Arrogant Sour Festival 2019: programma e novità del festival delle birre acide

È IL festival italiano delle birre acide, punto di riferimento nel suo genere per tutti gli appassionati di birra d’Europa (e oltre): l’Arrogant Sour Festival ha la capacità di far accorrere da oltre-oceano birrai e beergeek, nel bucolico Chiostro della Ghiara di Reggio Emilia. Quest’anno cade tra il 31 maggio e il 2 giugno e noi di Dissapore, media partner dell’evento, ci stiamo preparando omaggiando cinque lettori, tra voi, di dieci gettoni in omaggio (vi diciamo come al fondo dell’articolo) e raccontandovi programma e novità della manifestazione.

Tanto per iniziare, si intende: le protagoniste sono, come sempre, le birre sour, che per qualche motivo impenetrabile si fanno amare in maniera trasversale da beeer-addicted, gourmand a qualunque titolo, vinofili, persino loro. Quindi parliamo di lambic, gueuze, kriek, framboise, faro, gose, berliner weisse, oud bruin, flemish red ale, farmhouse saison.

Più di 160 le birre alla spina ruoteranno lungo il bancone di 40 metri (q-u-a-r-a-n-t-a), servite dai publican più in vista della scena italiana, rigorosamente artigianale. Dopotutto l’organizzatore del festival, Alessandro Belli, è un publican: al servizio ci tiene.

Presto vi comunicheremo l’elenco di birre e birrifici, suggerendovi le imperdibili secondo noi, alle solite.

Le novità

Il cibo

All’Arrogant Sour Festival si mangia bene; niente focaccione buono solo per la fondazza puntualmente stantio. Si bevono birre di un certo pregio (e costo), perdìo! Il festival ci ha abituati al gelato di Simone Defeo, alla pizza di Francesco Oppido, alla carne della macelleria Brarda, l’erbazzone di Forno Moderno, i salumi di Bettella. Tutti presenti all’appello, accanto a qualche novità gastronomica.

arrogant sour festivalarrogant sour festival

Quest’anno ci saranno anche i formaggi di Guffanti, affinatore famoso se ce n’è uno, con una selezione studiata appositamente per le acide del festival. Poi Diego Rossi, di Trippa Milano, che domenica 2 giugno farà un cammeo con la sua proposta gastronomica, Stefano Callegari, con il suo street food romano, e Pasticceria Incerti. Quest’ultimo è probabilmente il nome meno conosciuto, tra le novità, ma sappiamo dall’organizzazione che Chiara Incerti è una promessa del territorio. Proveremo.

In aggiunta, i cioccolati bean to bar di Brave Beans, che definire non convenzionali è dire poco: mono-origini dai sentori arditi, che promettono lunghe meditazioni in abbinamento alle birre.

Ancora a proposito di cibo, per domenica 2 giugno è prevista una collaborazione tra Callegari e Oppido, che tireranno fuori qualche pizza esclusiva per l’occasione.

Le bevande analcoliche

Oltre alla torrefazione Lady Caffè, presenza fissa del festival di cui vi abbiamo parlato più volte in ambito di Specialty Coffee, ci saranno Molecola – la cola alternativa, per intenderci – e Wami, l’acqua che sostiene la realizzazione di progetti idrici in villaggi bisognosi, attraverso l’acquisto delle bottigliette.

La spedizione delle birre dal “Sour Beershop”

Oltre alle birre alla spina, come tutti gli anni, ci saranno il “lambic corner”, la bottaia, dedicata alla produzione in botte, e il beershop, con centinaia di etichette, in molti casi pressoché irreperibili, in vendita. Il problema è (era) il trasporto, per molti che il festival lo raggiungono in treno o, magari, in aereo. Quindi da quest’anno si può spedire la birra, direttamente dal “Sour Beershop”, a casa propria. Se credete di acquistare bottiglie, vi suggeriamo di dare un’occhiata a questo link.

Gli orari

Si parte venerdì 31 a mezzogiorno, fino all’1. Sabato e domenica l’Arrogant Sour Festival apre le porte prima, alle 11 del mattino, e chiude sempre all’1 di notte.

