di Nunzia Clemente 28 Dicembre 2015

Anche la prima tornata di stravizi natalizi ce la siamo levata. E però, con le funzioni fisiologiche ancora sotto stress per il super lavoro di questi giorni, consolati soltanto dalla tivù che martella con la pubblicità del Biochestasi, il nostro pensiero torna sempre lì.

Alla fetta di panettone superstite nell’incarto. Agli struffoli scampati agli attacchi del parentame. All’angolo di panforte sopravvissuto in dispensa.

Vi siete mai chiesti perché durante le feste di Natale non riusciamo a smettere di mangiare? Perché i buoni propositi di una sana alimentazione vanno puntualmente a farsi benedire? Perché sbottonato tutto il possibile, continuiamo a mangiare in modo irrefrenabile?

Alla ricerca di una risposta abbiamo trovato plausibile e consolatoria la spiegazione scientifica data dal Guardian.

Di norma, il cervello ragiona “per esperienza”e quando, sulla scorta delle informazioni raccolte nei pasti precedenti, abbiamo mangiato abbastanza segnala che è arrivato il momento di smettere.

Un meccanismo controllato dai livelli di sale e zucchero presenti nel sangue che scongiura l’overdose glicemica.

Ma nel momento in cui sconvolgiamo le abitudini esagerando a pranzo (“tanto poi chi cena”), sbocconcellando panettone, torrone e mandarini, infine cenando regolarmente, tutto innaffiato da dosi poco omeopatiche di Bollicine o Champagne, capita che il cervello, nel ruolo dell’inflessibile guardiano alimentare vada in tilt.

Incapace di riconoscere la soglia di sazietà allenta la presa dimenticandosi di notificare che basta, quando è troppo è troppo.

L’alcol, il desiderio di adeguarsi al comportamento degli altri, l’ansia e l’eccitazione fanno il resto: ecco le vere ragioni degli eccessi alimentari e dell’auto-indulgenza natalizia.

Tanto vale mettersi lo stomaco in pace e predisporsi per la prossima tornata di stravizi? Decidetelo voi!

[Crediti: Link: Guardian]