Gli OGM sono sicuri da mangiare ma non sfameranno il mondo

Con molto spavento ci eravamo (quasi) rassegnati all’esistenza del salmone geneticamente modificato. Poi lo avevano bloccato, beh, meglio così.

Ora però, un corposo rapporto della National Academy of Sciences, l’ente che affianca i presidenti americani sulle questioni scientifiche, delibera che OGM e colture geneticamente modificate sono sicure da mangiare, oltre a non nuocere all’ambiente.

Anche se la promessa di aumentare i raccolti non è stata mantenuta.

Lo studio che in due anni ha esaminato oltre mille ricerche sulla salute umana e sull’ambiente, si propone come il più completo svolto finora. Nessuno dei 20 esperti che lo hanno redatto ha o ha avuto in passato rapporti con multinazionali come Monsanto, cosa successa in precedenza.

E per non sottrarsi ai dubbi dei cittadini hanno deciso di aprire i commenti nel sito dedicato allo studio.

Il comitato ha esaminato gli effetti delle colture più comuni, come il mais, sia in America (legale dal 1996) che in Europa, dove gli OGM sono meno diffusi: non hanno riscontrato discrepanze numeriche rispetto all’incidenza di cancro, diabete oppure obesità imputabili al consumo di colture modificate tra i due continenti.

In definitiva, non esistono prove ragionevoli per pensare che le persone vengano danneggiate dal consumo di cibo proveniente da coltivazioni geneticamente modificate.

Esiste però un rovescio della medaglia, non proprio secondario: nonostante i progressi compiuto dall’ingegneria genetica in campo agroalimentare gli OGM allo stato attuale non sfameranno il mondo.

La produttività mondiale non sembra aumentata così tanto da poter soddisfare il costante numero di persone sotto la soglia minima di nutrizione.

[Crediti | Link: NY Times, Dissapore]

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

19 Maggio 2016

commenti (4)

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  1. Avatar Orval87 ha detto:

    “un corposo rapporto della National Academy of Sciences, l’ente che affianca i presidenti americani sulle questioni scientifiche”…beh, considerando che i presidenti americani fanno le loro campagne finanziati anche dai lobbisti e alla luce del sole, non mi sorprenderebbe se anche tale ente fosse in qualche modo correlato a tali lobby.
    Pure se con premura hanno premesso che “nessuno degli studiosi ha lavorato per Monsanto” (cosa che automaticamente fa pensare allora a quanto fossero credibili i precedenti “studi”)…”it’s USA, baby”

  2. Avatar Gio2710 ha detto:

    Con tutto il rispetto, sono anni che nessuno, seriamente, si poneva il dubbio circa la sicurezza alimentare degli OGM, ma ben venga una (credo) metanalisi finale. Sulla questione delle rese, a tutto c’è un limite, se la popolazione mondiale esplode, non è che sottomano abbiamo nuove piante con rese altrettanto “esplosive” per sfamare tutti. Questo peró non cambia che le nuove varietà producano molto di più dei grani “antichi” che tanto piacciono ai fan del biologico a tutti i costi.

  3. Avatar Msimone ha detto:

    Il problema principale dell’ uso OGM che viene contestato non è di natura salutistica. Il maggior problema è l’ impoverimento delle varietà di sementi usate e la dipendenza da fornitori per le sementi che una volta gli agricoltori si autoproducevano a costo 0.
    Il problema della produttività e la necessità di non usare diserbanti già oggi è superato con tecniche come la coltura idroponica e l’ uso droni per le semine precise. Anche negli stati uniti gli ogm come le carni con anabolizzanti stanno incontrando sempre meno estimatori, ma la soluzione non sono certo i coltivatori autarchici che producono produzioni di nicchia per ricchi. L’ Italia dovrebbe convertire le produzioni a campo aperto con uso diserbanti alla coltivazione in serra idroponica come fa l’ olanda.

    1. Avatar Gio2710 ha detto:

      Il problema della dipendenza dai fornitori esiste anche per i semi convenzionali, in quanto i contadini non usano più riseminare parte del raccolto. Da decenni, non da ieri. L’immagine bucolica dell’agricoltore che pianta il chicco di mais alla faccia della monsanto, fa parte del mito anti-OGM, insieme alla fragola-pesce e agli studi che proverebbero chissà quali malattie dovute al biotech.