di Cinzia Alfè 3 Maggio 2018

Vuole la leggenda che la principessa Margaret, sorella di Elisabetta II, attuale regina d’Inghilterra, fosse così irritata dai piccoli bicchieri utilizzati per servire il gin tonic in volo, a bordo del Concorde, che alla fine un bel giorno abbia afferrato il primo vaso capitatole a tiro e abbia bevuto il drink direttamente da quello.

Certo, per noi comuni mortali le cose vanno diversamente, in genere beviamo drink e liquori senza fare troppo caso al bicchiere.

Ciò detto, un po’ di etichetta non guasta: sapere (con l’aiuto del quotidiano inglese The Guardian) qual è il bicchiere adatto a ogni bevanda –vino, birra o gin che sia– potrebbe rivelarsi utile.

Birra artigianale

Se per alcuni bevitori quel che interessa davvero è avere un bicchiere che non faccia strabordare la schiuma come se fosse un vulcano, per altri la questione del corretto bicchiere è una cosa seria.

Certo, il classico bicchiere da birra, la pinta, può andar bene per ogni tipo di birra, ma se volete fare i raffinati utilizzate per le birre weizen i bicchieri omonimi –quelli dalla forma svasata e la capacità fissa di mezzo litro– in grado, grazie alla svasatura sulla sommità, di tenere a bada le abbondante schiume delle bitter ale.

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Potrebbero sembrare inutili sofismi, eppure, quando si scuciono 5 euro per una rara doppia IPA americana, il classico bicchiere a tulipano con la base e stelo fa sembrare tutto una semplice transazione commerciale, non una vera rapina legalizzata.

Brandy

Per il brandy i bicchieri adatti sono gli “snifter glass”, calici di vetro sottilissimo con base più larga che si restringe verso la sommità. Purtroppo, la loro mancanza in molti dei bar di oggi è indice del declino che il brandy sta affrontando.

Ad ogni modo, questi bicchieri sinuosi hanno il loro perché: si possono tenere comodamente in mano per riscaldare il brandy, mentre il collo stretto concentra l’aroma.

Servire il brandy in un tumbler, come si vede ormai troppo spesso, è tanto mortificante quanto metterci il ghiaccio dentro.

Champagne

Molti esperti rifiutano da qualche tempo la tradizionale flûte. Eppure è da sempre un’elegante vetrina per le bollicine dello Champagne, ma la forma stretta e slanciata pare che inibisca il carattere del vino.

Ora vanno per la maggiore i bicchieri più larghi e ampi, le coppe, che permettono una maggiore areazione del vino.

Gin

Il grande bicchiere panciuto con stelo, la “copa de balon” tanto diffusa in Spagna e Portogallo, è il tipo di bicchiere che dovrebbe avere ogni bar serio, soprattutto per servire il gin.

Oltretutto, bisogna contare il notevole effetto scenografico quando è guarnito con un rametto di rosmarino e dei cubetti di ghiaccio che navigano all’interno.

Vino

Non c’è nulla da fare: se volete gustare come meglio non si può la vostra dose quotidiana di vino, dovete utilizzare dei bicchieri appositi.

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Il volume dell’aria nel bicchiere è la chiave perché il vino riesca a esprimere al meglio il suo carattere.

Ma al giorno d’oggi, è diventato popolare servire il vino in tumbler multifunzionali, invece che nelle grandi e scenografiche coppe, anche per svecchiare l’immagine del vino e dargli un alone meno elitario e più popolare.

[Crediti: The Guardian]