Beer Attraction: abbiamo provato le birre artigianali italiane che hanno vinto

Sulla carta i birrai artigianali italiani si giocavano due partite importanti nell’ultimo mese, Beer Attraction e Birraio dell’anno, due eventi con annessi premi e riconoscimenti che potevano rimescolare le carte. Alla fine non è andata così, sono state fatte scelte abbastanza diplomatiche.

Baladin è ancora il miglior birrificio artigianale del Paese. Almeno secondo Unionbirrai, associazione di produttori artigianali che per Beer Attraction, dal 18 al 21 febbraio a Rimini, ha sguinzagliato una giuria internazionale nell’inevitabile (e interminabile) assaggio alla cieca.

Con tre ori e un bronzo, il birrificio di Teo Musso ha vinto per somma dei premi, ma tutto lo zoccolo duro dei birrifici artigianali ha tenuto la scena, come ad esempio Birrificio Italiano.

La giuria di Beer Attraction per non risultare troppo conformista ha premiato molti nomi nuovi o semi-sconosciuti. Il medagliere è infinito, neanche fossimo ai Grammy Awards: 29 podi per altrettante categorie, compresa la non indispensabile “birra alle castagne”.

DSC_0690

BeerAttraction sta vieppiù diventando il Vinitaly della birra, con biglietto d’ingresso a prova di ubriaconi (26 euro), lista degli espositori molto studiata e birrai impettiti un po’ forzati nel ruolo di addetti alle pubbliche relazioni. Completa il quadro il costo della birra, 20 euro al litro, che aveva l’obiettivo di tenere lontano chiunque non fosse un distributore.

Ci siamo andati, ovviamente, abbiamo assaggiato tutte le birre premiate disponibili e vi diamo conto dei nostri migliori 10 assaggi, che corrispondono ad altrettante medaglie d’oro.

Inevitabile premessa: per scelta che non discutiamo alla gara non partecipavano alcuni birrifici noti ai lettori di Dissapore, come Extraomnes e Toccalmatto.

Birre chiare, bassa fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione tedesca e ceca:

1° Posto – Milledue91 – Mastino (San Martino Buon Albergo, VR)

mastino; 1291

A dieci anni precisi dall’esordio, il birrificio Mastino vince un oro con la prima birra prodotta. In pratica il premio “meglio tardi che mai” a una birra perfetto esempio di stile “Bohemian Pilsner”.

Mi è stato spiegato che viene realizzata con l’antico metodo di produzione, attraverso “una decozione a tre tempre” e io spaventatissima ho ingurgitato un sorso più poderoso del precedente.

E’ una birra rustica, che definirei quasi masticabile. Profuma di crosta di pane e rinfresca la bocca lasciando un chiaro ricordo di erba appena tagliata. Sul finale è secca, molto minerale, invoglia a continuare la bevuta decisamente amara.

Birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico di ispirazione angloamericana:

1° Posto – Dea di Eternal City Brewing (Roma)

dea; beerattraction

Meglio noto come ECB, questo è l’unico birrificio all’interno dei confini di Roma Capitale. La golden ale che l’ha ha portato alla vittoria è un 4 gradi e mezzo di freschezza e delicati equilibri. Floreale al palato, ha un profumo, persistente nel retrogusto, dolcemente fruttato.

Dopo averla assaggiata, non sono riuscita a togliermi dalla testa la pesca bianca col miele d’acacia con cui facevo merenda da piccola.

Birre chiare e ambrate, fermentazione ibrida, basso grado alcolico:

1° Posto – Elk di Birrificio 61cento

Birre ambrate e scure, bassa fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione tedesca:

1° Posto – Winter Zeit di Birrificio Valrendena

Birre bassa fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione tedesca:

1° Posto – J and B di Statale9

Birre alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione anglosassone:

1° Posto – Bronzo di Rocca dei Corti

Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, basso/medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione anglosassone (IPA):

1° Posto – Cinquantanodi – P3 Brewing (Sassari)

p3 brewing company; 50 nodi

Premessa: le Indian Pale Ale di scuola inglese sono la specialità di questo birrificio. Quindi, poco da stupirsi che abbia vinto l’oro nella sua categoria.

La 50 nodi è una birra che definirei decisa. Il colore ambrato sembra il preludio del caramello che si fa largo in bocca stemperato da un gradevole sentore erbaceo. La dolcezza viene interrotta dal luppolo; un lieve effetto di resina in bocca (forse un eccesso di luppolo americano) precede il finale amaro, secco. Gradi: 5.8%.

