di Valentina Dirindin 8 Agosto 2020
té

Se mi chiedessero di fare una classifica degli elettrodomestici che più hanno cambiato le mie abitudini quotidiane, il microonde sarebbe certamente sul podio, e di certo il preparato nel fornetto senza adoperare pentolame, utilizzando una tazza, una, quella da cui poi berremo l’infuso stesso, è una manna dal cielo.

Mi ci sono voluti più o meno trent’anni per accogliere nella mia vita questo aggeggio magico che prima avevo visto solo nei telefilm americani, ma poi è stato amore. Una lunga storia, durante la quale ho imparato parecchie cose sul microonde: che si autodistrugge con i metalli, che la carne ci si secca, che ci posso anche bollire le patate, che i CD fanno i fuochi d’artificio, che se ci scaldo la pizza mi tolgono la cittadinanza italiana. E che diventa molliccia e appiccicosa.

Oggi, all’improvviso, scopro anche che non ci posso più fare il tè. Che, fondamentalmente, era uno dei due motivi che ha reso eterna la mia storia d’amore con il microonde (l’altra è il lattuccio dei bimbi alle due di notte). Prendo una tazza, la riempio, giro la manovella e pochi secondi dopo ecco la mia bevanda calda.

Calda magari sì, dicono gli esperti, ma non certo alla temperatura corretta per un vero tè inglese. Perché il problema sarebbe proprio quello: il campo elettromagnetico del microonde non scalda in modo uniforme, e la cosa inficerebbe la qualità dell’infusione della bustina del tè.

A dirlo non è mica la signora Maria, sia chiaro. Come riportano diversi siti di informazione internazionali e italiani, i ricercatori dell’Università di scienza e tecnologia elettronica della Cina hanno scoperto che “il liquido vicino alla parte superiore di un contenitore riscaldato a microonde diventa molto più caldo del liquido sul fondo perché anche l’intero bicchiere si sta riscaldando, piuttosto che solo il fondo”. Una questione di moti convettivi:  il microonde, non essendo un bollitore, non scalda i liquidi in maniera uniforme, e il nostro infuso rischia di essere in superficie troppo caldo, gli aromi del nostro Earl Grey esausti, laggiù tiepido, quindi insipido.

Questi scienziati, già riportati dalla stampa di tutto il mondo, non solo hanno individuato un problema che riguarda tutti noi, cogliendoci in fallo, ma soprattuto hanno trovato la soluzione. Si tratta di uno speciale bicchiere in vetro, ricoperto da uno strato d’argento nella parte superiore, che permetterebbe di distribuire il calore del liquido contenuto al suo interno.
E così, gli amici ricercatori universitari cinesi mettono anche in discussione la prima regola del Fight Club degli utilizzatori di microonde: non metterci dentro oggetti metallici.

Io, nel dubbio, prospetto davanti a me due diverse soluzioni per l’inverno: la prima è quella di fingere di non aver mai letto questa scottante ricerca scientifica e continuare a bermi il mio tè non uniformemente scaldato. La seconda, che in effetti non mi dispiace, è quella di riesumare la mia teiera Alessi che cinguetta quando la temperatura è giusta.