di Nunzia Clemente 19 Maggio 2016

Con molto spavento ci eravamo (quasi) rassegnati all’esistenza del salmone geneticamente modificato. Poi lo avevano bloccato, beh, meglio così.

Ora però, un corposo rapporto della National Academy of Sciences, l’ente che affianca i presidenti americani sulle questioni scientifiche, delibera che OGM e colture geneticamente modificate sono sicure da mangiare, oltre a non nuocere all’ambiente.

Anche se la promessa di aumentare i raccolti non è stata mantenuta.

Lo studio che in due anni ha esaminato oltre mille ricerche sulla salute umana e sull’ambiente, si propone come il più completo svolto finora. Nessuno dei 20 esperti che lo hanno redatto ha o ha avuto in passato rapporti con multinazionali come Monsanto, cosa successa in precedenza.

E per non sottrarsi ai dubbi dei cittadini hanno deciso di aprire i commenti nel sito dedicato allo studio.

Il comitato ha esaminato gli effetti delle colture più comuni, come il mais, sia in America (legale dal 1996) che in Europa, dove gli OGM sono meno diffusi: non hanno riscontrato discrepanze numeriche rispetto all’incidenza di cancro, diabete oppure obesità imputabili al consumo di colture modificate tra i due continenti.

In definitiva, non esistono prove ragionevoli per pensare che le persone vengano danneggiate dal consumo di cibo proveniente da coltivazioni geneticamente modificate.

Esiste però un rovescio della medaglia, non proprio secondario: nonostante i progressi compiuto dall’ingegneria genetica in campo agroalimentare gli OGM allo stato attuale non sfameranno il mondo.

La produttività mondiale non sembra aumentata così tanto da poter soddisfare il costante numero di persone sotto la soglia minima di nutrizione.

[Crediti | Link: NY Times, Dissapore]