Partito Democratico: cosa dice il programma in materia di cibo, agricoltura e acqua

Abbiamo esaminato il programma elettorale del Partito Democratico per vedere cosa dice sui temi che ci interessano: cibo, acqua e agricoltura. Ecco quello che abbiamo trovato.

Enrico Letta

Cosa pensi la Meloni sui temi a noi cari ve lo abbiamo detto già. Di conseguenza, e seguendo un’alternanza che comprenderete, è il turno del Partito Democratico, il cui programma si può leggere integralmente qui: cosa dobbiamo aspettarci dal PD in materia di cibo, agricoltura e acqua?

Premessa necessaria: in previsione di questa data abbiamo deciso di esaminare i programmi elettorali dei principali partiti che si presentano alle elezioni per vedere se e come sono trattati i temi che ci interessano più da vicino: cibo, acqua, agricoltura, ma anche turismo, ospitalità, pesca e allevamento. Questo perché siamo fortemente convinti che questi temi rappresentino un campo politico ed economico e non siano semplicemente argomenti che riguardano il tempo libero (sì, anche quello però) o il divertimento.

Volta per volta esamineremo i programmi elettorali dei partiti, tenendo conto che si tratta delle loro principali dichiarazioni pubbliche di intenti, spesso fumose, vaghe e solamente accennate, e vedremo quanti passaggi possono coinvolgerci direttamente, impattando sulle vicende dei mesi a venire. Con la consapevolezza che anche altrove gli stessi argomenti possono essere approfonditi ma anche che i programmi rappresentano il passaporto di ogni campagna elettorale. Oggi dunque parliamo del programma politico del Partito Democratico e delle intenzioni di Letta & Co sul fronte agroalimentare.

Il reddito alimentare

All’interno del programma del PD è espressa la volontà di instaurare una sorta di reddito alimentare per “permettere a tutte e tutti di avere accesso a un’alimentazione sana, a partire dai bambini e dalle bambine. Lo faremo non solo attraverso l’impegno a rendere universale e gratuito l’accesso alle mense scolastiche, ma anche introducendo una forma di reddito alimentare, tramite un sistema digitale che permetta alle persone indigenti di iscriversi e ricevere mensilmente un determinato numero di pacchi alimentari, attraverso il recupero del cibo, che rischia di essere sprecato, dalla distribuzione e la sua successiva erogazione in centri di distribuzione messi a disposizione dai Comuni”. Questo argomento rientra nel punto “cibo e alimentazione di qualità” che serve “Per combattere la povertà alimentare con strumenti di sostegno al reddito, mense gratuite in ogni scuola primaria, filiere alimentari più efficienti e redistribuzione dei prodotti a rischio spreco”. Interessante la menzione delle filiere, anche se l’argomento non verrà più toccato.

Suolo e consumo di suolo

Sul tema del consumo di suolo, di cui si è recentemente parlato in un rapporto che ha messo in luce che in Italia il consumo di suolo è ritornato a galoppare, è prevista una legge specifica oltre “a una serie di interventi per la difesa dell’uso del suolo agricolo, con un Piano nazionale per l’acqua, la siccità e il dissesto idrogeologico che metta al centro la costruzione e dislocazione strategica territoriale di nuovi invasi e investimenti volti a ridurre della dispersione idrica” inoltre si prosegue con “l’ammodernamento, l’innovazione tecnologia, l’evoluzione green, la trasparenza, nelle imprese e nel lavoro affinché l’agricoltura diventi il miglior motore per la transizione ecologica. Con un fondo di rotazione di 500 milioni possiamo avviare il sostegno a 2500 progetti di impresa agricola verde”. Tutti concetti giusti, ma decisamente poco approfonditi, almeno in questa circostanza.

Agricoltura e acqua

siccità

Ancora su questo argomento i candidati del PD affermano di puntare a “introdurre piani contro la siccità e a disegnare l’agricoltura, l’allevamento e la pesca come motori della transizione ecologica, anche attraverso il potenziamento della digitalizzazione dei processi di tracciamento e monitoraggio”. Più avanti il concetto viene ribadito con parole simili: “La transizione ecologica si intreccia poi con la transizione digitale in molti aspetti, primo tra tutti quello di una migliore programmazione dell’uso del suolo, delle colture e del consumo idrogeologico, in ragione di una più efficace capacità di monitoraggio e tracciamento, la raccolta e condivisione di dati, lo sviluppo dell’agricoltura di precisione”. Per essere più concreti, il PD punta a proporre “un pacchetto di misure che valorizzi le sinergie territoriali in un quadro di coordinamento nazionale per la tutela dell’ecosistema e della salute, inclusa la tutela delle coste e del mare e il sostegno della transizione ecologica nel settore ittico”.

Etichettature

Nello stesso ambito si parla anche della necessità di rendere i cittadini più consapevoli di cosa stanno acquistando, da cui “Nel solco delle iniziative europee, vogliamo accelerare tutti i processi di etichettatura digitale dei prodotti che eliminino le distorsioni e le inefficienze dei vecchi sistemi di etichette (come nel caso del nutriscore) e forniscano al consumatore informazioni utili e trasparenti circa l’origine dei prodotti e il loro tracciamento, l’impatto ambientale della produzione e del trasporto”.