I laboratori

I laboratori si ampliano, o meglio si diversificano. Si va dal “seminario sulle fermentazioni miste” (gratuito), consigliato per gli addetti ai lavori, alle degustazioni più altisonanti con birre in abbinamento. Per dire che venerdì, alle ore 16, Andrea Incerti Vezzani dello stellato Ca’ Matilde, cucinerà carne Wagyu, che sarà abbinata alle fermentazioni spontanee di Cantillon, insieme al gelato gastronomico di Simone De Feo. Più che una degustazione è un menu (costa 70 euro, ma vedete voi).

E ancora, il “corso tecnico di spillatura” tenuto da Michele Galati, diviso in due tappe, il focus sui “nuovi mondi”, l’Australia e gli States, l’immancabile laboratorio su vini naturali e birre acide.

Potete trovare l’elenco dei laboratori sulla pagina Facebook dell’evento, per informazioni ulteriori e prenotazioni, ma tenete conto che sono in continuo aggiornamento.

I biglietti

L’ingresso al Chiostro costa 10 euro e include bracciale d’ingresso al festival, bicchiere serigrafato e 1 bottiglia d’acqua Wami da mezzo litro. Poi, per bere, servono i gettoni .Potete convertire gli euro in moneta locale (1 euro = 1 gettone) alle casse d’ingresso o (altra novità di quest’anno), acquistare “coin pack” in prevendita, che saranno ritirati in loco, in cassa prioritaria.

Come avere i gettoni in omaggio di Dissapore

Se siete arrivati fino a questo punto è perché alla birra acida ci tenete proprio. Bravi, ora dovete solo commentare, al fondo di questo articolo, facendoci capire perché dovremmo scegliere proprio voi e omaggiarvi di 10 gettoni per l’Arrogant Sour Festival: raccontateci la prima vostra esperienza con un lambic, qualsiasi effetto vi abbia fatto, firmandovi con nome e cognome e utilizzando una mail valida.

A mezzogiorno del 15 maggio la redazione stabilirà, insindacabilmente, chi si aggiudicherà i gettoni. Saremo noi a contattarvi.

Ci vediamo al Sour!

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

10 Maggio 2019

commenti (10)

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  1. Avatar Marco Blengino ha detto:

    La prima esperienza con un Lambic l’ho avuta grazie al grande Giacu, Luca Giaccone, che la fece assaggiare a una serata di degustazioni a Saluzzo. Un nuovo mondo da esplorare, sensazioni inedite per un curioso e vizioso come me… sapevo già come sarebbe finita ? Iniziai a comprarne e a collezionarli per bere poi tra qualche anno dopo invecchiamento … riuscii anche a partecipare a una cotta a Cantillon , esperienza incredibile , anche difficile raccontarla ! Scegliete me perché sono un vostro grande fan e un grande fan delle sour !

  2. Avatar Davide ha detto:

    La prima volta con un Lambic Lambic fu circa 7 anni fa e, precisamente con una Geuze (di Boon), una Mariage Parfait che mi fece rimanere letteralmente a bocca aperta, dall’apertura della bottiglianfino all’ultimo sorso…Da lì un assaggio dopo l’altro e la scoperta di un mondo fantastico che ho condiviso con amici in serate tra risate, chiacchiere e sapori fantastici!..ci vediamo all’Arrogant!

  3. Avatar Ilaria ciabatti ha detto:

    La prima esperienza con una sour l’ho avuta in un locale molto fornito di birre per tutti i gusti, che organizzò una degustazione guidata.
    Tra le altre azzardò una acida, non avevo mai neanche sentito nominare queato genere: la prima reazione fu “questa birra è andata a male”… poi però spinta dalla curiosità (e dall’amico proprietario del locale) ho provato e riprovato e… dopo un po’ è sbocciato l’amore ❤ adesso nella top 5 delle mie birre favorite ci sono 3 sour (e una barley wine, lo ammetto!)

  4. Avatar Luca ha detto:

    Ormai cinque o sei anni fa e il mio amico Paolo, come da buone tradizioni, ci trovavamo all’Eurhop a Roma con l’intenzione di allargare i nostri orizzonti birrari. Ci facemmo spillare, completamente all’oscuro di cosa fosse, un lambic fermo da Cantillon. Assaggiamo, ci guardammo con uno sguardo che non so descrivere e svuotammo prontamente i bicchieri nei lavandini. In quel momento non immaginavamo neanche lontanamente che quello era l’inizio di tutto, dell’immenso amore per le birre acide e di tante bottiglie bevute insieme. Ora una ottima gouze o una bellissima kriek non manca mai nelle nostre dispense.

