di Luca Iaccarino 12 Aprile 2018

Ma allora esistono d’avvero! Giuro, non ci avrei scommesso una pizza di Cracco.

Eppure ieri leggo su una testata vera –l’edizione torinese del Corriere della Sera, non pizza e fichi– un articolo firmato da Livia Fonsatti titolato così “Federica e Marta, respiriane: “Il cibo non è utile, ci nutriamo d’energia. A casa non ci sono più pentole””.

Nelle righe che seguono, un’intervista doppia a Federica Summa, cuneese di 43 anni, e Marta Piccioni, 41 anni di Farigliano, sempre in provincia di Cuneo.

[C’erano i vegetariani, i vegani, ora ci sono i reducetariani]

Le due donne rilasciano dichiarazioni di questo stampo (ma l’articolo del Corriere è stato rimosso, nonostante si possa ancora leggere qui, e comunque, pare non fosse venuto troppo bene).

— “Oramai ho quasi del tutto abbandonato i cibi solidi, Io non ho desiderio di assumere cibo, perché sono immersa in quello che mi circonda”;
— “Per me l’alimentazione pranica è la via per sperimentare una libertà interiore che mi permette di scegliere se alimentarmi o meno, senza doverlo fare perché bisogna farlo”;
— “Non ho fame, mi sento sazia dell’energia che ho raccolto.” “Cambia anche l’odore della pelle, è come ringiovanire” e via così.

Il tutto mi ha ricordato da vicino il meraviglioso libro “La vegetariana” della scrittrice Han Kang, storia di una donna che dalla rinuncia alla carne parte per un percorso che la porterà a voler vivere come una pianta, di sola luce.

Ora: ammesso e non concesso che la storia di Federica e Marta sia vera, su di loro si potrebbe scatenare una tempesta di ironie, ma sarebbe sbagliato. Non c’è niente di divertente in una storia di autodistruzione, sempre che non sia tarocca.

[Abbiamo preso in giro i vegani perché ignoravamo le altre diete alternative]

Non perdiamo di vista il punto, ché a forza di relativizzare non si sa dove si finisce: quelle che si nutrono di luce, terra e acqua sono le piante; gli animali, tra cui noi, mangiano. Se uno poi non si nutre proprio, è un minerale. Punto. Stop. Fine del dibattito.

Se uno pensa di vivere dell'”energia in cui è immerso” mi auguro che le persone che gli sono vicino si rendano conto che è una china molto pericolosa, che ha bisogno di cure per il corpo e per la mente.

E anche chi promulga queste pratiche andrebbe tenuto sotto stretta osservazione. Soprattutto dalle autorità.