Birre Chiare e ambrate, alta fermentazione, basso grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American Pale Ale):

1° posto – Hop Series / HS14 – Cr/AK (Campodarsego, PD)

cr:ak

Vince l’oro per le American Pale Ale e si porta a casa la nostra speciale menzione per l’indecifrabilità dell’etichetta: la scritta “Citra, Mosaic” si riferisce ai luppoli impiegati per questa birra della linea “Hop series”, dedicata alle produzioni limitate e stabilite dalla disponibilità, per l’appunto, di luppoli che meritano.

L’ostentazione della data d’imbottigliamento in primo piano è dovuta alla fissa del birraio per la freschezza della birra; scade dopo sei mesi, per dire.

Non dimostra i suoi sei gradi e mezzo. Al netto dei profumi in parte tropicali, l’assaggio è un crescendo agrumato che si sposta sempre più sul limone, fino a ricordare la pellicina bianca che divide buccia e polpa. Il retrogusto è lievemente erbaceo.

Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, medio grado alcolico, luppolate, di ispirazione americana (American IPA):

1° Posto – Orifiamma di Birrificio Porta Bruciata

Birre chiare e ambrate, alta fermentazione, alto grado alcolico, luppolate, di ispirazione angloamericana

1° Posto – Freewheelin’, Foglie d’Erba (Forni di sopra, UD)

foglie d'erba

Meno carbonata (leggesi: gasata) di altre birre di questo genere, la Freewheelin’ è una double IPA (o Imperial IPA, se vi piacciono le definizioni altisonanti) da otto gradi e mezzo, tanto luppolata quanto aromatica. L’inizio è ricco e intenso, vuoi anche per l’utilizzo di malti caramellati, ma è stato il finale a stupirci: una dissolvenza piacevolmente prolungata, con accenni agrumati che vanno dall’arancia rossa all’eleganza amaricante del pompelmo rosa.

Birre Specialty IPA:

1° Posto – Buco Nero di Birrificio Calibro22

Birre Strong Ale di ispirazione angloamericana:

1° Posto – Millican Extra del Birrificio Mezzopasso

Birre scure, alta fermentazione, basso grado alcolico, d’ispirazione angloamericana:

1° Posto — Koi di Birrificio 61cento (Pesaro)

DSC_0819

Tra i birrifici di cui non conoscevamo l’esistenza, eccone uno che si è portato a casa due ori. Per una questione di gusto personale, abbiamo provato la milk stout.

Schiuma densa e cremosa che ricorda molto il caffè-latte, 4.9 gradi di sentori dolci e piuttosto avvolgenti: oltre a caffè e cioccolato, caratteristici di una stout, un profumo di mou piuttosto netto.

Birre scure, alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana:

1° Posto – Hop’N’Hell di No Tomorrow Craft Beer

Birre alta fermentazione, alto grado alcolico di ispirazione angloamericana (Barley Wine):

1° Posto – Lune di Birrificio Baladin

Birre con frumento maltato, di ispirazione tedesca:

1° Posto – B.I. Weizen – Birrificio Italiano (Limido comasco, CO)

italiano

Sono vent’anni che la fanno, così. La B.I. Weizen è un classico di Birrificio Italiano, pietra miliare della birra artigianale italiana insieme al già citato Birrificio Baladin.

L’oro a questa birra è un premio alla costanza produttiva, si sentono l’inconfondibile banana, la speziatura elegante inferiore alle classiche Weisse a cui questa è liberamente ispirata. Un consiglio ai ritardatari che vogliono avvicinarsi al mondo della birra artigianale: iniziate da questa, o dalla Tipopils, sempre dello stesso birrificio.

Birre Blanche / Witbier:

1° Posto – Fiordalisa del Birrificio Manerba

Birre chiare, alta fermentazione, basso grado alcolico, di ispirazione belga:

1° Posto – Nazionale – Birrificio Baladin (Piozzo, CN)

baladin

Ironia della sorte: birrificio Baladin, che alle competizioni è solito fare incetta di premi con birre barricate e virtuosismi da invecchiamento, ha sbaragliato la concorrenza con la più facile delle bevute, una blond ale che aggiunta ai soliti ori ha portato Teo Musso alla vittoria.

Che poi la vittoria, per amor di patria, non è solo sua: la Nazionale è la prima (e attualmente l’unica) birra interamente italiana, nel senso che lo sono tutte le materie prime.

Gradazione alcolica abbastanza alta (6.5%) per una bevibilità estrema; ciò è dovuto alla percentuale elevata di attenuazione dei lieviti, caratteristica principale di un prodotto solo apparentemente semplice.

Insieme a: Trupija – ‘A Magara (Nocera Terinese, CZ)

'a magara; trupija

Nonostante solo quattro anni di vita, il birrificio ‘A Magara primeggia nella scena brassicola calabrese. Questa volta è arrivato primo a parimerito con Baladin, addirittura, nella categoria dedicata alle Belgian Ale, anche se Eraldo Conti, il birraio, preferisce definirla “Sweet Saison”, a sottolineare la marcata impronta dolce di questa birra.

