di Cinzia Alfè 21 Agosto 2017
insetti supermercati

Ormai è andata. Turiamoci coscienziosamente il naso e mandiamo giù l’amaro calice. O meglio, l’amaro boccone. Da lunedì prossimo, 27 agosto, grilli e cavallette tenteranno l’allungo sulle nostre tavole.

Un ingresso trionfale dalla porta principale, e non da quella angusta di qualche chef stellato con le sue ardite creazioni, ovvero la porta della grande distribuzione, i supermercati insomma; supermercati svizzeri, per la precisione.

Nel mese di maggio i giovani imprenditori di Essento, una startup di Zurigo che produce cibo a base di insetti, hanno infatti  ricevuto tre autorizzazioni a commercializzare i prodotti dell’azienda, e la catena Coop sarà la prima a piazzarli sui propri scaffali.

Anche se per il momento i tre insetti autorizzati –tenebrio mugnaio, o larva della farina (Tenebrio molitor), grillo domestico (Acheta domesticus) e cavallette (Locusta migratoria)– non saranno venduti integri in tutto il loro splendore bensì sotto forma di più rassicuranti polpette o di piccoli hamburger, addizionati con riso, legumi, spezie e verdure, oltre a un paté di tenebrio da spalmare sul pane.

Essento sta inoltre lavorando a patatine chips, ravioli, pasta, pane, tutto sempre a base di insetti.

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Per trovare grilli e larve interi, invece, sia nei negozi che nei ristoranti, occorrerà purtroppo avere ancora un po’ di  pazienza, a causa di problemi collegati all’importazione.

Per essere importati, infatti,  gli insetti devono provenire da allevamenti controllati che rispettino le stringenti norme igieniche elvetiche. Tutti gli insetti allevati per l’alimentazione umana devono inoltre essere di quarta generazione, fatto che rende necessario, almeno fino al prossimo autunno –quando ciò saranno disponibili insetti prodotti in territorio elvetico– ricorrere alle importazioni, generalmente da Francia e Paesi Bassi.

Ma, questioni burocratiche a parte, il tabù è ormai caduto, e l’entomofagia sta per fare il suo ingresso ufficilae nell’immobile e obsoleta alimentazione occidentale.

Del resto, una percentuale elevata della popolazione mondiale da secoli si nutre di insetti, senza contare che grilli e cavallette non hanno bisogno degli stessi enormi quantitativi d’acqua di bovini e suini, oltre a non ammorbare l’aria con le loro emissioni. Per tacere dell’abbondanza di proteine.

Tutti motivi che dovrebbero aiutarci a superare l’innato disgusto, concedendo agli insetti l’opportunità di un assaggio. E se non li trovaste esteticamente appetibili, pensate a gamberi, granchi e aragoste: di certo non sono molto meglio.

[Crediti | Link: Repubblica]