i risultati. In sintesi dubitare sempre da affermazioni facilotte che servono solo a chi pubblica per giustificare il loro ruolo, foraggiato, di…..Ricercatore….

    2. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Dalle tue parole si evince che sai esattamente come è stata condotta la ricerca, visto che la bolli come “gravemente carente di tutti quegli elementi contestuali etc etc.”. Noi, invece, più modestamente, ci siamo attenuti a quanto riportato in merito a questo studio, comunque condotto da una università inglese e non da “un supermercato”. Grazie quindi per il tuo prezioso contributo.

    3. Avatar Mara ha detto:

      Federico, hai scritto una serie di assurdità senza senso.
      1. “L’80% delle pubblicazioni non sono scientificamente inoppugnabili, compresi gli elaborati statistici che le supportano”. Ok.. dove sono i dati a supporto di queste affermazioni? Su cosa ti basi? Fonti? Altrimenti è e rimane la tua opinione, che vale quanto quella del mio vicino di casa.
      2. “l’aspetto più grave di queste enunciazioni da supermercato è che scaturiscono da paradigmi drammaticamente riduzionistici e semplicistici gravemente carenti di tutti quegli elementi contestuali in un esperimento in grado di falsarne i risultati.” Cioè? Quali elementi contestuali? Perché i paradigmi sono semplicistici? Di cosa avrebbero dovuto tener conto i ricercatori per uno studio accurato? Se scrivi una cosa del genere presumo che tu abbia letto l’articolo (intendo l’originale, non quello che è riportato qui) ed esaminato i test statistici ecc.. quindi dai, dicci un po’ come avresti fatto tu.
      3. “In sintesi dubitare sempre da affermazioni facilotte che servono solo a chi pubblica per giustificare il loro ruolo, foraggiato, di…..Ricercatore….”. Le affermazioni facilotte al massimo le fanno i giornali quando riportano le notizie, di sicuro non i ricercatori. Qualcosa mi dice che non l’hai letto l’articolo.. ma forse sbaglio. Sul ruolo “foraggiato” del ricercatore invece, ti faccio notare che fino a prova contraria è un lavoro.. vorresti che lo facessero gratis? È evidente che non hai la più pallida idea di come funzioni il mondo della ricerca, finanziamenti compresi. Hai mai sentito parlare di “peer review”? Prima di sparare stupidaggini, informati..

    4. Avatar pbs ha detto:

      Guarda che la storia dell’acidificazione/alcalinizzazione del pH del sangue è una bufala antiscientifica.

  5. Avatar Massimo ha detto:

    Il latte (che è un alimento e non una bevanda) è il migliore, io è da 58 anni che ne faccio uso quotidiano e sto benissimo, con queste temperature un litro come post workout e un altro litro nel corso della giornata, niente alcolici e alimentazione varia con cibo semplice, poi naturalmente anche acqua e qualche bibita. Se uno non ha intolleranze il latte è veramente eccezionale, provare per credere, e, soprattutto, fate attività fisica, anche col caldo.

    1. Cinzia Alfè Cinzia Alfè ha detto:

      Grazie della tua testimonianza “diretta”, Massimo.

    2. Avatar Luca ha detto:

      Non a caso quando si vuole preparare una bibita workout a base di proteine si usa il latte, e non l’acqua…

  6. Avatar Mara ha detto:

    Mah.. non comprendo l’equazione “ritenzione idrica = maggiore idratazione”. Il fatto che l’acqua venga trattenuta nell’organismo non significa automaticamente che sia disponibile per lo svolgimento delle funzioni cellulari..

  7. Avatar giuseppe ha detto:

    Non basta una una ricerca condotta in un’università del piffero a prendere i risultati come buoni. Fossero anche buoni si dovrebbe comunque dire che l’acqua è la bevanda migliore in assoluto per dissetarsi se non ci sono problemi seri di disidratazione. Non si può fare sempre e solo copia & incolla, no?

    1. Avatar Metternich ha detto:

      Hai detto bene: del piffero. Ma ormai tutti si bevono tutto

  8. Avatar SILLA ha detto:

    Concordo molto più che meno su tutte le critiche sollevate. Ne aggiungo una che pure fa capire che sorta di articolo abbiamo dovuto leggere: e infinitamente risaputo che alcolici e quindi anche la birra di cui si parla, hanno un effetto diuretico molto potente. Facendo un esempio per un litro di birra il corpo ne espelle un litro e mezzo con l’urina, quindi come fa la birra ad essere meglio dell’acqua?

  9. Avatar Caterina ha detto:

    Perché subito, letto un articolo, si deve ricorrere ai massimi sistemi per schierarsi pro o contro? l’università, la ricerca, le multinazionali… Perché non analizzare innanzitutto che cosa dice davvero l’articolo e che cosa si propone chi l’ha scritto? Prima di arrabbiarsi o indignarsi.
    1- L’articolo compare in un sito culinario, non scientifico, neppure di divulgazione scientifica.
    2- Vediamo in breve che cosa ci racconta: pensiamo che l’acqua sia il miglior dissetante; ma una ricerca inglese ci dice che altri elementi liquidi permangono nell’organismo più tempo e di conseguenza sono più idratanti. Quindi che cosa bere “per placare l’arsura”?
    3- Ho aperto il sito e letto l’articolo incuriosita dal titolo. Brava l’autrice ad attirare l’attenzione e a stimolare la polemica attraverso la scelta dei dati e delle parole (parlare di placare l’arsura e di essere idratati è proprio la stessa cosa?).
    4- L’articolo mescola dati sparsi di una ricerca universitaria con osservazioni dell’autrice o del buon senso comune (l’acqua disseta…). Non sempre mi risulta chiara la distinzione tra le due cose. A voi si?
    5- Un paio di esempi. “la ricerca …si è presa la briga di valutare … il mito dell’acqua intesa come miglior bevanda dissetante” Lo afferma lo studio o lo deduce l’autrice? Le espressioni “sfatare un mito” e “prendersi la briga” non sono neutre, danno un giudizio.
    6- Dallo studio … emergerebbe infatti la totale mancanza di evidenze scientifiche che giustifichino i famosi otto bicchieri di acqua al giorno ovunque consigliati per garantirsi l’idratazione ottimale.” “Totale mancanza di evidenze scientifiche”: affermazione piuttosto dura. Lo afferma lo studio o lo afferma l’autrice? “emergerebbe”: secondo chi?
    7- “Otto bicchieri di acqua al giorno”: a parte tutto, ve lo immaginate di bere ogni giorno “otto bicchieri” di caffè o di idratantissimo latte? E fare la pipì di cappuccino!
    Eppure l’articolo parla di urina. Dice: “se si beve un bicchiere d’acqua e poco dopo la metà se ne va con l’urina, ciò che resta di utilizzabile per l’organismo è soltanto mezzo bicchiere” quindi uno spreco! Se ne utilizza soltanto metà! Ma lo dice la ricerca o l’autrice? Scherziamo? Che quel bel mezzo bicchiere d’acqua sprecato (“non utilizzabile per l’organismo”) serva invece per la termoregolazione sudandolo, per la depurazione urinandolo conta?(per non parlare di fiato e feci…) Non posso credere che lo affermi un “foraggiato” ricercatore universitario.
    8- Un’affermazione comunque risulta molto utile: “se si ha in programma un lungo viaggio, in cui si prevede di non avere facile accesso a bagni e servizi, è meglio bere un bicchiere di latte piuttosto che acqua o caffè freddi”. In effetti che vergogna fare pipì sul bordo dell’autostrada…