Mielosa lo è, in effetti, l’essenza che viene in mente è l’acacia, ma la bevuta non è per nulla piatta: al naso spicca il candito di agrume, mentre in bocca si fa spazio il balsamico dell’eucalipto. 6 gradi, e una schiuma pannosa.

Cat. 19 – Saison:

1° Posto – Staisereno di Railroad Brewing Company

Cat. 20 – Chiare, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga:

1° Posto – Nirvana del Birrificio dell’Aspide

Categoria 21 – Scure, alta fermentazione, alto grado alcolico, di ispirazione belga:

1° Posto – Primatia – Birrifico Birranova (Conversano, BA)

birranova

Il mosto di fichi, che per tradizione in Puglia s’impiega a guisa di sciroppo d’acero nelle cartellate, tipico dolce natalizio, viene inserito in questa birra durante la bollitura. Va da sé che il grado alcolico si alza, arrivando a 9 gradi, e che le “cartellate” sono quelle che rischiamo di prendere andando oltre le due pinte.

La Primatia è molto avvolgente, con chiari sentori di frutta matura. Profonda e dalla leggera acidità, al naso mi ha ricordato il miele di castagno, ma senza note pungenti.

Cat. 22– Spezie, caffè e cereali, alta e bassa fermentazione:

1° Posto – Yellow Summer Ale di Renton

Cat. 23 – Affumicate, alta e bassa fermentazione:

1° Posto – Winternest di Lucky Brews

Cat. 24 – Affinate in legno, alta e bassa fermentazione:

1° Posto – Xyauyu Barrel di Birrificio Baladin

Cat. 25 – Birre alla frutta, alta e bassa fermentazione:

1° Posto – Scires BRQ 13/14 di Birrificio Italiano

Cat. 26 – Birre alla castagna, alta e bassa fermentazione:

1° Posto – La Brusata’ di Birrificio Aleghe

Cat. 27 – Birre Acide:

1° Posto – Impombera 2016 di Birrificio Bionoc’

Cat. 28 – Birre al Miele:

1° Posto – Sybarys de La Tresca

Cat. 29 – Italian Grape Ale:

1° Posto – Brut Ira del Birrificio La Fenice

beer attraction

 

Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris

27 Febbraio 2017

commenti (10)

Accedi / Registrati e lascia un commento

  1. luca63 ha detto:

    La birra nazionale e’ una delle poche birre che non ho neanche finito ,una delusione totale.
    Meglio le birre tedesche dei discount .Se questa e’ la numero uno…26 euro di ingresso e 20 euro al litro per gli assaggi,un consiglio.La prossima volta dateli in beneficenza.

  2. ROSAGLUS ha detto:

    Molto difficile stabilire graduatorie nelle birre artigianali.

  3. FEDERICO R ha detto:

    Ma esattamente come si fa ancora a catalogare il Baladin come birrificio “””””artigianale”””””????

    1. luca63 ha detto:

      La birra Baladin e’ come la Chimera.
      Prezzo da birra artigianale.
      Qualita’ da discount.
      P.R. da multinazionale .

    2. Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris ha detto:

      Semplicissimo: lo stabilisce la legge italiana.

    3. FEDERICO R ha detto:

      Luca ha ben riassunto la questione.
      La qualità della birra è andata calando in maniera vertiginosa e, viceversa, il prezzo è salito alle stelle.
      La mia domanda era legata al fatto che la birra Baladin ormai fa parte dell’olimpo di Mr. Farinetti, indi per cui artigianale non mi pare proprio per niente.
      E il recente super mega gigante capannone ne è testimone.
      Per me artigianale è un piccolo birrificio che non usa lavorazioni industriali e da attenzione alle materie prime.

    1. Chiara Cavalleris Chiara Cavalleris ha detto:

      Grazie Marco per il tuo fondamentale contributo a questo articolo, ho corretto il refuso.

  4. Marko.G ha detto:

    Tutti questi ottimi microbirrifici nati come funghi con ognuno la propria peculiarità e poi il più premiato é uno come Balladin….?!!
    Mi sa che l’Italia ha ancora molto da imparare su qualitá e cultura del bere in questo settore…non é solo la mia idea ma dei miei amici belgi esperti mi sono venuti a trovare e hanno la stessa idea….poi gusti sono gusti, ma la storia e la cultura di un paese non la si inventa! Spero solo che i microbirrifici che conosco non cedano alla tentazione di fare piú profitto a discapito della qualità come sta succedendo a molte realtà….