di Cinzia Alfè 23 Marzo 2017
sale

Una normale tazza di cereali, quelli che mangiamo tutte le mattina per fare colazione, contiene più sale di un pacchetto di patatine fritte.

Non lo avreste immaginato, vero?  E ne contengono dosi sorprendenti anche i formaggi spalmabili o gli alimenti più impensabili come i biscotti e le brioches.

Il problema è che noi italiani ingeriamo circa 12,5 grammi di sale al giorno,  cioè oltre il doppio della quantità raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, vale a dire 5 grammi giornalieri  –circa un cucchiaino da caffè.

E il più delle volte  questa quantità non arriva dal pizzico di sale  con cui insaporiamo le nostre pietanze, bensì da quello presente nei cibi, soprattutto industriali, conservati in dispensa: pane, cracker, salse, salumi o zuppe pronte.

Considerato che il sale è riconosciuto   tra i principali responsabili dell’aumento di alcune gravi patologie che vanno dal colesterolo alla pressione alta, dall’ictus all’infarto, il contenuto di sale degli alimenti che mettiamo in tavola andrebbe certamente  conosciuto meglio.

Purtroppo spesso le etichette non aiutano, e  spesso del sale viene indicato soltanto il suo contenuto di sodio; in questo caso, occorre tenere  presente che un grammo di sodio equivale a 2,5 grammi di sale.

E proprio la settimana corrente, che terminerà domenica 26 marzo, è stata proclamata “settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale”, con tanto di sito della Sinu, Società italiana di nutrizione umana, che propone un questionario per valutarne il consumo.

L’obiettivo è ridurre il consumo totale di sale, come raccomandato dall’OMS, di ben il 30% entro il 2025.

ALIMENTI IMPENSABILI

cereali da colazione

 

Ma si può scoprire nel dettaglio dove si nasconde il sale? Certo!  Vediamolo insieme, iniziando proprio dagli alimenti in apparenza innocui perché poco salati al palato, ma che in realtà contengono dosi alte o medie di sale.

Biscotti

Sì, gli inoffensivi biscotti della prima colazione contengono sale, anche se hanno l’immagine di rassicuranti mulini: ogni etto di biscotti contiene in media 225 milligrammi di sodio.

Biscotti per l’infanzia

100 gr di biscotti per la prima infanzia contengono 200 mg. di sodio. Un contenuto sorprendente.

Brioche

Un etto di brioche invece contiene 390 mg. di sodio. Chi lo avrebbe detto di un dolce?

 Pane 

Anche il rassicurante pane di segale contiene sale. Ben 580 mg. di sodio per etto. Il pane al latte, invece, ne contiene 460 mg.

Cereali da colazione

Sono tra i principali colpevoli, con il loro abnorme contenuto di sale. Addirittura 1100 mg. di sodio per etto.

Salse e condimenti

La maionese contiene 635 mg. di sodio per etto, mentre la margarina 800 mg. Il pesto, invece, arriva in media a 1020 mg. per etto, il ketchup a 1400 mg. e la senape –incredibile!– a 2360 mg.

Pizza

La pizza bianca contiene 789 mg. di sodio per etto, mentre quella rossa si attesta su soli 775 mg. per etto. Importi comunque elevati

Formaggi

700 sono i mg. di sodio per etto del Grana, mentre per il Parmigiano Reggiano sono 600 mg. e per la fontina 686 mg. I formaggini ne contengono invece 1000 mg. e i formaggi da spalmare 1100 mg. Il pecorino può arrivare addirittura a 1800 mg.

Salumi

Il prosciutto cotto magro contiene 726 mg. di sodio per etto, il prosciutto crudo disossato 2238 mg., il prosciutto crudo di Parma 2578 mg. mentre il cotechino 1138 mg. Gli hot dog invece contengono 961 mg. di sodio per etto, la bresaola 1680 mg., il salame 1890 mg., la pancetta 2230 mg. e lo speck 1557 mg.

Fagioli cannellini in scatola

Anche i candidi cannellini contengono la loro dose di sodio: 431 mg. per etto.

Prodotti ittici

Le vongole contengono 601 mg. di sodio per etto, mentre le acciughe sott’olio 4450 mg. – quasi un record –  le alici marinate 2230 mg., il salmone affumicato 1880 mg. e il caviale 2200 mg.

 Minestrone liofilizzato

Incredibile: sono ben 5600 i mg. di sodio contenuto in ogni etto. Una bella cifra, non c’è che dire. Capite, adesso, perché è così gustoso!

ALIMENTI SALATI

patate fritte

Ci sono poi gli alimenti salati anche al palato, quelli che è più prevedibile trovare in questa lista. Sul podio, com’era prevedibile aspettarsi, troviamo tre veri pesi massimi: il sale da cucina, con 39.300 mg. di sodio per etto, il dado da brodo, con 16.982 mg. per etto e la salsa di soia, con 5.720 mg. per etto. Una vera esplosione di sodio!

Le patatine in busta contengono 1070 mg. di sodio per etto, i capperi sotto sale 2240 mg., le olive verdi 1680 mg..

Sale iodato

Un’ultimo accenno allo iodio. La quantità giornaliera raccomandata è di circa 0,15 milligrammi, che salgono a 0,25 in caso di gravidanza e allattamento. E il nostro Paese, insieme alla Corea, è quello con il più alto tasso di carenza da iodio.

Per questo è in commercio un tipo di sale da cucina a cui è stato addizionato dello iodio, in misura tale per cui in 5 grammi di sale vi sia la quantità necessaria di iodio per l’organismo umano (30 mg per chilo). Questo perché né il sale comune e nemmeno il sale integrale contengono la quantità necessaria di iodio.

E no, nemmeno il tanto decantato sale dell’Himalaya non presenta tracce di iodio ma anzi, contiene parecchie impurità che, se pur in dosi minime, lo rendono una sostanza che è preferibile non assumere.

Meglio quindi il comune sale bianco. Ma poco.

E forse, diminuendo le quantità di sale, riusciremo a riscoprire il sapore degli alimenti che mangiamo. Facendo del bene alla nostra salute.

[Crediti | Link: Repubblica, Dissapore]