  5. Avatar Paolo Celoria ha detto:

    Nel 1997 andai per la prima volta in Belgio, ospite di un amico. Andammo a fare spesa con tanta bella roba tra cui credo una geuze di Boon che nessuno sapeva bene cosa fosse.
    Tra il disgusto dei miei amici, sorprendentemente io mi innamorai subito di quegli aromi e di quei gusti strani e lontani dalle abitudini.
    Da allora ogni possibilità di bere lambic e derivati l’ho colta con tutto l’entusiasmo possibile. E non mi sono mai fermato!

  6. Avatar Davide ha detto:

    Correva l’anno…vattelapesca…durante un viaggio in bici per i castelli della Loira. Come di consuetudine, dopo una lunga giornata in sella, la sera andavamo alla ricerca di birra per anestetizzare il dolente sedere. Ricordo questo pub vecchio e maleodorante (come piace a noi) a Tours o forse Orleans, in cui ci hanno servito la nostra prima birra acida. Alla ciliegia dicevano (a posteriori credo fosse una lambic), è buona dicevano…beh l abbiamo bevuta a forza tappandoci il naso. Da allora è scattato l amore, ovunque vada non faccio altro che cercare birre acide. Stima per i birrifici che hanno il coraggio di produrle!

  7. Avatar daniele milani ha detto:

    Ricordo nitidamente la mia prima volta Era l’otto ottobre 2012, durante il primo corso di degustazione di birra. Dopo anni di birre di Lambrate, di pub e beershop, e centinaia di bevute inconsapevoli, mia moglie pensò che mi sarebbe piaciuto approfondire e mi fece IL REGALO, sorprendente e inaspettato come gli effetti che produsse… Durante una delle prime lezioni del corso il relatore ci presentò una birra che non avevo mai visto né assaggiato, di colore rosso rubino e emozionante al naso: sentori di ciliegie, stalla, muffa, odori di cantina, note agrumate e acetiche. Eh sì, era la mia prima Kriek di Cantillon!! L’amore per le sour è aumentato negli anni e 10 gettoni potrebbero essere un ulteriore incentivo per venire a Reggio

  8. Avatar Andrea ha detto:

    La mia prima birra sour l ho bevuto 4 anni fa e non mi è completamente piaciuta, ma dopo un anno, e dopo aver conosciuto e assaggiato svariato stili di birra artigianale, ho deciso di riassaggiarle me ne sono innamorato! Da allora ho bevuto una grande quantità di birre sour e sono andato a Reggio Emilia nei 3 Anna passati per tutta la durata del festival, provando un grande rilassamento perché all arrogant sour festival mi sento in famiglia, e si gustano birre che non si trovano in nessun altro posto!

  9. Avatar Alessandro Vitali ha detto:

    Ahhh…La mia prima sour, una liefmans goudenband bevuta a capodanno circa 6 anni fa…allora non sapevo neanche cosa fossero le sour o le lambic. Avevo qualche conoscenza sulle ipa e le stout, ma non potevo immaginare cosa sarebbe accaduto dopo. Ancora mi ricordo le parole che mi ripetei in testa quel giorno:”non berrò mai più una cosa del genere”. Era acida, anzi acidissima per il mio palato, tanto che non riuscivo a finirla insieme ad un mio amico. Da quel giorno pian piano, ogni volta che entravo in un pub, andavo in cerca di quel sapore che tanto mi aveva infastidito all’inizio…non sò precisamente il motivo, ma tutt’ora me lo chiedo. Forse per la loro complessità, forse perché ogni bevuta è diversa dalle altre, ma una cosa la sò di certo: a differenza di altri stili, non mi stancherò mai di bere birre sour!
    Dovreste scegliere me perché voglio intraprendendere un percorso di crescita in questo ambito, e sto cercando di formarmi sia a livello degustativo che teorico per poter pian piano crescere sia per il mio piacere personale, ma magari, chi lo sa, anche per un futuro lavoro!

  10. Avatar Emanuele Gelati ha detto:

    La prima esperienza?
    Imbevibile.
    Credevo fosse uno scherzo: ma alla birra non puoi dire di no, evidentemente non la stai capendo.
    E poi, ci si va per un addio al celibato…sono certo che alla fine piaceranno a tutti.