Tra lo yoga e il beer yoga noi preferiamo il secondo

Fare Beer Yoga potrebbe piacerci tanto: si utilizzano le tecniche e le posizioni dello yoga classico, aggiungendo però di tanto in tanto qualche sorso di birra per aiutare la meditazione.

Qui non si vuole discutere che la pratica dello yoga rechi giovamento al corpo e all’anima. Che distenda i muscoli, aiuti la meditazione e ci consenta, per sovrappiù, di fare pace con noi stessi.

Ma perdonate l’ardire, noi crediamo che fare yoga bevendo birra sia molto meglio.

Del resto la tendenza sta diventando planetaria, da Berlino, dov’è stata inventata da un gruppo di stravaganti geek (ossessionati) della birra e sostenitori dei benefici arrecati dallo yoga, è arrivata perfino in Australia, dove il numero di praticanti è ormai cospicuo.

Il gruppo si chiama BierYoga e dichiara di avere alle spalle un centinaio di anni di pratica e tradizione.

E noi ci crediamo senza nemmeno discutere.

“Beer yoga è divertente, ma non è uno scherzo” –dice il fondatore del gruppo, Jhula– “riteniamo che lo spirito dello yoga e il piacere di bere una birra aiutino la ricerca del più alto livello di coscienza raggiungibile.”

Ciononostante, non serve avere maturato esperienze particolari per praticare il Beer Yoga, basta portarsi un tappetino apposito o un asciugamani.

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Ma come funziona il beer yoga, cosa cambia dalla pratica tradizionale dell’antica disciplina indiana?

Non molto, in realtà, le posizioni dello yoga vengono assunte con l’ausilio (o ostacolo) di una bottiglia di birra. Va da sé che di tanto in tanto è ammesso sorseggiare: aiuta la meditazione, stimola l’intelletto e la percezione della coscienza superiore.

Forse libera anche i chackra, anzi: sicuramente li libera.

[Crediti | Link: Mashable]

Avatar Nunzia Clemente Autrice recensioni Campania & more.

22 Gennaio 2017

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