di Nunzia Clemente 10 Marzo 2017
extraction lab new york

Da qualche tempo nei bar italiani le quotazioni di moka, cuccuma napoletana, espressino (e le altre varianti in -ino che da brava napoletana mi fanno rabbrividire) sembrano in ribasso. La verità? Stiamo diventando tutti nerd.

Dal grande Nord abbiamo importato la moda del caffè filtro, dài che ci siamo capiti, il caffè ottenuto per infusione, e ormai parliamo soltanto di “specialty coffee“.

Dissapore stesso vi ha detto quali sono le caffetterie italiane più attrezzate, e durante l’ultimo Salone del Gusto abbiamo scoperto come funziona una macchina per caffè filtro.

Chiaro che tanta specializzazione, con annesse miscele speciali e caffè monorigine, finisca per alzare un po’ il prezzo: da queste caffetterie non si esce senza aver sborsato un euro e cinquanta, a volte anche due euro o più.

Intendiamoci, bazzecole rispetto a Extraction Lab, aperto da poche settimane a New York, anzi a Brooklyn, come ogni locale di tendenza che si rispetti. Da subito, questa specie di enoteca del caffè, moderna e super tecnologica, si è fregiata del titolo di coffee house che serve la tazza di caffè più costosa degli Stati Uniti: ben 18 dollari.

Così costosa che la notizia è rimbalzata anche sul New York Times.

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Minimal, estremista e ogni altro aggettivo che vi viene facile associare all’estetica hipster, Extraction Lab è stato aperto da Alpha Dominche, azienda di culto per gli appassionati, che costruisce macchine da caffè e attrezzature d’avanguardia.

Come il macchinario più diabolico mai concepito per ottenere caffè sempre perfetti, stiamo parlando del rivoluzionario Steampunk, un capolavoro di tecnologia inventato personalmente da Khristian Bombeck, titolare di Alpha Dominche.

Steampunk, un sistema di erogazione che coinvolge il barista ma è in grado di automatizzare gran parte del processo, è la combinazione vincente, con tanto di sistema operativo, touchpad digitale e applicazione dedicata, per ottenere un caffè di alta qualità mettendo insieme caldaia e sifone.

Il barista può erogare caffè partendo da una combinazione di fattori pre-determinati e completamente personalizzabili, può per esempio creare ricette regolando temperatura dell’acqua, filtro, pressione e tempo di estrazione e anche decidere per quanto tempo il liquido estratto debba venire agitato.

Tutto questo vale anche per il tè.

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Stando al New York Times, due di questi gingilli capolavoro costano 13.900 dollari, cifra che, comprensibilmente, inciderà sul prezzo della tazzina di caffè. Ma dalla nuova coffee house di Brooklyn fanno sapere che i prezzi non dipendono tanto dall’impiego di Steampunk, quanto dalla qualità delle miscele di caffè.

Estraction Lab impiega il caffè di Ninety Plus Gesha Estates, produttore che coltiva una varietà molto costosa chiamata Gesha, un caffè che tostato arriva a costare anche 350 dollari a libbra.

[Crediti | Link: Dissapore, The New York Times]