Mangiare elefanti ci ha reso uomini moderni?

Se siamo gli uomini di oggi, nel bene e nel male, probabilmente lo dobbiamo all'industria litica più primitiva, ovvero al momento in cui abbiamo iniziato a cacciare e soprattutto a macellare elefanti.

Mangiare elefanti ci ha reso uomini moderni?

Quando abbiamo iniziato a cacciare – e mangiare – elefanti? Un recente studio scientifico anticipa questo momento a 1,8 milioni di anni fa, suggerendo una interessante ipotesi sull’evoluzione degli esseri umani e delle loro società. Infatti la caccia alla cosiddetta megafauna da un lato richiede un coordinamento abbastanza complesso e quindi potrebbe essere stata la spinta a una maggiore organizzazione, dall’altro comporta una maggior assunzione di nutrienti quali proteine e grassi perciò potrebbe aver dato una spinta evolutiva anche biologicamente.

Macellai di elefanti

elefante

Gli animali di grosse dimensioni – vengono definiti megafauna quelli di taglia superiore agli 800 kg: si parla per semplicità di elefanti e ippopotami ma naturalmente intendiamo i loro antenati – pongono una doppia sfida agli umani. Per gli uomini preistorici, non era affatto facile cacciarli, e neanche approfittare delle carcasse di quelli morti per cause naturali o uccisi da altri predatori: anche solo la macellazione di bestioni del genere richiedeva tecnologie che non erano lì dall’inizio della nostra storia. Per gli uomini moderni, non è facile stabilire quando tutto questo è iniziato, e cosa ha comportato. 

Ma nel 2022, un gruppo di studio spagnolo-statunitense coordinato dal paleoantropologo Manuel Domínguez-Rodrigo ha scoperto un nuovo sito nella gola di Olduvai, in Tanzania. Si tratta di un posto talmente pieno di resti umani, animali e manufatti antichissimi, che è stato definito la culla dell’umanità. E infatti a distanza di più di cento anni dalla sua scoperta, continua a rivelare meraviglie. Eccoci: tre anni dopo, sono stati pubblicati i risultati dello studio, che rivelano un nuovo sito di macellazione di elefanti, definito come il più antico mai trovato. L’ipotesi è che i resti risalgano a circa 1,8 milioni di anni fa.

Gli hamburger plant based stanno perdendo la sfida con la carne Gli hamburger plant based stanno perdendo la sfida con la carne

Questa data è importante per due motivi: uno, è molto più antica di quanto si era creduto finora. Due, coincide con il passaggio a una nuova tecnologia, un nuovo modo di forgiare gli utensili di pietra. Gli archeologi parlano di “industria litica”: la prima e più semplice, fatta da pietre in grado di tagliare e scalfire solo da un lato, viene chiamata industria olduvaiana, dal nome della gola appunto; mentre quella successiva, acheuleana, è caratterizzata da strumenti più precisi e taglienti, utili sia per la caccia che per la macellazione.

Lo studio sottolinea questa coincidenza, tra il cambiamento nel modo di procacciarsi il cibo e la capacità di costruire nuovi utensili. “Questo cambio di comportamento”, si legge nella presentazione, “è accompagnato da siti di occupazione più ampi e complessi, che segnalano una profonda trasformazione ecologica e tecnologica. Piuttosto che una ricerca opportunistica di prede, questi risultati suggeriscono un adattamento strategico alle risorse della megafauna, con implicazioni per la sussistenza umana primitiva e l’organizzazione sociale. La capacità di sfruttare sistematicamente prede di grandi dimensioni rappresenta una traiettoria evolutiva unica, senza un analogo moderno diretto, poiché i moderni cacciatori-raccoglitori lo fanno solo episodicamente”.

La carne come causa dell’evoluzione

bistecca reverse searing

Già in passato vari studi hanno affermato che il passaggio da una dieta erbivora e frugivora a una dieta basata sul consumo di carne sia stata decisiva per un salto qualitativo nell’evoluzione umana, insieme a un’altra serie di con-cause: maggiori risorse energetiche, intestino più corto (meno verdure) e mascelle meno potenti (meno frutta a guscio) in favore di un cervello più grande. Anche se poi, studi più recenti hanno a loro volta retrodatato il consumo di vegetali pieni di amido, che prima si ritenevano caratteristici del neolitico ovvero conseguenti alla nascita dell’agricoltura: cosa è stato a dare la spinta decisiva, la carne o il grano? Probabilmente entrambi. 

“La documentazione relativa all’Homo erectus in questo periodo, con un’anatomia molto più grande rispetto agli ominini precedenti e contemporanei, suggerisce che una dieta a base di carne fosse alla base di questi cambiamenti. Avere accesso ripetuto a megafauna ad alto rendimento avrebbe consentito l’accesso a una grande quantità di cibo per un gruppo numeroso per un periodo di tempo considerevole. Così come gli Hadza moderni possono allontanare predatori come i leoni da grandi prede, quei primi ominini potrebbero aver mantenuto una posizione simile, soprattutto date le loro dimensioni maggiori. Un’ulteriore risorsa importante, il grasso, potrebbe aver spinto gli ominini a prendere di mira i proboscidati, poiché le loro ossa lunghe contengono grandi quantità di grasso, in particolare uno dei famosi Omega-3 (EPA). Questa risorsa attualmente non è in competizione, poiché le iene moderne non possono rompere le ossa lunghe degli elefanti negli individui adulti”.

A essere pignoli, come sempre quando si parla di cose avvenuto milioni di anni fa e che quindi vengono dedotte tramite prove indirette, le conclusioni lasciano lo spazio a dubbi. Lo stesso studio sottolinea che le coincidenze temporali potrebbero essere, appunto, delle mere coincidenze: correlation is not causation, come si dice. E poi stranamente sono state trovate tracce di scalfitture sulle ossa di elefanti nei siti dove c’erano strumenti dell’industria litica più primitiva, e non dove c’erano utensili più raffinati. Insomma tutto è da confermare. Quel che è certo, è che la storia antica non smetterà mai di riservarci novità.